I vegetariani/animalisti della domenica

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virgola
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Semiologi della domenica

Messaggio da virgola » lun dic 12, 2005 9:47 am

Qualche considerazione indirizzata ai vari semiologi della domenica che si sono affannati a difendere la purezza del credo (senza offesa, nella speranza di approfondire la discussione sui vari modi di "sentire" il vegetarianesimo, se mi è concesso usare il termine).
In generale, mi pare che i "vegetariani della domenica" siano stati attaccati, qui, da una schiera di popperiani (qualcuno forse dovrebbe rivedere il dibattito epistemologico sui corvi neri e i corvi bianchi...). Una premessa è doverosa, intanto: la definizione di Libero Manco ("vegetariani della domenica") è logicamente scorretta. Se fosse corretta, significherebbe pressappoco: "persone che mangiano carne e derivati sempre, ma se ne astengono la domenica" (domenica in senso lato: domenica, feste comandate, ristorante, inviti a casa altrui, ecc.; cioè la non quotidianità). Le persone di cui parliamo sarebbe più corretto definirle "onnivori della domenica". Credo che questa distinzione sia importante (dal punto di vista pratico, molti interventi hanno già ammesso che lo è).
Veniamo alle affermazioni che più mi hanno colpito.
Federica ha scritto:L'importante è che tu non ti definisca vegetariano o vegan se non lo sei, visto che, in questo modo, dai alle persone che ti circondano l'idea che un veg*no sia tale solo nell'intervallo tra una forma di parmigiano e l'altra.
Un po' fuorviante, qui, l'immagine del vegano "elastico" o "incoerente". Sono anch'io d'accordo che non si può definire vegano uno che non mangia derivati animali "fra una forma di parmigiano e l'altra (quello sarebbe, appunto un... vegetariano della domenica). In pratica, la persona di cui parla Federica non è null'altro che un onnivoro (il quale, come tutti gli onnivori, mangia ANCHE cibi vegetali). Qui si sta parlando di uno che mangia un cucchiaino di parmigiano fra un'insalata e l'altra, semmai.
Wide Receiver ha scritto: Come avevo già scritto mesi fa, ritengo importante che la definizione di 'vegetariano' sia inequivocabile, altrimenti a qualcuno potrebbe capitare come una volta al sottoscritto, che a pranzo da un amico si è ritrovato la pasta col tonno (perchè quello 'non è carne') [...]
Poi succede come nella pizzeria dove mi servo abitualmente, dove nel menu delle pizze vegetariane, ne compaiono due con la pancetta... :(
Poi succede come a casa del mio amico Omar, dove sua madre mi servì la pasta col tonno. :(
[...]Perchè ogni volta che dico di essere vegan, devo spendere venti minuti a spiegare cosa posso mangiare e cosa no?
Una volta qualcuno mi ha chiesto se posso mangiare la polenta.
Questa ignoranza in materia è dovuta anche a chi si definisce veg senza esserlo.

