ho fatto il parrucchiere da donna per 50 anni e quindi ho un po' d'esperienza, ma ogni volta che faccio la tintura a qualche persona, moglie compresa, e sento uscire da cio' che sto mescolando tutti quegli "effluvi" che mi riportano all'ammoniaca etc., e ogni volta che leggo o tento di leggere i componenti sul tubetto, realizzo che è da 50 anni che gli stessi sono sempre uguali e che
il progresso scientifico è passato su tutto meno che sulle tinture.
è mai possibile che non si voglia salvaguardare la vita di migliaia di operatori del settore continuando a proporre loro questi prodotti cancerogeni? ma le A.S.L. dove sono? la tanto decantata legge126 prevede che si debba usare una specie di cappa aspirante, ma quanti la usano e sopratutto quanto sono pochi gli addetti che sono al corrente del grave problema...?
devo dire che esistono prodotti alternativi ma l'elevato costo ed il risultato non sempre facile che si ottiene spinge i piu' ad usare
questi prodotti che si possono acquistare al supermercato.
se invece sul mercato ci fossero solo prodotti non dico naturali ma meno dannosi e gli altri fossero vietati per legge tutti gli utenti di questo tipo di estetica sarebbero obbligati ad un uso piu' corretto dei coloranti.
per esempio quello che si adopera negli U.S.A. è molto piu' soft ma li' vi sono regole piu' severe...
leggo che Lei è un esperto di prodotti naturali e certamente mi vorrebbe indirizzare verso di essi, ma il problema è rappresentato da migliaia di utenti che comperano "coloranti per capelli" non sapendo la nocivita' dei medesimi .
insomma cosa si puo' fare per portare un po' di ordine in questo segmento di estetica?
Roberto