Laura12 ha scritto:
Ma questo vale anche per la piccola ditta di nicchia.
La scritta "bio" deve essere supportata e garantita da un ente certificatore al quale rivolgersi per conoscere i criteri seguiti, gli standard garantiti, i controlli e le modalità in cui sono effettuati.
La certificazione non da la certezza assoluta ma è uno strumento in più per esercitare un controllo; in assenza di certificazione o di qualsiasi tracciabilità gli stessi dubbi li dobbiamo avere sulla multinazionale come sulla piccola azienda artigianale.
Mi riferivo alle ditte con certificazioni dei vari enti di certificazione. Non è che sono anni che mi alimento bio solo leggendo l'etichetta "natural" - "libero&bell" - "com'èbella la campagna". Prima dell'avvento del bio ero di quelle che leggevano le etichette, giusto per farti un esempio. Ma grazie per la specificazione che mi ha permesso di spiegarmi meglio.
Laura12 ha scritto:Per carità, dei piccoli chimici senza cognizione di causa, il più delle volte.
Per carità

, sono una campagnola, vuoi che non lo sappia? Mi riferisco ad aziende (anche unipersonali) che attuano lotta integrata oppure che hanno appena avuto o stanno attendendo la certificazione bio.... non è che mi fermo ad ogni cassetta di mele che vedo sul bordo della strada. Però, come ci sono i piccoli chimici che non sanno nulla, in campagna ci sono anche i super appassionati senza certificazioni bio che per loro piacere usano neem e prodotti naturali per fare colture il più sane possibile....
ciao
p.s. non è che perchè non so quasi niente di cosmesi e detersivi, allora non so nulla

non fate le equazioni così
