Per quanto riguarda molluschi, vermi e lumache, ti ha già risposto Alex.giacomo1968 ha scritto:
***Su questa differenza tra vegetali e animali non sono d'accordo, perchè i molluschi, come i vermi e le lumache non hanno ne cervello né sistema nervoso.
Le piante, forse questo dato ti è nuovo, hanno una loro sensibilità Studi più e meno recenti hanno dimostrato che le piante sentono il dolore, che avvertono la presenza vicino di qualcuno che le cura con amore, che risentono dell'essere lasciate abbandonate.
Io da anni coltivo un orto familiare e un frutteto, e ti dico che questi principi sono veri.
Le piante possono soffrire da un punto di vista biologico, nel senso che la loro struttura risente delle variazioni di energia dentro e intorno a sè. Ma non ne hanno consapevolezza ed è questo che rappresenta la caratteristica discriminante tra vegetali e animali.
Ma anche prendendo per buona la tua visione sul dolore della pianta, sarebbe una ragione in più per optare per un'alimentazione vegana, in quanto comporta un consumo generale di vegetali inferiore rispetto a quello di un'alimentazione onnivora.
Ma questo non è il discorso che si stava facendo. Qui si parlava di alimentazione.giacomo1968 ha scritto:Sono d'accordo che sopprimere QUALUNQUE vita, se non necessario, sia un atto immorale e ingiusto, ma nel momento in cui tu ti riferisci al principio generale, allora, ripeto, non dovresti usare l'automobile perchè questa uccide esseri viventi:
a) Muovendoti, quanti ne schiacci? E quanti sul parabrezza? E, bada bene, questi non sono vegetali ma animali!
b) L'inquinamento che produci quanto uccide?
Se vuoi essere completamente coerente con il tuo punto di vista, dovresti andare a piedi e stare attento a dove metti i piedi.
Tu pensi che io stia scerzando, ma ti dico che molto monaci buddhisti fanno così e non sono gli unici.
C'è una differenza incommensurabile tra decidere di uccidere (mangiandoli) e uccidere involontariamente (muovendosi).
Certo che l'automobile, ma anche la maggior parte dei nostri beni di consumo, sono in modi differenti causa d'inquinamento/malattia/morte. Infatti anche da quel punto di vista cerco di limitarmi.
Dal momento in cui siamo al mondo, la nostra stessa esistenza ha un minimo impatto su altri esseri. Un impatto nullo sarebbe impossibile, a meno che non mi ritiri in un eremo sperduto. Vivo in questa società e il mio dovere è quello di fare il minimo danno possibile in questo ambito. Dove esistono alternative, si sceglie quella che comporta meno danno. Nel caso dell'alimentazione, è proprio quella vegana.
Il discorso dell'auto lo accetterei da un vegan che non usa l'auto, cioè da qualcuno che fa più di quanto non faccia io. Sicuramente muoiono più animali per l'alimentazione umana che per i suoi mezzi di trasporto.
Non tirare in ballo la coerenza, per favore. Allora a questo punto tanto vale affermare che chi non fa il 100% ma solo il 50%, non può dire nulla a chi fa il 20% per fargli capire come migliorare la sua percentuale.
La mia modesta opinione è che dovresti fermarti a riflettere su quanto ti è stato scritto qui dagli altri amici e prenderti il tempo per rifletterci su, anzichè voler ribattere a tutti i costi cercando ogni vizio nel tuo interlocutore.
Ah sì? Quindi se ti trovi di fronte un impenitente assassino (esempio calzante poichè si parlava di chi ha causato una situazione di forte indignazione, rabbia...) non saresti rigido e cercheresti il conflitto dentro di te?giacomo1968 ha scritto:Prendi una situazione (sceglila tu) che ti susciti indignazione, rabbia, magari con un'intensità tanto forte da portarti alle lacrime. Come ti porresti di fronte a chi causa tale situazione, quando potrebbe tranquillamente farne a meno? Non saresti rigido?
