La misurazione del SPF viene fatta in vivo, su volontari, attraverso lampade a UVB. E questo si può fare perchè gli UVB sono quelli che danno eritema (quindi un segno visibile). Gli UVA non danno eritema. La misurazione della PPD in vivo non è possibile, per cui viene fatta in vitro (su colture cellulari) attraverso strani algoritmi che non è nemmeno certo siano attendibili (ora non me li ricordo, quando mi sono stati riferiti i parametri adottati mi sono sembrati demenziali
Io mi chiedo - le piccole aziende come faranno?
Chi non potrà effettuare la misurazione PPD smette la produzione dei solari, oppure farà solari sotto falso nome (tipo "coadiuvante la prevenzione del danno ecologico cutaneo in caso di esposizioni a fattori ambientali specie nel mesi estivi"
Inizieremo con altre curiose invenzioni in etichetta?
fabrizio mi chiarisci le idee?
mi piacerebbe sapere anche il parere di chi produce i solari (e che non abbia peli sulla lingua, però).
Secondo un amico dermatologo è la solita legge a presunta tutela dei consumatori, ma fatta solo per favorire le grosse aziende....