Quarto giorno di asilo

Archivio delle discussioni sui forum non più presenti
Avatar utente
raggiodisole
Messaggi: 418
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:34 am

Messaggio da raggiodisole » mer ott 26, 2005 2:32 pm

andrea grasselli ha scritto:

cosa propongo allora? di mostrare ai bimbi la disperazione di questo mondo? per me ci vorrebbe purtroppo anche questo. ma come fare a non traumatizzarli troppo?


andrea
andrea! Scusa se insisto , ma tu vorresti far conoscere ai bimbi tutta la disperazione del mondo, e poi alla prima frignatina dell’asilo , sei convinto che a tenerli subito a casa al riparo ad interagire con la mamma, sia la cosa migliore da farsi?

C’è qualcosa che non quadra, a mio modo di vedere!

Capisco comunque le paure e lo strazio delle mamme davanti alle lacrime dell’asilo
le ho vissute anch’io !!!!!!!!!

Ma dico, forza e coraggio!
Il mondo è duro e crudele, è vero, ma non certamente quello dell’asilo!
Questo l’ho pensato però con il senno di poi –lo ammetto - perché quando mia figlia era piccina vedevo solo la sua fragilità di bimba , che io – mamma – tendevo sempre (l'ho capito dopo!!!) ad ingrandire in maniera quasi abnorme.

Spesso, la fragilità dei nostri bimbi, è la nostra fragilità!

goccia
Messaggi: 1002
Iscritto il: gio ott 21, 2004 2:34 pm
Località: Anzio (Rm)

Messaggio da goccia » mer ott 26, 2005 3:10 pm

raggiodisole ha scritto: C’è qualcosa che non quadra, a mio modo di vedere!
Certo che c'é qualcosa che non quadra: a partire dal tuo modo di vedere le cose, che non lascia spazio ad un bel niente.

"frignatina" non é proprio il modo di considerare il pianto di un bambino al quale, da un giorno all'altro, cambia tutto il mondo.
O forse va bene per il tuo modo di essere e chi dice niente, però se il mio é diverso, per favore cerca almeno di rispettarlo.

Facciamo un esempio semplice: mettiamo che da domani la casa di raggiodisole, per 8 ore al giorno é un'altra; che raggiodisole cambia abitudini (mangiando e dormendo fuori) e anche posto di lavoro trovandosi in mezzo a colleghi nuovi, gente che non ha mai visto.
Raggiodisole, adulta, come prenderà questo cambiamento?
Forse un po' stressata lo sarà ... ma no, non é così, sono io che sono fragile!

Raggiodisole si farà una frignatina e le passa tutto.
Forza e coraggio!

Ciao,
Ultima modifica di goccia il mer ott 26, 2005 3:33 pm, modificato 1 volta in totale.

goccia
Messaggi: 1002
Iscritto il: gio ott 21, 2004 2:34 pm
Località: Anzio (Rm)

Messaggio da goccia » mer ott 26, 2005 3:31 pm

Rispondendo anche a mamypuri volevo dire che ho ripensato alle sue parole ma sono rimasta dello stesso avviso.

Perché sono fatta così: prima di dare per buona un'affermazione fatta da altri devo essere sicura che vada bene per me. Devo assicurarmi che coincida con il mio modo di vedere la vita e con le mie esigenze.
Ed é quello che é successo. Semplicemente non collimava.

Ora quello che mi lascia un po' così é sentire che alcune altre madri sentono le stesse cose che sento io, con un risultato però diverso che nella maggiorparte dei casi mi pare dettato dalle inevitabili circostanze.
Mamipury stessa manifesta di non sapere perché da un certo punto in poi è andato tutto bene con l'asilo.