e
Federica ha scritto:Questo discorso potrebbe essere valido se al mondo tutti sapessero cosa s'intende per "vegetariano" e per "vegan".
Ma non è così.. il mondo è pieno di persone convinte che i veg mangino pesce e prosciutto "perchè mica è carne quella!"
Anche qui, confondiamo un po' i piani, mi pare. Una cosa è dire di essere vegani e poi, ogni tanto concedersi un derivato animale con la piena consapevolezza di star mangiando un cibo "non vegano", un'altra è definirsi vegani mangiando sempre una data categoria di cibi animali escludendoli dal novero dei cibi animali. In altre parole, neanch'io definisco vegano uno che non mangia cibi animali tranne un cibo x (tonno, pesce in generale, uova, ecc.), vuoi per ignoranza "zoologica", vuoi per malafede. Senz'altro questo ingenera equivoci (equivoci che hanno creato problemi anche me; a me, naturalmente, meno che ad altri, perchè prendo tutto meno sul serio...): saprete bene che in certe culture in Italia il prosciutto (ne ignoro il motivo, sinceramente) non è classificato fra le carni (!), e a me è capitato che mi offrissero il prosciutto dopo aver sentito che ero vegetariano, in perfetta buona fede. In quel caso, io posso fare due cose:
a) rifiuto il prosciutto, facendo notare che è carne;
b) accetto il prosciutto, facendo notare che per me si tratta di uno "strappo". E' fuorviante accettarlo confermando l'idea che si tratti di un alimento "vegano", a mio parere.
StefaniaVegan ha scritto:Capisco un fumatore che esce con amici e si fa un tiro....ma quello nuoce solo alla sua salute. Chi invece fa uno strappo e si mangia il pollo arrosto a casa della nonna perché "poverina si offende" non lo trovo coerente, perché nuoce ad una vita.
Tagliafili ha scritto: Se un vegetariano a natale mangia carne o pesce, non è un vegetariano, ma un onnivoro, anche se migliore (o meno inconsapevole) degli altri.
Qui arriviamo alla questione dei corvi neri e bianchi (per me le parole sono importanti, ma ciò non significa che siano una questione semplice).
A parte il discorso del fumatore che nuoce solo a se stesso, ecc. (concordo qui con Stefania, ovviamente), sul piano linguistico non mi pare così pacifica la questione. Cioè: secondo il ragionamento pluricitato, uno che si dichiara "non fumatore" e poi a Capodanno con gli amici si fa due tiri, sbaglia a definirsi tale. In realtà sarebbe un fumatore che fuma poco... L'esempio (volutamente portato all'estremo) fa vedere come le parole siano delicate. E' evidente che chiunque di noi chiamerebbe un tale individuo "non fumatore". Ovviamente, se questo individuo inizia a fumare una sigaretta dopo pranzo ogni giorno, molti di noi saranno propensi a definirlo "fumatore" (non incallito, ma pur sempre fumatore), e forse lui stesso direbbe che è un fumatore. Il problema in cui ci stiamo imbattendo è grosso, ed è precisamente il problema epistemologico che Popper aveva posto parlando di corvi neri e bianchi (lui lo aveva risolto in modo molto superficiale, forse perchè non brillava come filosofo quanto come divulgatore). Se uno scienziato afferma che tutti i corvi sono bianchi, la sua teoria è perfettamente falsificabile nel caso in cui si trovasse anche un solo corvo nero. Tutto fila liscio, nel mondo della logica perfetta; nel mondo reale, i corvi, di fatto, sono grigi, bianchi con una penna nera, neri con una penna bianca, di colore indefinibile, e così via.
Quindi, se non dispiace ai depositari delle corrispondenze fra segni e cose, io continuo a chiamarmi vegano, sicuri di non ingenerare equivoci sull'origine animale del prosciutto o del tonno, e di non denigrare l'immagine dei vegani mostrando che ne esistono di "rigidi" e di "elastici", o se preferite - perchè no - di coerenti e di incoerenti.
Arriviamo quindi alla domanda cruciale.
Wide receiver ha scritto:perchè chi non è veramente vegetariano, è così ansioso di definirsi tale?
Ognuno avrà i suoi motivi. Io, intanto, posso dire i miei. Sicuramente non perchè è una moda, perchè... non è una moda. La moda, mi sembra chiaro, è quella di mangiar carne, almeno in occidente, dove alcune minoranze fanno invece una scelta diversa. L'argomento del vegano che va di moda di solito viene tirato fuori dai cornivori per attaccare le persone coerenti nella difesa degli animali, ed è secondo me pretestuoso.
Personalmente, per le idee che mi sono fatto in tema di nutrizione sana e per idee maturate relativamente allo sfruttamento animale, mi sento più vicino ai corvi neri che non ai corvi bianchi. Forse mi sto avvicinando sempre più e forse un giorno sarò "coerente", però bisogna capire che ci sono diverse sensibilità rispetto alla questione.
A questo punto, scusate la mancanza di sintesi.

