Naturismo e difesa ambientale
Naturismo e difesa ambientale
Una battaglia che dura da anni quella che vede l’UNI Lazio impegnata per la reale salvaguardia ambientale delle aree protette del litorale romano. Naturisti in prima linea per difendere l’ambiente naturale da continui sconsiderati attacchi da parte, come in questo caso, proprio di quelle istituzioni che dovrebbero garantire la tutela del patrimonio naturale di tutti.
Dal quotidiano Il Tempo di dom. 17 luglio 2005 in cronaca di Roma (http://www.iltempo.it):
LA REGIONE BLOCCHI I CHIOSCHI SULLA SPIAGGIA
L'ASSESSORE regionale all'Ambiente Angelo Bonelli deve bloccare il progetto del comune di Roma che prevede l'aumento dei chioschi e delle loro cubature sulla spiaggia di Capocotta. Lo sostiene l'Unione naturisti del Lazio, secondo la quale il progetto comunale comporta la trasformazione dei chioschi in veri stabilimenti balneari con un aumento delle cubature dagli attuali 1.050 mc a 6.200, e l'occupazione del 57,8% della superficie degli arenili con 5.300 lettini, ed una pavimentazione a terra su 5.585 metri quadrati di spiaggia. A giudizio dell'Uni Lazio il progetto comunale «distruggerà Capocotta,, un'area di particolare valore ambientale del litorale romano, Sito di importanza comunitaria (Sic), e Zona di protezione speciale (Zps), oltre che area di maggior pregio della Riserva naturale statale del Litorale». L'associazione ha sottolineato che «secondo il piano di gestione della Riserva del litorale l'arenile di Capocotta deve avere una tutela di tipo B che prevede solo alcuni servizi di balneazione necessari e non certo migliaia di metri cubi di strutture». Il portavoce dell'Uni Paolo Guerra ha detto: «Evidentemente per il comune di Roma qualche bagno in più o un adeguamento dei locali cucina necessita di maggiori ampliamenti pari a 5,150 mc, più di 1.914 flessibili. Poiché il Campidoglio non intende creare a Capocotta migliaia e migliaia di servizi igienici, la nuova operazione dovrebbe essere denominata il sacco delle spiagge libere protette».
Dal quotidiano Il Tempo di dom. 17 luglio 2005 in cronaca di Roma (http://www.iltempo.it):
LA REGIONE BLOCCHI I CHIOSCHI SULLA SPIAGGIA
L'ASSESSORE regionale all'Ambiente Angelo Bonelli deve bloccare il progetto del comune di Roma che prevede l'aumento dei chioschi e delle loro cubature sulla spiaggia di Capocotta. Lo sostiene l'Unione naturisti del Lazio, secondo la quale il progetto comunale comporta la trasformazione dei chioschi in veri stabilimenti balneari con un aumento delle cubature dagli attuali 1.050 mc a 6.200, e l'occupazione del 57,8% della superficie degli arenili con 5.300 lettini, ed una pavimentazione a terra su 5.585 metri quadrati di spiaggia. A giudizio dell'Uni Lazio il progetto comunale «distruggerà Capocotta,, un'area di particolare valore ambientale del litorale romano, Sito di importanza comunitaria (Sic), e Zona di protezione speciale (Zps), oltre che area di maggior pregio della Riserva naturale statale del Litorale». L'associazione ha sottolineato che «secondo il piano di gestione della Riserva del litorale l'arenile di Capocotta deve avere una tutela di tipo B che prevede solo alcuni servizi di balneazione necessari e non certo migliaia di metri cubi di strutture». Il portavoce dell'Uni Paolo Guerra ha detto: «Evidentemente per il comune di Roma qualche bagno in più o un adeguamento dei locali cucina necessita di maggiori ampliamenti pari a 5,150 mc, più di 1.914 flessibili. Poiché il Campidoglio non intende creare a Capocotta migliaia e migliaia di servizi igienici, la nuova operazione dovrebbe essere denominata il sacco delle spiagge libere protette».
