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Simona*
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Re: Non hai centarto il problema

Messaggio da Simona* » ven gen 13, 2006 6:47 pm

giusy ha scritto:Scusami Simona non fa parte del mio carattere accendere discussioni con persone che non conosco,non capisco perchè ti ostini a dover dare consigli se poi ancora non hai capito che quella di cui stiamo parlando io e Elisabetta è una malattia.Ci sarà pure un motivo se sono stata da psicologi e neurologi,non certo per fare una gita,ci sarà stato un motivo per aver preso psicofarmaci,non certo per provarne il sapore.Ti volevo anche dire che "Donne che amano troppo"e' il nome del ramo della malattia di cui ne siamo state schiave.Leggilo e poi vedrai che il tuo modo di vedere e capire le cose per questo specifico caso e ben diverso da quel che pensi tu adesso.Non vuol essere una critica ma un consiglio.

IO NN do affatto consigli, la tua è una malattia, benissimo curala, io so che i sintomi che hai avuto tu li ho avuti anch'io, alemno per quello che hai detto, vomito compreso
Sono stata da psicologi anch'io, nn hanno risolto
Sono sincera che nn conoscevano la malattia che si chiama "donne che amano troppo", nn mi sono mai sentita malata, anzi..sono sempre stata fiera di saper amare tanto, solo che nn ho amato nel modo giusto, è coem se avessi buttato via l'amore che sento il bisogno irrefrenabile nn solo di dare ma anche di avere, con la mia paura di essere abbandonata, con il mio bisogno di dipendere sempre da qualcuno che mi amasse e si prendesse cura di me, ho rovinato una dote che poteva fare di me e di chi mi era accanto una coppia a felice
Vuoi chiamarla malatti? e chiamala malattia...io invece la chiamo incapacità di spendere bene le proprie doti, di capire gli altri e i loro bisogno, incapacità di amare cercando di capire come tratare l'altro per avere amore, , incapacità di capire cosa l'altro ha bisogno, e cercare di prenderlo in considerazione mettendo un attimo da parte ciò che che volgio io. Incapacità di tirare fuori el palle quando subivo per paura che lui mi paintasse...senso di umilazione di frustrazione di abnegazione di mortificazione che mi levava la pelle di dosso..ma io amavo mentre odiavo con tutta me stessa EMENTRE PER LA'LTRO ERO DIVENTATA UN PESO UNA NOIAUNA COSA INSOPPORTABILE, DA BUTTARE VIA COME SI BUTTA VIA IL BOTTINO
E più sbagliavo più mi ferivano e più instevo nel volere quell'amore....poi ho capito, e ora va meglio...
Quando amavo nn consocevo limiti, mi hanno sputato in faccia e io ho piegato la testa e amato di più, mi hanno trattata da puttana e io ho amto di più. mi hanno perfino picchiata e io ho amato di più, mi hanno violentata e nn ho portato rancore..mi hanno piantata dopo avermi illuso che per r loro ero la luce, ero l'ancora di salvezza, piantata come se fossi spazzatura e io ancora li ho amati e cercati e ci sono pure tornata a letto per vedere se riaccedevo l'amore...., ho provato per anni ad avere l'amore di mio marito le sue attenzioni, il suo altruismo , e invece per lui esisteva solo il lavoro, e la sua famiglia natale, anche se con lui forse fu doppiamente colpa mia, cercavo in lui l'amore che ebbi dall'uomo che mi aveva dato un amore forse troppo grande per i miei 20 anni, e poi di colpo se ne andò lasciandomi sola con un amore più grande di me.che nn potevo più dividere con nessuno, ...ho pianto mi sono strapapta la pelle delle mani fino a sanguinare...ho picchiato la testa nel muro fino a farla diventare viola, perchè nn capivo eprchè l'amorem che davo veniva sempre calpestato, buttato via, preso in giro, schiafeggiato e io con lui...persino da mia madre...devo continuare?
Forse nn saranno le cose che hai passato ma ti assicuro che nnerano paicevoli..per nulla e che dentro hanno alsciato cicatrici profonde come le fosse delle marianne
Ma nn mi è mai andata a genio la teoria amati in funzione di te stessa, per questo da sola con l'aiuto di un amico ho cercato la via per amare sempre tanto cercando di amare nn in funzione di me stessa ma di altri, però stavolta con più calma coscenza e considerazione dei bisogni altrui..
Se nn mi credi e vuoi continuare a dire che nn capsico fai pure, a me nn interessa più di tanto. cONTINUERò A DIRE CIò CEH RITENGO GIUSTO DIRE, SE NN VUOI ASCOLTARMI NN FARLO, CI SONO ABITUATA NN PREOCCUPARTI, MI SONO FATTA IL CALLO A PARLARE A CHI CONTINUA RESTARE SULLE PROPRIE POSIZIONI SENZA NEMMENO PROVARE A CAPIRE CIO CHE VORREI FAR CAPIRE
Ognuno ha il diritto di dire la sua , se vuoi ascoltarmi lo fai se no nn lo fai vorrà dire che d'ora in poi invece di parlarti direttamente troverò spunto dai tuoi post per fare un dsicorso in generale, così forse ti sentirai meno coivolta...

