dopo 5 anni

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Penelope
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da Penelope » mar lug 11, 2006 3:19 pm

Marina Berati ha scritto: Percio', se pensate che siano piu' importanti i desideri del vostro palato che la vita degli animali, indulgete pure, ma non cercate giustificazioni per la vostra coscienza, ne' nella vostra testa, ne' qui.
Beh, pretendere di dire agli altri ciò che devono pensare e sentire mi sembra un tantino troppo. Ognuno può sentirsi o no in colpa, e giustificarsi nella propria testa come meglio crede. (senza per questo motivo essere giustificabili, io per prima non giustifico l'uccisione di animali per mangiarli, altrimenti non sarei vegana). Una "severità" (in senso lato), come l'hai espressa tu, con una persona che ha solo espresso una propria sensazione, non la condivido nemmeno io. E secondo me è la maniera peggiore per far capire le proprie ragioni a chi rischia una"ricaduta" (o come si vuole chiamarla) o a chi non è nemmeno vegetariano...

Sottolineo che sto solo esprimendo un opinione, credo sia lecito...non voglio dare inizio ad una guerra internettiana...

goccia
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Messaggio da goccia » mar lug 11, 2006 3:24 pm

Marina Berati ha scritto: Non ho capito invece cosa intendi per differenza d'approccio.
Io so di cosa parla.

Ne ho parlato cento volte con tutti, anche con Marcello e Daniele e Andrea quando ancora c'erano.
E' la differenza che passa tra l'accogliere una persona e il farla sentire rifiutata.
Io penso che se sei tagliente ma fai sentire l'altro accolto, l'altro potrebbe essere ben disposto ad ascoltare le tue ragioni.
Se sei tagliente e lo fai sentire una schifezza di uomo, forse lo perderai.

Però questa é una questione controversa.
Daniele e Marcello mi dicevano che loro, per come erano fatti, reagivano proprio quando gli altri erano duri.
Con me invece, ad esempio, non funzionerebbe perché io me la darei immediatamente a gambe levate, indipendentemente dalla bontà delle ragioni.
Chi mi attacca, in generale, mi fa paura.


Ciao,
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sofia*
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da sofia* » mar lug 11, 2006 4:32 pm

Penelope ha scritto:
Marina Berati ha scritto: Percio', se pensate che siano piu' importanti i desideri del vostro palato che la vita degli animali, indulgete pure, ma non cercate giustificazioni per la vostra coscienza, ne' nella vostra testa, ne' qui.
Beh, pretendere di dire agli altri ciò che devono pensare e sentire mi sembra un tantino troppo. Ognuno può sentirsi o no in colpa, e giustificarsi nella propria testa come meglio crede. (senza per questo motivo essere giustificabili, io per prima non giustifico l'uccisione di animali per mangiarli, altrimenti non sarei vegana). Una "severità" (in senso lato), come l'hai espressa tu, con una persona che ha solo espresso una propria sensazione, non la condivido nemmeno io. E secondo me è la maniera peggiore per far capire le proprie ragioni a chi rischia una"ricaduta" (o come si vuole chiamarla) o a chi non è nemmeno vegetariano...

Sottolineo che sto solo esprimendo un opinione, credo sia lecito...non voglio dare inizio ad una guerra internettiana...
IO quoto al 100% Marina, invece, un conto è indulgiare su una macchina, su un dolce al cioccolato o una crostata, ma quando c'è di mezzo una scelta così importante, per me non ci sono giustificazioni.
E' una esempio banbanle, l'altra sera ero fuori inun pub e c'era sul menu' un'unica cosa che avrei potuto mangiare: una piadina alle verdure grigliate. Ho titubato, perchè avevo già mangiato un gelato, però ne avevo una voglia... mi faceva tanto gola! improvvisamente, mi è venuto in mente che non VOGLIO mangiare la piadina perchè spesso contiene, tra gli ingredienti, lo strutto. Mi e' passata in un baleno la voglia di mangiarmi quella piadina! questo per farvi capire la forza dell'IDEALE

[quote"goccia"]Se sei tagliente e lo fai sentire una schifezza di uomo, forse lo perderai.