Lido di Roma al 2015
Prende il via oggi, mercoledì 20 luglio 2005, il Convegno "LIDO
DI ROMA AL 2015", organizzato dal Comune di Roma che durerà sino a
venerdì 22 luglio. Il programma ed altre informazioni sul sito
http://www.lidodiroma2015.it
Il Convegno avrebbe potuto essere un occasione importante per il
futuro di Ostia ma, dati i presupposti da cui parte, crediamo che sia
solo un grande spot elettorale. L'UNI Lazio ha infatti sottolineato,
con dichiarazioni alla stampa, come emerga dal programma l'assenza di
importanti rappresentati regionali o romani di associazioni
ambientaliste, quali Italia Nostra, mentre il WWF è stato inviato
solo oggi 19 luglio dopo le nostre proteste.
In un susseguirsi di inganni e promesse ai cittadini del litorale,
siamo quasi certi che il Convegno non vorrà affrontare i reali
problemi che affliggono il mare di Roma. Vorremmo, infatti, che il
Sindaco VELTRONI desse finalmente spiegazioni sui tanti abusi edilizi
nell'area protetta di Capocotta, sulle mancate demolizioni e sugli
enormi guadagni permessi da anni e derivanti dalla gestione di oltre
3.000 metri cubi di strutture abusive. Il colpevole silenzio
sull'argomento della quasi totalità delle forze politiche che dura da anni rischia, infatti, di far apparire la progressiva distruzione della spiaggia libera protetta di Capocotta come qualcosa che interessa solo i naturisti e gli autori degli abusi edilizi, mentre la questione riguarda in realtà il futuro di circa 3 chilometri di arenile patrimonio di tutti i cittadini e che vorremmo lo fosse anche delle generazioni future. Dopo che l'Avvocatura del Comune di Roma,proprio nei giorni scorsi, aveva bloccato il maldestro tentativo del Campidoglio di operare una sanatoria generalizzata degli abusi commessi a Capocotta, anche il Difensore Civico in una lettera indirizzata anche al Prefetto riconosce l'urgenza di provvedere alle demolizioni, chiedendo nel contempo assicurazioni in merito.
Ed il Comune di Roma che fa? Naturalmente continua a proteggere gli abusi edilizi sorti in un'area di altissimo valore ambientale, tutelata anche a livello europeo come sito di interesse comunitario e, addirittura, progetta ulteriori ampliamenti per un aumento complessivo delle cubature pari a circa 6 volte i progetti sinora approvati. Con queste premesse che sottintendono, magari con l'utilizzo di una ferrovia, un'affluenza enorme a Capocotta, cominciamo a credere che tutto ciò rappresenterà anche la fine della spiaggia naturista, seppur tra gente vestita.....
Tralasciando questi argomenti, ovviamente, il Sindaco di Roma, nonché
numerosi consiglieri regionali, provinciali e comunali vorranno
prospettarci in questo bel Convegno un "futuro sostenibile" per il
rilancio del mare di Roma...Evitando, per quanto possibile, ogni serio confronto con i cittadini.
Un saluto a tutti.
Simona Carletti
DI ROMA AL 2015", organizzato dal Comune di Roma che durerà sino a
venerdì 22 luglio. Il programma ed altre informazioni sul sito
http://www.lidodiroma2015.it
Il Convegno avrebbe potuto essere un occasione importante per il
futuro di Ostia ma, dati i presupposti da cui parte, crediamo che sia
solo un grande spot elettorale. L'UNI Lazio ha infatti sottolineato,
con dichiarazioni alla stampa, come emerga dal programma l'assenza di
importanti rappresentati regionali o romani di associazioni
ambientaliste, quali Italia Nostra, mentre il WWF è stato inviato
solo oggi 19 luglio dopo le nostre proteste.
