yasodanandana ha scritto:
mmh... trovo che se uno fa una cosa fatta bene e ha la soddisfazione di averla fatta, cio' sia doveroso e progressivo... Il fatto che il bene, il giusto, l'etico, il morale, per essere tale debba essere accompagnato obbligatoriamente dalla sofferenza e dal disagio lo trovo, oltre che ingiustificato, pure inutile..
Ho forse detto questo? certo che no!
Rileggi il mio messaggio: io ho scritto che di fronte alla presa d'atto del problema (la sofferenza animale), la risposta (alimentazione vegan) non è un sacrificio ma una necessità, una logica conseguenza, che quindi non provoca alcun disagio.Almeno questo è il mio caso. Io non sento nessun disagio nel mangiare delle semplici verdure al vapore, quando mi capita.
Detto ciò, provo a spiegare nuovamente il mio punto di vista. Tu continui a parlare solo della scelta del veg*ano. Io sto dicendo invece che di fronte al male oggettivo costituito dall'alimentazione carnea, non c'è tolleranza possibile dei gusti, dei tempi, delle prese di coscienza, dell'evoluzione gastronomica e dei chiari di luna altrui. Il carnivoro che dice "mi piace la bistecca" è come il pedofilo che dice "mi piace fare sesso con i bambini". Sono entrambi individui che causano sofferenza e ai quali va impedito di farlo. Solo che nessuno si sogna di dire che bisogna aspettare che il pedofilo "prenda coscienza" del male che provoca, che bisogna fornirgli un'alternativa altrettanto piacevole per i suoi gusti perché sia invogliato a smettere etc etc. ... giusto? Allora: è chiaro che non possiamo andare dai carnivori e dire "tu sei come un pedofilo", ma almeno tra noi dovremmo piantarla con i discorsi morbidi e tolleranti, dovremmo riconoscere che il nostro obiettivo non è (solo) convincere a non provocare sofferenza ma (soprattutto) impedire la sofferenza stessa. Francamente, la "sofferenza" e il "disagio" di un umano privato della bistecca mi interessano molto meno della *sofferenza* e del *disagio* di un vitello privato della vita. Sono paragonabili ai problemi che ha un fumatore quando smette di fumare. E tu pensi che smettere di mangiare carne equivalga a smettere di fumare? Perché, sai, quando leggo cose tipo che il vegetarismo è una scelta, che non va imposto etc. mi sembra proprio che venga paragonato a cose come smettere di fumare, che sono veramente soggettive. E che la violenza degli umani sugli animali sia completamente lasciata alla libera scelta, differentemente dalla violenza sugli umani, che invece non è affatto consegnata alla libera scelta... E questo significa proprio fare un discorso SPECISTA...
yasodanandana ha scritto:
per cui l'importante e' che cessi o si riduca questa mattanza.... non che si disquisisca se e' meglio essere veg per gusto, per religione, per dieta, per moda, per etica, per amore, per politica, per protesta, per improvvisazione, per pianificazione, perche' lo si sente o perche' si ha la fidanzata vegana..
Quando qui sopra ho detto "tra noi", mi riferivo a quelle persone per le quali il veg*anismo non è un accessorio di vita quotidiana per stare bene in salute e in coscienza ed avere tanti amici sul web. Mi riferivo a quelle persone che lavorano teoricamente e lottano concretamente per immaginare e costruire una società in cui gli animali non umani non siano torturati e massacrati. E in quest'ottica, quello che tu chiami "disquisire" significa fare un lavoro di chiarimento e coesione allo scopo di fondare un movimento per gli animali che sia un soggetto politico solido e che abbia da proporre un discorso preciso, invece del mucchio di schegge impazzite con frammenti di pensiero impazzito che abbiamo ora.
Io sono vegana e come tutte/i mi impegno, nella vita personale, ad aiutare, salvare, curare i non umani che incrocio sul mio cammino, Ma questo non basta. Accontentarsi di questo significa pensare di svuotare il mare col cucchiaino, significa che la questione animale resta una cosa da gattare e Brigitte Bardot, e significa che la mattanza continua, perché gli animali che noi salviamo vengono immediatamente rimpiazzati con altri. E continuerà finché non ci sarà un movimento con una dignità teorica e politica, capace di confrontarsi con le altre forze rivoluzionarie (sinistre altermondialiste) per contribuire alla costruzione di un mondo diverso.
yasodanandana ha scritto:
l'elogio della penitenza non mi interessa e non mi convince (e lo dico non riferendomi in particolare al tuo messaggio, ma parlando a ruota libera...)
Sono assolutamente d'accordo.
Ciao,
Agnese