amicizie non veg
Però Valeria, al di là delle persone che stanno prendendo parte al dibattito... se andiamo a vedere il sondaggio ci sono 16 vegan che dichiarano di avere amicizie vere e proprie con onnivori e soltanto 6 che non le hanno... quindi non sei così "sola" come pensi! Se poi ci mettiamo pure i vegetariani, sei ancora meno "sola" (anche se so che per alcuni vegan i vegetariani non fanno testo).
goccia ha scritto:
Io credo che il dialogo sia l’arma migliore.
Credo che il cambiamento possa avvenire anche in chi si dichiara oggi all’inverso.
Romanticamente credo che i semi buttati anche nei terreni aridi, possano un domani attecchire e dare dei frutti.
Anche io lo credo, ma dopo anni di parole a vuoto e liti, preferisco pensare a ciò che mi fa star bene e il fatto di frequentare persone che fanno uccidere animali mi fa stare male, quindi ci rinuncio.
Le parole dette in questi anni rimangono lo stesso, se il terreno è fertile ne faranno comunque tesoro, altrimenti...io non ci posso fare nulla.
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Federica
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Nessuno si sente rifiutato da parte mia.goccia ha scritto:Questa é una domanda per Alex81, Sara, Sibyl, Federica e Marcello:
Secondo voi, questo far sentire a chi mangia carne "il vostro rifiuto" é di aiuto alla causa per il riconoscimento dei diritti degli animali?
Non è la sensazione che in genere suscito nei miei interlocutori, nemmeno quando parlo apertamente della questione e di come la vivo.
Certo, quanto "apertamente" poi dipende dal grado di confidenza che c'è tra me e loro... anche se devo ammettere che, spesso, la reticenza con cui descrivo il mio punto di vista sulle persone che mi circondano in relazione alla mia scelta è direttamente proporzionale all'affetto che nutro per coloro a cui mi rivolgo. E al timore di turbarli, evidentemente.
Stranamente però, questo meccanismo si verifica meno frequentemente in famiglia, dove ci si "confronta" di solito in maniera più diretta e schietta, diciamo così.
Io l'avevo già detto uno o due post fa, ma ribadisco che quell'ipotetico "rifiuto" verso gli altri ha a che vedere prima di tutto col mio benessere, non con quello degli animali, i quali dubito potrebbero beneficiare della mia ulcera e del mio fegato ingrossato!
Inoltre, una amicizia vera non dovrebbe avere doppi fini, per quanto elevati. Sarebbe una contraddizione in termini.
Io sto insieme a qualcuno fino a quando ci sto bene, che si tratti di amicizia o di amore. Se i motivi di sofferenza sono maggiori di quelli di gioia e non sembrano esistere delle soluzioni, che senso ha continuare la frequentazione? Questo, a prescindere dalle motivazioni. Non si tratta di abbandonare la nave alla comparsa delle prime incomprensioni, non si tratta di questo, spero sia chiaro che è qualcosa di più.
Le persone cambiano.
Io ho lasciato andare delle amicizie (e non ero certo veg allora) semplicemente perchè non c'era più nulla che ci legasse a parte l'affetto... nient'altro da condividere! Mi sentivo soffocare, quei rapporti non mi davano più niente! Avevo bisogno anche allora, sebbene su altri fronti, di condivisione!
Piano piano, gradualmente, ci siamo allontanate... ed è stato giusto così!
E' rimasto senz'altro tanto affetto e un grande piacere nell'incontrarsi ogni tanto x caso!
Bello.
Mah... sarò insensibile...!
In conclusione, io lo spero che con quella mia amica non si verifichi il temuto fenomeno. Ma quanto può durare, mi chiedo? Ed è giusto che io debba mettere in conto di dover sempre soffrirci e, nel migliore dei casi, ingoiare e poi rimuovere?
Boh, magari è giusto così.
O forse, più probabile, non è nè giusto nè sbagliato.
Succederà ciò che dovrà succedere, senza forzare le cose... finchè dura, insomma. Senza inutili masochismi che non possono far bene a nessuno, tanto meno alla causa.
Siamo due esseri umani in evoluzione, qualunque cosa potrebbe avvicinarci o allontanarci per sempre... e va bene così. Non è forse la ricerca della felicità lo scopo dell'esistenza? E' una gran bella forma di egoismo questa.
Secondo me.
Le persone cambiano ...
non sai quanto sono d'accordo.
Però ti devo ricordare un episodio: prima che tu partissi per Londra abbiamo avuto una accesa discussione sul Forum, con mio marito Dino, Daniele, Sara e forse anche Eliana, ricordi?
Quando poi ci siamo incontrate a Londra Dino non ti ha rivolto uno sguardo né detto una parola.
Era perché in quella discussione li si era sentito rifiutato, inadeguato e nettamente in contrasto.
Poi però pensa anche alle altre situazioni.