In un susseguirsi di inganni e promesse ai cittadini del litorale,
siamo quasi certi che il Convegno non vorrà affrontare i reali
problemi che affliggono il mare di Roma. Vorremmo, infatti, che il
Sindaco VELTRONI desse finalmente spiegazioni sui tanti abusi edilizi
nell'area protetta di Capocotta, sulle mancate demolizioni e sugli
enormi guadagni permessi da anni e derivanti dalla gestione di oltre
3.000 metri cubi di strutture abusive. Il colpevole silenzio
sull'argomento della quasi totalità delle forze politiche che dura da anni rischia, infatti, di far apparire la progressiva distruzione della spiaggia libera protetta di Capocotta come qualcosa che interessa solo i naturisti e gli autori degli abusi edilizi, mentre la questione riguarda in realtà il futuro di circa 3 chilometri di arenile patrimonio di tutti i cittadini e che vorremmo lo fosse anche delle generazioni future. Dopo che l'Avvocatura del Comune di Roma,proprio nei giorni scorsi, aveva bloccato il maldestro tentativo del Campidoglio di operare una sanatoria generalizzata degli abusi commessi a Capocotta, anche il Difensore Civico in una lettera indirizzata anche al Prefetto riconosce l'urgenza di provvedere alle demolizioni, chiedendo nel contempo assicurazioni in merito.
Ed il Comune di Roma che fa? Naturalmente continua a proteggere gli abusi edilizi sorti in un'area di altissimo valore ambientale, tutelata anche a livello europeo come sito di interesse comunitario e, addirittura, progetta ulteriori ampliamenti per un aumento complessivo delle cubature pari a circa 6 volte i progetti sinora approvati. Con queste premesse che sottintendono, magari con l'utilizzo di una ferrovia, un'affluenza enorme a Capocotta, cominciamo a credere che tutto ciò rappresenterà anche la fine della spiaggia naturista, seppur tra gente vestita.....
Tralasciando questi argomenti, ovviamente, il Sindaco di Roma, nonché
numerosi consiglieri regionali, provinciali e comunali vorranno
prospettarci in questo bel Convegno un "futuro sostenibile" per il
rilancio del mare di Roma...Evitando, per quanto possibile, ogni serio confronto con i cittadini.
Un saluto a tutti.
Simona Carletti
-
Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
Cara Antonella, il Convegno è andato a finire, come temuto, senza che si affrontassero minimamente i reali problemi che riguardano il litorale di Roma. Il Comune continua colpevolmente a tacere l'enorme scandalo della progressiva e programmata distruzione dell'area di maggior pregio naturalistico del tratto di costa romana. Tante stupide ovvietà e relazioni vuote di significato da parte di quei rappresentanti istituzionali interessati solo a spremere e sacrificare ogni risorsa naturale privilengiando gli interessi propri, gli interessi politici e gli interessi degli imprenditori (che portano voti)....
Per quanto riguarda, poi, i folli progetti (censurati durante il Convegno) sempre del Comune di Roma che prevedono la trasformazione in megastabilimenti balneari dei chioschi di Capocotta gli stessi sono attualmente allo studio della Regione Lazio. Capocotta, infatti, oltre ad essere l'area maggiormente protetta della Riserva Naturale Statale "Litorale Romano" ricade interamente in un sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale. Da ciò deriva che ogni intervento in tale area deve, per poter essere realizzato, ottenere un "parere positivo" da parte degli Uffici dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio. Tale procedura, piuttosto complicata, denominata "Verifica d'Incidenza" viene imposta dall'applicazione della Direttiva europea che istituisce il SIC (sito di importanza comunitaria).
