spelta ha scritto:no infatti ... ma ognuno ha il suo grado di consapevolezza ... poi io penso sia meglio un "Onnivoro" consapevole che un veg* per moda ... nel senso , sei vuoi essere veg* devi esserlo in tutto e per tutto ... niente cuoio , pelle , niente derivati animali , ma soprattutto atteggiamento consapevole nei confronti di madre terra. l'alimentazione è solo una parte del tutto . Non mi sento di condannare chi ritorna sui suoi passi , basta che sia una scelta ponderata e non significhi buttare via tutto il bagaglio di esperienze fatte .
Conosco molti veg* che dovrebbero farsi un esame di coscenza oltre che del sangue e molti onnivori che dal punto di vista etico sono meglio ... ma non è questo il punto .
Ci sono molte altre cose che vanno sviluppate nella testa e nello spirito per essere in contatto con Gaia .
Da quel lato li devo invece direi che supplisco abbondantemente alla reintroduzione del formaggio nella dieta, attraverso una rinuncia capillare
di ogni cosa che venga estrapolata dal vero sfruttamento degli animali.
Vedi per esempio alla voce oche da piumini. Niente piumoni d'oca né per andare a sciare né per rintanarsi sotto le coperte al calduccio (come sicuramente piacerà fare a Daria-Ghiro-Bianconera

)
Niente scarpe "di una volta", cioè mocassini in pelle. Ed infatti il sottoscritto gira ancora con antiche scarpe di pelle non tanto per tirchieria per caritâ, quanto perche non ci si ritrova più. Io sono di gusti semplici nell'abbigliamento...se potessi me ne andrei in giro come un indiano. (non lo faccio sennò mi rinchiudono). Jeans slavati e t-shirt bianca
quasi constantemente per tutto l'anno. Un pullover (bianco anche quello)
quando fa freddo e via dicendo.
Comunque è chiaro che poi ci si complica la vita...Ci si deve rivolgere a magazzini specializzati, cosa che in Svizzera ancora non esiste. Però piano piano diventa una cosa normale, perche viene dalla coscienza profonda, quindi sai che prima o poi troverai ciò di cui hai bisogno.
Riguardo al tornare indietro...
Dovete sapere che il sottoscritto ha iniziato con il vegetarianesimo all'età di più o meno 23-24 anni....Poi, un brutto giorno, il mondo si improvvisamente si trasformò. Nei posti di lavoro richiedevano di dare sempre di più ed allora si era solo agli inizi, nel senso che ancora non si conoscevano le soluzioni.
Siccome all'epoca ero rappresentante e dovevo occuparmi di ogni cosa dalla vendita alla logistica dei prodotti, sentivo mancare in me qualcosa...
e diventavo più debole. Questo qualcosa lo attribuivo alla mancanza di carne. Quindi, verso il 1990 ritornai mangiatore di carne. Ok, una cosa è certa, avevo molta più aggressività e la cosa mi dava la possibilità di essere molto incisivo nella mia attività di allora. Ciò di cui non mi rendevo conto però è che la mia debolezza non derivava da una mancanza di carne, bensì dall'inconscio stato di profonda insoddisfazione nell'esercitare un'attività solo per guadagnare dei soldi, senza alcuna gratificazione spirituale. A quell'epoca scelsi di fare il rappresentante perche pensavo che questo mi lasciasse il tempo da dedicare ai miei studi personali, ma le cose non andarono proprio così. (Soprattutto quando si lavora per gli americani).
Poi un giorno la cosa finì e per motivi di coscienza lasciai quel posto di lavoro ed andai a fare altre cose. Il mio ritorno più deciso al vegetarianesimo fu la sofferenza interiore quando apparirono in massa i casi di mucca pazza. Ebbi una visione di come andavano realmente le cose dietro le quinte ed in più i miei studi esoterici mi guidavano bene nella comprensione del lato nascosto delle cose.
Oggi non saprei davvero se puntare il dito su quel Castoro d'inizio anni 90, che stava per sobbarcarsi una bella sfida che richiedeva molta saldezza di nervi e buona volontà per non lasciarsi manipolare dalla società di allora. ma devo dire che nonostante tutto sarei propenso al perdono, visto che poi in seguito il mio vegetarianesimo diventò certamente molto più rigoroso e tornare sui miei passi ora, più forte e saldo nelle convinzioni , sarebbe assolutamente impossibile.
Il mio consiglio ai più giovani è senz'altro questo. Se iniziate ....meglio....se vi trovate davanti all'ideale vegano e ne siete attratti profondamente, non buttatevi a capofitto convinti di riuscire senza nessun problema; piuttosto andateci con un pochino di umiltà, perché la strada è irta di spinosi problemi, a seconda del tipo di vita che conducete e dell'ambiente che siete soliti frequentare. E' una strada che cambia completamente la vostra vita e dovete essere pronti a percorrere nuove vie, senza provare paura. Se sentite dei dubbi o delle incertezze, mantenete un rapporto saldo con altri colleghi-amici vegani che vi sosterranno nella vostra scelta.
Buona domenica
Castoro d'assalto