Io per certo so solo una cosa: Angelica era una bambina diversa prima dell'asilo, molto più sicura e indipendente di oggi.
Ci ho messo tutto questo tempo a renderla una bambina sicura: rispondendo tempestivamente alle sue richieste, allattandola, tenendola con me nel primo anno di vita, rassicurandola con la mia presenza.
E il risultato era stato buono. Tutto spazzato via da una brutta esperienza, che col tempo si sistema di sicuro ma nel frattempo il danno é fatto.

Mandarla all'asilo oggi sarebbe per me la soluzione più comoda.
Perché tenerla vicino in questi giorni significa rallentare tutti i progetti, perdere tempo (e soldi) e gestire tutto provvisoriamente, come posso.
Una roba insostenibile alla lunga. Ma non posso farci nulla.
Ha bisogno di me e quello che conta ora é questo.

Perché Angelica non ha sbagliato niente: siamo noi adulti che abbiamo fatto qualche tipo di errore con lei.

Iregaia
Messaggi: 695
Iscritto il: mer ott 06, 2004 8:21 am
Località: Correggio (RE) Emilia - mamma di Gaia 31/10/03 e Giulio 09/03/06

Messaggio da Iregaia » mer ott 26, 2005 4:04 pm

E' solo una riflessione quella che faccio, ed è solo in base alla mia esperienza che sto vivendo in questo momento.
Io per certo so solo una cosa: Angelica era una bambina diversa prima dell'asilo, molto più sicura e indipendente di oggi
Non è che per caso non è solo colpa dell'asilo, ma di tanti fatti contingenti, tra i quali anche la gravidanza che state affrontando insieme? Tu con i tuoi problemi di mamma lei con i suoi problemi di figlia che si trova a spartire la sua mamma con qualcosa di nuovo? E che mentre cresce la pancia si ritrova ad affrontare anche l'inserimento cosa che può interpretare come ulteriore distacco?
Mandarla all'asilo oggi sarebbe per me la soluzione più comoda.
Tenerla vicino in questi giorni significa rallentare tutti i progetti, perdere tempo (e soldi) e gestire tutto provvisoriamente, come posso.
Una roba insostenibile alla lunga.
Ma non posso farci nulla.
Ha bisogno di me e quello che conta ora é questo.
Sicuramente ha bisogno di te in questo momento e in conseguenza anche a quel che dicevo sopra sembra, non solo per l'asilo.
Angelica non ha sbagliato niente: siamo noi adulti che abbiamo fatto qualche errore con lei.
Su questo non metto dubbio, che lei non abbia sbagliato niente, ma quale genitore non fa errori nel percorso insieme ai figli?
Queste riflessioni sono il risultato di quello che sto vivendo con Gaia, sto cercando di farle capire che non c'è solo lei e che anche papà può aiutarla e giocare con lei, ma nello stesso momento lei è ancora più acppiccicata a me e rifiuta qualsiasi aiuto dal papà! La situazione mi sembra molto simile alla tua solo che si svolge tra le mura domestiche anzichè al nido.
Auguri e in bocca al lupo, un abbraccio Irene

Antonella Sagone
Messaggi: 1252
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
Località: Roma

Messaggio da Antonella Sagone » mer ott 26, 2005 6:39 pm

credo che noi mamme in un momento così delicato come l'inserimento all'asilo avremmo bisogno di molto "silenzio" intorno, cioè nessuna sentenza, diagnosi, consiglio e tantomeno giudizio, ma solo un silenzioso stere vicino e sostenere i nostri sentimenti contrastanti, mentre osserviamo i nostri figli che si cimentano per la prima volta con il mondo di fuori. Questo perché il silenzio esterno aiuterebbe quello interiore e ci darebbe la forza di seguire le nostre intuizione senza tante sovrastrutture su quello che "dovremmo" fare o sentire, su quello che i nostri figli "dovrebbero" fare o sentire. E ci farebbe discriminare quello che può essere una fase sana di adattamento a una situazione nuova a quello che invece è la protesta angosciata di un bambino (e l'eco emotivo che ne prova la mamma) epr una situazione di accoglienza mancata, di approccio rozzo e fuorviante che tante, troppe volte le scuole materne e i nidi hanno.
Ogni volta che ci suona un campanello di allarme tutti si affrettano a dire che è nromale, tutti i bambini fanno così, le madri esagerano e può darsi che in alcuni casi sia pure così; ma molte altre volte, i campanellini di allarme stanno solo facendo il loro lavoro, e la mamma se non fosse così frastornata e confusa da messaggi contrastanti e disconfermanti gli darebbe ascolto molto prima, invece di capire solo a posteriori, magari, di aver fatto uno sbaglio scegliendo quel dato asilo, quella data maestra.