Ora, rimane un pò difficile scendere nel dettaglio del significato di ciò, comunque, il Comune di Roma sono già da 2 anni sta facendo di tutto per far "passare" questo distruttivo progetto. Siamo ora, i naturisti dell'UNI Lazio insieme al WWF, Italianostra ela LAC, riusciti ad entrare (è previsto per legge) nel merito di poter presentare osservazioni prima che la Regione Lazio rilasci il parere definitivo sul progetto complessivo. Stiamo, ovviamente, facendo di tutto per opporci alla realizzazione di un progetto tanto folle quanto distruttivo e lo stiamo anche facendo velocemente in quanto il Comune di Roma preme sulla Regione e vorrebbe iniziare i lavori già da settembre. Che dire, su queste cose, esperienza insegna, non vince di solito chi ha ragione ma chi è più forte (politicamente)...... Siamo comunque pronti, in caso venisse dato infine un parere positivo, a ricorrere al TAR ed alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo.
Spero di essere riuscita a spiegarmi con chiarezza ma, devo dire, che a volte sono piuttosto restia a mandare messaggi inerenti battaglie di difesa ambientale su forum naturisti poichè l'impressione è che non gliene freghi nulla a nessuno. Comunque, per chi fosse interessato all'argomento, tutti gli articoli usciti degli ultimi mesi sulla stampa sull'argomento, i comunicati dell'associazione, le iniziative mirate a ciò ed altro si trovano sul sito dell'UNI Lazio (http://www.unilazio.it).
Un caro saluto a tutti e ad Antonella un ringraziamento per l'interessamento.
Simona Carletti
Per quanto riguarda, poi, i folli progetti (censurati durante il Convegno) sempre del Comune di Roma che prevedono la trasformazione in megastabilimenti balneari dei chioschi di Capocotta gli stessi sono attualmente allo studio della Regione Lazio. Capocotta, infatti, oltre ad essere l'area maggiormente protetta della Riserva Naturale Statale "Litorale Romano" ricade interamente in un sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale. Da ciò deriva che ogni intervento in tale area deve, per poter essere realizzato, ottenere un "parere positivo" da parte degli Uffici dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio. Tale procedura, piuttosto complicata, denominata "Verifica d'Incidenza" viene imposta dall'applicazione della Direttiva europea che istituisce il SIC (sito di importanza comunitaria).
Ora, rimane un pò difficile scendere nel dettaglio del significato di ciò, comunque, il Comune di Roma sono già da 2 anni sta facendo di tutto per far "passare" questo distruttivo progetto. Siamo ora, i naturisti dell'UNI Lazio insieme al WWF, Italianostra ela LAC, riusciti ad entrare (è previsto per legge) nel merito di poter presentare osservazioni prima che la Regione Lazio rilasci il parere definitivo sul progetto complessivo. Stiamo, ovviamente, facendo di tutto per opporci alla realizzazione di un progetto tanto folle quanto distruttivo e lo stiamo anche facendo velocemente in quanto il Comune di Roma preme sulla Regione e vorrebbe iniziare i lavori già da settembre. Che dire, su queste cose, esperienza insegna, non vince di solito chi ha ragione ma chi è più forte (politicamente)...... Siamo comunque pronti, in caso venisse dato infine un parere positivo, a ricorrere al TAR ed alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo.
Spero di essere riuscita a spiegarmi con chiarezza ma, devo dire, che a volte sono piuttosto restia a mandare messaggi inerenti battaglie di difesa ambientale su forum naturisti poichè l'impressione è che non gliene freghi nulla a nessuno. Comunque, per chi fosse interessato all'argomento, tutti gli articoli usciti degli ultimi mesi sulla stampa sull'argomento, i comunicati dell'associazione, le iniziative mirate a ciò ed altro si trovano sul sito dell'UNI Lazio (http://www.unilazio.it).
Un caro saluto a tutti e ad Antonella un ringraziamento per l'interessamento.
Simona Carletti
-
Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
grazie Simona, sei stata chiarissima.
Sono indignata, questo fa il paio con in miei timori per il futuro della ex pineta bruciata e sui pesanti interventi di "sfoltimento" del sottobosco che stanno facendo nella parte ancora sana.
scusate l'OT ma mi toccate in un punto sensibile, abito a 2 passi da questi posti.
