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un reduce
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da un reduce » mar nov 29, 2005 9:16 pm
Nippo ha scritto:Se si abolisse di colpo lo sfruttameto minorile i venditori di giocattoli come sfamerebbero la propria famiglia?
Metti nei panni dei bambini.
non centra nulla.
Nippo ha scritto:
Fino ad oggi lamaggior parte dei contadini che hanno perso le proprietà lo hanno fatto per i motivi opposti:
Depredati dalle grandi industrie per creare campi per trasformarli in cibo destinato ad animali.
I motivi per cui i contadini oggi perdono i loro terreni non sono certo perchè la gente diventa vegan...
Tutta l'economia funzionerebbe in un altro modo. Il processo è lento, tutto cambia col cambiare della legge della domanda e dell'offerta/clima/politica e tanti altri fattori.
L'uccisione la prigionia e la tortura di milioni di esseri senzienti non è eticamente accettabile (specialmente in quanto non indispensabile) perchè l'uomo possa avere uno status sociale superiore.
Quindi per proteggere quegli stessi terreni sia dall'urbanizzazione, sia dall'industrializzazione, cosa proporresti?
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Nippo
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da Nippo » mar nov 29, 2005 9:41 pm
-c'entra eccome!
Il ragionamento è lo stesso:Sfuttamento di molti innocenti per il bene di pochi.
------
-sicuramente rimboschimento e conversione delle colture.
-controllo delle nascite
Ci guadagnerebbero tutti, ambiente uomo e animali.
leggi
http://www.ebasta.org (il pianeta è uno solo)
ti interesserà molto :D
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un reduce
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da un reduce » mar nov 29, 2005 11:53 pm
grazie per il link Nippo, ma sono tutte cose che conosco già.
Purtroppo non le conoscono i contadini, i quali non sanno cosa farsene delle belle teorie.
Te lo dico io cosa succederebbe. Probabilmente gli spazi verdi che ora sono di loro proprietà verrebbero venduti per delle speculazioni edilizie a buon mercato. Sorgerebbero una valanga di abitazioni secondarie
che non risolverebbero il problema del rimboschimento.
Bada che il mio è un discorso locale, non internazionale.
La gente chiede delle soluzioni che non riesce a trovare. Se latte e formaggi non fossero più richiesti e nemmeno le carni, (cosa che naturalmente auspico anch'io) il foraggio non avrebbe più senso e di qualcosa questa gente dovrebbe pur vivere.
O li metteresti tutti a disegnare opere d'arte?
Vedi che la soluzione non è così semplice?
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wide receiver
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da wide receiver » mer nov 30, 2005 12:07 am
Adesso non possiamo dire se la soluzione sia:
-semplice
-complessa
-impossibile
Nella tua ipotesi prospetti un ambiente vegan da un giorno all'altro, ma questo è di fatto impossibile. Sarebbe ipotizzabile a lungo termine, ma nell'arco di tempo necessario ad arrivarci, è plausibile concepire che si realizzino parallelamente altre rivoluzioni, nell'economia, nell'ecologia e soprattutto nella mentalità delle persone, produttori e consumatori.
L'approccio stesso all'utilizzo delle risorse sarebbe completamente differente da quello attuale. Almeno avrebbe senso che sia così.
Ma non essendo nè un economista nè un sociologo nè un -ologo di alcun tipo, non sono in grado di rappresentarti un quadro del futuro abbastanza esauriente.
Posso solo ipotizzare che in un mondo vegan, tutto sarebbe opposto rispetto a quanto conosciamo, comprese ovviamente le dinamiche dell'economia e del commercio.
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riboeri
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da riboeri » mer nov 30, 2005 10:21 am
un reduce ha scritto:
Quindi per proteggere quegli stessi terreni sia dall'urbanizzazione, sia dall'industrializzazione, cosa proporresti?
C'è un movimento che si chiama Decrescita che fra i vari obiettivi ha anche quello di preservare il terreno coltivabile per quello per cui è nato, ovvero consentire la crescita di vegetali (coltivati o meno), e non di capannoni e cemento.
