Un compagno carnivoro...

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven set 22, 2006 11:26 am

agnese pignataro ha scritto:
yasodanandana ha scritto:non è stato motivato né dal palato né dalla "soddisfazione" di essere una persona "etica"
mmh... trovo che se uno fa una cosa fatta bene e ha la soddisfazione di averla fatta, cio' sia doveroso e progressivo... Il fatto che il bene, il giusto, l'etico, il morale, per essere tale debba essere accompagnato obbligatoriamente dalla sofferenza e dal disagio lo trovo, oltre che ingiustificato, pure inutile..
Per cui io mi sentirei di superare certe dicotomie e fare le cose trovandoci tutto il positivo che e' possibile trovarci.... e fra questi pure l'estetica e il gusto... Nessuno ne risentira', men che meno gli animali.. Anzi, il fatto che il veganesimo o vegetarianesimo si diffondano anche fra coloro che hanno motivazioni anche, dal punto di vista di qualcuno, inferiori, frivole o esclusivamente gratificatorie penso sia un bene...

e questo penso rientri anche nel concetto che esprimi nel messaggio precedente... ovvero... che mentre noi disquisiamo sul fatto che una motivazione deve essere "sentita" , c'e' comunque della vita che viene inutilmente falciata..

per cui l'importante e' che cessi o si riduca questa mattanza.... non che si disquisisca se e' meglio essere veg per gusto, per religione, per dieta, per moda, per etica, per amore, per politica, per protesta, per improvvisazione, per pianificazione, perche' lo si sente o perche' si ha la fidanzata vegana..

se la tua ottica, come mi sembra di capire, e' pragmatica... il pragmatismo suggerisce che il processo alle intenzioni, ovvero alle motivazioni, e' inutile quanto, forse, dannoso.. e piu' ce n'e' e meglio e'...

quindi continuo ad accogliere come costruttiva l'obiezione di Marina che mi dice praticamente : "guarda che anche con cibi vegani si puo' fare un pranzo da far leccare i baffi anche ai carnivori..."

l'elogio della penitenza non mi interessa e non mi convince (e lo dico non riferendomi in particolare al tuo messaggio, ma parlando a ruota libera...)

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » ven set 22, 2006 6:14 pm

yasodanandana ha scritto: mmh... trovo che se uno fa una cosa fatta bene e ha la soddisfazione di averla fatta, cio' sia doveroso e progressivo... Il fatto che il bene, il giusto, l'etico, il morale, per essere tale debba essere accompagnato obbligatoriamente dalla sofferenza e dal disagio lo trovo, oltre che ingiustificato, pure inutile..
Ho forse detto questo? certo che no!
Rileggi il mio messaggio: io ho scritto che di fronte alla presa d'atto del problema (la sofferenza animale), la risposta (alimentazione vegan) non è un sacrificio ma una necessità, una logica conseguenza, che quindi non provoca alcun disagio.Almeno questo è il mio caso. Io non sento nessun disagio nel mangiare delle semplici verdure al vapore, quando mi capita.