Antonella
Sono indignata, questo fa il paio con in miei timori per il futuro della ex pineta bruciata e sui pesanti interventi di "sfoltimento" del sottobosco che stanno facendo nella parte ancora sana.
scusate l'OT ma mi toccate in un punto sensibile, abito a 2 passi da questi posti.
Antonella
Anche della Pineta di Castelfusano ci siamo occupati e, continuiamo a occuparci.... Guarda caso, il progetto è proprio di quello stesso X° Dipartimento Ambiente del Comune di Roma. Bravi eh? sai come hanno giustificato l'abbattimento degli alberi sani? Affermando che tagliare gli alberi era un piano di prevenzione anti incendio (!!!???!!!!).
Un carissimo saluto.
Simona
Un carissimo saluto.
Simona
Adnkronos del 1° agosto 2005:
AMBIENTE: NATURISTI LAZIO, APPELLO CONTRO NUOVI STABILIMENTI A CAPOCOTTA
Roma, 1 ago.- (Adnkronos) - I naturisti del Lazio ribadiscono il loro 'no' alla costruzione di stabilimenti balneari sulla spiaggia di Capocotta, sul litorale laziale, noto ritrovo degli amanti del nudismo. Sotto accusa, questa volta, i dati d'incidenza ambientale relativi alla realizzazione degli stabilimenti, presentati alla Regione Lazio dal X° dipartimento Ambiente.
''Nei progetti del Campidoglio - dichiara l'Unione Naturisti Italiani della sezione Lazio - si parla di impatti ambientali ridotti 'al lumicino', sottovalutando il voto del Consiglio comunale che stabiliva per l'arenile di Capocotta l'approvazione di nuove cubature solo se motivate da 'eventuali adeguamenti normativi finalizzati al rispetto degli standard igienico-sanitari'''.
''Le cubature degli attuali progetti - continua l'Uni Lazio - potrebbero essere giustificate solo se le Asl avessero richiesto migliaia di gabinetti e l'installazione di una mostra-mercato di cucine di ogni marca e tipo! I nuovi progetti tentano di ufficializzare, invece, i mega ristoranti sanando nel contempo i mostruosi attuali abusi edilizi''. (segue)
(Adnkronos) - Secondo i numeri forniti dalla Uni Lazio, il progetto del X° dipartimento Ambiente prevede che i chioschi di Capocotta passino dai 64 metri quadri originari a 350,80 metri quadri coperti, fatta eccezione per quello della spiaggia mista 'naturisti-costumati'. I chioschi, raggiungeranno ciascuno una cubatura di 1476 metri cubi, con un aumento almeno sei volte superiore rispetto alle cubature oggi approvate.
La superficie di pavimentazione, sempre secondo la Uni Lazio, consistera' in 780 metri quadrati per il chiosco 'Settimo Cielo' e 1125 metri quadri per quello di 'Zagaja'. A cio' si aggiungono i 400 metri cubi del nuovo chiosco da costruire subito dopo il 'Mecs Village', a confine con il comune di Pomezia. I lavori prevedono anche la costruzione di nuovi accessi ai chioschi, nuove passerelle e un parcheggio ricavato nell'area dunale.
''L'area dunale a riserva integrale - denuncia ancora l'Uni Lazio - verrà manomessa gravemente sia dalla creazione delle nuove passerelle, sia dall'interramento di cabine elettriche''. (segue)
(Adnkronos) - ''Per questo - concludono i naturisti del Lazio- rivolgiamo l'ennesimo appello all'assessore regionale all'Ambiente Angelo Bonelli, affinché sia immediatamente invalidato e restituito al mittente il procedimento di Valutazione dell'incidenza del 'Progetto per l'adeguamento funzionale delle strutture di servizio alla balneazione del litorale romano di Capocotta''.
