[Idee geniali] Il popcorn che sconfigge l'inverno
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felis
[Idee geniali] Il popcorn che sconfigge l'inverno
A proposito di problema alimentare... In nordamerica hanno scoperto che ci si può scaldare in modo estremamente comodo ed efficiente bruciando chicchi di mais in apposite stufe. La resa è ottima, il combustibile è pulito e non fa fumo, ed è una fonte "rinnovabile" di energia piuttosto concentrata.
Vi sono numerose aziende che producono queste stufe, questa è un esempio: http://www.snowflame.com E' vero, per funzionare hanno bisogno di corrente elettrica per ventilare il mais e mantenere la combustione... ma i problemi arrecati da eventuali black-out possono essere evitati installando apposite batterie. La fame nel mondo, a quanto pare, non è causata da una carenza di produzione di cibo (http://burncorn.cas.psu.edu/) ma dalla carenza di infrastrutture per immagazzinarlo e distribuirlo. E allora tanto vale utilizzarlo (dove ce n'é troppo) per bruciarlo nella stufa. Anzi, nei luoghi ove la stufa è il sistema più logico è tradizionale per scaldare la propria casa (Canada, New England) questo viene visto come uno straordinario progresso tecnologico: niente più legna da spaccare, tagliare e immagazzinare; niente più ceneri di legna da portare via; niente più camini da spazzare e fuliggine che sporca la casa. E niente più pericolo d'incendio.
Perfino questa poetessa e scrittrice elogia il nuovo combustibile, che oltretutto costa meno del legno (almeno per chi non possiede un bosco), e si chiede perché mai il governo non promuova di più l'utilizzo del mais come fonte di energia.
http://www.backwoodshome.com/articles/monroe42.html
Cercando su internet con alcune parole chiave legate a questo argomento (corn, stove) si trova davvero di tutto. C'è perfino qualche "scienziato" che ha scoperto una cosa straordinaria: l'utilizzo del mais come combustibile, a conti fatti, non aumenta l'effetto serra. Anzi, rimuove una grossa quantità di CO2 dall'atmosfera. Come si arriva a questo fenomenale risultato? Beh, il mais durante il suo ciclo vitale, mediante fotosintesi, assorbe carbonio dall'aria e lo usa per fabbricare stelo, radici, foglie e pannocchie. A questo punto se arriviamo noi, prendiamo i chicchi e bruciamo solo quelli, è chiaro che in atmosfera ritorna soltanto una parte del carbonio che era stato assorbito...
http://www.chesapeakeclimate.org/Bkgd%2 ... ssions.htm
E' soltanto questione di tempo, prima o poi in Texas inventeranno il riscaldamento a bistecche di manzo.
Maurizio Moretto, [email protected] dalla ML Petrolio
Il biodiesel è meglio, perlomeno si giustifica col fatto che non ci sono molte altre alternative per combustibili liquidi. In più è stato ben studiato in termini di sostenibilità e ritorno energetico. Il ritorno rimane molto basso, ma è perlomeno positivo.
Ma bruciare un commestibile come il mais, coltivato e trasportato con grande dispendio di energia fossile, mi sembra veramente una scempiaggine. Ricorda un po' la parabola delle vergini folli del vangelo, quelle che si erano dimenticate per tutta la notte accese le lampade a olio (anche quello un commestibile).
Qualcuno dovrebbe spiegare a questi poveri allocchi che senza petrolio non ci sarebbe popcorn da bruciare......