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Mi spiego

Messaggio da giusy » sab gen 14, 2006 10:04 am

Simona mi spiace tanto per il tuo dolore passato,ma cara parliamo di due strade completamente diverse,anche sè l'elemento che le accomuna è il dolore.La mia come quella di Elisabetta è una dipendenza,non una volontà.Adesso che riusciamo a vedere la situazione dall'esterno ci appare un pò più chiara,ma prima non ci rendavamo completamente conto di quel che si faceva.Noi credavamo di provare sentimento e trasporto,ma era solo il piacere e l'adrenalina della sfida a dover essere noi l'elemento chiave d tutto,e più venivamo maltrattate e insultate più aumentava il desiderio.Capisce dove sta il patologico.Prova a leggere il libro ti farà bene anche a te per quel che hai passato.Ciao.

Simona*
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Re: Mi spiego

Messaggio da Simona* » sab gen 14, 2006 10:59 am

giusy ha scritto:Simona mi spiace tanto per il tuo dolore passato,ma cara parliamo di due strade completamente diverse,anche sè l'elemento che le accomuna è il dolore.La mia come quella di Elisabetta è una dipendenza,non una volontà.Adesso che riusciamo a vedere la situazione dall'esterno ci appare un pò più chiara,ma prima non ci rendavamo completamente conto di quel che si faceva.Noi credavamo di provare sentimento e trasporto,ma era solo il piacere e l'adrenalina della sfida a dover essere noi l'elemento chiave d tutto,e più venivamo maltrattate e insultate più aumentava il desiderio.Capisce dove sta il patologico.Prova a leggere il libro ti farà bene anche a te per quel che hai passato.Ciao.
Giusy, io nn ho mai messo in dubbio che quella tua e di Elisabetta sia una malattia e il vostro quadro sia diverso dal mio. E mai mis embra di aver asserito il contrario.
io ho sempre sentito un bisogno spasmotico una dipendenza vs le angherie altrui, quasi che portare gli altri a insistere nei loro comportamenti crudeli verso di me, mi desse un senso di appagamento mi facesse sentire meno sola, attirassi attenzioni che normalmente nn avevo. Alcuni chaimano questo masochismo
In qualunque rapporto, più percepivo che un mio comportamento portava l’altro a insultarmi calpestarmi più continuavo. Perché l’altro così si accorgeva che esistevo. Senza avere il tempo di capire che erano altri i modi per far vedere che esistevo e valevo
Dicevo, sono paranoica anormale malata nel capo. Poi un giorno qualcuno mi aprì gli occhi, e mi fece capire che con la forza di volontà e di reagire, potevo uscire da una situazione che mi stava distruggendo dentro e fuori, mi fece capire prima con le buone poi con medoti poco gentili che dovevo usare altri modi per sentirmi considerata, riuscii paino piano a avere più rispetto di me e della mia dignità, fregandomene se per far questo dovevo rimanere nn considerata e sola, però pur da sola mi sentivo meglio con me stessa.
Ho cercato di continuare a dare lo stesso affetto a chi sentivo di odiare per il male che mi aveva fatto, e questo è potuto accadere, semplicemente per ragionamento, perché ho constatato che cambiando io il mio comportamento, gli altri cambiavano il loro, e nessuno mi violentava più ne fuori ne dentro. Anzi è successo che mia madre cercasse in qualche modo di stimolare in me l’autocommiserazione perché evidentemente gli mancava la figlia matta…..come mi chiamava lei
Ma io ho tirato fuori gli artigli e l’ho mandata a fare in tasca bonariamente, nn dandogli più la figlia matta.
Però questo nn esclude il fatto che io potrei benissimo , in futuro lo stesso tuffarmi in storie di merda, e questo nn perché sono matta, ma perché se ti butti subito in un rapporto e ti lasi andare, almeno io. nn riesco a frenare gli istinti, sarà dipendenza bisogno, nn lo so, ma quando sento quelle sensazioni che si provano con un uomo nn capisco più nulla, e quello fa di me ciò che vuole, ma qui so bene che nn posso farci nulla. Quindi cerco almeno per quel che posso tutelarmi prima cercando si capire chi ho davanti…poi si sa nn si conosce mai bene nessuno e spesso si casca nella merda lo stesso, ma almeno potrò dire di aver agito col cervello e nn con i piedi…ma cmq avendo ormai 47 e due figlie nn credo che questo sarà un problema mio riguardo agli uomini, e per altre cose, ho imparato il trucco e viaggio bene
