@joshino
Vedo che insisti molto sui presupposti dell'igenismo per smontare la tesi dell'uomo fruttariano. Premesso che non conosco l'igenismo, quindi mi fido di te. Stando a quanto dici:
"per avallare la tesi dell uomo frugivoro si prende ad esempio lo scimpanzè che ha un apparato digerente simile al nostro e che è frugivoro."
poi segui con:
"Nel momento in cui si scopre che anche lo scimpanze seppur in piccola percentuale caccia e si nutre di carne..che cosa si dovrebbe dedurre?"
e poi, senza dare la conclusione, scrivi in maiuscoletto che le premesse dell'igenismo sono sbagliate.
Tutto questo pare quasi una condanna a tutto ciò che segue dell'igenismo, limitandosi a smontare le premesse, senza però trattare il contenuto dell'igenismo.
Sei d'accordo che anche senza quelle premesse il contenuto dell'igenismo potrebbe restare esattamente valido tale e quale e inalterato? Se l'igenismo si basa anche da delle ricerche "scientifiche" (o sarebbe meglio dire statistiche), nel momento in cui la validità delle premesse viene a mancare, secondo te, anche tutto il resto perde di validità?
Sai che la "scienza" e medicina studiano gli animali cercando di individuarne dei modelli per l'essere umano? Se si, dovresti anche sapere che il modello non sarà mai uguale al processo stesso, se non lo sai, almeno su questa piccola cosa prova a fidarti di me, sono un ingegnere elettronico con specializzazione in biomedica e su questa piccola affermazione che il modello non sarà mai uguale al processo stesso ci posso mettere la mano sul fuoco, senza contare che se anche fosse uguale per assurdo, nessuno ci garantisce che si trattino di due sistemi diversi che agli stessi ingressi forniscano le stesse uscite
Anche la scimmia quindi potrebbe avere molte, moltissime similitudini ma comunque avrà per certo delle differenze, altrimenti non si chiamerebbe scimmia ma essere umano.
E chi ci dice in cosa consistono queste differenze? Alcune sono ben visibili, altre meno, altre non lo potrà dire nessuno. E riguardo l'alimentazione? Siamo uguali? Dobbiamo veramente mangiare quello che mangiano le scimmie o i gorilla? Nessuno può dirlo. Quindi direi che al di là dell'igenismo, parere personale, è bene guardare alle scimmie, ma prima di tutto sarebbe bene guardare all'essere umano.
Altro problema grosso qui. Perché? Perché l'essere umano è differente l'uno dall'altro. E come facciamo allora? Questo è il problema della scienza. La scienza applicata all'essere umano non è in grado di dedurre delle regole certe, si perde totalmente e non è possibile avere conclusione scientifica alcuna sull'essere umano (lascia stare la medicina e la statistica che non è SCIENZA).
E Perché non è possibile?
Perché quella che si può applicare all'essere umano appunto non è scienza, ma medicina, statistica. E la statistica per avere una sua validità ha bisogno dei grandi numeri. E cosa significa questo? Come si possono avere grandi numeri se ognuno di noi è diverso dall'altro, se ognuno di noi mangia in maniera differente, se ognuno di noi PENSA in maniera differente, se ognuno di noi fa un'attività fisica differente, se ognuno di noi ha INFINITE variabili differenti l'uno dall'altro?
La scienza cerca sempre di semplificare il modello, riducendo il numero di variabili in gioco, ma lo scienziato sa bene che riducendo le variabili in gioco sta sottoparametrizzando il modello e giungerà a dei risultati errati. Quello che cerca di fare è di regolarsi in base a delle percentuali, e questa non è scienza.
Dici che ti piacerebbe sapere la verità...eheh a chi non piacerebbe?
Rifiuti ciò che non è scientifico per conoscere questa verità, come ad esempio vuoi scartare a priori l'etica, dai del facilone a chi parla di alcune informazioni prese da libri letti, e sei consapevole che "NON SI PUO dire CHE SCIENTIFICAMENTE L''UOMO SIA FRUGIVORO", così come non si può dire scientificamente nessun'altra verità sul tipo di alimentazione dell'uomo. Con queste premesse, ogni risposta che ti verrà data potrà tranquillamente essere presa e buttata nel cesso pari pari, queste non sono le premesse di un confronto sul tema. Per me un confronto è cosa diversa.
Poi dimostri un po' di confusione sull'istinto.
La parola istinto, deriva dal latino INSTINCTUS, participio passato di INSTINGUERE che significa STIMOLARE, ECCITARE.
Dici: "quello che voi chiamate istinto e spesso mescolato ad abitdini/credenze". E no, per favore, quando si parla di istinto, leggi istinto. Le abitudini e credenze sono ben diverse da qualcosa che ti fa sentire eccitato e stimolato e se si osserva bene se stessi forse si può arrivare alla giusta conclusione su qual è il proprio istinto e ripeto ancora una volta il consiglio, se proprio è dura osservare noi stessi, proviamo ad osservare i bambini, proviamo a parlare con loro e a fargli le giuste domande. Se non i bambini, proviamo a parlare con gli anziani che uccidono gli animali da una vita, anche tramite loro credo che possiamo arrivare a capire se quello che fanno lo fanno per istinto o per abitudine, usanza, credenza.
Rileggendo la tua frase: "vi ricordo che l'uomo istintivamente ha cacciato e sgozzato prede per millenni" alla luce del vero significato della parola istinto, mi pare che sia un po' troppo presuntuosa quest'affermazione, non credi? Come fai a dire che lo ha fatto per istinto e non per necessità ad esempio?
In condizioni straordinarie (cioè fuori dall'ordinario), l'uomo compie azioni straordinarie.
Credo che se vogliamo ricercare la vera natura dell'uomo, dobbiamo ricercarla nelle condizioni ordinarie. Altrimenti ti potrei dire SCIENTIFICAMENTE, senza ombra di dubbio che il nutrimento dell'uomo sono anche gli altri uomini morti, le feci e le urine. Questo perché ad esempio, dei prigionieri in Iraq chiusi in un container dopo alcuni giorni, i vivi hanno cominciato a mangiare i morti, a mangiare le proprie feci e bere le proprie urine.
E sai perché ti dico SCIENTIFICAMENTE? Perché per la vera SCIENZA che nasce da Galileo Galilei e il suo metodo scientifico: "« Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato. »". cioè, basta che una volta si verifichi una certa situazione per poter affermare che tutto ciò che la negava non sia affermabile scientificamente.
Capisci la bellezza della scienza e la sua inapplicabilità al fine capire quale sia la dieta ideale per l'uomo?
E se scientificamente non possiamo capirlo, perché nella ricerca dobbiamo andare a privarci di altri strumenti che per natura ci sono dati quali ad esempio l'osservazione dell'istinto?
Il tutto per dire, facciamoci una bella chiacchierata, in tranquillità e con un pizzico di apertura, con la consapevolezza che mai nessuno potrà dimostrarci la verità delle sue affermazioni in questo settore, paradossalmente anche se tali affermazioni fossero realmente vere.
Alla verità ci si può comunque avvicinare un po' di più o un po' di meno, l'importante è cercarla con sincerità, poi come si dice...chi cerca trova
Mah...meglio che mi fermo qui perché sennò mi comincia a girare la testa