Daniele ha fatto un buon lavoro sulle news di Promiseland, dove trovate molte indicazioni:
http://www.promiseland.it/view.php?id=1472
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Daniele
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da Daniele » mer nov 30, 2005 11:35 am
Si vabbè, ho fatto solo un copiaincolla se è questo che intendi per "buon lavoro"!;-)
Comunque tornando all'argomento in questione, non credo che porsi problemi di questo tipo sia utile... voglio dire se davvero dovesse avvenire una conversione vegan di tutto il mondo tale da rendere inutile la pratica dell'allevamento, questo non avverebbe da un giorno all'altro ma in un arco di tempo abbastanza lungo, tale da permettere anche nelle restanti attività umane un adattamento graduale alla nuova situazione. Oltretutto, credo di poter affermare che se davvero tutti diventassero vegan questo si accompagnerebbe anche ad una maggior consapevolezza rispetto ai problemi ambientali, quindi sono sicuro che in questo ipotetico futuro si tenderebbe maggiormente al rispetto dell'ambiente piuttosto che alla costruzione di megapalazzoni laddove oggi ci sono prati verdi.
Daniele
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un reduce
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da un reduce » mer nov 30, 2005 1:09 pm
ok, ora ci siamo già un po' di più.
Ho sollecitato questa discussione per fare in modo che le cose potessero essere viste dal punto di vista dei contadini.
In Svizzera in passato, in alcune regioni i contadini sono stati costretti a vendere i loro terreni per scarsa redditività. Esiste però una società, del genere società segreta se vogliamo, di cui ora mi sfugge il nome, che si è data la pena di riacquistare tutti quei terreni e rivenderli in un secondo tempo a persone del luogo che hanno la possibilità di tutelarli.
Dalle mie parti il veganismo non è visto come un problema; diciamo che non è visto del tutto....Però non escludo che in futuro possa attecchire anche nelle dure lande elvetiche. Per il momento rimane ancora una scelta che crea non pochi imbarazzi in un contesto rimasto piuttosto grezzo.
Mi piace pensare però che gli spazi verdi debbano rimanere tali e per questo credo che bisognerà agire politicamente ai vertici, sollecitando degli interventi che permettano la coltivazione di prodotti agricoli vegetali compensando le differenze degli eventuali mancati guadagni con degli adeguati aiuti finanziari.
In questo modo si riuscirà, attraverso una coesione di idee ed un'unità d'intenti, a salvaguardare i nostri spazi naturali per un'agricoltura sana, competitiva sul piano nazionale e libera da pregiudizi, in attesa che la società si svegli e faccia un passo avanti.
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da Daniele » mer nov 30, 2005 1:12 pm
Un reduce, mi viene un dubbio... a proposito dei mancati guadagni.
Ma già oggi, il settore dell'industria della carne non è uno di quelli più "agevolati"? Non paghiamo già tanto tutti con le tasse per permetterci gli allevamenti d'animali destinati al consumo di carne?
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un reduce
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da un reduce » mer nov 30, 2005 2:12 pm
Daniele ha scritto:Un reduce, mi viene un dubbio... a proposito dei mancati guadagni.
Ma già oggi, il settore dell'industria della carne non è uno di quelli più "agevolati"? Non paghiamo già tanto tutti con le tasse per permetterci gli allevamenti d'animali destinati al consumo di carne?
non essere superficiale Daniele, altrimenti rischi di causare dei seri malintesi :)
leggi bene quello che ho scritto
Un Reduce ha scritto:
Mi piace pensare però che gli spazi verdi debbano rimanere tali e per questo credo che bisognerà agire politicamente ai vertici, sollecitando degli interventi che permettano la coltivazione di prodotti agricoli vegetali compensando le differenze degli eventuali mancati guadagni con degli adeguati aiuti finanziari.
intendo dire prodotti vegetali. Patate, carote ed affini. Nessun prodotto animale. I mancati guadagni sono da inserirsi in casi quali compensazioni
da prodotti di provenienza estera, più concorrenziali.
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da Daniele » mer nov 30, 2005 2:32 pm
un reduce ha scritto:intendo dire prodotti vegetali. Patate, carote ed affini. Nessun prodotto animale. I mancati guadagni sono da inserirsi in casi quali compensazioni da prodotti di provenienza estera, più concorrenziali.
Scusa, mi ero espresso in un modo pessimo.
E' che non comprendo il cuore del problema.
Probabilmente questi contadini "convertiti" continuerebbero ad avere gli stessi sussidi che hanno oggi per i loro allevamenti, o no? Almeno nella tua ottica di ragionamento non vedo una grande differenza rispetto alla situazione attuale.