Però questa é una questione controversa.
Daniele e Marcello mi dicevano che loro, per come erano fatti, reagivano proprio quando gli altri erano duri.
Con me invece, ad esempio, non funzionerebbe perché io me la darei immediatamente a gambe levate, indipendentemente dalla bontà delle ragioni.
Chi mi attacca, in generale, mi fa paura.[/quote]

se perderemo l'uomo perchè siamo taglienti, se gli altri scapperanno perchè vengono attaccati, permettimi di dirti, sono persone che non hanno capito bene la profondità della scelta animalista/etica/vegetariana.

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naomi
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Messaggio da naomi » mar lug 11, 2006 4:44 pm

Questa vostra discussione è molto interessante e fa capire come la scelta vegan sia veramente una scelta molto individuale. Io non posso parlare per chi questa scelta l'ha fatta con il ragionamento intellettuale perché il mio caso è diverso. Quando ho letto e capito e saputo quello che c'è da sapere mi è diventato intollerabile immettere nel mio corpo o vestirlo o lavarlo con prodotti che erano costati sofferenza, tortura e morte. Perciò anche se mi piace il gusto della panna, della crema o del prosciutto, non ha più la minima importanza e dunque non mi manca mai. Trovo che la risposta di Marina non sia affatto repingente o offensiva, è entrata in una discussione basata sulla domanda: "sarà una necessità fisica o solo golosità?" Quella di Marina è stata una risposta diretta ma sicuramente a mio modo di vedere non offensiva. Ha semplicemente detto "se il piacere del vostro palato è più importante della sofferenza che causa, indulgete pure ma non cercate giustificazioni"
La frase di Marina che mi lascia perplessa è l'ultima dove dice "se non è automatico, allenatevi" ma qui saremmo di fronte ad una scelta intellettuale e appunto io non ne so abbastanza. Perché poi uno dovrebbe allenarsi? Secondo me, o si sente dentro e diventa normale essere vegano oppure no. Ma forse esiste anche una via di mezzo? E' meglio per tutti fare uno "strappo" ogni tanto (poi la persona si porrà la domanda sulla coerenza) piuttosto che mangiare tutti i giorni carne e dire non me ne frega niente.
C'è un bel detto di Martin Luther King che mi piace molto:"se non puoi essere un albero, sii un cespuglio; se non puoi essere il sole, sii una stella; se non puoi essere un'autostrada, sii un sentiero.
Sii il meglio di ciò che sei"

Chi vuole o può essere perfetto?
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Penelope
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Messaggio da Penelope » mar lug 11, 2006 5:30 pm

naomi ha scritto:
Chi vuole o può essere perfetto?
naomi
Straquoto.

Penelope
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da Penelope » mar lug 11, 2006 5:43 pm

sofia* ha scritto: IO quoto al 100% Marina, invece, un conto è indulgiare su una macchina, su un dolce al cioccolato o una crostata, ma quando c'è di mezzo una scelta così importante, per me non ci sono giustificazioni.
sofia* ha scritto:
Così rimarremo una minoranza. Io preferisco giustificare una persona e spiegarle come la penso, senza per questo creare un muro tra me e lei di completa intolleranza (non dico a te, ma a molti vegani, anche che conosco).E' più facile avvicinarla al vegetarismo o al veganismo.
sofia* ha scritto:questo per farvi capire la forza dell'IDEALE
Senza offesa.....ma non ho bisogno che tu me lo venga a spiegare!;-)
Nessuno è perfetto...come ho già quotato sopra.

goccia
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da goccia » mar lug 11, 2006 6:10 pm

sofia* ha scritto:se perderemo l'uomo perchè siamo taglienti, se gli altri scapperanno perchè vengono attaccati, permettimi di dirti, sono persone che non hanno capito bene la profondità della scelta animalista/etica/vegetariana.
Penelope hai tutto il mio sostegno.

Sofia, cos'é che ci interessa? Gli animali?
E allora perdendo queste persone non abbiamo fatto il bene della causa animale.
Ci serve avvicinare tutti, anche quelli che oggi non sentono profondamente la cosa; la profondità verrà col tempo.
All'inizio nessuno può sentirsi come ci sentiamo noi oggi, consapevoli.

Scommetto su questo esempio: dimmi per favore come tu hai preso la tua decisione.
E' stato:
A) qualcuno che ti ha fatto sentire inadatto o insufficientemente motivato o goloso o quello che vuoi tu, oppure ...
B) l'esempio di una persona che serenamente porta avanti la sua idea, un libro importante che ti ha fatto ragionare, il capire da immagini vere come sono realmente le cose.

