Nudisti arrestati

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Kiara
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Messaggio da Kiara » mer ago 03, 2005 4:30 pm

I CARABINIERI: NIENTE ACCANIMENTO, SOLO CONTROLLI

PIACENZA - Si appella al rispetto di una legge dello Stato, il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Giovanni Dragotta.
"Non è assolutamente un accanimento, ma una semplice attività di controllo", così spiega l'intervento dei carabinieri di Bobbio che hanno spiccato le denunce nei confronti dei naturisti trovati in Alta Valtrebbia. L'ufficiale ha comunque ammesso che i controlli sono stati indotti anche da alcune segnalazioni.
A chi ritiene che prendere il sole nudi non fa male a nessuno e a chi osserva che la frequentazione della zona appartata era nota da tempo, il colonnello contrappone ancora il Codice: "La legge - ha detto - non è contro i naturisti, ma non prevede che si possa camminare svestiti in luogo pubblico, per cui ci sarà sempre e comunque un nostro intervento nei confronti di chi viola le norme". Lecito dunque ipotizzare la prosecuzione dei controlli.

Kiara
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Messaggio da Kiara » mer ago 03, 2005 4:43 pm

LE ASSOCIAZIONI: "SIAMO TORNATI NEL MEDIOEVO"

PIACENZA - "Una caduta nel Medioevo: nessuno si sogna più di denunciare un naturista per atti contrari alla pubblica decenza. Le denunce sono infondate e noi ci aspettiamo l'archiviazione". A parlare è l'avvocato Jean Pascal Marcacci, difensore dei sei naturisti denunciati - come abbiamo riferito ieri - dai carabinieri che hanno contestato loro il reato previsto dall'articolo 726 del Codice penale.
L'avvocato bolognese, naturista a sua volta (è presidente dell'Associazione Naturisti Emilia Romagna, l'Aner) cita le recenti sentenze della Cassazione che "hanno stabilito che non si dà reato per naturisti, ossia coloro che prendono il sole nudi in luoghi tradizionalmente loro deputati". La giurisprudenza della Corte di Cassazione - aggiunge Marcacci - avrebbe già stabilito che non può considerarsi indecente la nudità dei naturisti in una zona da essi tradizionalmente frequentata.
E che in Trebbia ci fosse una tradizione in tal senso, lo dicono alcune delle sei persone (piacentine e lombarde) denunciate: "Veniamo qui da vent'anni e mai ci era capitato che le forze dell'ordine ci denunciassero".
"I carabinieri - rincara la dose l'avvocato - hanno censurato una condotta legittima. Le denunce porteranno ad un'assoluzione piena, e speriamo addirittura all'archiviazione immediata. Qui non si tratta di un nudo in mezzo alla piazza, ma sul Trebbia, in una zona protetta".
Il caso non ha mancato di far discutere anche a livello nazionale: Simona Carletti, del direttivo della Federazione Naturista Italiana, in un suo comunicato addita "sindaci moralizzatori e carabinieri censori che organizzano vere e proprie azioni repressive ai danni di chi compie una scelta di vita sana, rispettosa del prossimo e dell'ambiente naturale". Poi cita espressamente il caso di Bobbio (i naturisti denunciati erano - scrive - "in un'ansa isolata alla quale si accede con notevole difficoltà") e invoca l'approvazione di un disegno di legge che regolamenti la materia. Almeno tre sono i disegni di legge che giacciono in Parlamento: uno dei Ds (primo firmatario l'onorevole Franco Grillini), uno dei Verdi presentato da Alfonso Pecorario Scanio e uno di Forza Italia: "disegni che - chiarisce l'avvocato Marcacci - saranno unificati e apriranno le porte ad una regolamentazione di luoghi con finalità turistico-ricreative in cui praticare il naturismo. Nel frattempo in Regione Emilia Romagna, la regione italiana campione del naturismo, c'è un disegno di legge (il 297/21) presentato dai Verdi e appoggiato da tutti i partiti che permetterà a imprenditori privati di fare strutture per naturisti, ricevendo anche contributi a fondo perduto".
"Quindi dalla prossima estate - si augura il difensore del nudo integrale - non ci sarà proprio nessuno spazio per la repressione". Non solo: si assocerà il turismo e il naturismo, un'accoppiata che secondo Marcacci "è davvero vincente".