Se un bambino comunque fa un po' di "storie" perché la mamma resti e non sia lasciato solo all'asilo perché è un po' sgomentato da questo enorme cambiamento e non conosce ancora le sue potenzialità di cavarsela, io credo che il suo comportamento non sarà quello di un pianto disperato e prolungato, né di una chiusura emotiva e comportamentale - certi bambini sembrano come inebetiti dopo un po' che vanno all'asilo -: la mamma sono sicura che sa vedere la differenza.

Quando Elena era piccola (3 anni) ero costretta a lasciarla alla materna per andare a lavoro, e lei vedevo benissimo che ci stava veramente male. Il primo anno ho fatto così: 2-3 giorni di materna comunale, e 2 giorni in un nido familiare che una mia amica irlandese aveva organizzato in casa sua.
In quest'altro nido c'erano una dozzina di bambini con 3 adulti che discretamente li assistevano nelle loro attività. C'era un grande giardino e poi una grande sala coperta con tanti scaffali e armadietti a portata di bambino pieni di giochi, compresi quelli "sporcanti" cioè l'occorrente per dipingere, modellare, incollare ecc. C'erano vari tavolini e sedie ad altezza di bambino.
Non c'erano attività strutturate, il bambino sceglieva cosa fare e l'adulto lo aiutava se necessario a procurarsi l'occorrente e a saperlo usare; si formavano spontaneamente gruppetti di bambini che lavoravano insieme, e pensate che questo succedeva nonostante fossero di lingue diverse (parlavano italiano, inglese, francese...). C'era un bagno dove i bambini se volevano andavano, senza bisogno di aspettare il permesso della assistente. Se avevano fame chiedevano e ricevevano un frutto, un biscotto; e c'era a un certo punto un momento strutturato per uno spuntino con cibi fatti in casa.
Quando si entrava in questo luogo ciò che colpiva, in contrasto alla materna pubblica, era il silenzio e la calma, e anche il fervore di attività in sottofondo.
Inutile dire che lì Elena non aveva nessuna difficoltà a farsi lasciare anche tutta la mattina...

ecco, se non avessi avuto questo termine di paragone, sarei stata come tutte le altre mamme in crisi davanti ai painti del figlio che non vuole essere lasciato all'asilo, e avrei probabilmente pensato o mi sarei fatta convincere di essere una mamma "esagerata", iperprotettiva, o di avere un figlio "dipendente", "viziato" o semplicemente "melodrammatico"....
Antonella

mamypuri
Messaggi: 137
Iscritto il: gio feb 03, 2005 12:37 pm
Località: (Bo) mamma di Cristian 5/9/04

Messaggio da mamypuri » mer ott 26, 2005 8:06 pm

Ogni esperienza è diversa, ogni inserimento è diverso, ogni bimbo è diverso, ogni nido è diverso, e potrei continuare così all'infinito. Così come potremmo continuare all'infinito a descrivere le nostre personali esperienze e scelte.
L'intento, qui, era riflettere e aiutare Valeria, o forse riflettere solamente.
Come sempre, ci affacciamo al balcone, e diciamo la nostra.
Nessuna mamma è in errore, ciascuna SCEGLIE e valuta per il bene del suo piccolo.
La situazione che può essere ideale per uno, può rivelarsi sbagliatissima per l'altro.
Scegliere a seconda del proprio buonsenso è senz'altro il comportamento più saggio.

