Ti dicevo che la mia scelta è indirizzata soprattutto alla loro crescita, quindi la risposta in un certo senso te la ho gia' data. Io non penso che crescere in campagna significhi alienazione...secondo me dipende dai valori che un genitore sa dare a un figlio. E poi mica vado in campagna e non gli faro' conoscere la città...assolutamente no...è proprio per questo che sono sicuro che anche loro apprezzeranno la campagna...se cosi' non fosse al raggiungimento della maggiore età faranno le loro scelte liberamente...la strada, la verità e le scelte per ognuno di noi sono diverse. E poi mica voglio crescere piccoli uomini delle caverne.

Io fra un po' di anni mi vedo cosi'...

Ti racconte un episodio triste triste.
Un giorno abbiamo organizzato in campagna da me un incontro che inizialmente doveva essere di igienisti, ma poi è venuta anche gente onnivora ecc. ecc.
C'era una coppia di Torino con una bambina di 6 anni.
Ad un certo punto la bambina vede le ciliegie sull'albero anche le albicocche e dice a suo padre...papà ma chi ce le ha messe le ciliegie sull'albero???
Allora io ho chiesto in che senso?? Praticamente la bambina era convinta che i frutti crescessero al supermercato perchè li aveva visti sempre e solo li.
A me sta cosa mi ha fatto venire una tristezza incredibile.Pensa inoltre a quei bambini che non hanno mai visto una capretta, o la mucca, le galline. Io li farò crescere i miei figli anche a contatto con questi animali e penso proprio che a prescindere da quella che potra' essere l'educazione che impartiro' loro non gli verra' mai in mente di mangiare un animale.
Io la vedo cosi' e avendo la facolta' e la possibilta di scegliere non ho esitato un momento, poi sfortunatamente c'è chi non ha possibilità di scelta e li pazienza, si fa di necessità virtù, poi ci sarà anche chi può scegliere e la pensa in maniera opposta alla mia. Il mondo è bello perchè è vario. (così si dice no?)...
saluti...Fabio.