Detto ciò, provo a spiegare nuovamente il mio punto di vista. Tu continui a parlare solo della scelta del veg*ano. Io sto dicendo invece che di fronte al male oggettivo costituito dall'alimentazione carnea, non c'è tolleranza possibile dei gusti, dei tempi, delle prese di coscienza, dell'evoluzione gastronomica e dei chiari di luna altrui. Il carnivoro che dice "mi piace la bistecca" è come il pedofilo che dice "mi piace fare sesso con i bambini". Sono entrambi individui che causano sofferenza e ai quali va impedito di farlo. Solo che nessuno si sogna di dire che bisogna aspettare che il pedofilo "prenda coscienza" del male che provoca, che bisogna fornirgli un'alternativa altrettanto piacevole per i suoi gusti perché sia invogliato a smettere etc etc. ... giusto? Allora: è chiaro che non possiamo andare dai carnivori e dire "tu sei come un pedofilo", ma almeno tra noi dovremmo piantarla con i discorsi morbidi e tolleranti, dovremmo riconoscere che il nostro obiettivo non è (solo) convincere a non provocare sofferenza ma (soprattutto) impedire la sofferenza stessa. Francamente, la "sofferenza" e il "disagio" di un umano privato della bistecca mi interessano molto meno della *sofferenza* e del *disagio* di un vitello privato della vita. Sono paragonabili ai problemi che ha un fumatore quando smette di fumare. E tu pensi che smettere di mangiare carne equivalga a smettere di fumare? Perché, sai, quando leggo cose tipo che il vegetarismo è una scelta, che non va imposto etc. mi sembra proprio che venga paragonato a cose come smettere di fumare, che sono veramente soggettive. E che la violenza degli umani sugli animali sia completamente lasciata alla libera scelta, differentemente dalla violenza sugli umani, che invece non è affatto consegnata alla libera scelta... E questo significa proprio fare un discorso SPECISTA...
yasodanandana ha scritto: per cui l'importante e' che cessi o si riduca questa mattanza.... non che si disquisisca se e' meglio essere veg per gusto, per religione, per dieta, per moda, per etica, per amore, per politica, per protesta, per improvvisazione, per pianificazione, perche' lo si sente o perche' si ha la fidanzata vegana..
Quando qui sopra ho detto "tra noi", mi riferivo a quelle persone per le quali il veg*anismo non è un accessorio di vita quotidiana per stare bene in salute e in coscienza ed avere tanti amici sul web. Mi riferivo a quelle persone che lavorano teoricamente e lottano concretamente per immaginare e costruire una società in cui gli animali non umani non siano torturati e massacrati. E in quest'ottica, quello che tu chiami "disquisire" significa fare un lavoro di chiarimento e coesione allo scopo di fondare un movimento per gli animali che sia un soggetto politico solido e che abbia da proporre un discorso preciso, invece del mucchio di schegge impazzite con frammenti di pensiero impazzito che abbiamo ora.

Io sono vegana e come tutte/i mi impegno, nella vita personale, ad aiutare, salvare, curare i non umani che incrocio sul mio cammino, Ma questo non basta. Accontentarsi di questo significa pensare di svuotare il mare col cucchiaino, significa che la questione animale resta una cosa da gattare e Brigitte Bardot, e significa che la mattanza continua, perché gli animali che noi salviamo vengono immediatamente rimpiazzati con altri. E continuerà finché non ci sarà un movimento con una dignità teorica e politica, capace di confrontarsi con le altre forze rivoluzionarie (sinistre altermondialiste) per contribuire alla costruzione di un mondo diverso.
yasodanandana ha scritto: l'elogio della penitenza non mi interessa e non mi convince (e lo dico non riferendomi in particolare al tuo messaggio, ma parlando a ruota libera...)
Sono assolutamente d'accordo.

