metodo doman

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Gato
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Re: metodo doman

Messaggio da Gato » ven apr 24, 2009 9:25 am

Non conoscevo questo metodo doman, ma anche a me sembra una forzatura eccessiva. I bambini che hanno l'interesse o la potenzialita' di leggere precocemente, lo possono dimostrare senza bisogno di usare metodi ah hoc.
I nostri figli vivono gia' circondati dalle lettere e dalle scritte: nei libri, nei loghi, nelle targhe delle auto, nelle scritte sulle confezioni dei prodotti che acquistiamo, sulle loro magliette... un bambino ha gia' mille modi di approcciarsi SPONTANEAMENTE alla lettura, se la cosa lo interessa.

Mio figlio (26 mesi) ora sta iniziando a riconoscere le prime lettere.
Riconosce la X, la F, la A e la C. Come si puo' intuire, messe insieme non fanno nessuna parola di senso compiuto, ovvero non siamo stati noi a volergli insegnare proprio QUELLE lettere, e' stato lui a voler sapere "questo cos'e' ?". Perche' proprio QUELLE lettere? Boh, certamente se avessi dovuto insegnargliele io, non sarei partita da quella combinazione!
Ha anche iniziato a "scrivere": nel disegnare ha tracciato una croce, credo casualmente, e tutto orgoglioso l'ha riconosciuta come X esclamando "TITS"! :mrgreen: Da quel momento, "scrive" X in continuazione e dappertutto.
Se continua cosi', credo che questo bambino imparera' presto la lettura, senza bisogno di forzature esterne. Evidentemente a questo bambino la cosa INTERESSA, ed e' lui giorno dopo giorno a farcelo capire.
Agnese

pulcinafiamminga
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Re: metodo doman

Messaggio da pulcinafiamminga » sab mag 02, 2009 3:35 am

chiunque di fronte ad un bambino parla con un tono più enfatico, scandendo bene le parole, e ad un volume più alto, proprio per permettergli di ascoltare e capire i suoni -

non mi risulta proprio!

???

credo che da bimba mi sentirei offesa e presa per stupida se vedo gli adulti parlare in modo 'strano' a me, e odirei chi lo fa, così come ho odiato quelli che pretendevano "dai, dammi un bacio!"


pulcinafiamminga alle prese con la lettura di questo topic

pulcinafiamminga
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Re: metodo doman

Messaggio da pulcinafiamminga » sab mag 02, 2009 4:04 am

in realtà questo è un presupposto di Doman, ed è forse vero che un tempo veramente ci si rivolgeva ai bambini come se fossero scemi o mezzo sordi, alzando il tono della voce, scandendo le parole, usando nomignoli stupidi anzicché le giuste denominazioni delle cose.
La tendenza attuale è invece quella di non considerare i bambini dei "subumani", ma persone a tutti gli effetti e dunque di rivolgersi a loro esattamente come ci si rivolgerebbe a un adulto: non solo con lo stesso rispetto, ma anche con la convinzione che dall'altra parte c'è un indivisuo che capisce quello che diciamo, anche se non è ancora in grado di riprodurre il nostro linguaggio.
Difatti. Sono completamente d'accordo con Sole.

In un neonato o in un bambino piccolissimo, quanto c'è di SUO nell'apprendimento? Credo ben poco, TUTTO quello che impara è il risultato di un nostro "condizionamento" sia esso parlare, muover i primi passi, battere le manine, ecc ecc.
Mah... che i piccoli vedano i genitori come Dio onnipotente ok, ma se i genitori si prendono per il creatore... non avevamo oltrepassato la fase in cui si credevano i piccini dei fogli bianchi su cui scrivere? i bambini sono delle persone. Sono d'accordo anche qui con Sole che dice di non voler essere nè Vasaio nè Giardiniere. Preferisco guardare e scoprire che pianta è questa che sta crescendo sotto i miei occhi!



pulcinafiamminga

sole75
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Re: metodo doman

Messaggio da sole75 » lun mag 04, 2009 2:53 pm

pulcinafiamminga ha scritto:Preferisco guardare e scoprire che pianta è questa che sta crescendo sotto i miei occhi!
Bellissima questa immagine :wink:

Ciao Pulcina!!!!! :D :D :D
Sei tornata?! Mi sei mancata qui sul forum... :P

Baci
Sole

pulcinafiamminga
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Re: metodo doman

Messaggio da pulcinafiamminga » mar mag 05, 2009 7:28 pm

Ciao Sole!! Sì sono tornata, e trovo troppi troppi messaggi per poter leggere e reagire su tutto... quindi al volo... Varun cammina!! tanto bello vedere questo grande cambiamento in un bimbo! Sono 2 settimane ora, e quasi non casca più, mentre all'inizio faceva pochi passi prima di ritrovarsi sul sederino :) :lol:

Mi manchi anche tu. Sul serio, se non abitassi così lontano mi farebbe piacere fare conoscenza di persona! mi trovo sempre così d'accordo con quello che scrivi...
baci!
pulcinafiamminga

simona811
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Re: metodo doman

Messaggio da simona811 » mer mag 06, 2009 4:39 pm

Ciao a tutti,

in genere intervengo poco, o non intervengo affatto, ma la discussione mi ha spinto a fare delle considerazioni che vorrei condividere con voi.

Ho un bambino di 22 mesi e da poco sono entrata in contatto con le teorie della scuola familiare, e sono orientata sull'homeschooling per il mio bambino.

Io ho cominciato a leggere a 2 anni e mezzo perché i miei mi hanno cresciuta un po' come una scimmietta (a 13 mesi mi madre mi ha fatto recitare la poesia di Natale davanti a tutti i parenti...). Mia madre dice che mi ha insegnato a leggere per tenermi impegnata, quando avevo 18 mesi è nato mio fratello e per accudire entrambi teneva lui nella carrozzina e poi nel box (orrore!) e con me giocava e mi insegnava a leggere e scrivere (alla fine mi è andata megio che a mio fratello, và). Io apprendevo, ma so che facevo per accontentarla e per attirare le sue attenzioni ed i suoi complimenti (oltre che per far fare bella figura ai miei genitori).

Nel corso degli anni, ho avuto uno strano rapporto con l'apprendimento e con la lettura: senza entrare nei particolari, posso affermare che le uniche cose che in vita mia ho amato ed appreso con interesse ed amore sono quelle che ho potuto scoprire da sola. E' questa la differenza: io non ho imparato a leggere, è mia madre che me l'ha insegnato; io non andavo bene a scuola, era la maestra che pensava che io fossi brava (solo perché i miei genitori erano insegnanti).

Sono stata una bambina prodigio per gli altri, ma dentro di me sapevo di non esserlo; tuttavia recitavo la parte per non dispiacere genitori, parenti e maestre. Ho faticato a trovare in me le motivazioni per studiare e realizzarmi, e ho avuto davvero successo solo quando, uscita di casa e dal contesto ovattato famiglia-scuola-famiglia, ho cominciato ad esplorare da sola il mondo e ad incuriosirmi.

Ritengo che il mio "ritardo" (nel senso di esser "partita" tardi: mi sono comunque laureata, specializzata ed ora lavoro nel settore che ho scelto con discreto successo) nel trovare la mia strada sia da imputarsi ai metodi utilizzati dai miei genitori nell'insegnarmi a leggere, scrivere e far di conto, proprio come se fossi una scimmietta; dentro di me so che se mi avessero lasciata libera, avrei capito da sola come funziona il mondo e le chiavi per interpretarlo.

E' un po' come per la musica. Io (da brava scimmietta) sono stata messa davanti al pianoforte e agli esercizi di solfeggio a sei anni, con risultati deludenti, e senza che potessi scoprire e comprendere davvero la musica. Per mio figlio, invece, ho scelto l'apprendimento spontaneo della musica con il metodo Gordon (l'associazione di riferimento in Italia è l'AIGAM). Gordon parla di sviluppo della musicalità, non di pentagrammi e scale e si basa sull'interesse spontaneo del bambino, che rimane libero di muoversi, di partecipare o di disinteressarsi (molti bambini scelgono spontaneamente di non prendere più parte agli incontri).

Le teorie che ci volevano tutti bravi, belli, infiocchettati e pettinati ad imparare alfabeto e tabelline andavano bene per una popolazione che stava uscendo dalla miseria e dall'analfabetismo. Oggi credo che ci sia bisogno di un ripensamento su certe teorie, che, a mio avviso, provocano un analfabetismo diverso, per intenderci, quello dei ragazzi annoiati dalla scuola e dalle lezioni che non riescono capire il senso di un testo piuttosto lungo o, alla peggio, di un libro.

Chiedo scusa per eventuali errori o anacoluti ma mio figlio mi gironzola intorno premendo i tasti...

sole75
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Re: metodo doman

Messaggio da sole75 » gio mag 07, 2009 11:05 am

simona811 ha scritto:Nel corso degli anni, ho avuto uno strano rapporto con l'apprendimento e con la lettura: senza entrare nei particolari, posso affermare che le uniche cose che in vita mia ho amato ed appreso con interesse ed amore sono quelle che ho potuto scoprire da sola. E' questa la differenza: io non ho imparato a leggere, è mia madre che me l'ha insegnato; io non andavo bene a scuola, era la maestra che pensava che io fossi brava (solo perché i miei genitori erano insegnanti).