Se mi sbaglio chiedo scusa.
:-)

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april
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Messaggio da april » mar lug 11, 2006 6:40 pm

Secondo me bisogna tener conto che non si sta parlando con un onnivoro 'inconsapevole', ma con una persona che da 5 anni non mangia carne.

Sia che lo abbia fatto per la sua salute, sia che lo abbia fatto per gli animali, mi sembra che le sue convinzioni non siano molto forti se in 5 anni è rimasta solo al rifiuto della carne.

Quindi della sorte degli animali (se lo ho fatto per quello) le interessa fino ad un certo punto. Però in 5 anni, al di là della sua empatia per le sofferenze degli animali, dovrebbe almeno aver maturato un senso di rispetto che agli animali è dovuto in ogni caso. E non c'è nessuna golosità che tenga di fronte alla morte di qualcuno.

Riguardo all'allenamento di cui ha parlato Marina, io lo interpreto nel senso che non vedi collegamenti tra un certo cibo e un animale morto.

A me all'inizio è successo un po' con il formaggio. Il latte ho smesso immediatamente di berlo perchè mi balenava immediatamente davanti agli occhi l'immagine di una mucca e di un vitellino, e allora non riuscivo più a berlo. Con i formaggi (forse perché mi piacevano, non so) all'inizio dovevo dire a me stessa, se per caso al supermercato mi veniva quasi automatico di metterli nel carrello come avevo fatto fino a poco prima, che non avevano niente di diverso dal latte. E dovevo sforzarmi un po' a vedere il collegamento mucca/ formaggio, perché non avveniva automaticamente come per la carne o per il latte.

Ora non c'è più problema, neanche per le 'golosità'. Mi capita di vedere ad esempio dei cioccolatini al latte (il cioccolato amaro lo detesto) e il primo impulso sarebbe quello di mangiarli, ma poi mi viene subito in mente che lì dentro c'è un po' di un animale morto e questo mi fa passare subito la voglia.

Io non mangio niente che venga da un animale per empatia verso di lui, mi fa star male pensare al prosciutto ad esempio, e mi ferisce sentir associare il prosciutto alla golosità perché è di un maiale che stiamo parlando, ma anche se per alcune persone l'empatia non c'è, il rispetto uno può anche autoimporselo.

Ciao

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april
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da april » mar lug 11, 2006 6:57 pm

goccia ha scritto:Scommetto su questo esempio: dimmi per favore come tu hai preso la tua decisione.
E' stato:
A) qualcuno che ti ha fatto sentire inadatto o insufficientemente motivato o goloso o quello che vuoi tu, oppure ...
B) l'esempio di una persona che serenamente porta avanti la sua idea, un libro importante che ti ha fatto ragionare, il capire da immagini vere come sono realmente le cose.
Anche se non era indirizzato a me ti rispondo :-)

Premesso che finché sono vissuta in casa è stata una guerra continua per farmi mangiare la carne e la primissima cosa che mi sono detta quando mi sono trovata da sola è stata: "Che bello! Finalmente niente più carne!"

Però non mi chiamavo 'vegetariana' e non sapevo niente in proposito.

Quello che mi ha fatto prendere la decisione per il resto è stato:
C: Perché continui a bere il latte? (tono aggressivo)
- Cosa c'è che non va nel latte? (tono confuso)
- Cosa c'è che non va? Ma non sai che i vitelli... etc. etc. (sempre tono aggressivo)

Avevo deciso di finire il latte e il formaggio che avevo ancora in frigo, ma non ce l'ho fatta. Ho smesso immediatamente tutto.

Poi ho incominciato a informarmi e a star male.

Penelope
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da Penelope » mar lug 11, 2006 7:30 pm

goccia ha scritto: Penelope hai tutto il mio sostegno.

Sofia, cos'é che ci interessa? Gli animali?
E allora perdendo queste persone non abbiamo fatto il bene della causa animale.
Ci serve avvicinare tutti, anche quelli che oggi non sentono profondamente la cosa; la profondità verrà col tempo.
All'inizio nessuno può sentirsi come ci sentiamo noi oggi, consapevoli.