andrea grasselli
Messaggi: 653
Iscritto il: mar ott 05, 2004 8:02 pm
Località: lugano

Messaggio da andrea grasselli » mer ott 26, 2005 8:09 pm

raggiodisole ha scritto:andrea! Scusa se insisto, ma tu vorresti far conoscere ai bimbi tutta la disperazione del mondo, e poi alla prima frignatina dell’asilo, sei convinto che a tenerli subito a casa al riparo ad interagire con la mamma, sia la cosa migliore da farsi?
C’è qualcosa che non quadra, a mio modo di vedere!
quello che ho cercato di esprimere nel mio messaggio è la denuncia della cultura della non accoglienza, dell'abbandono, del non considerare i bambini veramente alla pari nelle scelte (nel senso che ciò che sentono loro ha lo stesso peso di ciò che sentiamo noi).
ho voluto denunciare un mondo basato sulle apparenze, sui luoghi comuni, sulle frasi fatte.

penso che con tanto ascolto i bambini possono essere meglio preparati per affrontare tante difficoltà. lo stare a casa non è a fine protettivo, ma per rispettare il modo di porsi del cucciolo di fronte ad una situazione verso la quale non si sente ancora pronto. se le sue istanze sono accolte (nell'interagire, non nel farsi imporre tutto dai bambini) penso che possa sviluppare meglio gli strumenti di fiducia in se stesso, attraverso tanto amore, per affrontare il mondo sapendo che non è solo.

secondo me il bambino non fa una frignatina. il bambino esprime il suo sentimento. e se la madre non lo accoglie, il messaggio che il bambino riceve è che le sue istanze non sono considerate seriamente. questo può portare il bambino a soffocare poco per volta la sua parte emotiva, quindi più cresce e più diventa razionale e meno avrà i mezzi per provare empatia verso tante sofferenze di questo mondo. come si spiega che una bella fetta della gente che vive in questa società non prova empatia verso tutte le sofferenze di questo mondo? lo ripeto: è tutta una cultura di non ascolto, non accoglienza, di distacco, basata sulla fredda razionalità, e per farla perdurare bisogna iniziare molto presto.

sono cose difficili, non ci sono certezze. viviamo in una società talmente basata sulla fredda razionalità che diventa per noi difficile cercare di considerare tante cose un pochino dall'esterno, con un pochino di distacco da tante sovrastrutture, ma con più amore.

andrea

Avatar utente
raggiodisole
Messaggi: 418
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:34 am

Messaggio da raggiodisole » gio ott 27, 2005 10:06 am

goccia ha scritto:

Certo che c'é qualcosa che non quadra: a partire dal tuo modo di vedere le cose, che non lascia spazio ad un bel niente.

"frignatina" non é proprio il modo di considerare il pianto di un bambino al quale, da un giorno all'altro, cambia tutto il mondo.
O forse va bene per il tuo modo di essere e chi dice niente, però se il mio é diverso, per favore cerca almeno di rispettarlo.


Ciao,
Goccia, ma diosanto! chiedo scusa se con la parola *frignatina* ho urtato la tua sensibilità, ma ti posso assicurare che i bambini che vanno all’asilo, nella maggioranza dei casi, prima o poi - SI’ - *frignano* davvero, sono coscienti di farlo, e ci marciano alla grande.

Poi ci sono i bambini (la minoranza - e probabilmente in questa minoranza, c’è la tua angelica) che piangono per un motivo più preoccupante e di solito è la mamma che riesce quasi sempre a discernere la *frignatina* dal pianto causato da un vero e proprio disagio, e che quindi prendono le dovute soluzioni del caso, anche se la *frignatina* quasi sempre - ripeto - commuove e lacera l’anima alla stessa stregua del *pianto* vero e proprio.