wide receiver
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Messaggio da wide receiver » lun dic 12, 2005 1:26 pm

virgola ha scritto:Qualche considerazione indirizzata ai vari semiologi della domenica che si sono affannati a difendere la purezza del credo
Io non mi sono affannato. Il mio respiro è calmo e regolare. Credo che questo valga anche per gli altri.

virgola ha scritto:Una cosa è dire di essere vegani e poi, ogni tanto concedersi un derivato animale con la piena consapevolezza di star mangiando un cibo "non vegano", un'altra è definirsi vegani mangiando sempre una data categoria di cibi animali escludendoli dal novero dei cibi animali.
Per quanto riguarda la discriminazione 'linguistica' tra onnivoro e veg*, non c'è differenza tra uno che mangia derivati animali ogni tanto (quindi non si parla di un'eccezione) e uno che lo fa abitualmente essendo convinto di non assumere cibi animali.
Sono onnivori entrambi, quindi non vegetariani.
Così come uno che fuma una sigaretta ogni tanto e uno che consuma un pacchetto al giorno. Entrambi sono fumatori. Al limite potremmo distinguerli con gli aggettivi: occasionale, assiduo, regolare, accanito.... Ma sempre fumatori sono.

virgola ha scritto:
Wide receiver ha scritto:
perchè chi non è veramente vegetariano, è così ansioso di definirsi tale?



Ognuno avrà i suoi motivi. Io, intanto, posso dire i miei
Non ho capito: ma tu non sei vegano? Io chiedevo perchè i NON vegetariani siano ansiosi di definirsi tali.

virgola
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vegano

Messaggio da virgola » lun dic 12, 2005 1:50 pm

scusa, ma io avevo capito che con non vegetariani ti riferissi ai cosiddetti vegani della domenica. Per chiarire, io sono vegano, ma voi non mi definireste tale (o, sotto un altro punto di vista, sono onnivoro ma io non mi definirei tale). Cioè: la mia dieta è impostata sull'assenza di derivati animali, ma faccio delle eccezioni. La mia difesa degli incoerenti non era tanto una difesa del sottoscritto (che di eccezioni ne fa fin troppe), quanto di quelli che davvero ne fanno poche (un po' come il famoso non fumatore che una volta l'anno...). Comunque, il concetto è questo: penso che i vegani incoerenti (o carnivori moderati) si definiscano spesso vegani perchè comunque si sentono molto affini ai vegani "duri e puri", dal punto di vista della sensibilità.

piccino
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Messaggio da piccino » lun dic 12, 2005 2:26 pm

infatti...

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » lun dic 12, 2005 3:39 pm

a me di tutta questa storia interessa una cosa sola... ovvero che, possibilmente tutto cio' rimanga un discorso accademico in tema "linguistico"... e che rimanga "fra di noi"..

la gente (tra cui io) ha quasi sempre bisogno di sentirsi sorretta dall'appartenenza ad un gruppo.. specialmente quando prende decisioni drastiche..

per cui, semplicemente, troverei allucinante se, per dire ad uno che mangia carne solo a natale alla riunione "parentale" che lui non e' vegetariano.. magari questo, non sentendosi sostenuto da altri che lui ritiene siano come lui, allenta la presa, si rompe le balle e ricomincia con il massacro perpetuo..

io mangio, quando ci vado, a casa dei miei che, accanto a quello che preparano per me, cuociono pollastri e bistecche...

c'e' in india chi ritiene (e ne ha ampie giustificazioni scritturali), che anche solo il fatto di cuocere un cibo con ingredienti puri (=vegetariani) su un fuoco usato per cucinare alimenti impuri (=carne, pesce, uova) renda tale cibo "karmicamente" equivalente a quello "sporco"..

e c'ha pure ragione...

