Ciao Andy, noto con piacere che continui con la tua campagna "ascolto chiunque fuori di qui ma è qui che vengo a chiedere conferme".AndyB72 ha scritto:Oggi ho parlato casualmente con un altro progettista, il quale ha avanzato lo stesso dubbio che avevo riscontrato in altri tecnici, sulle case costruite a telaio: il problema della "tenuta all'aria" nel corso del tempo. Anche questo mi ha consigliato, se non voglio costruire in laterizio, di valutare con molta attenzione l'x-lam piuttosto del traliccio.
Mi piacerebbe leggere una risposta in merito da parte dei tecnici che frequentano questo forum, quali Terzi e Boni in particolare..
E' una bella cosa, vuol dire che ci utilizzi come validatori delle opinioni altrui e quindi ci tieni in ottima considerazione.
Da parte mia non posso che ribadire quanto già ho scritto molte altre volte, con una premessa però:
CASACLIMA è un'istituzione meritevolissima.
Detto ciò, si parte dal problema di base:
1) uomo all'interno (creatura debole, indifesa, alla quale il variare di un grado di temperatura crea significativi scompensi, ma anche il variare di un euro nel portafoglio....);
2) condizioni climatiche all'esterno (variabili metro per metro, almeno in Italia: da -20 secco a +50 umido, da -20 umido a +50 secco, da 0 vento a 120 orari, da non sismico a fortemente sismico);
3) necessità di proteggere l'uomo all'interno dalle condizioni all'esterno, senza ridurre l'uomo sul lastrico.
Come si risolve il problema di base?
Col platform? Con l'X-lam? Con il laterocemento? Con la vetroresina? Sigillando tutto? Lasciando traspirare tutto? Una via di mezzo? E quanto costano queste vie?
Risposta: non esiste una versione unica e valida, non foss'altro per la variabilità delle condizioni sopracitata. Pertanto la tua futura casa in legno (o in laterocemento, è lo stesso) corre tutti i rischi di questo mondo: fughe d'aria, crepe, difetti più o meno evidenti.
In laboratorio, dove tutto è perfetto, si possono analizzare la maggior parte delle variabili, e magari arrivare a scoprire che è conveniente (anche economicamente) sigillare ermeticamente la casa inserendo un impianto di ventilazione forzata. A quel punto si può anche scegliere qual'è la tecnica costruttiva che dia più garanzie di tenuta all'aria.
Ma in cantiere, dove niente è perfetto, basta un direttore dei lavori pirla, o un impresa non propriamente corretta, perchè la migliore prova di laboratorio vada a farsi benedire. E con essa i tuoi soldi.
Morale: un bravo progettista, un bravo direttore dei lavori, una impresa decente, un pò di sano realismo. E qualche spiffero. Niente di grave.