Incidenti di caccia, onore al povero cinghiale

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » lun nov 26, 2007 7:15 am

Scusa sai ma non ho ben chiaro quale risposta dovrei darti.....
nessuna... era solo per mostrarti una "campana" differente sulla questione del karma. Qualcuno si e' espresso dicendo praticamente che mostrare gioia per la morte o per il ferimento del cacciatore e' come riconoscere ed apprezzare la sussistenza di una certa legge detta "karma".. io ho sostenuto che, sempre per i principi di tale legge, uno ad essere spietato si impantana ancora di piu'..

Nelle mie future vite, o meglio ancora nella prossima dimensione dove finalmente potrei trovare la felicità, saro sempre io, pinco pallo in arte marino70, con i miei ricordi , le mie esperienze, con la mia testa bacata e con le mie tante domande e poche certezze; insomma, con il mio vissuto?
Sarai sempre tu.. ma marino70 e il resto di cio' che hai elencato non e' "tu"... ma e' un'identificazione momentanea con un ruolo suggerito e indotto dalle circostanze nelle quali ti sei trovato a nascere...
In questa vita o in una successiva hai la possibilita', attraverso la spiritualita', di far uscire fuori il tuo vero "se" al di la' del turbinio delle varie caratteristiche corporali, mentali e di ambiente che si avvicenderanno e che si sono avvicendate intorno a te

Perchè se così fosse possiamo anche cominciare a parlare di spiritualità,
non hai torto.. che ti frega di darti da fare se poi non sussisterai piu' per ricevere i risultati di questo darsi da fare..
Quindi sei e sarai sempre tu... bisogna scoprire chi e' questo "tu" e che rapporto hai col tutto e con un eventuale Supremo... D'altra parte tutte le forme di ricerca considerano il "trovare se stessi" come un risultato da perseguire, come qualcosa di non proprio facile da raggiungere, non una cosetta preliminare per poi fare altro di piu' evoluto..

e continuerò a dispiacermi della morte di chicchessia, uomo o animale
cosa che in un modo o nell'altro ha un vero senso solo se riteniamo che si provochi un reale danno ad un essere che ha un percorso da fare. Se tutti, dopo la morte, ci annulliamo, in definitiva morire oggi, domani, fra vent'anni, a causa del cancro, del deperimento naturale del corpo, per un colpo di pistola o di mannaia non fa alcuna differenza.
Io ho visto un po' di gente morire.. Andando avanti con gli anni la percezione del tempo si contrae e quindi, anche chi ha vissuto 100 anni estara' morendo sentira' comunque di essere ucciso dalla moerte troppo presto.. esattamente come qualcuno che subisca una qualche ingiustizia in un'eta' di solito considerata "prematura" per morire..
E' per questo motivo che bisogna darsi da fare per conoscere il vero se e quali sono le sue vere esigenze, se no tutta la compassione "spontanea" e sentimentale che GIUSTAMENTE proviamo a 360 gradi per chi soffre, rischia poi di non essere finalizzata in un vero, pragmatico, aiuto.. nel senso di dare sollievo o, direttamente, risolvere..

indipendentemente che il suo ciclo si sia concluso o meno
mi piacerebbe che tu mi facessi capire che hai capito come la penso... ovvero che e' giusto e doveroso essere dispiaciuti al di la' di tutti i calcoli sul destino altrui.. anzi, in definitiva chissenefrega dei calcoli..
Io ti sto indegnamente proponendo quello che potrebbe essere un upgrade in senso pragmatico di quello che e' il tuo e il mio sentimento spontaneo... non un'esortazione a reprimerlo.. sia ben chiaro...

ok?

il tutto, ovviamente, a mio parere... e soprattutto per chiarire le mie intenzioni :)

marino70
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Messaggio da marino70 » lun nov 26, 2007 9:17 am

yasodanandana ha scritto:Scusa sai ma non ho ben chiaro quale risposta dovrei darti.....
nessuna... era solo per mostrarti una "campana" differente sulla questione del karma. Qualcuno si e' espresso dicendo praticamente che mostrare gioia per la morte o per il ferimento del cacciatore e' come riconoscere ed apprezzare la sussistenza di una certa legge detta "karma".. io ho sostenuto che, sempre per i principi di tale legge, uno ad essere spietato si impantana ancora di piu'..

Nelle mie future vite, o meglio ancora nella prossima dimensione dove finalmente potrei trovare la felicità, saro sempre io, pinco pallo in arte marino70, con i miei ricordi , le mie esperienze, con la mia testa bacata e con le mie tante domande e poche certezze; insomma, con il mio vissuto?
Sarai sempre tu.. ma marino70 e il resto di cio' che hai elencato non e' "tu"... ma e' un'identificazione momentanea con un ruolo suggerito e indotto dalle circostanze nelle quali ti sei trovato a nascere...
In questa vita o in una successiva hai la possibilita', attraverso la spiritualita', di far uscire fuori il tuo vero "se" al di la' del turbinio delle varie caratteristiche corporali, mentali e di ambiente che si avvicenderanno e che si sono avvicendate intorno a te

Perchè se così fosse possiamo anche cominciare a parlare di spiritualità,
non hai torto.. che ti frega di darti da fare se poi non sussisterai piu' per ricevere i risultati di questo darsi da fare..
Quindi sei e sarai sempre tu... bisogna scoprire chi e' questo "tu" e che rapporto hai col tutto e con un eventuale Supremo... D'altra parte tutte le forme di ricerca considerano il "trovare se stessi" come un risultato da perseguire, come qualcosa di non proprio facile da raggiungere, non una cosetta preliminare per poi fare altro di piu' evoluto..