Ugo Bardi, [email protected] dalla ML Petrolio
Vi sono numerose aziende che producono queste stufe, questa è un esempio: http://www.snowflame.com E' vero, per funzionare hanno bisogno di corrente elettrica per ventilare il mais e mantenere la combustione... ma i problemi arrecati da eventuali black-out possono essere evitati installando apposite batterie. La fame nel mondo, a quanto pare, non è causata da una carenza di produzione di cibo (http://burncorn.cas.psu.edu/) ma dalla carenza di infrastrutture per immagazzinarlo e distribuirlo. E allora tanto vale utilizzarlo (dove ce n'é troppo) per bruciarlo nella stufa. Anzi, nei luoghi ove la stufa è il sistema più logico è tradizionale per scaldare la propria casa (Canada, New England) questo viene visto come uno straordinario progresso tecnologico: niente più legna da spaccare, tagliare e immagazzinare; niente più ceneri di legna da portare via; niente più camini da spazzare e fuliggine che sporca la casa. E niente più pericolo d'incendio.
Perfino questa poetessa e scrittrice elogia il nuovo combustibile, che oltretutto costa meno del legno (almeno per chi non possiede un bosco), e si chiede perché mai il governo non promuova di più l'utilizzo del mais come fonte di energia.
http://www.backwoodshome.com/articles/monroe42.html
Cercando su internet con alcune parole chiave legate a questo argomento (corn, stove) si trova davvero di tutto. C'è perfino qualche "scienziato" che ha scoperto una cosa straordinaria: l'utilizzo del mais come combustibile, a conti fatti, non aumenta l'effetto serra. Anzi, rimuove una grossa quantità di CO2 dall'atmosfera. Come si arriva a questo fenomenale risultato? Beh, il mais durante il suo ciclo vitale, mediante fotosintesi, assorbe carbonio dall'aria e lo usa per fabbricare stelo, radici, foglie e pannocchie. A questo punto se arriviamo noi, prendiamo i chicchi e bruciamo solo quelli, è chiaro che in atmosfera ritorna soltanto una parte del carbonio che era stato assorbito...
http://www.chesapeakeclimate.org/Bkgd%2 ... ssions.htm
E' soltanto questione di tempo, prima o poi in Texas inventeranno il riscaldamento a bistecche di manzo.
Maurizio Moretto, [email protected] dalla ML Petrolio
Il biodiesel è meglio, perlomeno si giustifica col fatto che non ci sono molte altre alternative per combustibili liquidi. In più è stato ben studiato in termini di sostenibilità e ritorno energetico. Il ritorno rimane molto basso, ma è perlomeno positivo.
Ma bruciare un commestibile come il mais, coltivato e trasportato con grande dispendio di energia fossile, mi sembra veramente una scempiaggine. Ricorda un po' la parabola delle vergini folli del vangelo, quelle che si erano dimenticate per tutta la notte accese le lampade a olio (anche quello un commestibile).
Qualcuno dovrebbe spiegare a questi poveri allocchi che senza petrolio non ci sarebbe popcorn da bruciare......
Ugo Bardi, [email protected] dalla ML Petrolio
No, altrochè troppo drastico... è proprio per questo che i modi per produrre energie che però hanno "IL DIFETTO" di non richiedere rifornimenti (o cmq veramente minimi rispetto a quanto siamo abituati ora) vengono CENSURATE (provate a cercare info sulla prima macchina ecologica.... NON AVEVA BISOGNO DI RIFORNIMENTI, no nemmeno quelli "ecologici"->questi ultimi invece ce li propineranno quando oramai si sarà agli sgoccioli...sia mai che ci liberano dal dover pagare l'energia!)riboeri ha scritto:Ogni nuova soluzione non può abbandonare il nostro bel sistema economico! Quindi devono guadagnarci il maggior numero possibile di persone. Quindi deve esserci il maggior dispendio possibile di risorse. Quindi da questo sistema economico non potrà mai uscire niente di buono.
Troppo drastico?
io dico menomale che c'è gente che se ne rende conto,
se provi a dirlo alla persona comune ti dà del "complottista"...e sta anche a sperare nei "finanziamenti" per i pannelli solari....
"beata illusione"
tornando al mais, c'è da dire che sapendo ciò, almeno qualcuno col terreno per poter coltivare del mais o vicino a qualche ecofattoria(esisteranno?:) ) potrà usarlo realmente senza inquinare....magra consolazione...