AMBIENTE: NATURISTI LAZIO, APPELLO CONTRO NUOVI STABILIMENTI A CAPOCOTTA
Roma, 1 ago.- (Adnkronos) - I naturisti del Lazio ribadiscono il loro 'no' alla costruzione di stabilimenti balneari sulla spiaggia di Capocotta, sul litorale laziale, noto ritrovo degli amanti del nudismo. Sotto accusa, questa volta, i dati d'incidenza ambientale relativi alla realizzazione degli stabilimenti, presentati alla Regione Lazio dal X° dipartimento Ambiente.
''Nei progetti del Campidoglio - dichiara l'Unione Naturisti Italiani della sezione Lazio - si parla di impatti ambientali ridotti 'al lumicino', sottovalutando il voto del Consiglio comunale che stabiliva per l'arenile di Capocotta l'approvazione di nuove cubature solo se motivate da 'eventuali adeguamenti normativi finalizzati al rispetto degli standard igienico-sanitari'''.
''Le cubature degli attuali progetti - continua l'Uni Lazio - potrebbero essere giustificate solo se le Asl avessero richiesto migliaia di gabinetti e l'installazione di una mostra-mercato di cucine di ogni marca e tipo! I nuovi progetti tentano di ufficializzare, invece, i mega ristoranti sanando nel contempo i mostruosi attuali abusi edilizi''. (segue)
(Adnkronos) - Secondo i numeri forniti dalla Uni Lazio, il progetto del X° dipartimento Ambiente prevede che i chioschi di Capocotta passino dai 64 metri quadri originari a 350,80 metri quadri coperti, fatta eccezione per quello della spiaggia mista 'naturisti-costumati'. I chioschi, raggiungeranno ciascuno una cubatura di 1476 metri cubi, con un aumento almeno sei volte superiore rispetto alle cubature oggi approvate.
La superficie di pavimentazione, sempre secondo la Uni Lazio, consistera' in 780 metri quadrati per il chiosco 'Settimo Cielo' e 1125 metri quadri per quello di 'Zagaja'. A cio' si aggiungono i 400 metri cubi del nuovo chiosco da costruire subito dopo il 'Mecs Village', a confine con il comune di Pomezia. I lavori prevedono anche la costruzione di nuovi accessi ai chioschi, nuove passerelle e un parcheggio ricavato nell'area dunale.
''L'area dunale a riserva integrale - denuncia ancora l'Uni Lazio - verrà manomessa gravemente sia dalla creazione delle nuove passerelle, sia dall'interramento di cabine elettriche''. (segue)
(Adnkronos) - ''Per questo - concludono i naturisti del Lazio- rivolgiamo l'ennesimo appello all'assessore regionale all'Ambiente Angelo Bonelli, affinché sia immediatamente invalidato e restituito al mittente il procedimento di Valutazione dell'incidenza del 'Progetto per l'adeguamento funzionale delle strutture di servizio alla balneazione del litorale romano di Capocotta''.
Lancio dell’agenzia Adnkronos del 26 agosto 2005, ore 17:49:
ROMA: DA NATURISTI PREMIO “MATTONE D’ORO” AL COMUNE
Roma, 26 ago. (Adnkronos) - L'Unione naturisti italiani ha assegnato il premio 'mattone d'oro' al Comune di Roma, un modo ironico per denunciare il fatto che ''l'ufficio condono edilizio capitolino sta esaminando ben 84.500 domande di sanatoria, pari al 53% delle 159.030 richieste di condono di tutto il territorio nazionale''.