Scommetto su questo esempio: dimmi per favore come tu hai preso la tua decisione.
E' stato:
A) qualcuno che ti ha fatto sentire inadatto o insufficientemente motivato o goloso o quello che vuoi tu, oppure ...
B) l'esempio di una persona che serenamente porta avanti la sua idea, un libro importante che ti ha fatto ragionare, il capire da immagini vere come sono realmente le cose.

Se mi sbaglio chiedo scusa.
:-)
straquotissimo!:-))

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Re: dopo 5 anni

Messaggio da april » mar lug 11, 2006 7:52 pm

Penelope ha scritto:Così rimarremo una minoranza. Io preferisco giustificare una persona e spiegarle come la penso, senza per questo creare un muro tra me e lei di completa intolleranza (non dico a te, ma a molti vegani, anche che conosco).E' più facile avvicinarla al vegetarismo o al veganismo.
C'è anche da dire che i paesi che hanno un maggior numero di vegan o vegetariani sono paesi in cui certe associazioni non si fanno scrupolo di fare manifesti che, sotto l'immagine di una mamma con in braccio un bambino sorridenti, scrivono: "La tua mamma uccide gli animali", o, come in Gran Bretagna, gli attivisti animalisti vengono chiamati 'terroristi'.

Non sono modi molto soft di portare avanti certi discorsi, ma i risultati ci sono.

Penelope
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da Penelope » mar lug 11, 2006 8:11 pm

april ha scritto:
Penelope ha scritto:Così rimarremo una minoranza. Io preferisco giustificare una persona e spiegarle come la penso, senza per questo creare un muro tra me e lei di completa intolleranza (non dico a te, ma a molti vegani, anche che conosco).E' più facile avvicinarla al vegetarismo o al veganismo.
C'è anche da dire che i paesi che hanno un maggior numero di vegan o vegetariani sono paesi in cui certe associazioni non si fanno scrupolo di fare manifesti che, sotto l'immagine di una mamma con in braccio un bambino sorridenti, scrivono: "La tua mamma uccide gli animali", o, come in Gran Bretagna, gli attivisti animalisti vengono chiamati 'terroristi'.

Non sono modi molto soft di portare avanti certi discorsi, ma i risultati ci sono.
Beh, proporre un manifesto, anche forte nel contenuto, è un modo per far riflettere, lo reputo postivo, e riflettere col proprio cervello non fa mai male.
Diverso è pararsi di fronte a una persona con una debolezza o una mancanza (non siamo tutti uguali!) e dirle che non ci sono giustificazioni per il suo comportamento (il che è vero, ma non convincerà mai un onivoro, che di quello che sappiamo noi non sa nulla!), che è una spietata assassina, che è riprovevole, ecc....Questo mi da fastidio! Se non c'è un background di conoscenze, questa persona non ci capirà mai! E continueremo ad essere visti come quegli individui "strani" che chissà per quale motivo si privano dei "piaceri" della vita.
Io vorrei che noi fossimo la normalità, e che tutti si chiedessero piuttosto "come si fa ad uccidere un maiale per mangiarlo???"...
Ma questo non può avvenire dall'oggi al domani e soprattutto se chi vuole diventare vegetariano o vegan trova ostilità (il che non è cosa rara!) perchè non ce la fa,(o non vuole farcela, molto spesso) o trova difficile rinunciare a qualcosa che gli è stato inculcato dalla nascita.

Io preferisco ragionarci e discuterci su, capendo le difficoltà di chi, diversamente da me, non ha avuto la fortuna di avere una famiglia che è diventata vegana insieme a lei, che ha un medico vegano che la sostiene...e tanto altro..

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Re: dopo 5 anni

Messaggio da april » mar lug 11, 2006 11:06 pm

Penelope ha scritto: Diverso è pararsi di fronte a una persona con una debolezza o una mancanza (non siamo tutti uguali!) e dirle che non ci sono giustificazioni per il suo comportamento (il che è vero, ma non convincerà mai un onivoro, che di quello che sappiamo noi non sa nulla!), che è una spietata assassina, che è riprovevole, ecc....Questo mi da fastidio! Se non c'è un background di conoscenze, questa persona non ci capirà mai! E continueremo ad essere visti come quegli individui "strani" che chissà per quale motivo si privano dei "piaceri" della vita.
Credo che si stiano sovrapponendo due discorsi diversi.