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Nippo
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da Nippo » mer nov 30, 2005 2:47 pm
Piccolo esempio:
In Svezia lo stato offre sussidi economici agli allevatori di animali destinati a diventare pellicce, per dargli la possibilità e il tempo di convertire la propria attività in qualcosa di meno cruento e inaccettabile.
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da un reduce » mer nov 30, 2005 2:55 pm
Se molti contadini decidono a malincuore di vendere i propri terreni è dato dal fatto che l'utilizzo ed il mantenimento degli stessi è diventato poco redditizio.
Per invogliare un contadino a continuare sulla strada dell'esclusiva produzione vegetale, meno redditizia dell'allevamento, si devono trovare degli incentivi diversi.
Uno di questi è il sostegno all'economia rurale, che come dici tu, è già in vigore. Ma temo non sia soddisfacente a garantire un andamento economico soddisfacente, altrimenti i contadini non venderebbero.
La vendita selvaggia dei terreni è stata la prima causa di rovina paesaggistica.
Lo stato non può dichiarare ogni spazio verde "riserva naturale".
Bisgogna che vi siano dei privati che abbiano la possibilità e gli incentivi per mantenere quegli spazi produttivi.
Ora come ora sono solo i contadini che ci garantiscono l'integrità del paesaggio. Se tutti i contadini vendessero, la situazione si rovescierebbe immediatamente, a scapito delle bellezze naturali, senza contare la fauna locale.
Se vuoi, puoi vederla con l'equazione
x contadino=spazi verdi, quindi attualmente pascoli per il bestiame, campi coltivati, boschi eccetera
y stato=sussidi all'economia rurale
z industria privata=distruzione di ogni spazio verde e cementificazione garantita
come fare in modo che x e y convergano e diventino più forti in modo che z non abbia più possibilità?
Queste sono domande che mi pongo perché la mia coscienza m'impone di andare alla radice delle cose e cercare di capire.
Il fatto che la società, almeno attualmente e parlando per il contesto geosociale nel quale vivo, non sia ancora pronta per un passo in avanti, non vuol dire che non si possa prendere in considerazione il problema.
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da un reduce » mer nov 30, 2005 3:03 pm
Nippo ha scritto:Piccolo esempio:
In Svezia lo stato offre sussidi economici agli allevatori di animali destinati a diventare pellicce, per dargli la possibilità e il tempo di convertire la propria attività in qualcosa di meno cruento e inaccettabile.
ohh..finalmente un esempio concreto. Mi sembra un'ottima cosa. Comunque sappiamo tutti che i paesi scandinavi sono molto all'avanguardia nel settore delle prestazioni statali, dato l'elevato tasso d'imposizione fiscale.
Posto che Svizzera ed Italia sono confrontati con tematiche sociali diverse dovute ad una differente situazione climatica, pensi che sia possibile attuare questo tipo di politica operando con sostegni adeguati in settori destinati alla salvaguardia ambientale, magari promuovendo attività rurali di qualsiasi genere?
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Nippo
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da Nippo » mer nov 30, 2005 4:49 pm
Si credo che sarà possibile utilizzare risorse economiche verso questi cambiamenti, quando l'argomento starà a cuore ad un numero maggiore di persone :)
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wide receiver
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da wide receiver » mer nov 30, 2005 5:56 pm
Certamente in un mondo veganizzato ci saranno meno persone che faranno dell'agricoltura il proprio mestiere, per il fatto che oggi la maggior parte delle coltivazioni sono riservate all'alimentazione degli animali da macello.
Però sarebbe una trasformazione graduale, per cui i contadini non si troverebbero da un giorno all'altro senza lavoro. Essendoci una richiesta decrescente dei loro prodotti, ci sarebbe una normale conversione verso altre professioni.
Inoltre non andrebbe trascurato anche un consequenziale cambio di mentalità. In un mondo veganizzato la sensibilità delle persone sarebbe ben diversa da quella attuale. Non credo sia ipotesi bizzarra quella che (stiamo sempre parlando di un mondo vegan) porterebbe la maggior parte delle persone a vedere TUTTI gli animali come oggi si vedono cani e gatti.
Se la cultura fosse così orientata, perchè ritenere impossibile che un imprenditore, anzichè costruire una fabbricona grigia, investa le proprie risorse secondo criteri, oltre che volti al profitto, volti pure alla salvaguardia ambientale?
Certamente poi è indiscutibile che le istituzioni debbano fare la loro parte.