* La cosa più stupefacente al mondo, di Luciano Guarneri

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goccia
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Messaggio da goccia » sab ott 22, 2005 12:25 am

enne3 ha scritto: Vedi, gocciolina, anch' io sto con il paziente, mica sono un' assicurazione, e credo che i medici la pensino più o meno tutti allo stesso modo, ovviamente alcuni lo faranno per arrivare al 27, altri perchè credono in quello che fanno. Ma l' atteggiamento distaccato di solito è paura: di sbagliare (ancora!), di restare coinvolto con la storia di una persona (e di dover poi piangere quando questa se ne andrà), di dover riconoscere i propri limiti, e via dicendo.

La stupidità è un' altra storia, ma, per quella, non ci sono giustificazioni. Ad esempio, è stupido sentire 10 medici diversi, perchè avrai molto probabilmente altrettanti pareri (pareri a volte stupidi, perchè, specie se paghi, ogni volta dovrai avere qualcosa di più di quello che hai gia avuto, per quanto sia poco, e, se per un mal dischiena il danno sarà limitato, in altri campi di rischi se ne corrono);

altrettanto stupido è sentire un altro se una cura non riesce (così quello dovrà ripartire da zero), sembra banale, ma come ho detto prima, impariamo principalmente dai nostri fallimenti, e se non rivediamo un paziente cui avevamo dato una cura, saremo convinti di averci azzeccato).
Di che cosa stiamo parlando? Del medico umano tu, del medico inumano io.
Sono completamente d'accordo con quello che dici.
E vorrei intanto ringraziarti per i pezzi di vita che hai condiviso qui con noi.
Che tu fossi un medico umano si era già visto in precedenza: questa per me é solo una conferma.

Però, appunto, la differenza tra medico umano e non, non passa dall'esperienza maturata sul campo: é una semplice questione di indole e professionalità.
Un medico che svolge questa professione con passione é una persona che sarà sempre empatica, che si informerà e si terrà aggiornata sui passi avanti che vengono fatti nel suo settore.
Un medico che lo fa per i soldi se ne frega di tutti e tre gli aspetti citati.
Mentre questa poca professionalità non é indicativa in altri generi di lavoro, nel tuo settore fa invece la differenza tra la vita e la morte nei casi più gravi e la differenza tra un malato infelice/vessato o sereno nella maggiorparte dei casi.
Un medico professionale significa per l'uomo malato una diversità di trattamento - dato che lo tratterà con empatia - anche se questo implica per il medico avere paura di tutto ciò che dici.

E poi c'è il destino di una persona.
Per qualche strano disegno della vita (se non vogliamo dire del cielo) il medico -come chiunque altro- può diventarne ad un certo momento lo strumento, indipendentemente dai motivi, non é questo il punto. Anzi! Magari in quell'occasione sono entrambe le persone a diventare strumento una per l'altra ...

Interessante il tuo discorso sull'osservazione clinica.
Diciamolo ai vivisettori e alle industrie farmaceutiche.
Diciamo che si impara di più dagli errori sull'essere umano che dalla sterile sperimentazione sugli animali.
Diciamo a tutti quelli che prendono farmaci che é necessario recarsi dal proprio medico curante per riferirgli ogni effetto collaterale che non é indicato nel foglietto illustrativo.
Perché se nessuno mai lo dice pensando che quello che gli capita non é importante, nessuno mai lo saprà -se capita invece a molti -e si continuerà a pensare che quel farmaco funziona bene. (sperando poi nel medico professionale che manda avanti la segnalazione)

Infine vorrei dirti questo: sarà anche un comportamento stupido ma dato che lo trovo tremendamente comprensibile, per questa ragione io lo giustifico.

Grazie per il tuo intervento enne3.
Ciao,

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