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da radioanydaynow.net » ven feb 09, 2007 12:51 pm
ciao Carmen, ho anche io lo stesso problema (crisi di panico). Trovo sia curiosa questa cosa dell'acqua,forse perchè in genere chi soffre di crisi di panico porta sempre con se quando deve andare in missione (semplicemente ogni volta che ci si allontana da casa) qualche amuleto che lo possa proteggere e salvare. In genere questi oggetti sono la scatola delle pastiglie e/o il cellulare. nel mio caso, quando proprio devo uscire sapendo che dovrò stare lntano da casa per più di un'ora, mi porto dietro dei libri.
Simona...prendere coscenza di quello che dici è solo facile a dirsi, ma non funziona così... immediatamente.Ad esempio: per chi ha la fobia dei topi la sola vista di una foto di un topo lo fa star male, pur essendo perfettamente coscente del fatto che l'immagine non può fargli nulla.
quando si arriva ad una crisi di panico è perchè si è innescato un meccanismo nel quale al primo segnale il corpo e la mente reagiscono in modo anomalo, si inizia a sudare, aumenta il battito cardiaco, si fa fatica a respirare... questi sintomi a loro volta fanno aumentare il senso di paura e di angoscia, ed inizia così la crisi di panico. In genere dura per pochi minuti, e generalmente nessuno, a parte il soggetto, si accorge di nulla. alcune persone perdono i sensi, in altri casi si arriva ad un momento in cui la morte sembra imminente. Chi, come me, soffre di crisi di panico, sa benissimo che non è in pericolo la vita, ma quando le crisi arrivano tutti i ragionamenti vanno a quel paese. Fortunatamente le fobie non mettono in pericolo di vita e non portano alla pazzia, il fatto di pensare di diventare pazzo è uno dei dubbi più forti di chi soffre di crisi di panico. In genere la sensazione persistente è però quella di regolarsi la vita in modo tale da evitare tutte le possibili situazioni che possono portare ad una crisi, questo atteggiamento è chiamato "evitamento", ed è ancora più dannoso dell'ansia stessa, perchè evita di affrontare il problema. Nei casi più semplici basta buttarsi allo sbaraglio per superare il problema dell'ansia, ad esempio se si è caduti da cavallo sarebbe meglio tornare a cavalcare il prima possibile, tenendo conto della lezione e diventando consapevoli che è possibile anche cadere.
Esercizi di respirazione, come il training autogeno, aiutano sicuramente. durante una crisi di panico il problema principale è la respirazione, si respira troppo, la concentrazione di anidride carbonica nel sangue diminuisce (aumenta quella di ossigeno) e questo provoca tutti gli effetti che poi proviamo (tachicardia, affanno respiratorio, angoscia, paura, irrigidimento eccessivo dei muscoli ecc ecc.). Per quanto ne ho potuto capire, la terapia cognitivo-comportamentale è la strada migliore per affrontare questo "problema". Sinceramente non ho mai provato questa terapia, so solo che è quella che da i risultati migliori. si sente anche parlare di ipnosi, non ne so molto, ma anche questa è una terapia che deve essere fatta da un medico (psicologo o psichiatra).
Il fatto di doversi rivolgere ad uno specialista non dovrebbe far pensare di essere dei falliti o delle persone di serieB. Se facciamo un incidente e ci rompiamo un braccio raccontiamo la cosa a tutti, quasi fossimo degli eroi, se abbiamo un problema emotivo-emozionale invece ne proviamo vergogna. non dico che dobbiamo parlare dei nostri problemi emotivi-emozionali con chiunque (l'imbarazzo è normale e poi la maggior parte delle persone non potrebbero certo capirci, poi sinceramente... parlarne tanto per parlarne non serve a nulla) ma possiamo pensare che il nostro "problema" va rispettato, dobbiamo rispettarlo noi e dobbiamo cercare di farlo rispettare dagli altri: se una persona ha la mano ingessata non può usarla come prima dovrà aspettare che le venga tolto il gesso, chi come me ha questo problema sa che questo "gesso" che blocca i movimenti è virtuale e blocca qualcosa che a vista non è visibile e che anche a solo descriverlo si fa fatica, però anche se non è visibile e definito questo "gesso" è presente, ed anzi a maggior ragione la sua presenza (almeno inizialmente) è subdola. Quindi come chi ha un trauma fisico va da uno specialista, allo stesso modo dovrebbe fare chi soffre di un "trauma" psichico".