pero'... meno male che la mia posizione e' comunque considerata ammessa e io posso perfino avere una designazione ed un riconoscimento ecclesiastico...

perche'?

perche' i "perfetti" considerano uno che si sta perfezionando gia' "perfetto"..... passera' solo del tempo...

se invece essere "inaccurato" come sono non avesse costituito comunque un progresso.... allora puo' darsi che l'assottigliarsi delle mie motivazioni mi avrebbe spinto a mollare...

quindi stiamo attenti che le nostre (giuste) tendenze a distinguere non ci si rivoltino contro e che, per voler essere precisi con le definizioni, non si dissuada gente dall'evitare, anche poco, il consumo di carne..

se un animale muore perche' lo mangio... o un animale muore perche' io demoralizzo un "tentativo di vegetariano" e lui se lo mangia..... e' come se l'avessi ucciso e mangiato io...

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Messaggio da pleiadi » lun dic 12, 2005 3:51 pm

yasodanandana ha scritto: quindi stiamo attenti che le nostre (giuste) tendenze a distinguere non ci si rivoltino contro e che, per voler essere precisi con le definizioni, non si dissuada gente dall'evitare, anche poco, il consumo di carne..

Ma io posso dire ciò che voglio alla gente (sempre in modi garbati ovvio) se le persone ricominciano a mangiar carne e fare stragi di certo non è colpa mia o di come mi sono posta nei loro riguardi, evidentemente queste persone non sono del tutto convinte della loro scelta se cadono subito, evidentemente non era molto forte la loro voglia di evitare di contribuire a morte e sofferenza.

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 12, 2005 4:00 pm

pleiadi ha scritto:
yasodanandana ha scritto: quindi stiamo attenti che le nostre (giuste) tendenze a distinguere non ci si rivoltino contro e che, per voler essere precisi con le definizioni, non si dissuada gente dall'evitare, anche poco, il consumo di carne..

Ma io posso dire ciò che voglio alla gente (sempre in modi garbati ovvio) se le persone ricominciano a mangiar carne e fare stragi di certo non è colpa mia o di come mi sono posta nei loro riguardi, evidentemente queste persone non sono del tutto convinte della loro scelta se cadono subito, evidentemente non era molto forte la loro voglia di evitare di contribuire a morte e sofferenza.
due osservazioni...

chi realmente desidera il bene, in questo caso degli animali, non avra' molto beneficio se oggi l'animale ucciso in piu' non lo e' per sua diretta responsabilita', ma lo e' "di rimbalzo". Quindi, se uno tiene piu' al suo diritto di dire quello che gli va, piuttosto che al fatto che un animale in meno venga ucciso,,, per me ha un senso delle proporzioni non ben aggiustato...

il discorso "evidentemente non erano convinti loro" e' lo stesso "debole"..

ovvero...

le vicissitudini della vita possono far cambiare il sistema di valori di chiunque...

se uno destinato a "devegetarianizzarsi" lo fa fra un anno.. o lo fa fra un mese per mio "puntualizzante" intervento... questi undici mesi di massacro sono a mio carico...

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Messaggio da pleiadi » lun dic 12, 2005 4:05 pm

yasodanandana ha scritto: due osservazioni...chi realmente desidera il bene, in questo caso degli animali, non avra' molto beneficio se oggi l'animale ucciso in piu' non lo e' per sua diretta responsabilita', ma lo e' "di rimbalzo". Quindi, se uno tiene piu' al suo diritto di dire quello che gli va, piuttosto che al fatto che un animale in meno venga ucciso,,, per me ha un senso delle proporzioni non ben aggiustato...
il discorso "evidentemente non erano convinti loro" e' lo stesso "debole"..
ovvero...
le vicissitudini della vita possono far cambiare il sistema di valori di chiunque...
se uno destinato a "devegetarianizzarsi" lo fa fra un anno.. o lo fa fra un mese per mio "puntualizzante" intervento... questi undici mesi di massacro sono a mio carico...