Cmq Giusy se tu in ciò che dico, nn trovi nulla in cui specchairti , nn ci sono problemi ,siamo qui per parlare confrontarci e se possiamo darci una mano, prendi, di ciò che dico, il buono che ritieni ci sia , se ritieni che c’è ….,però nn importa… tu mi ripeta sempre che la tua storia nn è la mia, questo per me nn è rilevante. Sai Giusy a volte in situazioni totalmente diverse dalle ns che hanno trovato soluzioni positive possiamo trovare qualcosa che ci può tornare utile....io nelle vostre storie ci ho visto dei particolari delle sensazioni che ho provato su me e ho risolto, ( per il sesso nn si risolve, se nn violentando noi stesse e dicendo nn lo devo fare, ma è difficile..oppure tenendo alla larga gli uomini, ), se vuoi provare a credermi bene , infondo è una cosa che nn costa nulla, se no avremo passato un po’ di tempo in compagnia, che male c’è…..e poi come spesso accade si discute si discute e poi alla fine si scopre che infondo dicevamo le stesse cose , ma che nella convinzione che io nn capissi voi e voi me, ci siamo allontanati
Sai sarà ceh io ho sempre preferito pensare che la mia fosse più una forma d’amore che di dipendenza forse per avere più rispetto di me stessa
il libro se vuoi lo posso leggere, anche se la mia strada per risolvere l'ho trovata e mi trovo benissimo, però le cose nuove e che nns ai possono sempre tornare utili.. grazie del consiglio
Cmq per una settimana vi lascio tranquille, vado in ferie, nn le ho fatte d’estate le faccio ora..e ti dirò che nn vedo l’ora
Un salutone a tutti a presto

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alFaris
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Re: Mi spiego

Messaggio da alFaris » dom gen 15, 2006 6:38 pm

Essalamu Elikah!

ciao giusy... sono il moderatore di questa conferenza... ti ho già scritto in posta elettronica - spero che tu abbia letto il mio messaggio... adesso rispondo a questo tuo filare...

> Simona mi spiace tanto per il tuo dolore passato,ma cara parliamo di
> due strade completamente diverse,anche sè l'elemento che le
> accomuna è il dolore. La mia come quella di Elisabetta è una
> dipendenza,non una volontà.

[...]

> Noi credavamo di provare sentimento e trasporto,ma era solo il piacere
> e l'adrenalina della sfida a dover essere noi l'elemento chiave d tutto,e
> più venivamo maltrattate e insultate più aumentava il desiderio.Capisce
> dove sta il patologico.Prova a leggere il libro ti farà bene anche a te per
> quel che hai passato.

credo di aver capito dove sta il famoso bandolo della matassa... mentre simona aveva bisogno di un affetto voi avevate bisogno di soddisfare un piacere... ho scritto bene? è questa dipendenza che ti ha stritolata per tanto tempo? sinceramente secondo me la differenza è minima... cambia l'oggetto del desiderio ma il motore principale (il desiderio irrefrenabile) è lo stesso... no? laddove avessi sbagliato ti chiedo di farmi capire...

in ogni caso... spero per te che ti riesca sia di cancellare questa tua dipendenza sia di comprendere che in questo mondo esistono una grande parte di persone - compreso persone indegne come quelle che ti hanno usata... di queste persone ti faccio garanzia ne ho conosciute anche io e talune di loro erano donne... questo significa solo che il male - nel senso deleterio del termine - esiste non già che si manifesti così o cosà...

ps vorrei che leggessi un testo che ho trascritto qualche tempo fa... tocca questo collegamento viewtopic.php?p=96187#96187 arriverai direttamente al messaggio...