naturista
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Messaggio da naturista » mer ago 03, 2005 5:08 pm

Ti ringrazio tantissimo Kiara e di seguito riporto il testo dell'articolo pubblicato, sempre oggi dai quotidiani Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia:

VACANZIERI NUDI ALLA META
La riscossa dei naturisti
Sono cinquecentomila e tre progetti di legge vogliono dare loro spazio
di Marina Grasso

Paura per la «prova bikini»? Una soluzione potrebbe essere non indossarlo affatto. Cuscinetti di grasso e rilassatezza dei tessuti sono tra gli incubi più ricorrenti di chi sa di non poter esibire una forma invidiabile. Così che la ricerca del costume ideale diventa un vero e proprio tormentone per chi è in partenza per le spiagge. Ma c’è anche chi preferisce esporsi allo sguardo altrui senza fare nulla per mascherare le proprie imperfezioni con pose strategiche e parei avvolgenti, o esibendo pantaloncini da bagno o bikini griffati: sono coloro che preferiscono mostrarsi nudi, e godere di questa forma di libertà.
E sono un vero e proprio popolo: sono i circa quattro-cinquecento mila (difficile stimarli con maggior esattezza) naturisti italiani, sei mila dei quali sono iscritti alle sei associazioni aderenti alla Fenait, la Federazione naturista italiana. Famiglie, coppie, gruppi di amici che fanno fatica a trovare i propri spazi sulle coste italiane, nonostante vi siano spiagge notoriamente nudiste, e che in Italia rischiano ogni estate le denunce di qualche anima scandalizzata alla vista di uomini e donne nudi come mamma li ha fatti. E’ successo qualche settimana fa a Caorle, quando undici uomini ed una donna sono stati denunciati per aver preso il sole nudi sulla spiaggia della Brussa. Anche se due sentenze della Corte di Cassazione hanno stabilito che in Italia il naturismo è da considerarsi legittimo nei luoghi in cui è diventato consuetudine, così come a Brussa.
E mentre i naturisti italiani «rischiano», la rivista «Focus» in edicola in questi giorni pubblica l’esito di un sondaggio tra i propri lettori: il 58,72% si dichiara d’accordo a prendere il sole integrale dove è consentito farlo; il 69,14% si metterebbe nudo se tutti lo fossero. Soltanto il 29,33 % dei partecipanti al sondaggio considera il nudo in spiaggia un fatto erotico mentre il 39,39% si dichiara indifferente e il 31,28% nega qualsiasi collegamento tra l’erotismo e il nudismo, mentre l’82,99% lo considera naturale.
Numeri incoraggianti per chi da decenni pratica e promuove il naturismo, come Gianfranco Ribolzi, presidente della Fenait. «Oggi in Europa ci sono circa 25 milioni di naturisti - spiega - ma in Italia esistono sia vincoli culturali, sia una scarsa considerazione politica: le difficoltà cui vanno incontro i nudisti spaziano dalle super multe di 516 euro alle denunce penali. E anche se queste ultime sono illegittime e cadono immediatamente, non donano grande serenità a chi invece la ricerca attraverso un rapporto più diretto con la natura e con gli altri esseri umani».
L’intolleranza nei confronti del naturismo sembra una faccenda esclusivamente italiana, nell’Europa dove esistono circa 1.500 campeggi e arenili destinati al naturismo che richiamano circa mezzo milione di naturisti italiani che lì si confrontano non solo con una cultura diversa ma anche con strutture adeguate. E’ sempre Ribolzi a spiegare che «in Francia ci sono strutture magnifiche, alcune certificate ISO 9000. In Spagna si stanno effettuando investimenti incredibili nella costruzione di villaggi naturisti. In Croazia, poi, la cultura del nudismo è nata sull’Isola di Rab già nel 1934 e si è imposta negli anni Cinquanta in tutte le isole e oggi proporre numerosi campeggi anche lungo tutta la costa, frequentatissimi soprattutto da naturisti veneti e friulani». Che sono mezzo milione di turisti «perduti» dagli operatori turistici delle italiche coste, senza contare i naturisti stranieri che non possono scegliere una vacanza in Italia perché carente di strutture a loro riservate.
E’ forse questo il numero che potrà sollecitare una celere discussione dei tre Progetti di legge che giacciano in Parlamento, uno dei Ds (primo firmatario Franco Grillini) uno dei Verdi (Pecoraro Scanio) ed uno di Forza Italia (Massidda). Secondo Ribolzi «Esistono imprenditori che, con le opportune certezze legislative, sarebbero felici di investire in questa fetta di mercato con strutture ad hoc per i naturisti italiani e per il turismo naturista. Ma l’Italia sembra, ancora oggi, voler sovrapporre un giudizio moralistico alle individuali scelte di vita e di costume, limitando la varietà dell’offerta turistica del nostro paese e rinunciando a cospicui benefici economici e di immagine».
Intanto, chi ha «superato», mentalmente - s’intende, la «prova costume» può anche provare a toglierselo. Ma se vuole farlo in tranquillità ed usufruendo di adeguate strutture, ha a sua disposizione solo i sette villaggi Fenait e due spiagge autorizzate in tutta la penisola, oltre a qualche spiaggia dove «rischiare» (non solo denunce, ma anche incontri poco piacevoli, dal momento che - in odor di clandestinità - richiamano più facilmente guardoni ed esibizionisti). Oppure le strade che portano oltreconfine.

