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da un reduce » mer nov 30, 2005 10:20 pm
Nippo hai assolutamente ragione.
Vedi, io partivo dal presupposto del male minore. Da quando ho lasciato la Svizzera italiana in direzione oltralpe, mi sono reso conto che qui le cose hanno tutto un altro aspetto.
Se da un lato agogno al divieto assoluto di costruire selvaggiamente ognisortadiporcheriapurchéfacciasoldi.....
dall'altro comprendo che solo con i prati verdi e le margheritine non risolviamo granché il problema ambientale. Questo si chiama per l'appunto il male minore.
Quindi anch'io come te sarei per il rimboschimento.
E questo sarebbe l'ideale, almeno in regioni a forte scarsità di boschi e foreste.
La realtà invece ci vede confrontati con tutta una serie di problemi economici con i quali i contadini devono convivere.
Ora, siccome i terreni sono i loro e sono loro che utilizzandoli ci permettono di ammirare questa favolosa natura in ogni momento dell'anno, sarai daccordo che se togli loro dalle mani gli stessi terreni, dei privati ci costruiranno sopra qualcosa che non ha nulla a che fare né con le bellezze naturali nè con un ecosistema che filtri l'aria, comunque in questi luoghi piuttosto pulita.
L'hai detta giusta Hellhammer. Qui l'agricoltura non è così intensiva come dalle vostre parti. I terreni vengono fatti riposare ed esiste un giro rotativo fatto in modo intelligente. Inoltre non necessariamente vengono coltivati tutti gli anni gli stessi prodotti. Le serre ci sono, ma in misura minore che altrove.
Non è che tu hai sbagliato posto...anche in molte zone del sud della Francia le cose stanno esattamente come lì da voi.
Anche qui, se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista del male minore, direi che preferisco le serre e l'agricoltura intensiva, anche se non è una cosa giusta, soprattutto dal profilo umano, visto che come dici tu la manodopera viene importata con la solita storia dello sfruttamento, al quale si aggiungono soprusi di ogni sorta, neanche fossimo più ai tempi del vecchio Kuntakinte.
Dico, preferisco questo sistema alla vendita dei terreni per farne degli stabilimenti bancari, assicurativi, garage, ipermercati o magari qualche filiale di case farmaceutiche, perché è chiaro che farebbero quella fine lì.
Resta però il fatto che questi terreni verdi innanzitutto CI SONO, ed in un secondo tempo RENDONO ECONOMICAMENTE, poiché, anche se chi li lavora utilizza comunemente macchine agricole, alla fine ne ricava una certa somma vendendo i prodotti della lavorazione sul mercato.
E con questo denaro vengono mantenute intere famiglie.
Quindi abbiamo una salvaguardia del patrimonio più o meno in sintionia con l'indipendenza finanziaria.