Non voglio apparire insensibile e dura scrivendo così, è solo frutto della mia esperienza . E ti posso assicurare anche che quelli che mi conoscono, mi descrivono come mamma dolce e comprensiva (forse fin troppo!!!), non sono di certo un mastino!!!!
Posso azzardare un’ipotesi, ma prendila con le pinze: magari la tua angelica, visto che sa che sta arrivando un altro bebè, percepisce male questo distacco e quindi evidenzia un disagio; insomma sta a te vedere il da farsi, visto che , nessuno – così si dice - più della mamma conosce i propri figli (anche se non è sempre così)


Io rispetto sempre ogni cosa che viene scritta sui forum perché so benissimo che ognuno di noi è libero di pensarla come crede. ciao

Avatar utente
raggiodisole
Messaggi: 418
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:34 am

Messaggio da raggiodisole » gio ott 27, 2005 10:25 am

goccia ha scritto:

Io per certo so solo una cosa: Angelica era una bambina diversa prima dell'asilo, molto più sicura e indipendente di oggi.
Ci ho messo tutto questo tempo a renderla una bambina sicura: rispondendo tempestivamente alle sue richieste, allattandola, tenendola con me nel primo anno di vita, rassicurandola con la mia presenza.
E il risultato era stato buono. Tutto spazzato via da una brutta esperienza, che col tempo si sistema di sicuro ma nel frattempo il danno é fatto.
sicuramente il risultato è buono ancora adesso, goccia!
non parlare di danni! i danni vengono causati da ben altre cose!
i danni vengono causati da maltrattamenti, disamore, indifferenza!
se la bambina è stata amata e accudita e rassicurata sin dai primi giorni di vita, avrà la certezza di essere amata accudita e rassicurata ugualmente anche se mamma la lascerà qualche giorno all'asilo! smack! mi fai una tenerezza incredibile :)

goccia
Messaggi: 1002
Iscritto il: gio ott 21, 2004 2:34 pm
Località: Anzio (Rm)

Messaggio da goccia » gio ott 27, 2005 12:10 pm

Tempo fà avevo visto un asilo, dalle parti di Latina, dove lavora una mia amica, Milvia, consultente de LLL.
Era una struttura semplicemente fantastica: in mezzo al verde, con un bel giardino davanti e una piccola vallata dietro che terminava con un laghetto. L'asilo é dentro a questa grande casa di legno con le finestre basse (i bambini potevano affacciarsi e guardare fuori!) con belle stanze per i laboratori e le attività e giochi fatti con amore dal personale (anche in cucina).
Piccoli gruppi di bambini.
Un ambiente molto accogliente.
Solo che é lontanissimo: mezz'ora di strada per arrivare.

Per il momento vedo di far tornare la situazione un po' più normale per Angelica e poi, tra qualche mese, credo che potrei riprovarci.
Magari cercherò qualche altra mamma che é interessata a questo genere di soluzione, così, magari possiamo darci una mano col tragitto.

Non credo che il bambino in arrivo c'entri molto.
Angelica sembra felice che ci sia, gli da dei baci sulla pancia, gli parla e gli chiede a volte "pecché non esci fuori?" ... io gli spiego che é presto, che sta diventando grande e che ci vorrà ancora un po' di tempo. L'altro giorno gli ha chiesto: "ce l'hai lo pattolino li dentro?" (lo spazzolino, da denti).
Non credo sia gelosia da bambino in arrivo.

Semplicemente é stato il campanello di cui parla Antonella, al quale io ho biologicamente risposto, come ho fatto del resto sino ad oggi con tutti gli altri campanelli -e sirene- che avevo sentito.

Credo che un po' di silenzio mi farà bene.
Grazie a tutti.

c.m.
Messaggi: 343
Iscritto il: ven ott 08, 2004 9:35 pm
Controllo antispam: diciotto

Messaggio da c.m. » dom ott 30, 2005 7:33 pm

OT
per raggiodisole :

tutto bene , con la gatta Macchiolina ?

Rispondi