NEL VENETO

I pochi luoghi dove si può

Sono poche, in tutta Italia, le strutture autorizzate ed attrezzate per naturisti (camping, villaggi e agriturismi, in tutto sette) in Italia e nel Veneto si segnalano solo alcune spiagge libere frequentate da naturisti. La Federazione Naturista Italiana riconosce solo quelle del Lido di Venezia e di Eraclea, ma oltre ad esse ci sono alcuni altri luoghi che sono tradizionale ritrovo di naturisti e dove il nudismo è solitamente tollerato.

VENEZIA

Lido di Venezia: costa degli Alberoni, tra le dune della località ai «Murassi».
Laguna dell’Isola del Mort: spiaggia con pineta, tra il Lido di Eraclea e la foce del fiume Piave (zona Cortellazzo di Lido di Jesolo); si accede dalla parte di Eraclea.
Brussa: spiaggia con dune e pineta nell’area di una colonia abbandonata, tra Bibione e Caorle.
Chioggia: spiaggia in località Brondolo, alla foce del fiume Brenta.

VERONA - LAGO DI GARDA

Rocca di Manerba: in direzione Porto Dusano, si arriva - a piedi lungo un sentiero in direzione della Rocca - ad una spiaggia frequentata non esclusivamente da naturisti.
Spiaggia di Punta S. Virgilio: l’area naturista è in fondo alla località Baia delle Sirene, sulla destra.
Malcesine, Loc. Tempesta: al confine tra Trentito Alto Adige e Veneto, lungo la Statale Riva del Garda, all’ultima galleria prima di Torbole, si scende per un sentiero fino alle spiaggette.
Torri del Benaco: Lido di Calafiorita, che si trova dopo Punta S.Vigilio, 3 Km prima di Torri del Benaco.

PADOVA

Spiaggia naturista sul Brenta: vi si accede a piedi, lungo gli argini di via Zanon, dopo via Pontevigodarzere.
Fontaniva: lungo la statale da Cittadella per Vicenza, prima del ponte sul Brenta a sinistra, quindi proseguire a piedi per il lungofiume.