Ad esempio al tuo reale visto che come tutti, non vivi in una comune ma hai una casa, una famiglia, le persone che vivono con te.
Tranne che per l'ultima frase visto che io sono già abbastanza felice per il solo fatto di essere qui. Ma io e te siamo due persone diverse, mica pensiamo all'unisono!
Posso dirti come ho fatto io, ad un certo punto, rispetto al vecchio stare male, piangere, ingoiare e poi rimuovere. Ho cambiato me.
Ciao,
PS non sei insensibile.
Tutti voi, citati nella mia domanda, siete le persone più sensibili che io conosca.
non sai quanto sono d'accordo.
Questo, te ne do atto, é un cambiamento che hai certamente subito e non sei più la persona che eri qualche tempo fà.Federica ha scritto: Nessuno si sente rifiutato da parte mia.
Non è la sensazione che in genere suscito nei miei interlocutori, nemmeno quando parlo apertamente della questione e di come la vivo.
Però ti devo ricordare un episodio: prima che tu partissi per Londra abbiamo avuto una accesa discussione sul Forum, con mio marito Dino, Daniele, Sara e forse anche Eliana, ricordi?
Quando poi ci siamo incontrate a Londra Dino non ti ha rivolto uno sguardo né detto una parola.
Era perché in quella discussione li si era sentito rifiutato, inadeguato e nettamente in contrasto.
Ciò che dici a livello concettuale va bene: é infatti avviene così di solito.Federica ha scritto: Se i motivi di sofferenza sono maggiori di quelli di gioia e non sembrano esistere delle soluzioni, che senso ha continuare la frequentazione?
Poi però pensa anche alle altre situazioni.
Ad esempio al tuo reale visto che come tutti, non vivi in una comune ma hai una casa, una famiglia, le persone che vivono con te.
Mi piace quello che dici qui.Federica ha scritto: Ed è giusto che io debba mettere in conto di dover sempre soffrirci e, nel migliore dei casi, ingoiare e poi rimuovere?
Boh, magari è giusto così.
O forse, più probabile, non è nè giusto nè sbagliato.
Succederà ciò che dovrà succedere, senza forzare le cose... finchè dura, insomma. Senza inutili masochismi che non possono far bene a nessuno, tanto meno alla causa.
Siamo due esseri umani in evoluzione, qualunque cosa potrebbe avvicinarci o allontanarci per sempre... e va bene così. Non è forse la ricerca della felicità lo scopo dell'esistenza? E' una gran bella forma di egoismo questa.
Secondo me.
Tranne che per l'ultima frase visto che io sono già abbastanza felice per il solo fatto di essere qui. Ma io e te siamo due persone diverse, mica pensiamo all'unisono!
Posso dirti come ho fatto io, ad un certo punto, rispetto al vecchio stare male, piangere, ingoiare e poi rimuovere. Ho cambiato me.
Ciao,
PS non sei insensibile.
Tutti voi, citati nella mia domanda, siete le persone più sensibili che io conosca.
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Accidenti a me, dimentico sempre di fare qualche precisazione importante!goccia ha scritto: Questo, te ne do atto, é un cambiamento che hai certamente subito e non sei più la persona che eri qualche tempo fà.
Però ti devo ricordare un episodio: prima che tu partissi per Londra abbiamo avuto una accesa discussione sul Forum, con mio marito Dino, Daniele, Sara e forse anche Eliana, ricordi?
Quando poi ci siamo incontrate a Londra Dino non ti ha rivolto uno sguardo né detto una parola.
Era perché in quella discussione li si era sentito rifiutato, inadeguato e nettamente in contrasto.
Ho dimenticato di sottolineare il fatto che quando ho detto che in genere non suscito una sensazione di rifiuto nelle persone con cui parlo mi riferivo alle mie discussioni nella vita reale. Dino era prevenuto nei miei confronti perchè la prima volta avevamo interagito solo su internet. E infatti l'avevo capito, era piuttosto evidente e mi è dispiaciuto! Ci fossimo incontrati x la prima volta "dal vivo" avrebbe avuto un'altra sensazione, su questo non ci piove proprio....
Figurati che talvolta non vorrei fosse così, a volte vorrei essere più dura con le persone che mi circondano.
Ieri al lavoro, durante la pausa sono scesa a prendere un caffè al bar. Volevo starmene finalmente sola x un po', invece dopo pochi secondi è arrivata una collega e si è seduta con me. Mentre parlavamo del più e del meno, un gattino è sfrecciato sotto il tavolo prima di sparire dietro un angolo. Lei: <<Oddio, un gatto! Quanto li odio!>>.
Non ho battuto ciglio, ho detto sorridente e come se nulla fosse: <<io invece li adoro>> e ho continuato a chiacchierare amabilmente.
Dopo non mi sono sentita affatto fiera di me, non credo di aver fatto la cosa giusta.
Infatti mi adatto. Ma anche in questo caso, finchè ce la faccio.goccia ha scritto: Ciò che dici a livello concettuale va bene: é infatti avviene così di solito.
