In generale, mi pare che i "vegetariani della domenica" siano stati attaccati, qui, da una schiera di popperiani (qualcuno forse dovrebbe rivedere il dibattito epistemologico sui corvi neri e i corvi bianchi...). Una premessa è doverosa, intanto: la definizione di Libero Manco ("vegetariani della domenica") è logicamente scorretta. Se fosse corretta, significherebbe pressappoco: "persone che mangiano carne e derivati sempre, ma se ne astengono la domenica" (domenica in senso lato: domenica, feste comandate, ristorante, inviti a casa altrui, ecc.; cioè la non quotidianità). Le persone di cui parliamo sarebbe più corretto definirle "onnivori della domenica". Credo che questa distinzione sia importante (dal punto di vista pratico, molti interventi hanno già ammesso che lo è).
Veniamo alle affermazioni che più mi hanno colpito.
Un po' fuorviante, qui, l'immagine del vegano "elastico" o "incoerente". Sono anch'io d'accordo che non si può definire vegano uno che non mangia derivati animali "fra una forma di parmigiano e l'altra (quello sarebbe, appunto un... vegetariano della domenica). In pratica, la persona di cui parla Federica non è null'altro che un onnivoro (il quale, come tutti gli onnivori, mangia ANCHE cibi vegetali). Qui si sta parlando di uno che mangia un cucchiaino di parmigiano fra un'insalata e l'altra, semmai.Federica ha scritto:L'importante è che tu non ti definisca vegetariano o vegan se non lo sei, visto che, in questo modo, dai alle persone che ti circondano l'idea che un veg*no sia tale solo nell'intervallo tra una forma di parmigiano e l'altra.
Wide Receiver ha scritto: Come avevo già scritto mesi fa, ritengo importante che la definizione di 'vegetariano' sia inequivocabile, altrimenti a qualcuno potrebbe capitare come una volta al sottoscritto, che a pranzo da un amico si è ritrovato la pasta col tonno (perchè quello 'non è carne') [...]
Poi succede come nella pizzeria dove mi servo abitualmente, dove nel menu delle pizze vegetariane, ne compaiono due con la pancetta... :(
Poi succede come a casa del mio amico Omar, dove sua madre mi servì la pasta col tonno. :(
[...]Perchè ogni volta che dico di essere vegan, devo spendere venti minuti a spiegare cosa posso mangiare e cosa no?
Una volta qualcuno mi ha chiesto se posso mangiare la polenta.
Questa ignoranza in materia è dovuta anche a chi si definisce veg senza esserlo.
e
Anche qui, confondiamo un po' i piani, mi pare. Una cosa è dire di essere vegani e poi, ogni tanto concedersi un derivato animale con la piena consapevolezza di star mangiando un cibo "non vegano", un'altra è definirsi vegani mangiando sempre una data categoria di cibi animali escludendoli dal novero dei cibi animali. In altre parole, neanch'io definisco vegano uno che non mangia cibi animali tranne un cibo x (tonno, pesce in generale, uova, ecc.), vuoi per ignoranza "zoologica", vuoi per malafede. Senz'altro questo ingenera equivoci (equivoci che hanno creato problemi anche me; a me, naturalmente, meno che ad altri, perchè prendo tutto meno sul serio...): saprete bene che in certe culture in Italia il prosciutto (ne ignoro il motivo, sinceramente) non è classificato fra le carni (!), e a me è capitato che mi offrissero il prosciutto dopo aver sentito che ero vegetariano, in perfetta buona fede. In quel caso, io posso fare due cose:Federica ha scritto:Questo discorso potrebbe essere valido se al mondo tutti sapessero cosa s'intende per "vegetariano" e per "vegan".
Ma non è così.. il mondo è pieno di persone convinte che i veg mangino pesce e prosciutto "perchè mica è carne quella!"
a) rifiuto il prosciutto, facendo notare che è carne;
b) accetto il prosciutto, facendo notare che per me si tratta di uno "strappo". E' fuorviante accettarlo confermando l'idea che si tratti di un alimento "vegano", a mio parere.
StefaniaVegan ha scritto:Capisco un fumatore che esce con amici e si fa un tiro....ma quello nuoce solo alla sua salute. Chi invece fa uno strappo e si mangia il pollo arrosto a casa della nonna perché "poverina si offende" non lo trovo coerente, perché nuoce ad una vita.
Qui arriviamo alla questione dei corvi neri e bianchi (per me le parole sono importanti, ma ciò non significa che siano una questione semplice).Tagliafili ha scritto: Se un vegetariano a natale mangia carne o pesce, non è un vegetariano, ma un onnivoro, anche se migliore (o meno inconsapevole) degli altri.
A parte il discorso del fumatore che nuoce solo a se stesso, ecc. (concordo qui con Stefania, ovviamente), sul piano linguistico non mi pare così pacifica la questione. Cioè: secondo il ragionamento pluricitato, uno che si dichiara "non fumatore" e poi a Capodanno con gli amici si fa due tiri, sbaglia a definirsi tale. In realtà sarebbe un fumatore che fuma poco... L'esempio (volutamente portato all'estremo) fa vedere come le parole siano delicate. E' evidente che chiunque di noi chiamerebbe un tale individuo "non fumatore". Ovviamente, se questo individuo inizia a fumare una sigaretta dopo pranzo ogni giorno, molti di noi saranno propensi a definirlo "fumatore" (non incallito, ma pur sempre fumatore), e forse lui stesso direbbe che è un fumatore. Il problema in cui ci stiamo imbattendo è grosso, ed è precisamente il problema epistemologico che Popper aveva posto parlando di corvi neri e bianchi (lui lo aveva risolto in modo molto superficiale, forse perchè non brillava come filosofo quanto come divulgatore). Se uno scienziato afferma che tutti i corvi sono bianchi, la sua teoria è perfettamente falsificabile nel caso in cui si trovasse anche un solo corvo nero. Tutto fila liscio, nel mondo della logica perfetta; nel mondo reale, i corvi, di fatto, sono grigi, bianchi con una penna nera, neri con una penna bianca, di colore indefinibile, e così via.
Quindi, se non dispiace ai depositari delle corrispondenze fra segni e cose, io continuo a chiamarmi vegano, sicuri di non ingenerare equivoci sull'origine animale del prosciutto o del tonno, e di non denigrare l'immagine dei vegani mostrando che ne esistono di "rigidi" e di "elastici", o se preferite - perchè no - di coerenti e di incoerenti.
Arriviamo quindi alla domanda cruciale.
Ognuno avrà i suoi motivi. Io, intanto, posso dire i miei. Sicuramente non perchè è una moda, perchè... non è una moda. La moda, mi sembra chiaro, è quella di mangiar carne, almeno in occidente, dove alcune minoranze fanno invece una scelta diversa. L'argomento del vegano che va di moda di solito viene tirato fuori dai cornivori per attaccare le persone coerenti nella difesa degli animali, ed è secondo me pretestuoso.Wide receiver ha scritto:perchè chi non è veramente vegetariano, è così ansioso di definirsi tale?
Personalmente, per le idee che mi sono fatto in tema di nutrizione sana e per idee maturate relativamente allo sfruttamento animale, mi sento più vicino ai corvi neri che non ai corvi bianchi. Forse mi sto avvicinando sempre più e forse un giorno sarò "coerente", però bisogna capire che ci sono diverse sensibilità rispetto alla questione.
A questo punto, scusate la mancanza di sintesi.