tonico

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Jasmine79
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Messaggio da Jasmine79 » gio giu 30, 2005 3:03 pm

biopietro ha scritto:Chiare, fresche et dolci acque ove le belle membra pose colei che sola a me par donna recitava nel 14°secolo il buon Petrarca !
Ma possiamo ancora parlare ai nostri giorni di chiare fresche e dolci acque ? Cosa scende dai nostri rubinetti di città ?
Nella maggior parte dei casi sono acqua trattate, clorurate , dure ricche in calcare ( leggi carbonato di calcio ) che certo alla nostra pelle bene non fanno.
Per cui, dal mio punto di vista ,piuttosto che usare acqua fresca direi almeno di utilizzare acqua di bottiglia oligominerale o meglio ancora acqua distillate di fiori . Sempre meglio che sentirsi addosso l’odore di insalata dell’aceto . Se vogliamo proprio utilizzare come tonico, dopo la pulizia del viso, acqua fresca di rubinetto l’uso dell’aceto risulta quasi indispensabile non tanto per l’azione astringente ( attenzione poi anche alla quantità di aceto che si vuole aggiungere perché si rischia l’irritazione su certe pelli) quanto quella riportare in soluzione i sali calcio dell’acqua dura che altrimenti tenderebbero a depositarsi sulla nostra pelle!!
Saluti
Non sono molto d'accordo con te:
[...] I dati riportati sono tratti dal libro di Giuseppe Altamore, Qualcuno vuol darcela a bere, Fratelli Frilli editori, 2003.
“Il mercato dell’acqua in bottiglia non solo distrae l’opinione pubblica dal nucleo del problema che risulta essere invece quello della salvaguardia di un bene che deve rimanere pubblico (gli acquiferi naturali, laghi, fiumi, falde), ma mina alla radice le logiche della sostenibilità ambientale dal momento che enormi quantità di CO2 vengono prodotte a causa del trasporto su gomma delle centinaia di milioni di litri d’acqua, da un capo all’altro del Paese. Un altro aspetto assolutamente deleterio per il discorso energetico è rappresentato dall’impressionante numero di bottiglie di plastica che vengono continuamente prodotte e riciclate ad un ritmo vertiginoso, tanto vertiginoso che le imprese di smaltimento stentano a seguirne il passo, ed è così che, ogni tanto, assolutamente per caso, e in maniera evidentemente fortuita, i depositi di plastica vanno stranamente a fuoco.
Per queste ragioni, l’acqua minerale è stata inclusa tra gli otto mali che affliggono l’acqua in Italia nel controforum organizzato a Firenze negli stessi giorni del Terzo forum mondiale dell’acqua che si è tenuto a Kyoto nel marzo 2003.
L’acqua in bottiglia non è più pura di quella di rubinetto. Anzi, l’acqua minerale potrebbe essere contaminata e pericolosa per la salute. Anzitutto l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle consentite per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze. Una clamorosa omissione che può essere pericolosa per la salute di chi beve acqua minerale per anni senza controllo medico [...]
[...] L’acqua in bottiglia è un business ai danni dello Stato. L’acqua minerale è molto più cara dell’acqua di rubinetto: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara.
Inoltre, la bottiglia in plastica fa risparmiare le imprese ma grava sulle casse pubbliche. Il costo di una bottiglia in PET è di circa un cent contro i 25 cent per una bottiglia in vetro. I costi dello smaltimento ricadono invece sulle regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti. Profitto per le imprese, indebitamento per lo stato. Il rogo dei depositi (accidentale, ovviamente) è uno dei tanti modi per tagliare i costi di smaltimento.
Non appare sorprendente l’impegno delle multinazionali sul fronte delle acqua minerali: il consumo insensato di acque minerali in Italia è sostenuto da imponenti e costose campagne pubblicitarie.
Inoltre l’acqua di rubinetto molte volte è già arrivata sugli scaffali dei supermercati, mascherata con il nome di “acqua purificata”, che non è altro che acqua d’acquedotto sottoposta ad alcune operazioni di demineralizzazione e di declorizzazione. E in questa confusione sbucano anche imprese che con l’acqua non hanno mai avuto alcun rapporto. E’ chiaro che tutti vogliono entrare nel grande affare delle acque minerali, perché i profitti in gioco sono enormi.”

so ke mi sono dilungata un pochino ma è un argomento ke mi interessa un bel po'... ciao :-))
Jasmine

biopietro
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Messaggio da biopietro » ven lug 01, 2005 5:38 pm

