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da Marina Berati » mer lug 12, 2006 10:17 am
Mi sembra che si stiano facendo un po' troppe semplificazioni in questo discorso, come se ci si dovesse comportare sempre allo stesso modo, in tutte le situazioni e con tutte le persone.
Invece, no, assolutamente no.
Mi sembra ci siano troppe paure che i vegetariani/vegani appaiano "brutti e cattivi" e questo porta a perdere di vista l'obiettivo finale, che e' quello di essere efficaci, e anche, se possibile, corretti e onesti.
Allora: ovvio che se a una conferenza mi viene fatat qualsiasi domanda idiota, anche di quelle che fanno venire la nausea ("i pomodori soffrono", ecc.), rispondo pacata, col sorriso sulle labbra, spiegando come stanno le cose. E poi casomai in privato posso anche fare qualche battuta sarcastica, a seconda della persona che mi trovo davanti e delle sue intenzioni.
Altrettanto ovvio che se mi scrive una persona che sta pensando di diventare veg e ha dei dubbi, anche se sono le solite cose trite e ritrite, e anche se a leggere quel che scrive mi arrabbio, conto fino a 100 o a 1000 e poi rispondo gentile.
Ma il fatto di fare i "buoni" non si applica in ogni occasione, non sarebbe giusto, efficae opportuno.
Quindi il "buono sempre e a tutti i costi" lo lascerei proprio da parte. Le reazioni vanno valutate e modulate a seconda dei casi. Ci sono casi in cui certe cose vanno dette. Senza insultare - qui insulti non ce ne sono stati - ma con la durezza necessaria.
In questo caso c'e' una persona che e' gia' vegetariana, lo e' da 5 anni, sa perche' lo e', e' informata di tutto quello che ci sta attorno, senno' non lo sarebbe, no?
Se da una persona cosi' mi sento chiedere se il fatto che abbia voglia del prosciutto significa che e' il suo corpo che ne ha "bisogno" e quindi se sia lecito mangiarlo o meno... capite che e' ben diverso se lo chiede uno che non e' mai stato vegetariano e che sta facendo fatica a convincersi di andare contro il "buon senso comune" che dice che e' giusto mangiare gli animali, che ne abbiamo bisogno, ecc. Certo che la reazione e' molto diversa, DEVE esserlo.
A chi se la prende per certe reazioni, chiedo di pensare anche agli effetti di quello che lui/lei scrive, non sono degli effetti che ha la replica degli altri su di lui/lei.
Se ci si offende per una risposta "tagliente", va pensato che anche certe domande o dubbi possono essere "offensivi" per chi li legge, e che facciano male ben di piu' di una risposta dura sull'argomento.
Non mi passa nemmeno per l'anticamere del cervello che una persona vegetariana da 5 anni e che spero sappia quel che fa sia indotta da una mia risposta dura a mangiarlo veramente, il prosciutto. Sarebbe un insulto alla sua intelligenza e correttezza pensarlo. Per questo mi ritengo del tutto autorizzata a esprimere coi toni che ritengo adeguati, quel che una affermazione del genere mi fa pensare e provare.
Non si sta parlando di cosette da niente come la squadra di calcio del cuore o i cantanti preferiti o i gusti culinari, ma di vita e di morte, e quindi un certo tipo di raezione ci sta, eccome, perche' e' bene essere riportati coi piedi per terra, e far capire bene di cosa si sta parlando, non si sta parlando di "cosa mangiare" ma di "chi uccidere".
Ogni tanto fa bene ricordarsene.
E ribadisco, perche' e' importante, che le modalita' di diffusione delle nostre idee e' importante che varino al variare del contesto e delle persone, che non siano sempre le stesse, senno' non funzionano.
Ciao,
Marina