ROVIGO

Rosolina Mare: lungo la strada per Porto Caleri, si arriva ad una spiaggia libera dove vi è un’area frequentata da naturisti.
Santa Maria Maddalena: lungo il Po, sulla statale Bologna-Padova (imboccare la strada arginale a destra dopo il sottopassaggio ferroviario).
Per chi ha voglia di fare un po’ di strada in più «per non correre rischi», va segnalato che una delle due spiagge naturiste autorizzate in Italia (oltra alla celebre Capocotta romana) è a Ravenna, presso il Lido di Dante (dove esiste anche un camping naturista). E che il naturismo è ben tollerato anche in alcune località del vicino Trentino Alto Adige, in apposite aree presso il Lago di Caldonazzo, il Lago di Terlano e il Torrente Leno. (m.g.)

L’antropologo
Svestirsi è rigenerarsi
di Marino Niola

Felicità è arrivare nudi alla meta. Al mare, in montagna, al lago, perfino in un centro benessere sotto casa, va bene dappertutto purché liberi dal soffocante condizionamento degli abiti.
Il nudismo è tornato e con i calori di questa estate rovente i naturisti gettano alle ortiche tutto quell’armamentario ingombrante che siamo costretti a portarci addosso nella vita di ogni giorno. Questa volta però la trasgressione non c’entra. Se ci si mette come mamma ci fece, non è per scandalizzare i benpensanti, per provocare i bacchettoni, per sbeffeggiare l’ipocrisia dei moralisti. Niente a che vedere con l’ideologia libertaria dei figli dei fiori e dei freaks, loro eredi principali. E neanche col nude-look degli anni Settanta.
Quello di oggi è un naturismo edificante, salutista. E’ nudismo politically correct. Chi si spoglia non lo fa per desiderio di esibizione e neanche di rivoluzione. La nuova via della nudità è lastricata di buone intenzioni. E se ci si mette in costume adamitico è per vivere in un eden verde, fatto di serenità e di wellness, per guadagnarsi un paradiso dove anima e glutei vadano finalmente d’accordo. Oggi sembra quasi che spogliarsi rappresenti l’incarnazione del sogno neoromantico di un ritorno alla natura. Una natura buona però, senza tentazioni e senza pericoli. Come un’insalatona o una centrifuga di frutta e verdure miste o un carpaccio di ananas. Per cui liberarsi degli indumenti è un po’ come sbucciarsi, ritornare ad essere solo polpa, più autentici, più genuini. Nudi e crudi, senza quegli additivi - artificiali come gli abiti - che nasconderanno pure i nostri difetti ma in compenso ci procurano tensioni, frustrazioni e stress.
Svestirsi dunque è rigenerarsi. Perché come dice la parola stessa abiti e abitudini sono parenti strette, sul piano linguistico e su quello sociale. Se gli uni ci stringono, le altre ci costringono. Denudarsi, insomma, è un vero strike psicosomatico. Libera d’un sol colpo il corpo e la mente.

Kiara
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Messaggio da Kiara » mer ago 03, 2005 5:09 pm

LA LETTERA - "NO A UNA CACCIA ALLE STREGHE"