Ciao,
Agnese

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven set 22, 2006 8:01 pm

la risposta (alimentazione vegan) non è un sacrificio ma una necessità, una logica conseguenza, che quindi non provoca alcun disagio
in amicizia e con tutto il rispetto questo "quindi" mi sembra piuttosto debole.. Ovvero, io posso riconoscere che e' necessario fare qualcosa, ma non ottenere da questo "fare" alcuna gratificazione, anzi ottenendone disagio .. Ma che a te sembri trascurabile o che la gratificazione dello stare facendo la cosa giusta dia sapore alle tue verdure bollite, non mi sembra per niente strano o improbabile.. Pero' e' cosi' per e e non per altri.. e non ritengo che cio' sia condannabile...
Io sto dicendo invece che di fronte al male oggettivo costituito dall'alimentazione carnea, non c'è tolleranza possibile dei gusti, dei tempi, delle prese di coscienza, dell'evoluzione gastronomica e dei chiari di luna altrui. Il carnivoro che dice "mi piace la bistecca" è come il pedofilo che dice "mi piace fare sesso con i bambini"
questi ragionamenti hanno poca efficacia perche' siamo in uno stato dove l'alimentazione carnea e' permessa e non viene generalmente vista come immorale o delittuosa. Per cui, sempre per essere pragmatici, se decidi che ti interessa che altri intorno a te facciano una scelta alimentare simile alla tua, devi fare i conti con la necessita' di doverli poter attrarre con motivazioni che a te possono parere poco nobili o inutili...
Allora: è chiaro che non possiamo andare dai carnivori e dire "tu sei come un pedofilo", ma almeno tra noi dovremmo piantarla con i discorsi morbidi e tolleranti
infatti non siamo "tra noi"... stiamo appunto parlando di "altri" che possono o meno essere indirizzati, spinti o invogliati a scegliere un'alimentazione vegana.
il "disagio" di un umano privato della bistecca mi interessano molto meno della *sofferenza* e del *disagio* di un vitello privato della vita. Sono paragonabili ai problemi che ha un fumatore quando smette di fumare. E tu pensi che smettere di mangiare carne equivalga a smettere di fumare?
no... infatti io sono per la linea "morbida" solo per averne riconosciuto la maggiore efficacia.... e perche' in generale io non mi ritengo in grado e in dovere di mostrarmi impositivo verso nessuno. Ma ovviamente ritengo la vita piu' importante del gusto....... anche perche', io, sinceramente, di gusto ne ho trovato... e anche tanto.. Ed e' cio' che ripropongo e.. onestamente.. funziona.
E in quest'ottica, quello che tu chiami "disquisire" significa fare un lavoro di chiarimento e coesione allo scopo di fondare un movimento per gli animali che sia un soggetto politico solido e che abbia da proporre un discorso preciso, invece del mucchio di schegge impazzite con frammenti di pensiero impazzito che abbiamo ora.
e io sono felicissimo di questo tuo desiderio di organizzazione ideologica e pragmatica dei vari veg*.. e non mi fara' certo schifo vedere nascere un Movimento con la "M" maiuscola. Pero' continuo, sempre pragmaticamente, ad essere comunque contento se qualcuno lascia perdere la carne per motivi che non siano direttamente quelli che animano te o me o altri..
Semmai si puo' parlare di "mantenimento".... e per la mia esperienza di osservazione di questo "mondo" da piu' di venti anni... se non c'e' gusto e' ESTREMAMENTE piu' facile che la gente si stufi e torni alla salsiccia.. specialmente se "prima" sosteneva il suo veg*esimo con particolare fanatismo e veemenza.
Siamo deboli, abbiamo una grande componente istintuale... e se non c'e' il bello e il gustoso a sostenerci, la resistenza alle sollecitazioni puo' essere realmente minore..

(grazie per gli spunti che mi hai offerto per riflettere...)

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » sab set 23, 2006 12:49 pm

yasodanandana ha scritto: in amicizia e con tutto il rispetto questo "quindi" mi sembra piuttosto debole.. Ovvero, io posso riconoscere che e' necessario fare qualcosa, ma non ottenere da questo "fare" alcuna gratificazione, anzi ottenendone disagio .. Ma che a te sembri trascurabile o che la gratificazione dello stare facendo la cosa giusta dia sapore alle tue verdure bollite, non mi sembra per niente strano o improbabile.. Pero' e' cosi' per e e non per altri.. e non ritengo che cio' sia condannabile...
Qui vorrei capire cosa intendi per condannabile... io sono contro la pena di morte e contro la prigione! ma immagino che tu parli di una condanna morale: ebbene, sono anche contro la condanna morale, innanzitutto perché mi domando fino a che punto siamo liberi di volere ciò che vogliamo, e poi perché io non ragioni in termini individuali ma collettivi, e secondo me i rapporti di dominio si innescano eccedendo le scelte individuali.

In genere sono i vegani ad emettere le condanne morali, e ciò accade proprio perché loro addossano tutto il peso della questione animale sulla coscienza individuale, che subisce un continuo processo in tutte le sue scelte, motivazioni ed azioni.

Poiché invece io penso che l'allevamento e l'uccisione degli animali a scopo alimentare vadano aboliti indipendentemente dalla volontà di chi mangia la carne (allo stesso modo in cui la violenza sugli umani è abolita sempre e comunque), dal momento che il male causato agli abnimali è più grande del disagio causato sugli umani dalla privazione dell'alimentazione carnea, penso che questo disagio sia sicuramente un problema da prendere sul serio e da affrontare (su questo ti do ragione), ma che non costituisca in sé una giustificazione per consentire a chi non ha la forza o la volontà di abbandonare la carne da solo di continuare a consumarla.

