sciuga ha scritto:all'istituto dei tumori di milano c'è un gruppo di ricerca "diana" che si occupa del collegamento tra cancro e alimentazione. la loro dieta prevede un'alimentazione basata su frutta, verdura, legumi e cereali integrali. invece taglia del tutto carne, latticini e zucchero.
qui c'è un breve articolo:
Il tumore si vince in cucina
È possibile ridurre il rischio di cancro al seno attraverso una dieta e un modo di cucinare adeguati? A questa domanda da molti anni rispondono gli esperti dell'Istituto dei tumori di Milano guidati da Franco Berrino, che proprio in questi giorni stanno iniziando il terzo studio clinico (Diana 3) sull'argomento.
Il primo obiettivo del Diana è stato quello di verificare una dieta ad hoc per le donne in menopausa che sono più esposte al rischio cancro. Spiega l'epidemiologo: "Le donne in menopausa, che hanno alti livelli di testosterone, hanno una probabilità quasi doppia di andare incontro alla malattia rispetto alle altre. Negli anni scorsi abbiamo dimostrato che una dieta appropriata ha una grande influenza sulla concentrazione dell'ormone come su quella dell'insulin-like growth factor 1 (Igf1), un'altra sostanza i cui livelli sono collegati al cancro mammario". Per giungere alla conclusione Berrino ha messo insieme una squadra di dietisti e clinici che hanno insegnato alle donne, con appuntamenti gastronomici e corsi specifici, come cucinare per migliorare la dieta senza rinunciare al gusto. "Abbiamo fatto ricorso a molte cucine tradizionali, che danno spazio ai legumi e ai cereali integrali, limitando al contempo l'apporto di zuccheri complessi e di carni rosse", spiega. Il secondo studio, condotto alla fine degli anni Novanta, ha confermato il potere di un'alimentazione di questo tipo in donne che avevano già avuto un tumore al seno e che hanno visto ridurre il rischio di recidive. Ora Berrino si accinge a verificare i dati in donne sane giovani, i cui livelli ormonali cambiano in rapporto alle fasi del ciclo e che devono quindi essere controllate in modo assai più complesso. Accanto a un gruppo di donne cui verrà somministrata la dieta già usata, ne sarà studiato un secondo nella cui alimentazione sarà ridotto l'apporto di proteine vegetali quali quelle della soia. Il reclutamento è in corso (per partecipare allo studio, telefonare allo 02 23903552). A. Cod.
da:
http://www.espressonline.it/eol/free/js ... ent=791222
e poi c'è questo:
Dottor Berrino, da qualche anno lei sta conducendo all’Istituto dei Tumori di Milano, anche con l’aiuto dell’Associazione “Attive Come Prima”, lo studio denominato Diana: ci può dire di che si tratta?
«Lo studio è stato suggerito dall’osservazione che l’alimentazione delle popolazioni dove l’incidenza di tumore della mammella è minore, come quelle orientali o dell’Italia meridionale, è ricca di fitoestrogeni, sostanze vegetali simili agli ormoni femminili ma molto meno potenti. I fitoestrogeni sono contenuti nei semi di molti vegetali: ne sono ricchissimi la soia e il lino e in misura minore i cereali purché non siano eccessivamente raffinati, i legumi, la frutta, le noci, le mandorle. L’ipotesi da cui siamo partiti è che attraverso diversi meccanismi di azione i fitoestrogeni abbassino il livello di quegli ormoni sessuali che a loro volta favoriscono il tumore: e che per questo motivo esercitino un’azione protettiva sulla mammella. Per rendere gradevole la nostra dieta abbiamo utilizzato le ricette, anche dimenticate, della tradizione popolare e abbiamo cercato di “occidentalizzare” la dieta senza tradire il suo contenuto».
«Il primo studio Diana ha coinvolto un centinaio di donne sane che per 4 mesi e mezzo hanno accettato una dieta a base di fitoestrogeni: i risultati sono stati positivi, non solo il livello degli ormoni sessuali è diminuito ma è diminuito anche il peso corporeo e il colesterolo. Il secondo studio Diana ha coinvolto donne operate di tumore al seno ed ha avuto un risultato altrettanto soddisfacente: anche se in misura minore del tamoxifene, il farmaco usato per prevenire possibili ricadute della malattia, la diete a base di fitoestrogeni ha confermato di abbassare il livello degli ormoni che possono favorire il tumore e quindi di diminuire il rischio di cancro al seno».
«L’obiettivo per il futuro è di verificare l’effetto della stessa dieta non più sugli ormoni ma direttamente sui tumori della mammella, della prostata e dell’intestino. Per avere dati significativi, però, occorre che allo studio partecipino molte persone e che il tempo di osservazione sia molto più lungo di quello usato in passato (almeno 5 anni). In alternativa la dieta a base di fitoormoni potrebbe essere studiata su un gruppo di donne che appartengono a famiglie ad alto rischio di tumore al seno. In questo caso il numero delle donne che partecipano allo studio potrebbe essere ridotto: la loro adesione a questo progetto sperimentale sarebbe utile sia sul piano personale che alla ricerca oncologica che ha come obiettivo l’identificazione di una dieta in grado di prevenire il tumore».
da:
http://www.vegan3000.info/DettInfoNutri ... sp?Cod=300