Aggredire un onnivoro che non si è mai posto il problema credo anch'io che sia controproducente.

Io mi stavo riferendo alle reazioni che alcuni di noi hanno avuto verso chi, in un forum vegan/vegetariano, dice che dopo essere stata cinque anni senza carne, ora sente il desiderio di (e mangia) prosciutto. Sono due cose diverse. Se alla prima persona devi spiegare tutto, alla seconda non credo che ce ne sia bisogno e se lo fa è perché, in fondo, della vita e del rispetto per gli animali interessa fino ad un certo punto. E' inutile farle discorsi che la rendano consapevole di quello che sta facendo. E allora capisco anche la reazione poco empatica di certe persone che si sentono invece più vicine agli animali uccisi. Alle vittime innocenti.

Penelope ha scritto: Io preferisco ragionarci e discuterci su, capendo le difficoltà di chi, diversamente da me, non ha avuto la fortuna di avere una famiglia che è diventata vegana insieme a lei, che ha un medico vegano che la sostiene...e tanto altro..
Credo che tu sia un caso più unico che raro. Anche il medico... azz :-)

Un altro punto su cui si dovrebbe insistere sono proprio i medici disinformati. Se tutti i medici di famiglia fossero un po' più aggiornati, credo che molte più famiglie cambierebbero alimentazione.

Ciao :-)

Penelope
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Re: dopo 5 anni

Messaggio da Penelope » mer lug 12, 2006 8:33 am

[quote="april"]Io mi stavo riferendo alle reazioni che alcuni di noi hanno avuto verso chi, in un forum vegan/vegetariano, dice che dopo essere stata cinque anni senza carne, ora sente il desiderio di (e mangia) prosciutto. Sono due cose diverse. Se alla prima persona devi spiegare tutto, alla seconda non credo che ce ne sia bisogno e se lo fa è perché, in fondo, della vita e del rispetto per gli animali interessa fino ad un certo punto. E' inutile farle discorsi che la rendano consapevole di quello che sta facendo. E allora capisco anche la reazione poco empatica di certe persone che si sentono invece più vicine agli animali uccisi. Alle vittime innocenti.
[quote]

Forse è questione di diverse sensibilità....di debolezza...boh....ma tendo ad evitare la condanna...soprattutto perchè il nostro amico ce ne ha parlato, ha cercato un supporto, e ha tentato di capire che succedeva...ha sentito un segnale del suo corpo e l'ha ascoltato per capire cosa significava. Se poi uno decide di "cedere", non devo essere io a condannarlo, giudicarlo o farlo sentire inadeguato....nel caso lo farà la sua coscienza. (e posso assicurarti, per esperienza passata, che la coscienza si fa sentire!)

Se uno, pur sapendo le condizioni degli animali allevati e problematiche connesse, venisse qui a raccontare che si mangia 2 cotolette al giorno, e che siamo noi il branco di pazzi, mi inca...rei anch'io!
Comunque a quanto ho capito io il "prosciutto"non è stato mangiato, nemmeno piaceva, chi ha scritto (non ricordo il nome) ne sentiva solo l'"esigenza", che poi secondo me, ripeto, maschera qualcos'altro, visto che, da aspirante crudista, credo che l'unico vero e reale bisogno dell'essere umano sia quello di cibi vivi e freschi..

Comunque scambiarsi opinioni è sempre la cosa migliore, anche (e soprattutto) se la si pensa diversamente!;-)

Per famiglia e dottore....hai ragione....mi ritengo una "privilegiata"...:-)

P.S.: Leggevo proprio ieri "miti e realtà dell'alimentazione umana", di Armando D'Elia (che, non sono sicurissima, ma era vegetariano, non vegano) e ne vorrei riportare uno stralcio che mi è piaciuto tanto e che rispecchia proprio quello che dicevo sopra...