questi ragionamenti hanno poca efficacia perche' siamo in uno stato dove l'alimentazione carnea e' permessa e non viene generalmente vista come immorale o delittuosa. Per cui, sempre per essere pragmatici, se decidi che ti interessa che altri intorno a te facciano una scelta alimentare simile alla tua, devi fare i conti con la necessita' di doverli poter attrarre con motivazioni che a te possono parere poco nobili o inutili...
Infatti, proprio volendo essere pragmatici: l'opera di convincimento degli altri e le strategie (mostrare video scioccanti, insegnare buone ricette senza carne, spiegare i vantaggi salutistici etc.) servono perché il numero dei veg*ani aumenti allo scopo di 1/ salvare animali, ma soprattutto 2/ ingrossare le fila del movimento di cui si parlava. Il movimento deve ovviamente essere composto da persone che sono veg*ane per scelta, *per gli animali*, ma l'obiettivo di questa presa di coscienza deve essere creare una forza che abbia il peso culturale e politico per cambiare la società chiedendo la messa al bando di allevamenti e macelli, non il semplice cambiamento "per addizione" della presa di coscienza di tutti i miliardi di umani. Spero di riuscire a spiegarmi: il momento della scelta è un passaggio obbligato (strategico) al momento presente perché, come dici tu, in questo mondo l'alimentazione carnea è permessa, ma non è in sé lo scopo e l'essenza del movimento per gli animali. Detto in altre parole, e così torniamo al punto di partenza di questa piacevole discussione, occorre smettere di definire il veganismo come scelta individuale (se non al momento attuale) e pensarlo come una istituzione sociale, come una norma da imporre così come si impongono le norme a tutela degli umani.

Ultimo esempio: immagina il movimento di abolizione della schiavitù. Penso che convincere i padroni di schiavi che il loro profitto sarebbe aumentato utilizzando operai liberi facesse parte delle strategie ad hoc degli abolizionisti. Ma il loro obiettivo restava l'ABOLIZIONE, ovvero una norma collettiva, una imposizione che piegasse anche coloro che spontaneamente non volevano rinunciare allo schiavismo.

(grazie per gli spunti che mi hai offerto per riflettere...)
Prego, ma anche io li ho ricevuti a mia volta, proprio da persone che appunto sono già mobilitate intorno a questo discorso e alla richiesta concreta di abolizione della carne. E' davvero un discorso rivoluzionario, teoricamente e praticamente. Speriamo di poterlo fare presto anche in Italia.

Ciao!

Agnese

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Messaggio da yasodanandana » sab set 23, 2006 2:18 pm

Qui vorrei capire cosa intendi per condannabile..
semplicemente ho voluto dire che non condanno chi e' appagato da una scelta in ogni senso... compreso quello della bellezza e del gusto..
mi domando fino a che punto siamo liberi di volere ciò che vogliamo..
l'esperienza della vita ci mostra che non siamo mai realmente liberi... e che i limiti dipendono dalle leggi della fisica, da autoimposizioni o da imposizione dal mondo che ci circonda
Detto in altre parole, e così torniamo al punto di partenza di questa piacevole discussione, occorre smettere di definire il veganismo come scelta individuale (se non al momento attuale) e pensarlo come una istituzione sociale, come una norma da imporre così come si impongono le norme a tutela degli umani.
applaudo... basta che la cosa sia introdotta con la necessaria "strategia" e che sia possibilmente accompagnata da un "upgrade" del gusto, della spiritualita' e dell'etica.. se no ci ritroveremo ai proibizionismo e alle bisteccherie clandestine..

un abbraccio

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » sab set 23, 2006 5:09 pm

yasodanandana ha scritto:se no ci ritroveremo ai proibizionismo e alle bisteccherie clandestine..
hai proprio ragione... :-)

buone cose,
Agnese

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Sauro Martella
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Messaggio da Sauro Martella » sab set 23, 2006 5:37 pm

Vabbè... a questo punto intervengo con un commento anch'io...
:-)
Dopo aver letto con piacere i vari punti di vista devo dire che seppure in un confronto "serrato", sia yasodanandana che Agnese hanno ragioni da vendere... Mi sembra che le uniche differenze siano essenzialmente non nel pensiero etico di base ma nel tipo di strategia "migliore" da adottare in difesa delle vittime in questione.
Rimane il problemasulla definizione di "migliore" e cioè se va intesa come la strategia più efficiente esposta da yasodanandana o quella più pura e maggiormente priva di compromessi di Agnese... la risposta non c'è, come non c'è mai una semplice risposta o un'unica soluzione di fronte ad una strage che continua giorno per giorno. Forse la strategia "migliore" è quella per cui personalmente ognuno si sente più portato, yasodanandana in maniera più tollerante e rassegnato a lasciar correre cose che in cuor suo gli imporrebbero di ribellarsi, cosciente di ottenere alla lunga risultati maggiori e Agnese che, lancia in resta, di questa tolleranza non ne vuole neanche sentir parlare e di fronte alla sofferenza del più debole non è disposta ad arretrare neanche di un passo. C'è qualcuno che può snetirsi sinceramente in grado di criticare ognuna di queste due posizioni?.. Io no davvero.
Posso solo dire che da parte mia (e quindi da parte della linea editoriale che la redazione di Promiseland.it ha sempre adottato) sento più vicine le modalità operative illustrate da yasodanandana, ma benedico il cielo ogni volta che sento parole come quelle di Agnese.
grazie a tutti e due.
:-)