Caro Fukuoca
Caro Fukuoca
Non so a quale macchina ecologica ti riferisci: di macchine che promettono meraviglie sono pieni i siti Internet.
Se c'è censura vuol dire che funziona molto poco. Persino i comici fanno gli spettacoli su questi argomenti.
Se non si vedono queste miracolose macchine circolare per strada non è colpa di misteriose congiure perpetrate da losche multinazionali, si tratta semplicemente del fatto che queste mirabilie NON funzionano.
Sono bufale.
Le macchine che non abbisognano di rifornimenti esistono solo nella ingenuità dei creduloni o nella disonestà dei truffatori.
Un dispositivo di questo genere significherebbe la ricchezza per il suo inventore, dove c'è possibilità di arricchirsi c'è alta concentrazione di squali e figli di putt....
Se ci sono solo pochi idealisti vuol dire che le cose non funzionano (fidatevi della sensibilità degli squali).
Naturalmente sono pronto a cambiare opinione nell'eventualità che ci sia qualcosa di concreto da esaminare, ma non credo che ciò avvenga.
Nei paesi aridi si usa sterco di cammello essiccato come combustibile, funziona anche benino, ma nessuno, finora, ha proposto di fare allevamenti di cammelli per scopi energetici, o non ancora.
Per riboeri
Non è tanto il sistema economico che conta è che siamo in troppi.
In Italia quelli che fanno un lavoro veramente indispensabile sono pochissimi, diciamo il 10-15%, tutti gli altri si arrabattano per sopravvivere (spesso riuscendo magnificamente) a spese dei produttori primari.
Esempio: il contadino produce pomodori a 0,2 € tu li compri a 1,5 €. Parecchie persone vivono e lavorano su questa differenza, sono più numerose dei contadini.
Andiamo tutti dal contadino a comprare il pomodoro?
Una parte di popolazione dedita al commercio rimane senza reddito e possibilità di sopravvivere.
Certe situazioni non sono facili da risolvere, come sembrerebbe a prima vista.
Però sarebbe bello che almeno qualcuno ci provasse seriamente!
Ciao
Tersite
Non so a quale macchina ecologica ti riferisci: di macchine che promettono meraviglie sono pieni i siti Internet.
Se c'è censura vuol dire che funziona molto poco. Persino i comici fanno gli spettacoli su questi argomenti.
Se non si vedono queste miracolose macchine circolare per strada non è colpa di misteriose congiure perpetrate da losche multinazionali, si tratta semplicemente del fatto che queste mirabilie NON funzionano.
Sono bufale.
Le macchine che non abbisognano di rifornimenti esistono solo nella ingenuità dei creduloni o nella disonestà dei truffatori.
Un dispositivo di questo genere significherebbe la ricchezza per il suo inventore, dove c'è possibilità di arricchirsi c'è alta concentrazione di squali e figli di putt....
Se ci sono solo pochi idealisti vuol dire che le cose non funzionano (fidatevi della sensibilità degli squali).
Naturalmente sono pronto a cambiare opinione nell'eventualità che ci sia qualcosa di concreto da esaminare, ma non credo che ciò avvenga.
Nei paesi aridi si usa sterco di cammello essiccato come combustibile, funziona anche benino, ma nessuno, finora, ha proposto di fare allevamenti di cammelli per scopi energetici, o non ancora.
Per riboeri
Non è tanto il sistema economico che conta è che siamo in troppi.
In Italia quelli che fanno un lavoro veramente indispensabile sono pochissimi, diciamo il 10-15%, tutti gli altri si arrabattano per sopravvivere (spesso riuscendo magnificamente) a spese dei produttori primari.
Esempio: il contadino produce pomodori a 0,2 € tu li compri a 1,5 €. Parecchie persone vivono e lavorano su questa differenza, sono più numerose dei contadini.