*** No, non sarei rigido, ma al contrario cercherei di vedere dentro di me perchè tanta indignazione e rigidità.
Come già insegnava Freud, se ci irrigidiamo per qualcosa di esterno a noi, significa che il conflitto è dentro di noi...
Io non sono così e me la prendo con lui. Onestamente me ne importerebbe davvero poco di apparirgli rigido.
Ti ricordo che non stiamo parlando di un evento esterno qualsiasi, ma di una profonda ingiustizia. Non ho letto Freud, ma se avesse affermato una cosa del genere comprendendo anche situazioni esterne di violenza, forse sul lettino ci si sarebbe dovuto sdraiare lui.
Con tutto il rispetto, Sigmund... si scherza.
Davvero? In questo caso ti faccio i complimenti. Immagino che, poichè tu vorrai bere latte per tutta la vita, dovrai fare partorire la mucca/capra originaria ogni anno e quindi nel giro di una decina d'anni saresti circondato da bellissimi vitelli (che nel frattempo saranno pure cresciuti)giacomo1968 ha scritto:Però, nel momento in cui mi prendo una capretta, o una mucca, la lascio pascolare sui prati intorno alla mia casa in montagna, le faccio fare i cuccioli e ogni tanto la mungo per un po' di latte o di formaggio (con caglio vegetale), che cosa c'è di male?
Dopo che fine fanno i cuccioli?
*** Me li tengo e li porto a spasso.
Ti invidio sia per la compagnia di cui godrai, sia per le risorse economiche che hai a disposizione, per poterli mantenere fino alla loro scomparsa naturale.
Ripeto: una cosa è la decisione di uccidere, un'altra è farlo involontariamente.giacomo1968 ha scritto:E se mi tengo delle api che nutro con cibo e amore, e poi prendo un po' del loro miele, come prendo una parte delle mele del mio melo, che cosa c'è di male in questo?
il male sta nel fatto che durante le operazioni di smielatura, molte api muoiono.
*** Molte meno di quante ne uccidi tu andando in auto. Per di più, loro muoiono almeno dando qualcosa di utile per la mia vita, mentre tu le uccidi solo perchè non vuoi cambiare la tua vita vendendo l'auto.
Ma a parte ciò, in questa discussione non si stava affatto parlando di scegliere tra A e B (cioè mangiare miele o guidare l'auto), cosa per cui uno dovrebbe necessariamente scegliere una delle due alternative.
Qui tu hai chiesto cosa ci fosse di male nel consumo di miele e io ti ho risposto, motivando con una spiegazione. Ora che lo sai, smetti.
Se qualcuno mi fa notare che quando uso l'auto faccio del danno, me ne sto zitto e non cerco di ribattergli che lui, respirando, inghiotte moscerini e li uccide.
Spiegamelo tu qual è questo valore, allora. Considerare gli animali a nostra disposizione? Stabilire cosa è giusto o sbagliato a seconda di quello che ci suggerisce il palato? Considerare che la mucca è contenta di essere munta perchè ci piace il formaggio?giacomo1968 ha scritto:Possiamo vivere benissimo esclusivamente di prodotti vegetali. Lasciamo stare gli animali.
Dai, è così difficile?
*** No, non è difficile, ma, come ho già detto, considero questa visione rigida e limitata, perchè non prende in considerazione il valore più profondo della vita.
L'attribuzione di termini come 'rigido' o 'limitato' è del tutto arbitraria. Io considero le conseguenze delle mie azioni sugli altri esseri e se, non consumando carni,uova e latticini per evitare loro ulteriori sofferenze, apparirò rigido e limitato, pazienza. Intanto qualche piccola vita l'ho salvata, anche se magari in qualche discussione un onnivoro rimane male di fronte alle mie parole. Finora però non mi è mai capitato di far piangere qualcuno...
Le tue parole non sono nè dure nè pesanti. Forse dovremmo chiedere a qualche animale cosa ne pensa di alcune tue azioni.giacomo1968 ha scritto:Spero che le mie parole non abbiano fatto trasparire troppa rigidità.
*** Assolutamente no, e spero che anche le mie non siano state troppo dure o pesanti.
Alla prossima.
Cari saluti.