QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.

Moderatore: michele ricci

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angel72
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da angel72 » mer ott 03, 2012 7:48 am

barbara71 ha scritto:
flower ha scritto:e con sti tassi da usurai.....banche e stato ladro...è veramente dura stipulare un mutuo oggi giorno...e pensate nella vicina svizzera danno tassi fissi meno del 1%!!!!!!
questo è il motivo principale per cui ho aperto la discussione: la bioediliza è troppo cara per il popolino, allo stato attuale, NON può essere il futuro.
quindi?????????????
si è appena finito di dire che, da questo punto di vista, bioedilizia ed edilizia tradizionale son praticamente la stessa cosa.
quindi stai dicendo che l'edilizia non è per il popolino
perdona la provocazione: cosa c'è di nuovo, in questo??

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angel72
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da angel72 » mer ott 03, 2012 7:51 am

franco mori ha scritto: Chi e quel pazzo che si vuole piu affidare alla ciccioformaggio per fare casa anziche alla Pangasio???? :D :D :D
ooohhhh
finalmente ho capito la differenza tra pangasio e ciccioformaggio
:mrgreen: :mrgreen:

cavallopazzo83
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da cavallopazzo83 » mer ott 03, 2012 8:18 am

barbara71 ha scritto:
flower ha scritto:e con sti tassi da usurai.....banche e stato ladro...è veramente dura stipulare un mutuo oggi giorno...e pensate nella vicina svizzera danno tassi fissi meno del 1%!!!!!!
questo è il motivo principale per cui ho aperto la discussione: la bioediliza è troppo cara per il popolino, allo stato attuale, NON può essere il futuro.
quindi?????????????
Purtroppo non ci sono alternative sui prezzi... devi considerare che in Italia i clienti sono molto esigenti, non gli puoi dare dei prodotti mediocri...quindi i prezzi non caleranno, a meno che non calino le pretese... Poi il lavoro non te lo regala nessuno, devi considerare anche i costi della manodopera, a noi ad esempio tutti i giorni gli operai rompono le scatole per avere l'aumento, anche se da trasfertisti passano i 2000 euro/mese, ma come possiamo pensare di aumentare i costi, in un momento dove stanno diminuendo i prezzi di vendita??... Quindi il futuro è stringere i denti e pedalare, fosse per me proporrei 1 ora al giorno di lavoro allo stipendio che ricevono ora, non per cattiveria intendiamoci, ma per far quadrare i conti...

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barbara71
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da barbara71 » mer ott 03, 2012 8:19 am

angel72 ha scritto:
barbara71 ha scritto:
flower ha scritto:e con sti tassi da usurai.....banche e stato ladro...è veramente dura stipulare un mutuo oggi giorno...e pensate nella vicina svizzera danno tassi fissi meno del 1%!!!!!!
questo è il motivo principale per cui ho aperto la discussione: la bioediliza è troppo cara per il popolino, allo stato attuale, NON può essere il futuro.
quindi?????????????
si è appena finito di dire che, da questo punto di vista, bioedilizia ed edilizia tradizionale son praticamente la stessa cosa.
quindi stai dicendo che l'edilizia non è per il popolino
perdona la provocazione: cosa c'è di nuovo, in questo??
mi sarò spiegata male :? ..
è ovvio che i frequentatori del forum stanno pensando a farla in bioedilizia e non in tradizionale, quindi perdonami ma la valutazione che i costi sono uguali qui non c'entra.
ovvero, appurato che vogliamo a tuti i costi una casa in bieodilizia, appurato che i costi delle case in bioedilizia così come vengono proposte dal mercato (blockhaus, xlam telaio che sia) sono esagerati, se aggiunti anche al costo del terreno, burocrazia, allacci ecc.. come ne usciamo?
A mio parere, urgono nuove proposte di abitazioni in biodilizia che siano meno costose già di per sè, e che in qualche modo facciano anche abbassare i costi della burocrazia, allacci etc etc..
Insomma è un pò tutto il sistema bioeidliza nel complesso che va rivisto, o a mio parere resterà confinato ad una classe di reddito medio-alta, classe che se le cose vanno avanti così, diventerà sempre più esigua.

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barbara71
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da barbara71 » mer ott 03, 2012 8:23 am

cavallopazzo83 ha scritto: ...devi considerare anche i costi della manodopera...
e qui torniamo a quello che avevo scritto tempo fa, ovvero che avevo scoperto a quanto ammontava il costo del montaggio sul totale della mia casa, un costo davvero esorbitante .
ed è per questo che bisogno pensare a qualcosa di nuovo!! non blockhaus, non telaio, non xlam.. qualcosa che sia funzionale, e costi il giusto sia come materiale sia come montaggio. boni dice autocostruzione.. giustissimo, ma poco realizzabile dal 99% della popolazione...
quindi ... cosa ????? :roll: :roll: :roll:

franco mori

Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da franco mori » mer ott 03, 2012 8:48 am

barbara71 ha scritto:
cavallopazzo83 ha scritto: ...devi considerare anche i costi della manodopera...
e qui torniamo a quello che avevo scritto tempo fa, ovvero che avevo scoperto a quanto ammontava il costo del montaggio sul totale della mia casa, un costo davvero esorbitante .
ed è per questo che bisogno pensare a qualcosa di nuovo!! non blockhaus, non telaio, non xlam.. qualcosa che sia funzionale, e costi il giusto sia come materiale sia come montaggio. boni dice autocostruzione.. giustissimo, ma poco realizzabile dal 99% della popolazione...
quindi ... cosa ????? :roll: :roll: :roll:
al dechatlon vendono delle tende molto economiche!!!!