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giusy
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Eccoti il tuo bandolo della matassa

Messaggio da giusy » lun gen 16, 2006 10:48 am

Ciao alfaris,non capisco il tuo messaggio in posta ellettronica visto che io scrivendo sul Forum mi apro a tutti,quindi il fatto di chiamarmi in privato la trovo un'idea pessima,se hai qualcosa da esprimere lo puoi fare benissimo anche tu qui,credo.La tua visione sul problema non è affatto centrata,anzi e del tutto errata.Ti faccio un quadrocompleto di quel che stiamo parlando:
Insicure e bisognose di conferme, queste donne vivono nella dipendenza d’amore affidando ad altri il compito di renderle felici, relegano la loro felicità ad un altro che le gratifichi, che le faccia sentire adeguate ed importanti.
Le Donne che amano troppo sono attratte dall’Uomo in fuga. Un Uomo spaventato dall’intimità, che non deve mai chiedere, che non mostra i suoi sentimenti e cerca solo un modo per non coinvolgersi più di tanto… Un uomo caratterizzato dal fascino delle false e vuote promesse di sicurezza, di sollievo e di realizzazione.
In realtà queste donne non solo non amano troppo, ma non riescono ad aprirsi all’amore.
Secondo la nostra filosofia l’Amore è inteso come cura e Libertà, mentre la dipendenza affettiva, invece, è collegata alla paura della libertà.
Per tanto non è il troppo amore a creare disagio, ma l’esatto opposto: l’incapacità ad amare e la necessità di rimanere attaccati ad una presunta sicurezza.
In forza a questa considerazione, è la difficoltà ad aprirsi all’Amore che crea disagio e non il troppo amore.
La sofferenza è quindi causata dalla continua tensione, dalla resistenza generata dalla paura di aprirsi all’amore da una parte e, dall’altra, dalla forza stessa dell’amore che per sua natura ci spinge verso un’ineluttabile apertura al mondo e all’altro.
Quest’equilibrio c’imprigiona in una posizione di stallo, dalla quale non sempre riusciamo a liberarci, e più vogliamo liberarcene e meno ci riusciamo.
Occorre imparare a “lasciar andare”…
Il dipendente affettivo, quanto l’antidipendente, non riesce a vivere un rapporto armonico di coppia, rimangono entrambi bloccati in una situazione di vincolo, in una dinamica di dipendenza che impedisce loro di vivere l’Amore stesso come libertà e spontaneità, priva di sensi di colpa, ogni volta che dicono “no” all’altro per dire “sì” a se stessi.
Ovviamente, il dipendente affettivo non sarà solamente donna, come l’antidipendente non sarà sempre uomo. Contrariamente ad altre correnti di pensiero ancora diffuse che attribuiscono il problema della dipendenza affettiva solamente alle cosiddette “donne che amano troppo”, noi crediamo ci siano molti uomini dipendenti affettivi. La differenza è nel livello di consapevolezza che questi ne hanno e nella difficoltà ad accertarla, per via della copertura dei valori sociali che tendono a preservare un modello d’uomo sicuro e protettivo.
Il nostro modello teorico inoltre si distingue per l’introduzione del principio di CORRESPONSABILITA’ secondo cui è il dipendente affettivo a cercarsi un antidipendente e viceversa per sperimentare il non-amore, esplorarlo e forse superarlo.
Questa visione, oltre a dare responsabilità, permette di individuare un cammino verso la scoperta dell’amore che oltre ad essere inteso come libertà, è vissuto soprattutto come responsabilità. Scelgo di amare l’altro e abbraccio ogni mia ombra e fragilità, prendendomi cura io stesso del mio “bambino interiore” e sanando, con ancora più amore, le mie ferite, senza aspettare l’altro!…
Capisci adesso che non è facile sintetizzare il tutto come un bisogno d'affetto o soddisfare un piacere,il discorso è molto più complesso.
Sia io che Elisabetta che tu hai totalmente ignorato dal discorso abbiamo"spero"percorso questa strada,adesso che siamo sulla strada della guarigione siamo riuscite ad avere la consapevolezza della nostro malattia.Quando scriviamo non lo facciamo per avere consigli o compassione di noi,ma per trovare un'altra persona con cui si riesca a creare un gruppo e fortificarsi sempre di più,lasciandosi alle spalle tutto il nero vissuto e trovare la forza e la determinazione verso una nuova vita,una vita fatta di serenità,pulizia,autostima,voglia di amare in modo sano.Adesso ti è chiaro il problema.Un caloroso saluto a Elisabetta e Ulisse.Anche a te Alfaris.