Sauro Martella

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Messaggio da yasodanandana » sab set 23, 2006 7:25 pm

grazie a te...

ma mi sembrava che sia io che agnese si fosse gia' d'accordo sulle metodologie.. ci siamo semplicemente chiariti sul fatto che consideriamo la necessita' di farla finita con la carne, piu' importante del disagio che questo passo puo' provocare..

per cui non ci interessa parlare di "scelta da fare solo consapevolmente.."

anzi..

se, per esempio, una qualche legislazione impedisse l'uccisione degli animali la faccenda ci sembrerebbe molto positiva.. al di la del fatto che qualcuno potrebbe soffrirne..

anche se.. pensandoci bene.. un fatto del genere potrebbe verificarsi solo nel momento in cui una grossa fetta della popolazione fosse favorevole a questo passo

quindi il trauma sarebbe molto relativo

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » sab set 23, 2006 8:16 pm

yasodanandana ha scritto:grazie a te...

ma mi sembrava che sia io che agnese si fosse gia' d'accordo sulle metodologie.. ci siamo semplicemente chiariti sul fatto che consideriamo la necessita' di farla finita con la carne, piu' importante del disagio che questo passo puo' provocare..

per cui non ci interessa parlare di "scelta da fare solo consapevolmente.."

anzi..

se, per esempio, una qualche legislazione impedisse l'uccisione degli animali la faccenda ci sembrerebbe molto positiva.. al di la del fatto che qualcuno potrebbe soffrirne..

anche se.. pensandoci bene.. un fatto del genere potrebbe verificarsi solo nel momento in cui una grossa fetta della popolazione fosse favorevole a questo passo

quindi il trauma sarebbe molto relativo
eh già!

grazie anche da parte mia a tutti e due!

Agnese

albufo

Messaggio da albufo » mar ott 17, 2006 4:06 pm

Premesso che non mi voglio schierare nella polemica che è "appena" intervenuta, io sono come te, yasodanandana, o meglio sto cercando di diventarlo: lactovegetariano.

Peccato che eliminare le uova - per me - dalla padella, dalla pizza, evitare di mangiare pandoro e panettone e pasta all'uovo sia abbastanza facile: il difficilissimo è evitarle nei dolci (= biscotti).

Porcherie contenutevi a parte (selezione che mi permette di fare solo 4/5 scelte in questa categoria all'interno di un supermercato), me ne resta solamente 1 se escludo le uova.

Ammiro il tuo repentino passaggio da tuttivoro a lactovegetariano in un giorno (io mi sono preparato circa 9 mesi nel segreto più assoluto), ma come cancelli le uova (non parlo di sapore, parlo di selezione sugli acquisti) ??

Grazie, ciao

Marina Berati
Messaggi: 478
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:08 am

Messaggio da Marina Berati » mer ott 18, 2006 9:02 am

albufo ha scritto: Ammiro il tuo repentino passaggio da tuttivoro a lactovegetariano in un giorno (io mi sono preparato circa 9 mesi nel segreto più assoluto), ma come cancelli le uova (non parlo di sapore, parlo di selezione sugli acquisti) ??

Grazie, ciao
Dai, su, non facciamola tragica ne' facciamo gli eroi: non e' che "il problema del bisocotto vegan" sia quello che non ci fa dormire la notte ;-)

Nei supermercati esistono almeno 2-3 tipo di biscotti vegan, poi in ciascuno se ne trovano anche altri, leggi le etichette una volta, e poi sai quali sono.
E se proprio ti urge il biscotto senno' non riesci a vivere, vai in un supermercato bio e ne hai finche' vuoi tra cui scegliere (ma costano ovviamente di piu', perche' sono bio e perche' hanno una distribuzione non vasta, e perche' chi te li vende ci marcia).