Siamo un gruppo di naturisti iscritti a federazioni nazionali. Nel pomeriggio di sabato 23 luglio, due nostri iscritti si trovavano in una zona che da anni, come è ormai risaputo, viene solitamente frequentata da naturisti. Vi si accede da un ripido sentiero, si deve guadare il torrente e si prosegue poi percorrendo verso valle circa un chilometro camminando pericolosamente su grandi sassi. Proprio per il suo difficile accesso, il posto resta ignorato dai frequentatori del Trebbia, che preferiscono più comodamente fermarsi nel punto dove si guada.
I nostri amici erano ovviamente nudi, come è ormai consuetudine nel posto, ma anche e, soprattutto, soli. All'improvviso sono stati avvicinati da carabinieri in borghese e denunciati per atti contrari alla pubblica decenza. Il sabato successivo alla stessa ora stesso copione, arrivo degli agenti e denuncia per tre persone.
Per poter "sorprendere" gli ignari naturisti che tranquillamente leggevano o prendevano il sole gli agenti hanno camminato quindi per circa una mezz'ora su quel percorso impervio, seguendo a colpo sicuro quelle indicazioni che noi stessi forniamo attraverso i vari siti internet. Sottolineiamo che una persona che espone il proprio corpo in quella zona, non può essere vista da strade, case o sentieri battuti.
Ovviamente gli agenti intervenuti che, tengo a sottolineare, si sono presentati agendo con gentilezza, disponibilità e professionalità, hanno "dovuto" esercitare il loro dovere, appioppandoci l'ormai per noi naturisti famoso art. 726 (atti contrari alla pubblica decenza).
Ci chiediamo a questo punto quali siano gli atti contrari ipoteticamente da noi commessi. Tutti quanti noi altri non siamo che normali cittadini rispettosi delle leggi, spogliati sì, ma senza ostentare la propria nudità; ricordiamo che per il naturista la riservatezza è un componente di primaria importanza, essa garantisce infatti calma e serenità. La mera esposizione del corpo nudo al sole non può essere considerata attività indecente. Per noi naturisti si tratta solo di un modo per meglio accostarsi alla natura che ci circonda, senza barriere artificiose.
Non esiste inoltre alcun articolo della Costituzione che proibisca la pratica del naturismo e per di più, la Corte di Cassazione è ormai solita stabilire che il naturismo non è reato. E' in mio possesso copia di alcune sentenze, mi riferisco ad esempio alla nr. 1765 e n. 3557 del 2000, in cui si dice che "il naturismo non è reato nei luoghi in cui è consuetudine" e "la nudità sfugge a qualsiasi rilevanza penale in particolari contesti settoriali" (per es. di tipo naturista). Non vorremmo pensare ad una nuova caccia alle streghe con tanto di riciclaggio della santa inquisizione.
Alcuni di noi frequentano l'area da oltre 20 anni, senza aver mai riscontrato episodi di intolleranza od altro da parte dei frequentatori della zona, neppure con chi occasionalmente vi transita, pescatori o canoisti e inoltre, quando nei periodi di maggior affollamento qualche bagnante in cerca di tranquillità si avvicina al punto in cui noi soggiorniamo, nella maggior parte dei casi esso si adegua di buon grado ai nostri costumi.
Siamo persone tranquille e pacifiche che non amano apparire, nella maggior parte dei casi interi nuclei famigliari spesso con bambini in tenera età, una comunità normale insomma, per questo non ha mai destato curiosità. Non c'è da meravigliarsi quindi se gli stessi carabinieri sono a testimonianza di ciò, non ricevendo mai in tutti questi anni nessun tipo di segnalazione a nostro riguardo, infatti, parlando personalmente con me al telefono, il comandante di una stazione locale ha manifestato tutta la sua sorpresa apprendendo dalle mie parole quanto il naturismo fosse radicato in zona.
Purtroppo qualche settimana fa la nostra attività è stata messa in relazione con fantomatici pirati, santoni e frequentatori di festini a base di stupefacenti. No signori, noi eravamo in loco molto prima di questa teppaglia e rifiutiamo nel modo più categorico di dividere con loro quel calderone. Il naturista solitamente è una persona equilibrata, non fa uso di alcool e non fuma ma, soprattutto, condanna fermamente l'uso di droghe. Nessuno di noi ha precedenti penali, nessun episodio che possa turbare la nostra moralità. Ci accomuna la passione per la natura e del vivere all'aria aperta.
Chiunque può conoscere il nostro pensiero consultando il nostro sito all'indirizzo http://www.pcnat.it. Purtroppo a Piacenza, la nostra condizione di "non vestiti" ci ha portato a essere ignorati anche da associazioni come Legambiente, che pone il problema ecologico al primo posto nell'odierna società industrializzata e che ha visto la bandiera col cigno sventolare a fianco di quelle delle nostre associazioni in più occasioni nel corso di vere battaglie all'inquinamento. Noi però, in modo del tutto autonomo e da convinti ecologisti, ci sobbarchiamo l'ingrato compito di ripulire ogni domenica sera le rive del torrente dai rifiuti "dimenticati" da bagnanti distratti. Abbiamo impedito più volte scempi nei boschi difendendo la vegetazione da inutili vandalismi, azione dettate dalla più totale stupidità; è anche successo di mettere in pericolo la nostra incolumità contrapponendoci ad intere bande di ragazzi ubriachi che accendevano fuochi nel bosco ed abbattevano senza motivo alberi anche ad alto fusto.
Questo succede da anni ogni domenica senza pubblicità od altro, unico nostro riconoscimento, quel tratto di torrente un po' più pulito ed un notevole aumento della sensibilità verso la natura e dell'educazione di chi lo frequenta. Non abbiamo sollevato noi tutto questo polverone, ora vorremmo solo essere dimenticati. Ci piacerebbe tornare nella tranquillità che quell'angolo di Trebbia ci ha fino ad ora riservato, sarà mai più possibile?