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Messaggio da alFaris » lun gen 16, 2006 12:00 pm

Essalamu Elikah!

> Ciao alfaris,non capisco il tuo messaggio in posta ellettronica

voleva essere un gesto di cortesia... ma vedo che è stato interpretato in tutt'altra maniera... va bene...

quanto a elisabetta

> Sia io che Elisabetta che tu hai totalmente ignorato

avrai notato che da qualche tempo a questa parte la mia presenza nella conferenza è assai sporadica... questo (e non altro) mi ha condotto a rispondere solo all'ultimo messaggio di questo filare... altrimenti ho già risposto una volta a elisabetta qui viewtopic.php?p=107723#107723 e mi sembra di essere stato partecipe della sua condizione... ma va bene anche questo...

in ogni caso... in tutta questa storia ho capito che cosa vi è successo e ammetto che è la prima volta che ne sento parlare... perciò vi ringrazio della descrizione che avete saputo redigere e dell'insegnamento che dai vostri testi ho tratto... spero per voi che vi riesca di abbandonare la via di dolore che avevate intrapreso e che vi riesca di vivere il resto della vostra esistenza in maniera più felice...



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ELISABETTA
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Messaggio da ELISABETTA » lun gen 16, 2006 5:01 pm

Dolcissima Giusy, mi hai risparmiato l'onere della spiegazione esaustiva. Centro! Quanto vorrei chiacchierare un pò con te perchè sai ancora il dolore viene a bussare alla mia porta. Ed è un dolore difficile da spiegare alle persone che ti amano. Io vorrei volare con tutta me stessa ma anche se moltissimo è stato fatto, riesco appena a camminare. Non mi arrendo e non farlo neanche tu. Voleremo presto...............Ti voglio sinceramente tanto bene. Con affetto Elisabetta. Grazie Ulisse sei staordinario!

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Grazie per le tue parole

Messaggio da giusy » lun gen 16, 2006 5:31 pm

Cara Elisabetta,mai più mostrare la parte debole di te,questo ho imparato lungo il mio percorso.Se siamo riuscite già ha capire la vera sofferenza del nostro dolore basta solo distruggere la radice che del male.Questo lo possiamo fare smettendo di dare linfa vitale a tutto ciò che è appartenuto al nostro passato.devi essere tu la prima ha credere nelle tue forze,anche per me non è stato facile credere in una rinascita.Ma adesso sono fiera e soddisfatta di tutto ciò che ho fatto,mi sento nuovamente la voglia di vita,il desiderio di assaporare i colori del mondo.Dopo aver vissuto l'amore in modo distolto, o forse non averlo mai vissuto in realtà,non è facile far accettare a noi stesse la vera emozione dell'amore.Anzi rispetto a quel che abbiamo dato ci sembra un'impresa impossibile.Ma focalizza sempre che Noi stiamo uscendo da un tunnel e la chiave di tutto sta nel "lasciarsi andare"e non fermarci al disagio iniziale.Vedrai mia cara amica che i tuoi passi ben presto saranno corsa e poi senza accorgertene sarà volo libero.Trova la persona giusta ed inizia di nuovo a vivere,ma non cercare sempre delle giustificazioni,quelle ti ancoreranno sempre alla condizione,se senti anche solo una piccola scintilla credici,vedrai che il fuoco ben presto arderà nel tuo cuore.Io ho già iniziato,e ti posso dire che è stupendo potersi godere la vita senza alcuna condizione o vincolo di sofferenza.Ti voglio bene.Capisci e già un passo fuori dal tunnel.

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Per Alfaris

Messaggio da giusy » lun gen 16, 2006 5:39 pm

voleva essere un gesto di cortesia... ma vedo che è stato interpretato in tutt'altra maniera... va bene...

Scusamni se ti sono sembrata tropo diretta,ma tengo molto alla mia privacy,anche se il tuo messaggio non conteneva assolutamente niente di sbagliato,anzi ti ringrazio per le parole.
Un caloroso saluto.