Si tratta solo di cambiare un po' abitudini, non di fare chissa' quali scrifici o scelte eroiche.

Guarda qua:
http://www.veganhome.it/acquisti/prodot ... =27&page=1

ci sono 3 pagine di biscotti, tra cui varie marche che si trovano nei supermercati normali.

Buon appetito ;-)

Ciao,
Marina

albufo

Messaggio da albufo » mer ott 18, 2006 10:13 am

No, nessuna intenzione di fare l'eroe.

Solamente non ti ho forse detto (anzi, l'ho detto ma era troppo implicito) che io, sto alla larga da qualsiasi alimenti che contenga almeno uno dei seguenti componenti:

- olio di palma, di palmito, di oliva (non dall'estravergine), di colza, di
ravizzone, olio vegetale

- margarina, grassi vegetali

- saccarina/aspartame/acesulfame K


Capirai che, con questa ulteriore selezione (per me fondamentale per non mangiare m...., anche se non direttamente collegata col veg*nesimo) le cose cambiano.

In ogni caso grazie, m'hai fatto scoprire cose che non sapevo.


Daniele

Marina Berati
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Messaggio da Marina Berati » mer ott 18, 2006 1:16 pm

albufo ha scritto:
Solamente non ti ho forse detto (anzi, l'ho detto ma era troppo implicito) che io, sto alla larga da qualsiasi alimenti che contenga almeno uno dei seguenti componenti:

- olio di palma, di palmito, di oliva (non dall'estravergine), di colza, di
ravizzone, olio vegetale

- margarina, grassi vegetali

- saccarina/aspartame/acesulfame K
Ok, aggiungi alla lista latte, latticini e uova e cosi' sei a posto.
Credo che nei negozi bio ne trovi di cibi che soddisfino questi criteri.
Tanto anche nei biscotti non vegan trovi gli ingredienti che hai citato tu, sono piu' problematici quelli (nel senso di trovare biscotti che non li abbiano) che non il latte e le uova.

Ciao,
Marina

gioman
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Località: Cagliari

Messaggio da gioman » gio ott 19, 2006 11:28 pm

albufo ha scritto:No, nessuna intenzione di fare l'eroe.

Solamente non ti ho forse detto (anzi, l'ho detto ma era troppo implicito) che io, sto alla larga da qualsiasi alimenti che contenga almeno uno dei seguenti componenti:

- olio di palma, di palmito, di oliva (non dall'estravergine), di colza, di
ravizzone, olio vegetale

- margarina, grassi vegetali

- saccarina/aspartame/acesulfame K


Capirai che, con questa ulteriore selezione (per me fondamentale per non mangiare m...., anche se non direttamente collegata col veg*nesimo) le cose cambiano.

In ogni caso grazie, m'hai fatto scoprire cose che non sapevo.


Daniele
Concordo...ma hai dimenticato un altro elemento per me fondamentale: lo zucchero( saccarosio)...alla fine, dopo lunghe e noiose ricerche io ho rinunciato ai biscotti e ai dolci..sto benissimo!

albufo

Messaggio da albufo » lun ott 23, 2006 2:57 pm

Ciao gioman.

Hai risposto quasi "a fagiolo" alla mia domanda .... ed apprezzo il tuo punto vista, ma il mio è quasi opposto.

Sono stato ad una conferenza, venerdì sera ("Animali come noi", a Gorgonzola): mi sono perso, c'ho messo una vita, ho mangiato un piatto di pasta in 8 minuti per arrivare in tempo, ma .... è servita poichè mi ha dato la spinta definitiva per mollare, da sabato scorso, anche le uova.

Adesso sono lacto-vegetariano (mi suaona ancora strano dirlo), ho fatto la mia prima vistita - mi sentivo un marziano - in un negozio bio-veg* e....

Ne sono contento, ma anche un pochino spaventato, poichè io - più smilzo che magro - adesso a colazione mi faccio 3/4 cucchiiani di zucchero per supplire a tutto quello che prima c'era ...

Stamattina, mangiando i biscotti al farro (senza ANCHE zucchero e sale) mi sembrava di mangiare la sabbia ... senza considerare il prezzo da alta oreficeria ...

Eticamente ne sono d'accordissimo, ma per adesso ancora un pochino scosso ...

Non avresti per caso una fetta di crostata ??? :))


Ciao, Daniele

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