Andiamo tutti dal contadino a comprare il pomodoro?
Una parte di popolazione dedita al commercio rimane senza reddito e possibilità di sopravvivere.
Certe situazioni non sono facili da risolvere, come sembrerebbe a prima vista.
Però sarebbe bello che almeno qualcuno ci provasse seriamente!
Ciao
Tersite
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riboeri
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Re: Caro Fukuoca
Fukuoka! E' uno dei miei "maestri"... agricoltura naturale, ogni famiglia coltiva un ettaro di terreno e tutti vivono felici. Un antesignano della decrescita che ha messo in pratica nel suo podere le sue idee. E poi dicono che i giapponesi sono solo capaci di copiare!Tersite ha scritto:Caro Fukuoca
Non siamo in troppi, ci sono troppe macchine! Vuoi ridurre il consumo energetico? Sostituisci una macchina con delle persone. In questo caso sì che l'uso di cereali come combustibile risulta efficiente! L'essere umano ha un rendimento energetico molto elevato, e funziona con vari combustibili diversi... una macchina insuperata, anche se accantonata per motivi economici (quelli di cui sopra).Nei paesi aridi si usa sterco di cammello essiccato come combustibile, funziona anche benino, ma nessuno, finora, ha proposto di fare allevamenti di cammelli per scopi energetici, o non ancora.
Per riboeri
Non è tanto il sistema economico che conta è che siamo in troppi.
In Italia quelli che fanno un lavoro veramente indispensabile sono pochissimi, diciamo il 10-15%, tutti gli altri si arrabattano per sopravvivere (spesso riuscendo magnificamente) a spese dei produttori primari.
Bisogna sempre ragionare a livello di sistema. Se i commercianti distribuissero i prodotti locali si risparmierebbe molto in trasporti (costo totale= costo economico + costo ambientale + costo sociale), che potrebbero essere trasformati in trasporti locali a basso impatto (il camionista potrebbe diventare un carrettiere e portare le marmellate dalla fattoria al paese, 2 Km, invece che dalla polonia). Ci sarebbe molto più bisogno di lavoratori (più manuali che di concetto, così eliminiamo anche lo stress) e meno di "fonti energetiche".Esempio: il contadino produce pomodori a 0,2 € tu li compri a 1,5 €. Parecchie persone vivono e lavorano su questa differenza, sono più numerose dei contadini.
Andiamo tutti dal contadino a comprare il pomodoro?
Una parte di popolazione dedita al commercio rimane senza reddito e possibilità di sopravvivere.
Certe situazioni non sono facili da risolvere, come sembrerebbe a prima vista.
Però sarebbe bello che almeno qualcuno ci provasse seriamente!
Ciao
Tersite
Forse l'ho già detto in qualche messaggio precedente: è solo un indirizzo che ritengo valido. Peccato che nessun politico ci abbia pensato (ci sarebbe effettivamente molto meno bisogno anche di loro...).
Ciao!
.riboeri ha scritto: agricoltura naturale, ogni famiglia coltiva un ettaro di terreno e tutti vivono felici.
E' una delle favolette di maggior presa, purtroppo è solo una favoletta.
Con un ettaro di terreno fertile non ci allevi una famiglia, a meno che la famiglia sia composta da una sola persona.
L'amico Fukuoka probabilmente:
-vive senza energia elettrica.
-non usa concimi nei suoi terreni e fra qualche anno non ricaverà neanche più gli sterpi
-vanga tutto a mano
-il suo appezzamento è stranamente fortunato e non ha bisogno di irrigazione.
-ancora più fortunato perchè non ci sono parassiti vari quindi necessità di fitofarmaci.
-Tutta una serie di servizi tipo: scuola per i figli, assistenza sanitaria, difesa del territorio non li prende in considerazione.
-Se ne strabatte dei 40 milioni di italiani che vivono in città e che hanno a disposizione 100 metri quadri di terreno a testa.
