Brava Susi, il post più bello dell’anno. Adesso faccio il figo e mi metto a fare l’esperto.
La cosa più importante è che le verdure rimangano
sempre immerse nel loro liquido.
Per
i crauti io aspetto tra i dieci e 15 giorni, dipende anche dalla temperatura dell’ambiente. Conviene assaggiare (o annusare) per decidere se lasciarle ancora un po’. Prima di mettere il cavolo tagliato nel pressa verdure, lo metto in una scodella grossa, con il sale e lo massaggio delicatamente con le mani, in modo che inizi già a rilasciare il liquido. Ripeto l’operazione due o tre volte a distanza di una decina di minuti. Per usare meno sale, infine, aggiungo anche del succo di cavolo, centrifugando magari le foglie più esterne e gli scarti.
Uso lo stesso procedimento anche per le
cipolle rosse di tropea. Di solito sono pronte in 5/7 giorni. Sono squisite. Frullate con qualche dattero, poi, viene una particolarissima
marmellata crudista alle cipolle.
Zucchine e melanzane le lascio invece un paio di giorni, dopodiché le presso in barattolini di vetro e le ricopro di olio. Magari aggiungendo erbe aromatiche a piacere.
Infine
le verze, la mia ultima passione. Cerco di tenere le foglie il più intere possibile. Quelle più grosse, magari, le taglio a metà nel senso della lunghezza ed elimino la costa centrale, che è sempre dura. Poi le metto nel pressa verdure. Siccome la verza rilascia meno acqua dei crauti e delle altre verdure, per farle rimanere immerse aggiungo una soluzione di acqua, sale e succo di verza, sempre centrifugando le foglie più esterne e più dure e altri scarti. Sono pronte in un paio di settimane. Naturalmente si possono anche tagliare a striscioline, come i crauti, ma io preferisco tenere le foglie intere per poi preparare le mie lasagne di verza di cui ho già più volte parlato.
Devo confessare che non ho mai provato gli insalatini suggeriti nel ricettario della finestra sul cielo indicato da Susi.
Per finire, due ricettine per finire le verze fermentate avanzate dalle lasagne.
Tortino di verze fermentate.
Ricoprire il fondo di uno stampino (io uso una tazza tonda da colazione) con foglie di verza fermentate, disponendole anche sui lati in modo che fuoriescano dallo stampino. Disporre sul fondo del formaggio di semi di girasole e sopra dei carciofi tagliati a julienne. Porre come coperchio un’altra foglia di verza e ripiegarci sopra i lati delle foglie di verza utilizzati per ricoprire lo stampino. Lasciare riposare in frigo per un paio d’ore, poi rovesciare in un piatto. Condire con un filo d’olio.
Straccetti di verza con melanzane in salsa pizzaiola agrodolce.
Tagliare le foglie di verza fermentate a straccetti. Tagliare a pezzettini dei pomodori datterini, aggiungere delle melanzane fermentate e tagliate a pezzettini, capperi, origano, un paio di datteri tagliati a pezzettini. Mescolare il tutto con un filo d’olio e ricoprire con una spolverata di lievito in scaglie.
Queste due ricette sono ovviamente dedicate alla mamma di Sara, con l’appello che almeno per natale restituisca il pressa verdure a sua figlia.