Vado oltre la distinzione "mortificatorio/appagante" che in parte rimane una discriminante propria dell'egocentrismomarino70 ha scritto:
Non voglio criticare nessuno ma, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, ritengo l'eccessivo salutismo estremamente dannoso per un buon equilibrio psicofisico soprattutto quando identifica nell'alimentazione il principale veicolo per il suo raggiungimento. Così facendo, a parer mio chiaramente, si sviluppa una ossessione per i cibi sani (ma il discorso vale per tutti gli atteggiamenti) che porta al rifiuto di tutto ciò che è "malsano" (o meglio, di tutto ciò che è ritenuto malsano ma non è detto che lo sia) e alla fine all'isolamento. Ritengo assurda la tendenza maniacale nel separare i cibi in buoni o cattivi; un alimento, in quanto tale, non può essere nocivo, per definizione!! Ricordiamo che, grazie al cielo, si può essere felici ed in salute anche senza sottoporsi ad impegnative e logoranti pratiche che hanno l'aspetto di essere più mortificatorie che appaganti
Non credo che la scelta vegan sia meno etica della scelta crudista, anzi, mentre per un vegan le motivazioni principali sono la sofferenza e l'uccisione degli animali (e per estensione degli esseri viventi senza pretese assolutistiche), per un crudista, a volte è discriminante solo la cottura/ non cottura delle pietanze in funzione dell'effetto benefico/nocivo sull'organismo
Ne deduco che la decisione di un vegano di diventare crudista non è motivata da propositi etici, ma solo salutistici
In me rimane viva la speranza che la scelta crudista in alcuni di voi non derivi solo da un'attenzione alla salute del corpo e dello spirito che inviti ad un mero salutismo egoistico, ma rappresenti una scelta responsabile nei confronti della vita in tutte le sue forme biologiche