Ciao Jasmine 79
Scusa ma non capisco questa tua filippica
quando accennavo alle “acque oligominerali” come sostitutivi del tonico non volevo certo prendere posizione a favore delle multinazionali dell’ acqua ma semplicemente mettere in evidenza il fatto che sono da preferirsi in quanto hanno un contenuto salino più basso rispetto alle acque di città ... Ti ringrazio lo stesso , l’ho letta sempre volentieri anche se ne ero già a conoscenza.
Ribadisco che il mio discorso era semplicemente in relazione allo strucco del viso e trovo l’uso del tonico ( inteso come acqua distillata di piante varie, acqua addolcita , acqua osmotizzata , demineralizzata, di rubinetto con pizzico di aceto, no all’acqua oligominerale per i motivi addotti da Jasmine 79, ecc.ecc*) .prima della crema, un atto cosmetico più che giusto per i seguenti motivi:

Il tonico asporta i residui della pulizia fatta in precedenza con sapone o latte detergente .
Se ciò non avvenisse correttamente , la crema applicata potrebbe veicolare in profondità i resti di una detersione mal eseguita .

un viso ben pulito e ancora imbibito d’acqua ( grazie all’uso dell’acqua* come tonico) facilita l’applicazione della crema . Ne migliora la diffusione passiva attraverso gli strati epidermici e la funzionalità cosmetica

Se durante lo strucco del viso si è usato del sapone , a maggior ragione bisogna applicare il tonico per ripristinare il pH fisiologico alterato dall’alcalinità del sapone e per asportare quel precipitato invisibile di sali di calcio di acidi grassi che si deposita a normalmente sulla nostra pelle


Quindi non facciamo del sensazionalismo spicciolo dicendo che un tonico è inutile , è fatto solo di acqua al 99% un po’ di profumo , un po’ di colore e l’acidificante.
Il Tonico, nella forma preferita, ha una sua funzione e ragione di essere almeno durante l’atto detergente
Saluti

clara
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Messaggio da clara » ven lug 01, 2005 6:16 pm

Io a qs. punto vorrei alcuni chiarimenti:

Il calcare e i minerali dell'acqua fanno male alla pelle? Perché ? E perchè la silica, le argille e i 'minerali aggiunti nelle creme no?

Resti di sapone o latte detergente:
Quali sono i composti presenti in un tonico che li tolgono meglio della semplice acqua del rubinetto ? L'hidrogenated castor oil onnipresente nei tonici? Il propylene glicole? Mah ...

PH. Da un lato si dice ok sapone tanto la pelle poi ristabilisce il suo ph. Dall'altro, no x carità il ph deve subito essere ribilanciato.
Ma se vado al fiume, al lago al mare che faccio??? Giro con una autobotte di tonico? E quando faccio la doccia? Poi mi riscaicquo con acqua distillata??


Fatemi capire almeno.

gianluca
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tonico luce

Messaggio da gianluca » ven lug 01, 2005 10:27 pm

Di vari tonici ne ho visti parecchi e solo pochi contengono idrolati vegetali e sostanze buone . In quasi tutti i tonici c'è l'alcohol denat. ; ATTENZIONE, alcohol denat. e non ehtyl alcohol, cioè, nel tonico ci mettono l'alcool denaturato . Denaturato con cosa non lo dicono ? In genere so che lo deneaturano col metil-etil-chetone, poi nell'alcool denaturato ci mettono il Bitrex, il Denatonium Benzoate, molecola sintetica, bruttissima, come ebbe a dire Fabrizio Zago, ma utilissima perchè dà all'alcool un gusto amarissimo e questo impedisce di usare l'alcool per farne liquori oltre che per i bambini che così non lo bevono.
Se non c'è l'alcool denat. trovi il propylene glycole o uno dei suoi familiari , assieme ad una sfilza di PEG, sali di EDTA, e conservanti vari .
Da quando ho capito, io uso come latte detergente lo yogurth (naturale o al cocco, ma anche alla frutta), e come tonico un bicchiere d'acqua (in genere Levissima) in cui sciolgo mezza arancia. Oddio, i risultati sono modesti, ma per me sono più che accettabili . Preferisco tenermi la mia pelle "che funziona", cioè che d'estate suda e produce più lipidi piuttosto che una di plastica, priva di vitalità .

francesca19
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Messaggio da francesca19 » ven lug 01, 2005 10:42 pm

Io ho notato che quando sono in montagna o comunque in un luogo dove l'acqua contiene poco calcare. la pelle non ha quasi bisogno di niente, e i capelli neanche: niente creme, balsami, ecc..
Neanche le mani, pure se è inverno: penso che l'80 % dei problemi siano dovuti al calcare che esce dal rubinetto, che si impasta con il sapone e froma una "pappa" su ogni superficie.
Voi che ne pensate?

Levigna
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Messaggio da Levigna » ven lug 01, 2005 11:08 pm

ma come si fa a misurare la quantità di calcare nell'acqua?

Chiara
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Messaggio da Chiara » sab lug 02, 2005 9:37 am

Ho guardato sul biodizionario la composizione del tonico della Derbe e ho visto che contiene solo due semafori gialli verso il fondo, tutto il resto semafori verdi...
Mi sembra un buon prodotto quindi tutto sommato, no?