"Ha l'uomo il diritto, per legge di natura, di interferire nella vita di altri animali?La risposta non può essere che questa: no, non ha questo diritto. Allora, perchè l'uomo priva della libertà, sfrutta e manda a morte gli animali d'allevamento?
Può farlo per ignoranza, nel senso che "ignora" che nutrendosi di cadaveri danneggia la propria salute fisica. Siamo propensi a considerare il ritorcersi sull'uomo della violenza da lui esercitata sugli animali allevati come una sorta di "effetto boomerang", dato che chi mangia carne si autodanneggia [...]. Il compito, anzi il dovere, di informare costoro, con amore e con pazienza, per renderli consapevoli dell'errore che compiono mangiando carne (per soddisfare la gola o per una presunta necessità di proteine animali ) spetta naturalmente a coloro che hanno il privilegio di avere già capito l'importanza del vegetarismo e di avere conseguito i vantaggi salutistici e morali della sua adozione."

Ciao ;-)

Marina Berati
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Messaggio da Marina Berati » mer lug 12, 2006 10:17 am

Mi sembra che si stiano facendo un po' troppe semplificazioni in questo discorso, come se ci si dovesse comportare sempre allo stesso modo, in tutte le situazioni e con tutte le persone.

Invece, no, assolutamente no.

Mi sembra ci siano troppe paure che i vegetariani/vegani appaiano "brutti e cattivi" e questo porta a perdere di vista l'obiettivo finale, che e' quello di essere efficaci, e anche, se possibile, corretti e onesti.

Allora: ovvio che se a una conferenza mi viene fatat qualsiasi domanda idiota, anche di quelle che fanno venire la nausea ("i pomodori soffrono", ecc.), rispondo pacata, col sorriso sulle labbra, spiegando come stanno le cose. E poi casomai in privato posso anche fare qualche battuta sarcastica, a seconda della persona che mi trovo davanti e delle sue intenzioni.

Altrettanto ovvio che se mi scrive una persona che sta pensando di diventare veg e ha dei dubbi, anche se sono le solite cose trite e ritrite, e anche se a leggere quel che scrive mi arrabbio, conto fino a 100 o a 1000 e poi rispondo gentile.

Ma il fatto di fare i "buoni" non si applica in ogni occasione, non sarebbe giusto, efficae opportuno.

Quindi il "buono sempre e a tutti i costi" lo lascerei proprio da parte. Le reazioni vanno valutate e modulate a seconda dei casi. Ci sono casi in cui certe cose vanno dette. Senza insultare - qui insulti non ce ne sono stati - ma con la durezza necessaria.

In questo caso c'e' una persona che e' gia' vegetariana, lo e' da 5 anni, sa perche' lo e', e' informata di tutto quello che ci sta attorno, senno' non lo sarebbe, no?
Se da una persona cosi' mi sento chiedere se il fatto che abbia voglia del prosciutto significa che e' il suo corpo che ne ha "bisogno" e quindi se sia lecito mangiarlo o meno... capite che e' ben diverso se lo chiede uno che non e' mai stato vegetariano e che sta facendo fatica a convincersi di andare contro il "buon senso comune" che dice che e' giusto mangiare gli animali, che ne abbiamo bisogno, ecc. Certo che la reazione e' molto diversa, DEVE esserlo.

A chi se la prende per certe reazioni, chiedo di pensare anche agli effetti di quello che lui/lei scrive, non sono degli effetti che ha la replica degli altri su di lui/lei.

Se ci si offende per una risposta "tagliente", va pensato che anche certe domande o dubbi possono essere "offensivi" per chi li legge, e che facciano male ben di piu' di una risposta dura sull'argomento.

Non mi passa nemmeno per l'anticamere del cervello che una persona vegetariana da 5 anni e che spero sappia quel che fa sia indotta da una mia risposta dura a mangiarlo veramente, il prosciutto. Sarebbe un insulto alla sua intelligenza e correttezza pensarlo. Per questo mi ritengo del tutto autorizzata a esprimere coi toni che ritengo adeguati, quel che una affermazione del genere mi fa pensare e provare.

Non si sta parlando di cosette da niente come la squadra di calcio del cuore o i cantanti preferiti o i gusti culinari, ma di vita e di morte, e quindi un certo tipo di raezione ci sta, eccome, perche' e' bene essere riportati coi piedi per terra, e far capire bene di cosa si sta parlando, non si sta parlando di "cosa mangiare" ma di "chi uccidere".
Ogni tanto fa bene ricordarsene.

E ribadisco, perche' e' importante, che le modalita' di diffusione delle nostre idee e' importante che varino al variare del contesto e delle persone, che non siano sempre le stesse, senno' non funzionano.

Ciao,
Marina

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