Sono stata una bambina prodigio per gli altri, ma dentro di me sapevo di non esserlo; tuttavia recitavo la parte per non dispiacere genitori, parenti e maestre. Ho faticato a trovare in me le motivazioni per studiare e realizzarmi, e ho avuto davvero successo solo quando, uscita di casa e dal contesto ovattato famiglia-scuola-famiglia, ho cominciato ad esplorare da sola il mondo e ad incuriosirmi.

Ritengo che il mio "ritardo" (nel senso di esser "partita" tardi: mi sono comunque laureata, specializzata ed ora lavoro nel settore che ho scelto con discreto successo) nel trovare la mia strada sia da imputarsi ai metodi utilizzati dai miei genitori nell'insegnarmi a leggere, scrivere e far di conto, proprio come se fossi una scimmietta; dentro di me so che se mi avessero lasciata libera, avrei capito da sola come funziona il mondo e le chiavi per interpretarlo.
Ciao Simona,
mi ritrovo anch'io perfettamente in questa descrizione. I miei partivano dall'idea di fare bene, di aiutarmi solo a tirar fuori le mie potenzialità, ma tutto sommato - forti del fatto che erano plurilaureati e lavoravano nella scuola - partivano comunque dal presupposto che LORO sapevano e io NO, che LORO SOLI potevano insegnarmi e non certo io da me scoprire qualcosa da sola.

LA mia paura ora è che quete loro convinzioni non li tengano lontani dal fare gli stessi esperimenti sulle mie figlie.
Da quando ha saputo che non voglio insegnare a leggere alle bimbe prima che siano loro a chiedermelo, mio padre se n'è fatto un dovere, ogni volta che è con loro, di introdurre le lettere dell'alfabeto, ecc

Per fortuna le mie bimbe stanno quasi sempre con me ed è raro che le lasci da sole coi miei, ma pure quando andiamo a trovarli insieme, non voglio trovarmi nel ruolo del cane da guardia che controlla che il nonno non insegni a leggere alle nipotine.

Comunque è un guaio: i laureati degli anni '70 sono convinti che sono gli unici ad avere la chiave del mondo, sono di un'arroganza e sostanzialmente di un'ignoranza pazzesca: riconoscono solo quello che è nei libri, o meglio nei libri che conoscono loro. Un esempio off topic: mio padre è convinto che gli OGM salveranno il mondo....sta proprio fuori, com'è convinto che io sia una svitata a partorire in casa, rifiutando ogni assistenza medica, perché - dice lui - la medicina e la scienza esistono solo per il nostro bene: QUANTA INGENUITA'!!!!!!!
E' veramente ottuso, cosa che - devo dire - non è affatto mia madre, pur venendo dalla stessa generazione e dalla stessa formazione. Mia madre ascolta, comprende e, il più delle volte, appoggia anche le mie idee.

Va beh, scusate: questo è uno sfogo che non c'entra niente col tema di questa discussione.

Comunque volevo dire a Simona che mi rispecchio in tutto quello che ha scritto: anch'io sono "sbocciata" tardi, sostanzialmente quando sono andata a farmi le mie esperienze all'estero e ho cominciato a prendere in mano la mia vita. Anch'io sembravo una bambina prodigio perché leggervo a 2 anni e risolvevo problemini di logica....ma poi mi sono ammosciata tra le superiori e l'università e ci ho messo il doppio del tempo a laurearmi perché avevo un rifiuto dei libri (quelli imposti) e facevo un esame all'anno, preparandolo 10 giorni prima dell'appello, giusto perché dovevo.

insomma, non so se si può dire che questo sia stato il diretto risultato dell'insegnamento precoce della lettura. Se così fosse, ci sarebbe davvero da stare in guardia da metodi che vogliono insegnare a leggere precocemente.
Io ritengo comunque che questo sia il frutto dell'apprendimento passivo in generale, del fatto che non sia stata io diretta responsabile della mia formazione.... e a un certo punto questa mancanza di responsabilità, incapacità di esser parte attiva nel proprio sviluppo è saltata fuori.

Per questo, insisto tanto sull'apprendimento spontaneo: significa dare al proprio figlio la possibilità di scegliere, di decidere cosa gli interessa in quella determinata fase della sua crescita. Ci sono bambini che naturalemnte sono interessati alla lettura a pochi anni, forse anche perché sono circondati da stimoli verbali, per cui imparano a riconoscere da soli loghi, scritte che si ripetono nel loro ambiente. Benissimo!

