Non sono ancora pronta per eliminare quel pasto cotto, che è anche il pasto condiviso e gustato col mio compagno.
Per il momento sono soddisfattissima dei risultati che sto raggiungendo, e sto aumentando considerevolmente la dose di crudo, in particolare frutta.
La mia cena ora è per metà settimana cruda, solo un mese fa mangiavo cotto anche a cena.
A pranzo cercherò ora di mangiare crudo (prima) e cotto (poi), in modo da diminuire stabilmente sempre di più la quantità di cotto, e poi alcuni giorni fare giornate a solo crudo.
Il passaggio da un pasto cotto a zero pasti cotti sarà anche il più difficile, ma io sinceramente non ho fretta di arrivarci e ancora non mi sono posta un obiettivo preciso e quantificabile da raggiungere.
Voglio stare bene, e ogni pezzettino di percorso che sto compiendo mi sta facendo crescere (vedi eliminazione zuccheri per esempio).
Anche se decidessi di non fare mai il passaggio a "zero pasti cotti" per vari motivi che non sto qui ora a spiegare, per me è essenziale raggiungere comunque risultati duraturi che mi fanno stare bene.
Certo, col crudismo potrei stare benissimo, ma potrei anche gettare la spugna e ritornare completamente al cotto con un passaggio troppo affrettato.
Il crudismo era un obiettivo che mi ero prefissata dal nulla, con la speranza e la volontà di stare meglio.
Ora ascolto principalmente il mio corpo, e lo porto con dolcezza nella direzione crudista, senza traumi per il momento.
Un obiettivo che posso immaginarmi è un tot di giornate crude a settimana, e 3 giornate in cui il pranzo è ancora cotto.
È un obiettivo che posso raggiungere e che non causerebbe troppi attriti a casa, condizione per me fondamentale per poter essere crudista.