All'epoca dell'impero romano in Italia, con questi sistemi, vivevano 5 milioni di persone (ed importavano grano da tutto il mediterraneo).
Non si può dire che fosse una gran bella vita, salvo per una piccola minoranza.
Agli inizi del 900, si sfruttavano già diverse forme di energia, in Italia vivevano 25-30 milioni di persone, in condizioni da terzo mondo, mediamente. Se senti un vecchio lodare quei tempi è solo perchè allora era giovane ed è facile essere contenti a 20 anni.
Quasi dimenticavo, gli ettari in Italia sono 30 milioni, togli le montagne, i laghi spiagge e tutti i terreni difficilmente utilizzabili si arriva, molto ottimisticamente, a 15 milioni di ettari.
E' chiaro perchè siamo in troppi?
Ciao
Tersite
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riboeri
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VeroTersite ha scritto:L'amico Fukuoka probabilmente:
-vive senza energia elettrica.
Coltiva i suoi terreni da più di quarantanni con raccolti via via crescenti. E' il metodo che è geniale, aumentare la fertilità invece di ridurla... ahh, questi giapponesi...-non usa concimi nei suoi terreni e fra qualche anno non ricaverà neanche più gli sterpi
I parassiti non attaccano piante sane o comunque non in maniera consistente. Quanto a chi sta in città... bhè, lui vende i suoi prodotti ad un prezzo inferiore a quelli dell'agricoltura convenzionale (non ha costi, può accontentarsi di poco). Inoltre i 40 milioni di cittadini spesso hanno la seconda casa in campagna.-vanga tutto a mano
-il suo appezzamento è stranamente fortunato e non ha bisogno di irrigazione.
-ancora più fortunato perchè non ci sono parassiti vari quindi necessità di fitofarmaci.
-Tutta una serie di servizi tipo: scuola per i figli, assistenza sanitaria, difesa del territorio non li prende in considerazione.
-Se ne strabatte dei 40 milioni di italiani che vivono in città e che hanno a disposizione 100 metri quadri di terreno a testa.
Siamo in troppi. E abituati troppo bene. 15 milioni di ettari x 4 (persone alimentate da un ettaro) = 60 milioni di persone... forse siamo giusto in tempo. Inoltre l'agricoltura di Fukuoka non c'entra un bel nulla con quella dei tempi andati. E' un effettivo progresso, una volta tanto intelligente. E che una volta tanto non richiede multinazionali.All'epoca dell'impero romano in Italia, con questi sistemi, vivevano 5 milioni di persone (ed importavano grano da tutto il mediterraneo).
Non si può dire che fosse una gran bella vita, salvo per una piccola minoranza.
Agli inizi del 900, si sfruttavano già diverse forme di energia, in Italia vivevano 25-30 milioni di persone, in condizioni da terzo mondo, mediamente. Se senti un vecchio lodare quei tempi è solo perchè allora era giovane ed è facile essere contenti a 20 anni.
Quasi dimenticavo, gli ettari in Italia sono 30 milioni, togli le montagne, i laghi spiagge e tutti i terreni difficilmente utilizzabili si arriva, molto ottimisticamente, a 15 milioni di ettari.
E' chiaro perchè siamo in troppi?
Ciao
Tersite
Peccato che come ho già detto nessuno abbia interesse a metterlo in pratica. Così il nostro buon Fukuoka può continuare a girare il mondo a predicare il suo metodo, acclamato da 4 gatti e deriso dagli altri. Buona fortuna!!
(Masanobu Fukuoka, classe 1914...)
La sua casa, senza corrente!!
Ultima modifica di riboeri il mer ago 17, 2005 8:44 pm, modificato 1 volta in totale.
Ciao a tutti,
che si possa ottenere una coltivazione sana e rigogliosa senza la necessità di concimi chimici ed antiparassitari , l'ho potuto constatare di persona.
