barbara3 ha scritto:Allora dillo chiaramente: sei prevenuto verso qualunque domanda io possa fare.
Certo, dopo oltre 2 anni in cui le hai fatte decine di volte e le hai sempre ignorate sono prevenuto.
barbara3 ha scritto:Riformulo per l'ultima volta, poi se vuoi capire capisci, altrimenti io e tanti altri rimarremo con i nostri dubbi legittimi:
Veramente sembri essere tu a fingere di non capire le risposte che tutti gli altri hanno capito da 2 anni.. i tuoi dubbi non sono legittimi, perche' da anni fai le stesse domande. Gli altri hanno dubbi legittimi perche' ricevono una versione falsa della definizone dello standard.
barbara3 ha scritto:se io acquisto da una casa che mi dice di non usare sostanze testate poniamo dal 2003 - ed è in questo senso cruelty-free;
se questa casa ha una qualche certificazione (vivo, lav...);
vengono fatti dei controlli per vedere che la casa acquisti solo da laboratori che non testano le sostanze contenute in quel cosmetico?
VIVO non certifica, solo LAV/Icea da' questa certificazione. Icea fa i controlli.
barbara3 ha scritto:e ciò col reach come si pone?
Di nuovo, come ripetuto, non esagero, almento 100 volte, di cui 2-3 in questo thread, non c'entra niente ne' con il reach ne' con qualunque eventuale altro test. Il reach testera' sostanze mai testate, quiindi non c'entra assolutamente niente. E in ogni labortorio si ripetono continuamente test su tutte le sostanze, chimiche, naturali, vegetali ecc. ecc.
Questo standard, ne' nessuno standard puo' niente contro questi test. Ma sono i test per la messa in commercio di nuove sostanze ad essere oggetto di questo standard, e a questi cui possiamo evitare di contribuire.
Il tirare in ballo reach e "ri-test" e' come la classica ovbiezione: "ma perche' siete vegetariani? In fondo quando camminate schiacciate le formiche".
La risposte e' sempre quella: "facciamo il possibile per limitare i danni che sono sotto il nostro controllo.".
Se poi si vuole discutere di come limitare reach, "ri-test" o il calpestio delle formiche va benissimo, ma questo non e' rilevante al fine delle altre forme di sofferenza/uccisione degli animali sulle quali abbiamo possibilita' di controllo.
barbara3 ha scritto:perchè il fatto vero è che siamo dalla stessa parte solo che tu non lo capisci.
Non proprio: potremmo esserlo se non affermaste che sostenere il cruelty-free e' "falso meschino e fuorviante". Faccio anche notare che nonostante facciate sembrare di essere attaccati, siete voi a denigrare il lavoro degli altri, con obiezioni che non c'entrano niente con lo standard. Nessun animalista ha mai messo in dubbio il vostro lavoro per quanto riguarda l'impatto ambientale. L'attacco e' unilaterale, la nostra e' difesa (e non delle nostre posizioni ma degli animali)