nessuna... era solo per mostrarti una "campana" differente sulla questione del karma. Qualcuno si e' espresso dicendo praticamente che mostrare gioia per la morte o per il ferimento del cacciatore e' come riconoscere ed apprezzare la sussistenza di una certa legge detta "karma".. io ho sostenuto che, sempre per i principi di tale legge, uno ad essere spietato si impantana ancora di piu'..
Nelle mie future vite, o meglio ancora nella prossima dimensione dove finalmente potrei trovare la felicità, saro sempre io, pinco pallo in arte marino70, con i miei ricordi , le mie esperienze, con la mia testa bacata e con le mie tante domande e poche certezze; insomma, con il mio vissuto?
Sarai sempre tu.. ma marino70 e il resto di cio' che hai elencato non e' "tu"... ma e' un'identificazione momentanea con un ruolo suggerito e indotto dalle circostanze nelle quali ti sei trovato a nascere...
In questa vita o in una successiva hai la possibilita', attraverso la spiritualita', di far uscire fuori il tuo vero "se" al di la' del turbinio delle varie caratteristiche corporali, mentali e di ambiente che si avvicenderanno e che si sono avvicendate intorno a te
Perchè se così fosse possiamo anche cominciare a parlare di spiritualità,
non hai torto.. che ti frega di darti da fare se poi non sussisterai piu' per ricevere i risultati di questo darsi da fare..
Quindi sei e sarai sempre tu... bisogna scoprire chi e' questo "tu" e che rapporto hai col tutto e con un eventuale Supremo... D'altra parte tutte le forme di ricerca considerano il "trovare se stessi" come un risultato da perseguire, come qualcosa di non proprio facile da raggiungere, non una cosetta preliminare per poi fare altro di piu' evoluto..
e continuerò a dispiacermi della morte di chicchessia, uomo o animale
cosa che in un modo o nell'altro ha un vero senso solo se riteniamo che si provochi un reale danno ad un essere che ha un percorso da fare. Se tutti, dopo la morte, ci annulliamo, in definitiva morire oggi, domani, fra vent'anni, a causa del cancro, del deperimento naturale del corpo, per un colpo di pistola o di mannaia non fa alcuna differenza.
Io ho visto un po' di gente morire.. Andando avanti con gli anni la percezione del tempo si contrae e quindi, anche chi ha vissuto 100 anni estara' morendo sentira' comunque di essere ucciso dalla moerte troppo presto.. esattamente come qualcuno che subisca una qualche ingiustizia in un'eta' di solito considerata "prematura" per morire..
E' per questo motivo che bisogna darsi da fare per conoscere il vero se e quali sono le sue vere esigenze, se no tutta la compassione "spontanea" e sentimentale che GIUSTAMENTE proviamo a 360 gradi per chi soffre, rischia poi di non essere finalizzata in un vero, pragmatico, aiuto.. nel senso di dare sollievo o, direttamente, risolvere..
indipendentemente che il suo ciclo si sia concluso o meno
mi piacerebbe che tu mi facessi capire che hai capito come la penso... ovvero che e' giusto e doveroso essere dispiaciuti al di la' di tutti i calcoli sul destino altrui.. anzi, in definitiva chissenefrega dei calcoli..
Io ti sto indegnamente proponendo quello che potrebbe essere un upgrade in senso pragmatico di quello che e' il tuo e il mio sentimento spontaneo... non un'esortazione a reprimerlo.. sia ben chiaro...
ok?
il tutto, ovviamente, a mio parere... e soprattutto per chiarire le mie intenzioni