Ho visto un "impero economico" fondato su questa tecnica, una grossa azienda egiziana che ha messo in pratica il ciclo staineriano, sia con le coltivazioni che con le persone.
Sono rimasto estasiato dal vedere come funzioni tutto quanto in perfetta armonia.
La chiave di tutto sta nel compost, almeno per le coltivazioni.
che si possa ottenere una coltivazione sana e rigogliosa senza la necessità di concimi chimici ed antiparassitari , l'ho potuto constatare di persona.
Ho visto un "impero economico" fondato su questa tecnica, una grossa azienda egiziana che ha messo in pratica il ciclo staineriano, sia con le coltivazioni che con le persone.
Sono rimasto estasiato dal vedere come funzioni tutto quanto in perfetta armonia.
La chiave di tutto sta nel compost, almeno per le coltivazioni.
Auguri
Quattro persone per ettaro ovvero 2500 metri a testa, cioè un quadrato da 50 metri di lato.
Seriamente pensate che in questo cortile ci si possa ricavare da mangiare e di che scaldarsi per tutto l'anno?
Se capita un anno siccitoso a cosa vi attaccate?
Siamo seri!
Ciao Tersite
Seriamente pensate che in questo cortile ci si possa ricavare da mangiare e di che scaldarsi per tutto l'anno?
Se capita un anno siccitoso a cosa vi attaccate?
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Ciao Tersite
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riboeri
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Re: Auguri
E se capita la cina decide di comprarsi le nostre aziende e di chiuderle? O qualcuno si mette a venderti rifiuti tossici scrivendo sull'etichetta "olio vegetale"? Pensi che l'attuale sistema dia più garanzie di solidità e sicurezza? Inoltre sai che la pioggia viene dalla terra. Se rimboschiamo l'Italia possiamo dire addio anche alla siccità e tornare ad avere un bel clima piovoso con fertili pianure (ora la pianura padana ha meno dell'1% di sostanza organica, ovvero è terreno desertificato. Dove non irrighi puoi fare i castelli di sabbia. Un altro bel risultato del sistema economico che vuole mais a tutti i costi...).Tersite ha scritto:Quattro persone per ettaro ovvero 2500 metri a testa, cioè un quadrato da 50 metri di lato.
Seriamente pensate che in questo cortile ci si possa ricavare da mangiare e di che scaldarsi per tutto l'anno?
Se capita un anno siccitoso a cosa vi attaccate?
Siamo seri!
Ciao Tersite
Comunque utopia è e utopia rimane.
Santo cielo!
Caro riboeri
Se rimboschiamo l'Italia avremo sì un clima più piovoso ed il riformarsi dell'humus, però avremo delle foreste, non fertili pianure. Nel frattempo dove andremo a coltivare (e mangiare)?
Se nel tuo pezzo di terra di 50X50 ci metti 100 pini non penserai di coltivarci il grano sotto?
Bah
Tersite
Se rimboschiamo l'Italia avremo sì un clima più piovoso ed il riformarsi dell'humus, però avremo delle foreste, non fertili pianure. Nel frattempo dove andremo a coltivare (e mangiare)?
Se nel tuo pezzo di terra di 50X50 ci metti 100 pini non penserai di coltivarci il grano sotto?
Bah
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riboeri
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Re: Santo cielo!
Perchè proprio pini? Non sai che la coltura più produttiva dal punto di vista proteine/ettaro è il noce? e sotto il noce posso mettere le zucche. Anche i pini da pinoli non scherzano, forse è meglio però l'araucaria. O se vuoi amidi in abbondanza perchè non castagni? Deve proprio essere tutto mais e frumento? Un po' di elasticità, non aver paura dei voli pindarici!Tersite ha scritto:Caro riboeri
Se rimboschiamo l'Italia avremo sì un clima più piovoso ed il riformarsi dell'humus, però avremo delle foreste, non fertili pianure. Nel frattempo dove andremo a coltivare (e mangiare)?