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Re: Per Alfaris

Messaggio da alFaris » lun gen 16, 2006 6:28 pm

Essalamu Elikah!

> > > voleva essere un gesto di cortesia... ma vedo che è
> > > stato interpretato in tutt'altra maniera... va bene...

> > Scusamni se ti sono sembrata tropo diretta,ma tengo molto
> > alla mia privacy,anche se il tuo messaggio non conteneva
> > assolutamente niente di sbagliato,anzi ti ringrazio per le
> > parole.

sai com'è... avevo letto che

> > > > non capisco il tuo messaggio in posta ellettronica visto
> > > > che io scrivendo sul Forum mi apro a tutti,quindi il fatto
> > > > di chiamarmi in privato la trovo un'idea pessima,se hai
> > > > qualcosa da esprimere lo puoi fare benissimo anche tu
> > > > qui,credo.

mi era parso che per l'appunto la cosa ti avesse indispettita... va be' :-) spero che ci siamo chiariti...

> > Un caloroso saluto.

alla prossima!



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Apriti con me

Messaggio da giusy » mar gen 17, 2006 10:44 am

Ciao cara amica Elisabetta,oggi in ufficio sono riuscita ha trovare un pò di tempo,e mi sono letta tutti i messaggi da te inviati.Mi farebbe molto piacere poter leggere la tua storia,capire il tuo vero dolore,la tua sofferenza.Come te anch'io sto percorrendo la strada sana,quella che porta al non dover essere la donna che gli altri vogliono,ma noi stesse,questo ovviamente ci fa paura perchè per una vita ci siamo sempre nascoste dietro false identità per piacere o conquistare,ma adesso l'unica nostra vera conquista è la nostra serenità ed il desiderio di poter dire anch'io AMO,anch'io VIVO.Non aver paura apri il tuo cuore fà si che possa sentirti libera dai pensieri,ed affrontare l'oggi non come un altro giorno,ma come un nuovo giorno.Un caloroso saluto.

ELISABETTA
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Messaggio da ELISABETTA » mar gen 17, 2006 12:47 pm

Mia cara amica, ho pochissimo tempo causa lavoro. Ma non mi risparmiarò di raccontarti il mio percorso e vorrei conoscere il tuo appena possibile. Sono felice che tu ci sia. Intanto ti dico l'età 37. Baci

giusy
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Messaggio da giusy » mar gen 17, 2006 4:27 pm

Cara amica Elisabetta,sai anch’io sono costretta ha rubare un po’ di tempo al mio lavoro,connettendomi di nascosto.Sarò ben lieta di poter confrontare le nostre sofferenze,i nostri tortuosi percorsi.Siamo quasi coetanee questo ci lega ancora di più,facendoci vedere le cose dalla stessa prospettiva.Aspetto tempo permettendo la tua storia.Un caloroso abbraccio.

giusy
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Per Elisabetta

Messaggio da giusy » mer gen 18, 2006 4:57 pm

Ciao cara amica Elisabetta non riesco più a leggerti nel Forum,spero per te tu stia bene.Ti volevo regalare una frase che mi ha aiutato molto lungo il mio percorso,spero di aiuti:
"Siamo tutti, ciascuno di noi,
pieni di orrore.
Se vuoi sposarti per sfuggire
al tuo orrore, riuscirai solo a sposare il tuo orrore a quello di qualcun altro;
i vostri due orrori odieranno il matrimonio,
tu sanguinerai e dirai che questo è amore"
Michael Ventura
Questo è il Vero Orrore...

Con tanta amicizia e partecipazione.Un abbraccio.

ELISABETTA
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GRAZIE

Messaggio da ELISABETTA » mer gen 18, 2006 5:19 pm

Cara Giusy,oltre al lavoro in questi giorni sono di pessimo umore.Mi sento stanca e senza energia.Ho scritto su carta la mia storia ma non ho avuto il tempo di ripotarla nel Forum.E' difficile raccontare in poche righe il mio percorso e mi sembra di saltare sempre dei passaggi importanti.Volevo chiederti se posso scriverti in privato,perchè non sono pronta ad aprirmi a tutti.Appena mi sarà possibile,con il tuo permesso lo farò.Non andartene ho bisogno dei tuoi consigli perchè a volte mi sembra di non farcela.Grazie.

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