Chiara

pata
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Messaggio da pata » sab lug 02, 2005 10:04 am

francesca19 ha scritto:Io ho notato che quando sono in montagna o comunque in un luogo dove l'acqua contiene poco calcare. la pelle non ha quasi bisogno di niente, e i capelli neanche: niente creme, balsami, ecc..
Neanche le mani, pure se è inverno: penso che l'80 % dei problemi siano dovuti al calcare che esce dal rubinetto, che si impasta con il sapone e froma una "pappa" su ogni superficie.
Voi che ne pensate?
A me capita esattamente il contrario...! Quando vado in montagna (ed è sempre lo stesso luogo però) la mia pelle ed i miei capelli "cadono a pezzi", si seccano tantissimo...Non so da cosa possa dipendere a questo punto..

Lola
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Messaggio da Lola » sab lug 02, 2005 4:22 pm

Levigna ha scritto:ma come si fa a misurare la quantità di calcare nell'acqua?
Facilissimo, vai a pescare una bolletta dell'acqua e sopra ci sono tutti i valori dell'acqua dell'acquedotto, compreso il calcare. Almeno, nelle mie c'è.

Lola

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » dom lug 03, 2005 7:08 pm

Cara Levigna,
"ma come si fa a misurare la quantità di calcare nell'acqua?"
Semplicissimo, vai in questo sito e trovi al risposta.

http://assocasa.federchimica.it/query/query.asp

Ciao
Fabrizio

valeria
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Messaggio da valeria » dom lug 03, 2005 8:34 pm

Wow! Fabrizio, ma sei una miniera! ...posso darti della miniera, vero?
Dalle mie parte l'acqua ha una durezza massima di 2,7...il prossimo dalle mie parti che sento lamentarsi dell'acqua di rubinetto, gli tiro uno sganassone.

Mi unisco anch'io al coro delle entusiaste delle acque "saline". Quando vado al mare ho una pelle meravigliosa. Ah, le acqua tutt'altro che oligominerali mi fanno bene pure a berle, le acque oligominerali mi gonfiano come una spugna e non mi dissetano. Com'è questa cosa?

Chiara
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Messaggio da Chiara » dom lug 03, 2005 9:08 pm

Durezza media 18 che significa? Che praticamente è calcare liquido?
Ma allora nella lavatrice dovrei mettere quintali di anticalcare?
Io uso quello economico dell'esselunga, andrà bene due cucchiai?

Chiara

clara
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Iscritto il: ven nov 19, 2004 9:38 am

Messaggio da clara » dom lug 03, 2005 10:46 pm

C'è qualcosa che non mi torna ...
La durezza media dell'acqua del mio comune è 27.5 !
Da quello che vedo però le resistenze del bollitore per l'acqua e della lavastoviglie sono solo leggermente infarinate.

Casa al mare: durezza media 14
Al mare e qui concordo con Biopietro il detergente e lo shampoo non si lava via, ho calcare a go go ... la lavatrice e i bucati un disastro, l'acqua scende biancastra (e puzza di cloro) e per fare il caffè sono costretta ad usare acqua in bottiglia!

Qui qualcuno decisamente bara :-/

Levigna
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Località: Abruzzo

Messaggio da Levigna » dom lug 03, 2005 11:21 pm

Fabrizio Zago ha scritto:Cara Levigna,
"ma come si fa a misurare la quantità di calcare nell'acqua?"
Semplicissimo, vai in questo sito e trovi al risposta.

http://assocasa.federchimica.it/query/query.asp

Ciao
Fabrizio
il mio comune non c'è O_o

paracelso
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Messaggio da paracelso » lun lug 04, 2005 9:34 am

ma che bella ed inutile polemica :-))))
visto che io sono a favore della biodiversità ( e non del sensazionalismo spicciolo come mi attribuisce Biopietro ) continuo a pensarla diversamente .
Non ho mai detto che il " tonico " era inutile, ho detto che il miglior tonico era l'acqua fresca. C' è una bella differenza :-)))

Ma vedo che si fa confusione tra l'azione cosidetta tonica e una azione detergente attribuita al tonico.
In merito alla importante funzione del tonico di rimuovere i residui del latte detergente, ribadisco il concetto che per rimuovere i residui del latte detergente, se non funziona l'acqua o il latte è formulato male o ci sono altri problemi.
Ma visto che il marketing del cosmetico è imbattibile , propongo di nuovo, di rimuovere i residui del latte detergente con un'altro latte detergente ( questo però più diluito in acqua ) :-)))) che come ho già detto : è più delicato ed in genere meno acidulo del tonico.
Poi per rimuovere i resuidi del secondo latte detergente, un'altro latte detergente, ma più diluito , così di seguito quante volte vi piace...... alla fine ACQUA .

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