andrea grasselli
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grazie mille

Messaggio da andrea grasselli » gio ago 04, 2005 8:16 am

grazie mille kiara e simona per il grande lavoro!

tanti saluti da andrea

Kiara
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Messaggio da Kiara » sab ago 06, 2005 10:32 am

Ieri sempre su Libertà è stata pubblicata un'altra lettera sull'argomento, questa volta tutt'altro che positiva...

I NUDISTI LUNGO IL TREBBIA
NATURISMO NON VUOL DIRE SOLAMENTE SPOGLIARSI

Illustre direttore,
vorrei esprimere il mio parere in merito alle vicende del gruppo naturista piacentino.
Come si evince dal dibattito in corso anche sul forum del sito ufficiale dei naturisti piacentini http://www.pcnat.it, molti di questi signori hanno le idee un po' troppo confuse sul concetto di Naturismo (quello nobile, con la N maiuscola), perlomeno sui fondamenti dello stesso basati su una filosofia di vita che non contempla solo lo stare senza vestiti.
Basta consultare qualunque sito internet di organizzazione naturista del nord Europa (aderenti al circuito internazionale Fkk) per scoprire realtà nettamente diverse da quella casereccia: il Naturismo vero comprende la totalità della sfera personale e collettiva di un individuo, dall'alimentazione perlopiù vegetariana alla salute e cura del corpo, dall'applicazione di logiche ecologiste in ogni campo (ad esempio la costruzione e manutenzione di case con prodotti esclusivamente biologici e eco-compatibili, i trasporti che non devono essere inquinanti): insomma è il rapporto fra Uomo e Natura vissuto coerentemente nel rispetto di entrambi.
I leader del sedicente gruppo naturista piacentino invece sembrano vivere questo rapporto con non poche contraddizioni: il luogo dove praticano è stato colonizzato a loro uso quasi esclusivo, certo non ci sono barriere ma i "tessili" che si avventurano sino a loro vengono costantemente tenuti sotto osservazione con sospetto; in passato si sono accese liti con ragazzi che sostavano nella zona e forse degnavano di qualche sguardo di troppo le bellezze al bagno; si sono insediati con installazioni quali tende, gazebo e tavoli fissi (alcuni rimossi solo dopo l'accendersi delle polemiche e comunque con l'intento di rimetterli al loro posto appena passata la tempesta), infine prima delle recenti ordinanze nei fine settimana la zona diventava un campeggio abusivo. Un'idea molto originale di rapporto rispettoso della natura, per dei naturisti!
Altri esempi? Basta leggere il loro forum per essere invitati a mega grigliate (non certo di verdure) e porchette arrostite per tutti. Il personalissimo rispetto della natura e contro l'inquinamento di questi signori si evidenzia anche nel rapporto coi mezzi di trasporto: se in Svezia, Danimarca e Germania i naturisti limitano al massimo l'uso di inquinanti veicoli a motore preferendo di gran lunga l'ecologica bicicletta, i naturisti nostrani esaltano l'uso di motocicli (si vedano i riferimenti al Moto Club Topo Gigio) e in ogni caso il richiamo di sempre più persone e delle loro auto da altre province sul Trebbia rischia di compromettere un già delicato equilibrio naturale: quante sono le auto che ogni domenica trasportano nudisti al Trebbia? Potremmo continuare ancora a estrinsecare le contraddizioni e le incongruenze di questo gruppo di persone, le quali evidentemente mascherano con la scusa del Naturismo la sola voglia di stare nudi all'aria aperta; pratica del resto anche legittima se non fosse che questi ritengono assai più comodo occupare una proprietà pubblica (il fiume), anzichè fare come altre realtà già esistenti anche in Italia, ovvero acquistare e pagare di tasca propria un terreno e insediarci il proprio Club naturista.
In definitiva, mi pare che dietro una pratica dall'animo nobile come il Naturismo si nascondano interessi privati e ben poca coerenza individuale.
Luigi Beltrame - Piacenza