Poi però pensa anche alle altre situazioni.
Ad esempio al tuo reale visto che come tutti, non vivi in una comune ma hai una casa, una famiglia, le persone che vivono con te.
Io non sono fiera di me sotto nessun aspetto, ma non sono sicura di voler cambiare in questo senso. Cmq ci penso.goccia ha scritto: ....Posso dirti come ho fatto io, ad un certo punto, rispetto al vecchio stare male, piangere, ingoiare e poi rimuovere. Ho cambiato me.
Sono in continua evoluzione, del resto.
Ciao goccia :)))))))))
Pwerchè non ci pensano.Sibyl ha scritto: Invece ci sono moltissime persone che non hanno proprio la sensibilità verso gli animali. Gli amici di cui ho parlato, ad esempio, hanno visto tante volte gli animali chiusi nei camion mentre andavano a morire, hanno visto filmati raccappriccianti, hanno sentito più e più volte discorsi etici verso i quali non hanno saputo fare obiezioni.
Semplicemente, non sentono alcunchè.
Nonostante tutto per loro il maiale è maiale e ilprosciutto prosciutto.
Certe abitudinio sono troppo radicate perchè le persone la cambino per motivi razionali, ne conoco pochissimi che l'hano fatto.
Lumachina.
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Sibyl
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Lumachina, forse hai ragione, non ci pensano. Sono abilissime nell' attuare un meccanismo di rimozione così potente da riuscire a non pensarci.lumachina ha scritto:Pwerchè non ci pensano.
Nonostante tutto per loro il maiale è maiale e ilprosciutto prosciutto.
Certe abitudinio sono troppo radicate perchè le persone la cambino per motivi razionali, ne conoco pochissimi che l'hano fatto.
Lumachina.
Però, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda penso tutti voi, la sensibilità verso un essere senziente è ancora più forte, e scalcia nella testa fino a quando non sei *costretto* a diventare vegan.
Se però i sentimenti non sono così forti allora puoi rimuovere tutto.
Ma potrebbe anche non essere così... la verità è che non so neanche io, con certezza, perchè certe persone guardano i camion verso i mattatoi e continuano a mangiare carne.
Eccome....Daniele ha scritto:Però Valeria, al di là delle persone che stanno prendendo parte al dibattito... se andiamo a vedere il sondaggio ci sono 16 vegan che dichiarano di avere amicizie vere e proprie con onnivori e soltanto 6 che non le hanno... quindi non sei così "sola" come pensi! Se poi ci mettiamo pure i vegetariani, sei ancora meno "sola" (anche se so che per alcuni vegan i vegetariani non fanno testo).
Io ho smesso di frequentare una ragazza che conoscevo dall'asilo per questo.
Lei è diventata pescetariana da un poco, ora pensa di diventare vegan anche se sembra più distante di me dall'obbiettivo dato che a ferragosto mangiava tranquilla gamberoni.
Da poco (fine agosto), mi ha chiesto se il mio ragazzo è vegetariano pure lui (si lo è), quindi se vuole diventare vegan (no, per ora non ci pensa anche se si limita e inizia ad apprezzare il tofu).
Tra le frasi più gentili che ha proferito "buttalo nel cesso e tira la catena", "sputagli in bocca", "vorrei trovarmelo davanti con un mitra in mano".
Spero sinceramente di non incontrarla più perchè se la reincontrassi e cercasse di rivolgermi la parola dopo queste belle uscite io addoso le sputerei davero.
E non solo perchè aveva cadaveri di gambero ancora in circolo.
Lumachina.
Mm uscire proprio dipende, gli unici onnivori con cui ceno e loro mangiano onnivoro sono mia madre e mia sorella e cmq succede poco, non riesco a mangiare con una persona davanti con cadaveri nel piatto.
Ma per il resto si, esco con amici onnivori se si mangia però solo vegano, li invitiamo qui o si mangia in un ristorante almeno vegetariano, altrimenti nada.
Devo dire che tutti gli amici stretti cmq non sono insensibili all'argomento, qlc è già diventato almeno vegetariano, qlc ci pensa e cmq c'è rispetto e riflessione, con gli amici meno stretti qlc volta si ci si scanna verbalmente di certo per me vale + la vita di un animale che l'amicizia di un onnivoro che vuole far polemica o scherza su ste cose per me importantissime.
Ma per il resto si, esco con amici onnivori se si mangia però solo vegano, li invitiamo qui o si mangia in un ristorante almeno vegetariano, altrimenti nada.
Devo dire che tutti gli amici stretti cmq non sono insensibili all'argomento, qlc è già diventato almeno vegetariano, qlc ci pensa e cmq c'è rispetto e riflessione, con gli amici meno stretti qlc volta si ci si scanna verbalmente di certo per me vale + la vita di un animale che l'amicizia di un onnivoro che vuole far polemica o scherza su ste cose per me importantissime.