franco mori

Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da franco mori » mer ott 03, 2012 8:49 am

oppure facciamo come si faceva nella vecchia URSS , casa per tutti, tutto uguale , tutto appiattito , tutto grigio,,,,con la gente che cercava di emigrare ....assomiglia mica all italia di oggi??? :oops: :oops: :oops:

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angel72
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da angel72 » mer ott 03, 2012 8:51 am

ora ho capito .
e ho capito anche il perchè non capivo :roll: (ops... si capisce??)
scherzi a parte, non capivo perchè l'idea che la bioedilizia implicasse costi più bassi rispetto al tradizionale non l'ho praticamente mai avuta,a parte nelle prime settimane, quando parlandone con chi ne sapeva quanto me (cioè pochissimo) veniva sempre fuori il concetto casa in legno=casa prefabbricata=soluzione super economica per costruire casa. (e questo è l'assioma che la stragrande maggioranza della gente condivide)
ma è poi bastato chiaccherare un pò con gli addetti ai lavori, frequentare questo forum, per cominciare a capire che tanta tecnologia non poteva essere a costi bassi...anzi trovo molto positivo il fatto che una casa super tecnologica (volendo) costi poco di più di una casa in edilizia tradizionale, dove per tecnologica non intendo domotica o altro (quelle son scelte personali), ma tecnicamente concepita per essere efficiente, sostenibile, ecologica.
è qui che si allarga la forbice rispetto all'edilizia tradizionale: applicare a quest'ultima gli stessi criteri costruttivi non è certo impossibile, anzi dovrebbe essere la regola...ma a che prezzo? allora si che il legno diventa molto più interessante anche dal pdv economico, oltre che dei tempi costruttivi, degli spessori delle pareti, e altro

mi viene un'idea rispetto a quanto proponi tu: le aziende tedesche, anche le più importanti, propongono a prezzo politico delle soluzioni abitative "standard", che però per noi, specie esteticamente, son davvero poco appetibili...ecco, quella è la direzione, solo che il mercato tedesco è molto più maturo del nostro, da noi ci vorrà un pò per vedere proposte analoghe ma esteticamente adatte al nostro mercato

franco mori

Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da franco mori » mer ott 03, 2012 8:58 am

per una volta devo quotare angel,,,,,,,,

poi non e vero che le case tedesche standard son brutte.....io sono 5 anni che le vendo ( solo il 5% di quello che ho venduto e' su progetto del cliente) ...e con la mano di un architetto diventano bellissime....come le altre....qui su promiseland girano diversi clienti che hanno comprato la casa da noi ( anche se non da me ...tutti in zone diverse purtroppo)....apprezzando appunto il risparmio unito alla qualita ed all estetica. Poi certo se volete una villa da mille ed una notte che starebbe bene nella pineta di Forte dei Marmi allora si che ci vuole un progetto esclusivo.....ma mi sembra che le case di cui avete postato i disegni qui su promiseland siano alla fine molto lineari e riconducibili senza problemi ad uno delle decine di progetti standard delle aziende piu quotate...

pero farvelo capire a noi italiani malati di progetto esclusivo e veramente difficile..... :lol: :lol: :lol:
(ma che parlo a fare.....)

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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da barbara71 » mer ott 03, 2012 9:59 am

franco mori ha scritto:
al dechatlon vendono delle tende molto economiche!!!!
coi doppi vetri o senza?
:D

Paolo Boni
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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da Paolo Boni » mer ott 03, 2012 10:35 am

barbara71 ha scritto:
franco mori ha scritto:
al dechatlon vendono delle tende molto economiche!!!!
coi doppi vetri o senza?
:D
Triplo tendaggio con interposto Aria

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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da carletto » mer ott 03, 2012 11:08 am

flower ha scritto:...e pensate nella vicina svizzera danno tassi fissi meno del 1%!!!!!!
Grazie al pippero! Ricevono tonnellate di soldi "sporchi" da tutto il mondo..l'1% coi ricavi delle commissioni che prendono per fare da "lavanderia" è anche troppo!!

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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da angel72 » mer ott 03, 2012 11:30 am

il ticino è un posto brutto brutto brutto

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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da angel72 » mer ott 03, 2012 3:24 pm

ma brutto, nè!