Bah...sarà! Ma io faccio un esempio, se ti parlo di alimentazione vegetariana e tu, per qualsiasi cosa che io dica, ti senti ferito o infastidito tanto da decidere di non essere o di non diventare vegetariano allora la tua scelta è altamente superficiale, o sarà perchè io me ne frego di quello che dice la gente, di certo non cambio idea, non cambio modo di essere di sentire in base a ciò che mi può dire la gente.
Ovvio è la mia opinione

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 12, 2005 5:02 pm

ripeto.. a mio parere qualsiasi scelta che vada in direzione della pace e della misericordia deve essere idealmente accompagnata da uno spostamento dell'attenzione da "IO" agli "ALTRI"...

quindi un vegetariano che rompe le balle sul vegetarianesimo col risultato che a chi ha intorno tale stile di vita risulta piu' antipatico di quanto lo fosse prima e' un problema....

anche se lui, strafottentemente, e' contento di avergliene dette quattro..

dire che se questi si sono sturbati e' esclusivamente colpa loro e' ovviamente una stupidaggine... tutti siamo interconnessi e tutti siamo responsabili di tutti...

sono questi atteggiamenti ad essere pericolosi... potenzialmente piu' del vegetariano che lo e' solo un giorno si' e uno no...

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Messaggio da pleiadi » lun dic 12, 2005 5:10 pm

ma che intendi per rompere le balle?? Far la maestrina o offendere lo stile di vita degli altri???
Beh personalmente io non lo faccio perchè non è mio carattere pormi così, ma pensavo male di alcune vegane, che poi conoscendo meglio ho capito il perchè agivano in maniera che io consideravo "odiosa e estremista", ma il loro modo di porsi nei miei confronti, o comunque nei confronti degli onnivori, non mi ha fatto cambiare idea, certo il rompimimento di balle dà fastidio sempre e comunque ma non credo così tanto da rendere antipatica la scelta vegetariana.

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 12, 2005 5:23 pm

pleiadi ha scritto:ma che intendi per rompere le balle?
tu semplicemente hai un concetto delle persone come dei modelli di coerenza, nel senso che se uno e' vegetariano o comunista o fan dei litfiba o tdg , se lo e' veramente, resiste a tutte le sollecitazioni...

io invece penso che in questo mondo la quasi totalita delle persone ha un sacco di paure, problemi e fa fatica a rispettare gli impegni presi..

quindi tutti siamo deboli e tutti siamo responsabili per tutti..

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Messaggio da pleiadi » lun dic 12, 2005 5:29 pm

yasodanandana ha scritto:
pleiadi ha scritto:ma che intendi per rompere le balle?
tu semplicemente hai un concetto delle persone come dei modelli di coerenza, nel senso che se uno e' vegetariano o comunista o fan dei litfiba o tdg , se lo e' veramente, resiste a tutte le sollecitazioni...

io invece penso che in questo mondo la quasi totalita delle persone ha un sacco di paure, problemi e fa fatica a rispettare gli impegni presi..

quindi tutti siamo deboli e tutti siamo responsabili per tutti..

Ma io sono la prima ad essere debole, piena zeppa di paure e pippe mentali!!!!
Assolutamente non penso che le persone debbano essere tutte coerenti con gli impegni presi, ma c'è una netta differenza dall'essere comunista, fan di un gruppo o altro e scegliere di essere vegetariani, forse ritornerei a mangiar carne se anche medici a favore della dieta veg mi dicessero "guarda ci siamo sbagliati, mangia carne se no muori!".
Da onnivora preferivo non sapere nulla, non volevo commenti dai vegani e dai vegetariani, perchè ci dovevo arrivare per conto mio, dovevo far il mio percorso, e mi davano fastidio i vegani lo ammetto, mi sembravano estremisti, ma mai ho pensato "non diventerò mai vegetariana perchè i vegani dicono questo o quest'altro"!
Oh io ragiono così magari sbaglio.

