Su questo non sono completamente d'accordo, anche se ne comprendo perfettamente la logica (l'animale non ha "voce"). Il dovere mi sembra un po' troppo. Forse hai ragione, ma io non riesco a "sentire" la questione in questi termini. Probabilmente sono più sulla difensiva.wide receiver ha scritto: Però non riesco a trascurare il fatto che, dinanzi ai non-veg*, siamo in qualche misura anche ambasciatori degli animali. Non possiamo stare zitti, sperando che la gente capisca da sè. [...] Ritengo che noi abbiamo il dovere di rappresentare i nostri amici che non possono parlare.
Questa considerazione colpisce molto anche me. Anche se la questione del livore di certi onnivori è certamente più complessa (repressioni esistenziali? odio verso se stessi? debolezza che si riversa sui deboli?), è esattamente così che vanno visti. Io ho gli stessi problemi di Antonella, spesso, e anche se con una maggior freddezza finisco per citare dati, controbattere ad ogni obiezione, decantare i benefici delle diete vegane, ma mi rendo conto che con chi aggredisce per aggredire ciò è frustrante. Mi è capitato anche di persone che, a distanza di tempo, tornassero per chiedermi consigli sulla dieta (diminuire la carne, quale, come sostituirla, ecc.).wide receiver ha scritto: Nel corso di una discussione con Yasodanandana, fui colpito da una sua considerazione e cioè che i non vegetariani non vanno visti come persone insensibili o grette (che già in partenza ci toglie serenità) ma come sfortunate, perchè ancora non hanno capito.
Quindi, un augurio di cuore ad Antonella. Sii serena, ricordati che il problema - comunque - non è tuo, ma di chi "provoca".