Se nel tuo pezzo di terra di 50X50 ci metti 100 pini non penserai di coltivarci il grano sotto?
Bah
Tersite
Voli pindarici
Premesso che le mie esperienze contano poco perchè sono troppo "ecologiche" nel senso che alle mie piante faccio veramente poco o nulla.
E altrettanto mi danno.
Francamente non ci avevo pensato ai castagni, sono dieci anni che ho piantato un castagno innestato e finora ho ricavato quanto necessario per un piatto di caldarroste, però nel frattempo quelli sevatici mi stanno lasciando (ragno rosso?).
Del vecchio noce invece ho una migliore opinione; se sono svelto e precedo le operose bestiole e i turisti ben educati riesco raccogliere regolarmente 4-5 chili di roba (la qualità è sempre molto aleatoria).
Avevo anche impiantato una trentina di noccioli, con tutti i crismi ed i consigli degli addetti ai lavori (sei anni or sono)
I caprioli sono particolarmente ghiotti della corteccia dei giovani ricacci, sei o sette li ho persi subito, ci sono ancora ma fanno pena.
L'anno scorso, in competizione con ghiri scoiattoli ed altre bestioline sono riuscito a raccogliere una diecina chili di nocciole di buona qualità. Quest'anno niente, giusto qualche cosetta per ricordarmi che non sono dei peri.
Sicuramente non sopravviverei neanche se gli ettari a disposizione fossero 10.
Non ho problemi a fare dei voli, mi preoccupano i vuoti d'aria.
Ciao
Tersite
E altrettanto mi danno.
Francamente non ci avevo pensato ai castagni, sono dieci anni che ho piantato un castagno innestato e finora ho ricavato quanto necessario per un piatto di caldarroste, però nel frattempo quelli sevatici mi stanno lasciando (ragno rosso?).
Del vecchio noce invece ho una migliore opinione; se sono svelto e precedo le operose bestiole e i turisti ben educati riesco raccogliere regolarmente 4-5 chili di roba (la qualità è sempre molto aleatoria).
Avevo anche impiantato una trentina di noccioli, con tutti i crismi ed i consigli degli addetti ai lavori (sei anni or sono)
I caprioli sono particolarmente ghiotti della corteccia dei giovani ricacci, sei o sette li ho persi subito, ci sono ancora ma fanno pena.
L'anno scorso, in competizione con ghiri scoiattoli ed altre bestioline sono riuscito a raccogliere una diecina chili di nocciole di buona qualità. Quest'anno niente, giusto qualche cosetta per ricordarmi che non sono dei peri.
Sicuramente non sopravviverei neanche se gli ettari a disposizione fossero 10.
Non ho problemi a fare dei voli, mi preoccupano i vuoti d'aria.
Ciao
Tersite
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riboeri
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Re: Voli pindarici
Acc... io ho un nocciolo moolto piccolo (è un pollone di uno morto 5 o 6 anni fa), ma anche quest'anno è pieno di nocciole (ne farà un paio di kg...). Ho due cachi che da decenni (hanno più di 40 anni) producono svariate decine di Kg. di frutta senza concime e senza trattamenti di sorta... quanto ai castagni se vai in un bosco sulle nostre montagne puoi fare un baule di frutti solo raccogliendo le castagne sotto ad uno o due piante... Forse il tuo ettaro si trova fra quelli che all'inizio hai escluso dal computo perchè poco reddittizi? :-)Tersite ha scritto: L'anno scorso, in competizione con ghiri scoiattoli ed altre bestioline sono riuscito a raccogliere una diecina chili di nocciole di buona qualità. Quest'anno niente, giusto qualche cosetta per ricordarmi che non sono dei peri.
Sicuramente non sopravviverei neanche se gli ettari a disposizione fossero 10.
Non ho problemi a fare dei voli, mi preoccupano i vuoti d'aria.
Ciao
Tersite
Ciao
Riccardo