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Re: QUALE FUTURO PER LA BIOEDILIZIA

Messaggio da archlegno » mer ott 03, 2012 6:00 pm

Brava Barbara, un bell'argomento di riflessione per tutti, molto adatto a questo forum.
E le risposte che sono arrivate sono in linea generale più o meno tutte condivisibili.
Di sicuro la biodelizia (termine ormai molto vago, attenzione, dal momento che è ampiamente utilizzato in modo improprio...) non è una scelta in grado di portare benefici economici nell'immediato. Non si tratta - cioè - banalmente di case che costano necessariamente meno in termini di realizzazione.
Possono costare un po' di più o un po' di meno del tradizionale, ma in linea generale (fatte salve condizioni molto particolari e in linea generale poco percorribili, come l'autocostruzione o la tecnologia in paglia ecc.) l'ordine di grandezza della spesa è più o meno lo stesso, anche perché a incidere molto è il prezzo del terreno.
Il vero vantaggio di questo tipo di architettura è nella gestione. Volendo fare un paragone che forse è più comprensibile pensiamo alle automobili. Un'auto ibrida non costa meno di una a benzina o diesel, anzi costa pure di più; il vantaggio lo si misura dopo un certo numero di pieni di carburante e soprattutto (cosa molto importante, che vale anche per l'edilizia) si ha un vero risparmio se e solo se la scelta della tecnologia è realmente compatibile con le modalità di utilizzo.
Accanto a ciò occorre comunque fare una considerazione più generale, che sicuramente non piacerà a gran parte degli utenti di questo forum. Al di là delle tecnologie più o meno performanti in termini energetici resta comunque il fatto che la tipologia edilizia di cui si parla sempre qui (la casa singola isolata con giardino di proprietà) resta - di fatto - uno dei modelli meno sostenibili di urbanizzazione che si possano immaginare. Ad esso infatti corrisponde innanzitutto un consumo di suolo elevatissimo, un costo molto più alto in termini di infrastrutturazione primaria (strade, fognature,...) e soprattutto - ragionando in termini di servizi - una grande difficoltà di gestione dei servizi pubblici centralizzati, primo fra tutti il trasporto pubblico. E' - per intenderci - il modello di urbanizzazione imperante nel Midwest e nel West statunitense. Los Angeles è una città quasi interamente costruita in questo modo e difatti è praticamente priva di trasporto pubblico e quasi interamente gravante sul mezzo privato, con la naturale conseguenza di essere una delle città più inquinate del mondo occidentale.
E' stato calcolato che se si collocassero gli abitanti della sola Milano in abitazioni monofamigliari con giardino l'intera Pianura Padana diventerebbe un'unica immensa megalopoli che divorerebbe ogni lacerto di area naturale e agricola, nella quale il trasporto pubblico diventerebbe di fatto ingestibile. Negli USA, grazie ad una disponibilità di suolo immensa a fronte di una popolazione tutto sommato non così numerosa, ci si è potuti permettere fino ad ora di procedere in questo modo (del resto questo è l'"american dream"...), ma ormai si comincia a misurarne gli effetti negativi. In Europa, e segnatamente in Italia, dove la densità di abitanti è immensamente più elevata e i vincoli (geologici, idrologici ecc.) molto più stringenti, sarebbe di fatto improponibile.
Detto in parole semplici il suolo, nel nostro Paese, è una risorsa molto più limitata ed estremamente più costosa.
Quando in passato Franco Mori ha detto - forse un po' drasticamente - che queste sono case "da ricchi" aveva perfettamente ragione, ma non perché si tratti necessariamente di ville faraoniche. Non è l'edificio di questo tipo ad identificare un modello di vita costosto, ma il modello di città che ci sta dietro. Mi rendo conto che chi sta cercando di costruire una casetta a un piano fuori terra da 150 mq faccia fatica a considerarsi un privilegiato, ma in un mondo in cui le città devono (sottolineo devono, come conseguenza di tutte le direttive in materia di sostenibilità) smettere nel modo più assoluto di crescere in ampiezza per tornare a densificarsi al proprio interno, è naturale che una scelta abitativa contraria a questa tendenza sia per sua stessa natura una scelta unicamente adatta a quei pochi che possono permettersi di pagarne il costo sempre maggiore.
E nel futuro sarà sempre peggio (o meglio, dipende da che punto di vista si considera). Il vero dato rilevante è che nel nostro Paese esiste - all'interno della città consolidata - un immenso patrimonio immobiliare sottoutilizzato o addirittura inutilizzato e nella maggior parte dei casi altamente obsoleto. Ecco, se dovessi individuare un futuro reale per le tecnologie finalizzate al risparmio energetico (tra cui anche la bioedilizia) sicuramente questo sta nella riconversione e nella densificazione dell'esistente. Questa è la linea che stanno seguendo i Paesi europei più avanzati; in Gran Bretagna l'adozione del "Rapporto Rogers" va esattamente in questa direzione, così come il progetto "Grand Pari de l'Agglomération Parisienne" in Francia.
Dentro a questa logica calzano a pennello i nuovi modelli abitativi, come il cohousing, già citato, che però in Italia si scontra con una naturale propensione all'individualismo estremo dei nostri compatrioti.
Ma quel che mi pare praticamente certo è che la "casetta con giardino", nel nostro Paese è ormai un modello urbano che andrà presto o tardi ad esaurimento, con un naturale e ovvio incremento - in tutta la fase di declino - dei costi per realizzarlo.
Ciao

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