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Messaggio da naturista » lun ago 08, 2005 12:54 pm

Cara Kiara (se ci sei) puoi copiare il testo dell'articolo uscito oggi su Libertà dal titolo "Il Dibattito/ La contraddizioni dei nudisti del Trebbia".
Un sincero ringraziamento in ogni caso.
Ciao.
Simona Carletti

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Messaggio da Kiara » lun ago 08, 2005 3:00 pm

Eccolo:

LE CONTRADDIZIONI DEI NUDISTI SUL TREBBIA

Gentilissima redazione di Libertà, consentitemi di esprimere ancora una volta l'opinione sul gruppo di nudisti piacentini dopo solo una settimana dalla lettera speditavi: lungi da me l'intenzione di abusare della vostra cortesia ma ritengo interessante segnalare un paio di episodi che dimostrano la vera anima dei signori in questione. In questi giorni uno dei loro aderenti ha messo nel forum alcuni messaggi che risaltavano le contraddizioni di chi si chiama naturista ma l'unica cosa in comune che ha coi naturisti è la voglia di spogliarsi pubblicamente ignorando tutta la filosofia di vita che sta alla base di questo stile di vita; "è risaputo - scriveva questo tipo nel forum - che il naturismo si rifà tra l'altro a ideologia pacifista e antimilitarista, come insegnano i molti testi sullo stile di vita naturista serio"; oltre a ciò egli segnalava le iniziative dei Beati Costruttori di Pace in occasione delle celebrazioni del primo bombardamento nucleare, Hiroshima, evidenziando come invece i nudisti del Trebbia pensino in questi giorni solo a organizzare grigliate e abbuffate, senza che una sola riga in merito alla filosofia pacifista venisse scritta, così come neppure una parola è mai stata scritta in solidarietà alle vittime delle bombe e della violenza (Madrid, Londra, Medio Oriente); anzi, è facile leggere in quel forum messaggi del coordinatore del gruppo che scherzano sulle bombe/mine e altri che, magari velatamente, alludono alla violenza (esempio, scritto da Ennio: "..propongo quindi di sabotare il campo da bocce magari minandolo (possiamo far ricadere la colpa sui fondamentalisti islamici evitando così le ire e la vendetta di Alfredo)". E' questa la sensibilità dei nudisti piacentini?
Tutti i messaggi moralmente scomodi, che denunciavano le palesi contraddizioni, sono stati cancellati, ma non basta: si sta ripetutamente minacciando chi li inserisce di denunce e querele. Sarà interessante capire di quali nefandezze verrà accusato, dato che leggendo i messaggi veri (non manipolati) del "censurato due-x-2" non emerge alcunchè di illegale, ma questo è altro argomento che potrebbe essere dibattuto in altra sede.
E' facile ritenere che questi signori nudisti del Trebbia stiano montando una campagna che li vuole a seconda delle convenienze ora vittime dell'intolleranza altrui (sempre nel loro forum si trovano messaggi che attaccano Piacenza e i piacentini "...dopotutto Piacenza è una città di chiese e caserme quindi c'era soltanto da aspettare seduti su di un sasso in riva al fiume che arrivasserò le autorità...") ora arroganti e intolleranti contro chi fa emergere le loro enormi contraddizioni con critiche azzeccate.