Diverso però è il caso di porli davanti a scritte appositamente. Se loro non fossero tra quelli naturalmnte interessati alla lettura, si troverebbero forzatamente introdotti a essa, mentre magari preferirebbero prima imparare a scalare la roccia di fronte casa, o sono interessati all'entomologia e imparerebbero volentieri nomi e anatomia di tutti gli insetti che gli capitano sotto mano.

Ecco, mi chiedo perché lo zelo dei genitori vada sempre in un'unica direzione, che è quella di insegnargli a leggere. Ma non c'è nient'altro che possano fare sti bambini che leggere?????
Perché nessuno si applica tanto perché a 2 anni sappiano ....pattinare, o riconoscere le piante medicinali e saperne l'uso e le applicazioni....o....o....

E poi che fissa questa dell'INSEGNARE!!! Ma perché non li lasciamo semplicemente IMPARARE????

ciao ciao
Sole

simona811
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Re: metodo doman

Messaggio da simona811 » gio mag 07, 2009 12:08 pm

Io non posso prendermela con i miei genitori (plurilaureati anni '70, docenti e insegnanti) perché non ci sono più. Questo però mi porta a riflettere sul fatto che le nostre nuove istanze potrebbero conciliarsi con le loro. Ossia, lasciare spazio all'apprendimento spontaneo, ma essere pronti a rispondere in maniera competente ed esaustiva alle domande dei nostri bambini. Più semplicemente: il nostro scopo non è insegnare, ma noi siamo tenuti a sapere: siamo noi a dover "imparare" per poi poter spiegare ai nostri bambini le cose di ogni giorno (perché piove, cosa sono le nuvole, come si costruisce la casetta di legno etc.). I nostri bambini sono competenti, ma anche noi dobbiamo esserlo per loro.

Le prime parole di mio figlio sono state "chi è?" (per dire "cos'è" e "chi è") e "lololo" (che sta per "lo so fare da solo"). Come tutti i bambini, curioso e spontaneamente autonomo.

sole75
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Re: metodo doman

Messaggio da sole75 » gio mag 07, 2009 1:10 pm

simona811 ha scritto: lasciare spazio all'apprendimento spontaneo, ma essere pronti a rispondere in maniera competente ed esaustiva alle domande dei nostri bambini.
simona811 ha scritto:il nostro scopo non è insegnare, ma noi siamo tenuti a sapere: siamo noi a dover "imparare" per poi poter spiegare ai nostri bambini le cose di ogni giorno (perché piove, cosa sono le nuvole, come si costruisce la casetta di legno etc.). I nostri bambini sono competenti, ma anche noi dobbiamo esserlo per loro.
PERFETTAMENTE D'ACCORDO CON TE!!!!! :D
VERISSIMO: A NOI TOCCA "STUDIARE" E SAPERE per essere in grado di rispondere alle loro domande. O per lo meno, non potendo sempre saper tutto, dovremmo esser pronti a imparare insieme al nostro bambino, a cercare informazioni, in modo che sia anche un crescere e apprendere insieme.
Non si può pretendere che i genitori siano dei tuttologi, esperti su tutto. Però, noi possiamo indicare come e dove attingere informazioni, una volta colto l'interesse di nostro figlio :wink: e possiamo imparare insieme :D

Ciao
Sole

sole75
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Re: metodo doman

Messaggio da sole75 » gio mag 07, 2009 6:25 pm

pulcinafiamminga ha scritto:Mi manchi anche tu. Sul serio, se non abitassi così lontano mi farebbe piacere fare conoscenza di persona! mi trovo sempre così d'accordo con quello che scrivi...
baci!
pulcinafiamminga
Ciao Pulcina!
sarebbe bello incontrarsi davvero una volta o l'altra.... :P

Ma tu dove abiti? Sei così lontana? Non è che passi da queste parti prima o poi?

baci :D
Sole

pulcinafiamminga
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Re: metodo doman

Messaggio da pulcinafiamminga » gio mag 07, 2009 6:57 pm

Ma tu dove abiti? Sei così lontana? Non è che passi da queste parti prima o poi?
Saranno 400-500 kilometri.... Tu stai nella zona di Genova, vero? io abito nell'alto Lazio, vicino al Lago di Bolsena (ho appena descritto un pò, vedi argomento 'terrore spicologico'), vicino non è... e tutto sommato è difficile che passo da lì :oops:

Venite a farvi la vacanza al Lago di Bolsena! :wink:

Pulcinafiamminga

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