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Messaggio da Alex81 » lun dic 12, 2005 5:42 pm

Ma dai Yasodanandana, è assurdo. Un quasi-vegetariano dovrebbe ritornare a mangiare carne più di prima solo perchè un vegan gli fa notare che "vegetariano"= persona che non mangia animali (neanche la domenica)? Quindi lo farebbe per dispetto, in pratica? Allora significa che non ha capito nulla dell'essere vegetariani, e dei motivi per cui uno sceglie di esserlo. Forse lo faceva perchè era "figo" definirsi vegetariano ma si è sentito escluso dal gruppo, allora ciao. O forse (più probabilmente) vuole tornare a mangiar carne, e allora ogni scusa per giustificarsi è buona.

Per me se una persona riduce il consumo di carne e la mangia occasionalmente va bene, gli dico anche "bravo"... però non si deve definire vegetariano, se non lo è!!!

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Messaggio da wide receiver » lun dic 12, 2005 6:47 pm

Forse sarebbe il caso di capire quali sono gli obiettivi e quali gli strumenti (o accessori)

L'obiettivo è quello di causare la minor sofferenza possibile agli animali, quindi non ne mangio, non li sfrutto.
La definizione di 'vegetariano' o 'vegan' è semplicemente una conseguenza di questo comportamento ed è inoltre uno 'strumento', utile a far comprendere ai miei interlocutori in modo sintetico cosa mangio e cosa evito. Questo è il senso dell'utilizzo di termini come 'vegan' e 'vegetariano'. Non sono titoli di merito di per sè, per cui uno dovrebbe aspirare ad essere definito tale.

Da quello che sostengono Yasodanandana e virgola, mi sorge il sospetto che per qualcuno l'obiettivo da raggiungere sia l'esser definito 'veg*' e non la vita degli animali. Solo in quest'ottica riesco a spiegarmi perchè qualcuno dovrebbe sentirsi deluso o mortificato se altri gli dicono che non può autodefinirsi veg*

Qui non si tratta di essere eccessivamente rigidi o severi, ma solo di chiamare le cose col loro nome.
Come aveva già scritto Federica, se nel mondo tutti conoscessero in modo inequivocabile il significato di 'vegetariano' e 'vegan', non avrei alcun problema ad essere elastico sulle definizioni. Il problema è che questa conoscenza non c'è, quindi per il momento non si può essere accondiscendenti sulla definizione.

Se io dico a uno che non è vegetariano perchè ogni tanto si mangia la fettina di prosciutto, mica gli faccio un torto.

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 12, 2005 7:25 pm

per alex e wide...

io la mia opinione sul fatto che accademicamente si possa discutere sui termini l'ho gia' data..

dove ho cercato di portare io il discorso e' sul fatto che

1)l'autoidentificazione aiuta a migliorare (quindi non si puo' prendere alla leggera il fatto che uno voglia indossare la divisa prima di combattere o di farlo sempre)

2)ci sara' sempre qualcuno piu' "ligio" di noi, che magari considerera' noi non realmente veg anche se noi riteniamo di esserlo..

3)se uno pensa che quando la gente, dopo aver parlato con noi, faccia errori solo per sua autonoma decisione ... semplicemente sbaglia...

4)se uno rende il vegetarianesimo/veganismo antipatico col suo comportamento, e' responsabile delle vite in piu' che verranno tolte da chi non diventera', anche solo parzialmente a causa sua, vegetariano/vegano

un po' come un fanatico religioso e' responsabile delle bestemmie che fa pronunciare alla gente soggetta al suo fanatismo.. e del fatto che fra un po' la parola religione diventera' definitivamente una parola sporca...

poi, linguisticamente, anche io ho bisogno di vedere un po' di continuita' per ritenere uno veg... pero' che ci faccio con le definizioni? me le magno nel panino?

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