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Messaggio da naturista » mar ago 09, 2005 5:12 pm

Su Libertà di oggi:

LIBERTA' di martedì 9 agosto 2005

Dopo i fatti del Trebbia una parlamentare Ds sollecita il dibattito
«Naturismo, discutiamo il progetto di legge»


Piacenza - Arriva in Parlamento la “battaglia del Trebbia” infiammatasi dopo la serie di denunce dei carabinieri negli scorsi fine-settimana. L'onorevole Grazia Labate, capogruppo dei Ds presso la XII Commissione affari sociali, ha infatti chiesto formalmente, con una lettera inviata al presidente della stessa Commissione, onorevole Giuseppe Palumbo (Forza Italia), l'iscrizione all'ordine del giorno dei lavori di una proposta di legge per la "Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricettive". La lettera - come informa Simona Carletti, del direttivo della Fenait (Federazione naturista italiana) - è stata scritta proprio «dopo le denunce dei giorni scorsi sul fiume Trebbia e dopo l'ennesima retata ai danni di naturisti sopresi a prendere il sole nudi nella Laguna del Mort (Venezia)». La proposta di legge patrocinata dalla Labate è quella che era stata presentata nel luglio 2004 da Franco Grillini e sottoscritta da una quarantina di parlamentari di vari partiti. Per la Carletti (leggi:Labate- errore dell'articolista), in particolare, «il tema è molto sentito dalle associazioni che si sono federate per avere regole e norme certe da rispettare», motivo per cui - scrive nella lettera a Palumbo - «dovremmo fare uno sforzo perché questa è una proposta condivisa da molte sensibilità culturali e politiche, affinché se ne possa discutere e concludere in tempo utile l'iter». «Quella attuale - ha commentato la Carletti riferendosi anche ai fatti del Trebbia - è un'estate nera per i naturisti, con denunce che si susseguono in varie località d'Italia proprio in quelle spiagge isolate e frequentate da decenni e decenni da naturisti, tanto da inserirsi in quell'importante precedente giuridico per il quale la Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito che non può considerarsi indecente la nudità integrale di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata». «L'Italia - conclude - deve entrare in Europa anche in questo tema con l'approvazione rapida di una legge che sappia regolamentare e garantire il diritto alla pratica del naturismo con la creazione di spazi a ciò destinati capaci anche di accogliere quel turismo naturista che sino ad oggi ha disertato il nostro Paese privilegiando paesi come la Francia, la Spagna, la Croazia o la Grecia». Pier Carlo Marcoccia

massimo candellone
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Messaggio da massimo candellone » dom ago 21, 2005 9:30 pm

Ciao.
Oltre a ringraziare Simona e Kiara (ottimo lavoro), suggerirei di modificare il titolo perchè è impreciso e può confondere: nudisti (o naturisti) denunciati, non arrestati.
Ciaociao.
massimo

andreab
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Messaggio da andreab » lun ago 22, 2005 2:03 pm

Kiara ha scritto:LE ASSOCIAZIONI: "SIAMO TORNATI NEL MEDIOEVO"

"disegni che [...] apriranno le porte ad una regolamentazione di luoghi con finalità turistico-ricreative in cui praticare il naturismo." [...] un disegno di legge [...] che permetterà a imprenditori privati di fare strutture per naturisti, ricevendo anche contributi a fondo perduto".
[...] si assocerà il turismo e il naturismo, un'accoppiata che secondo Marcacci "è davvero vincente".
Mah! come naturista (o semplice nudista) preferisco i luoghi naturali. La privatizzazione delle coste sta gia` procedendo troppo velocemente, non vorrei che la nostra richiesta di spazi diventasse un pretesto per ulteriori espropriazioni di terreni pubblici da parte dei privati.

Ciao,

andrea d.

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