e continuerò a dispiacermi della morte di chicchessia, uomo o animale
cosa che in un modo o nell'altro ha un vero senso solo se riteniamo che si provochi un reale danno ad un essere che ha un percorso da fare. Se tutti, dopo la morte, ci annulliamo, in definitiva morire oggi, domani, fra vent'anni, a causa del cancro, del deperimento naturale del corpo, per un colpo di pistola o di mannaia non fa alcuna differenza.
Io ho visto un po' di gente morire.. Andando avanti con gli anni la percezione del tempo si contrae e quindi, anche chi ha vissuto 100 anni estara' morendo sentira' comunque di essere ucciso dalla moerte troppo presto.. esattamente come qualcuno che subisca una qualche ingiustizia in un'eta' di solito considerata "prematura" per morire..
E' per questo motivo che bisogna darsi da fare per conoscere il vero se e quali sono le sue vere esigenze, se no tutta la compassione "spontanea" e sentimentale che GIUSTAMENTE proviamo a 360 gradi per chi soffre, rischia poi di non essere finalizzata in un vero, pragmatico, aiuto.. nel senso di dare sollievo o, direttamente, risolvere..

indipendentemente che il suo ciclo si sia concluso o meno
mi piacerebbe che tu mi facessi capire che hai capito come la penso... ovvero che e' giusto e doveroso essere dispiaciuti al di la' di tutti i calcoli sul destino altrui.. anzi, in definitiva chissenefrega dei calcoli..
Io ti sto indegnamente proponendo quello che potrebbe essere un upgrade in senso pragmatico di quello che e' il tuo e il mio sentimento spontaneo... non un'esortazione a reprimerlo.. sia ben chiaro...

ok?

il tutto, ovviamente, a mio parere... e soprattutto per chiarire le mie intenzioni :)
Credo di aver capito perfettamente come la pensi, da un certo punto di vista ti invidio ma sai, don Abbondio diceva che il coraggio se uno non ce l'ha non se lo può dare e la fede, quella con la F maiscola, qualunque essa sia, credo che segua lo stesso percorso.
Una delle poche cose intelligenti che ho sentito dire ad Andreotti è "la fede è un dono"; aveva perfettamente ragione, credo di non essere stato così fortunato da riceverla quindi sarò costretto a passare questa mia esistenza terrena con angoscia sempre crescente, consapevole di una realtà che tutt'ora mi rifiuto di accettare. Spero sempre in qualche illuminazione dal cielo perchè nei meccanismi fisici nutro ben poche speranze (come tu stesso hai detto anche a 100 anni la percezione è quella di non essere comunque pronti).
In quest'ottica mi sono lasciato andare spesso a considerazioni simili a quanto hai esemplificato (cosa cambia morire ora, domani o tra 100 anni se comunque è il destino di tutti e la fine di tutto?) soprattuto in un'ottica di inevitabili crescenti sofferenze fisiche ed emotive; ma nonostante tutto la semplicità e la saggezza di mia madre che alla veneranda età di 82 anni, con quelle sue semplici parole "....comunque piace anche vedere come va il mondo" mi ha fatto capire che qualunque sia la vita o meglio anora il post-vita va comunque rispettata; eventualmente spetta al singolo decidere se vale la pena di essere vissuta.
Capisci yaso..... ci sono affezionato a questo mio io, ed egoisticamente parlando mi interessa lui; del prossimo, qualunque sia, fosse anche a diretto cospetto con il supremo, poco mi importa, non sarebbe comunque lui
Grazie per averci provato ;-)

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » lun nov 26, 2007 10:21 am

Una delle poche cose intelligenti che ho sentito dire ad Andreotti è "la fede è un dono"
un dono che non mi interessa avere.. nel senso che io sono un praticante, non un fedele.
Tutto cio' che dico lo posso esporre senza uscire dal piano della logica, senza introdurre dogmi.. Ovviamente uno potrebbe dimostrarmi che la mia logica non sta in piedi e farmi quindi cambiare impostazione, ma in ogni caso io non contemplo il credere come portatore di realizzazioni spirituali.. non lo considero una vera esplorazione del se..

quindi sarò costretto a passare questa mia esistenza terrena con angoscia sempre crescente
la fede, ovvero la credenza arbitraria a qualche verita' sconosciuta ma descritta da altri, e' un elemento costituente e necessario di pochissime forme di spiritualita' al mondo.. forse solo le tre "mediorientali".
Per cui niente ti e' precluso anche se non senti un qualche trasporto spontaneo verso una credenza..

come tu stesso hai detto anche a 100 anni la percezione è quella di non essere comunque pronti
se uno non ha un vissuto serio da praticante di qualche spiritualita' evoluta, non settaria e autentica.. Diversamente ho osservato tanta gente che ce l'ha fatta, come minimo a morire con fiducia di poter continuare ad esplorare, piuttosto che a morire definitivamente insieme al corpo collassato..

ci sono affezionato a questo mio io, ed egoisticamente parlando mi interessa lui; del prossimo, qualunque sia
forse non ci siamo ancora capiti [:)]... io ritengo che "io" e "prossimo" siano concetti da scoprire attraverso un'esplorazione a 360 gradi e piu' approfondita possibile.
Per cui io ho paura che il vero amore per se e per gli altri necessiti, per essere espresso, di un impegno ulteriore .. [:)]

Grazie per averci provato
l'idea, paradossalmente, e' proprio quella di uscire dalla dimensione del sentimentalismo, che poi e' affine alla fede, per accedere ad un piano operativo piu' approfondito.. [;)].




ciao!!

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