castoro d'assalto ha scritto:la meditazione secondo te può essere intesa come pratica spirituale se attraverso di questa si raggiungono delle nuove vedute di ciò che ci circonda?
la parola in se non mi dice niente..
Nel senso che vuol dire "rivolgere la mente a.."
Il ladro medita sul prossimo colpo, il monaco medita su Cristo, il vaishnava medita su Dio come "Affascinante(=krishna)", la madre medita sul bambino, l'operaio medita sullo stipendio..
Tutte le vie propongono meditazioni.. bisogna vedere se l'oggetto della meditazione, lo scopo al quale si aspira e' valido e se e' valido, se e' completamente o parzialmente soddisfacente...
castoro d'assalto ha scritto:lCi vuole per forza una dotrina specifica riconosciuta?
ci vuole agganciarsi ad un tramite personale..
ovvero a qualcuno che come cristo, buddha, prabhupada ecc. ecc. viva simultaneamente nel nostro mondo e nel mondo trascendente.. e seguire creativamente i suoi suggerimenti in un rapporto di tipo interattivo..
Il fai da te.. o il seguito "intruppato" di qualche organizzazione (fenomeno tipicamente occidentale) non possono sortire risultati.. come minimo non definitivi..
La risalita non puo' che partire dall'esaminare proposte gia' esistenti.. sperimentandole poi, eventualmente, con accuratezza..
Semmai si evita la massificazione (cosa buona e giusta) contattando, appunto, un maestro spirituale autentico.. il quale c'e' non per omologarci, ma per aiutarci a riallacciare ognuno la propria religione personale, ovvero il rapporto personale ed esclusivo (=yoga) che ognuno di noi ha con Dio..
LA bhagavad gita ne da le caratteristiche e suggerisce di "stargli intorno e saggiare" prima di prendere impegni...