Ciao Annuzza, benvenuta e complimenti per la sceltaAnnuzza ha scritto:Buonasera a tutti! Questo è il mio primo messaggio, è da un po' che leggo il vostro forum, da quando ho deciso di fare il passo da onnivora a vegetariana, ora sono ancora in fase di transizione (quando avrò un po' più di tempo mi presenterò meglio)
Quello che tu poni è un classico problema dibattuto dai filosofi che si sono occupati del trattamento morale degli animali non umani, definito da alcuni "il caso della scialuppa di salvataggio" (che equivale alla torre di cui parli).per me sicuramente ha più valore la vita umana di quella animale. Mi spiego, parlando per assurdo e capovolgendo un attimo il punto di vista: se dovessi decidere di sacrificare uno dei miei figli o il mio cane o il mio gatto, dal ponte butterei il cane o il gatto. Se dovessi salvare un bambino sconosciuto o un agnello sconosciuto, salverei il bambino. Se dovessi buttare dalla torre una donna o una spigola, sceglierei la spigola. Mi verrebbe da dire che forse salverei il polipo anzichè qualche noto politico, ma in fondo in fondo non è vero, non riuscirei mai ad eliminare un uomo.
Ma qualcuno di voi sceglierebbe invece la spigola o l'agnello?
Se ne è occupato per esempio Tom Regan in "Gabbie vuote" (edizioni Sonda, http://www.sonda.it/gabbie-vuote/).
Premetto che io (come l'autore) condivido l'etica vegan.
Difficilmente casi così estremi si presentano nella vita reale. Quando scegliamo cosa mettere a tavola non si tratta di scegliere tra la vita di un uomo e quella di un animale, perchè sappiamo che possiamo vivere senza carne dato che abbiamo altri cibi a disposizione. Negli esempi che fai, anch'io razionalmente mi comporterei come te.
Sarebbe sbagliato farlo per antropocentrismo, ma in molti casi possono sussistere ragioni razionali per salvare l'uomo. Dobbiamo considerare le capacità di sentire e pensare dei due esseri, chiederci di cosa priviamo il soggetto togliendogli la vita. Evito di approfondire perchè non voglio dire cose travisabili facilmente, ma ti consiglio caldamente di leggere il libro di Regan, che spiega molto bene la questione. Un altro filosofo, forse ancora più noto, che si è occupato della questione è Peter Singer, in Liberazione Animale e in altri testi.
Però, ribadisco, secondo me non è accettabile dire che la vita di un animale vale, in sè e in ogni caso e stadio della vita, più di quella di un uomo, solo in base e una presunta "superiorità" basata sull'appartenenza di specie.
(Anche il concetto di specie è discutibile - da Darwin in poi sappiamo che non è un'entità statica e sempre uguale a sè stessa).
A presto, e tienici aggiornati sui tuoi progressi