''Il premio - afferma Paolo Guerra, portavoce dell'Uni Lazio - appare quanto mai opportuno se si considera che anche i Verdi al Comune di Roma, dall'assessore all'Ambiente Dario Esposito al coordinatore di maggioranza Silvio Di Francia, sono favorevoli ad una sanatoria di fatto dei circa 3.000 metri cubi di ampliamenti abusivi esistenti nell'area protetta di Capocotta. Si tratta, oltretutto - prosegue Guerra - di ampliamenti abusivi non condonabili perché l'area di Capocotta ricade in un sito di importanza comunitaria nonché nella zona più pregiata della Riserva Naturale Statale 'Litorale Romano'. Una politica, quella dei Verdi del Comune di Roma, che per i naturisti e' all'antitesi delle tante battaglie ambientaliste contro gli abusi edilizi che da sempre hanno caratterizzato gli stessi Verdi''.
In proposito, l'Uni Lazio ''confida nella riconosciuta serieta' dell'assessore regionale all'Ambiente, Angelo Bonelli, anche lui dei Verdi, affinché i progetti capitolini vengano restituiti al mittente per procedere finalmente alla demolizione di tutti gli abusi esistenti, cosi' come chiesto dall'Avvocatura del Comune di Roma e dalle associazioni ambientaliste''.
(Mvl/Pe/Adnkronos)
http://roma.metropolisinfo.it/article/view/77362/
ROMA: DA NATURISTI PREMIO “MATTONE D’ORO” AL COMUNE
Roma, 26 ago. (Adnkronos) - L'Unione naturisti italiani ha assegnato il premio 'mattone d'oro' al Comune di Roma, un modo ironico per denunciare il fatto che ''l'ufficio condono edilizio capitolino sta esaminando ben 84.500 domande di sanatoria, pari al 53% delle 159.030 richieste di condono di tutto il territorio nazionale''.
''Il premio - afferma Paolo Guerra, portavoce dell'Uni Lazio - appare quanto mai opportuno se si considera che anche i Verdi al Comune di Roma, dall'assessore all'Ambiente Dario Esposito al coordinatore di maggioranza Silvio Di Francia, sono favorevoli ad una sanatoria di fatto dei circa 3.000 metri cubi di ampliamenti abusivi esistenti nell'area protetta di Capocotta. Si tratta, oltretutto - prosegue Guerra - di ampliamenti abusivi non condonabili perché l'area di Capocotta ricade in un sito di importanza comunitaria nonché nella zona più pregiata della Riserva Naturale Statale 'Litorale Romano'. Una politica, quella dei Verdi del Comune di Roma, che per i naturisti e' all'antitesi delle tante battaglie ambientaliste contro gli abusi edilizi che da sempre hanno caratterizzato gli stessi Verdi''.
In proposito, l'Uni Lazio ''confida nella riconosciuta serieta' dell'assessore regionale all'Ambiente, Angelo Bonelli, anche lui dei Verdi, affinché i progetti capitolini vengano restituiti al mittente per procedere finalmente alla demolizione di tutti gli abusi esistenti, cosi' come chiesto dall'Avvocatura del Comune di Roma e dalle associazioni ambientaliste''.
(Mvl/Pe/Adnkronos)
http://roma.metropolisinfo.it/article/view/77362/
Dal quotidiano IL Tempo di mercoledì 31 agosto 2005, in Cronaca di
Roma:
CAPOCOTTA Chioschi, lavori sospetti sulle dune. Uni
Lazio: "Ufficialmente si ristrutturano i bagni. In effetti si
allargano le strutture"
INVESTIMENTI milionari per Capocotta. Per realizzare gli ampliamenti
dei chioschi previsti dal Comune di Roma ed attualmente all'esame
della regione Lazio, i concessionari sarebbero disposti ad investire
circa 6 milioni di euro, in forza degli adeguamenti igienico-sanitari
richiesti dalla ASL.
Il via alla ristrutturazione ed al conseguente ampliamento dei
chioschi, sarebbe stato appunto, la necessità di adeguare le
strutture sanitarie dei chioschi, così come rivendicato dalla Asl,
per la quale (come spiega in una nota, inviata al XIII Municipio ed
al Gabinetto del sindaco il X dipartimento del Campidoglio) i
concessionari erano disposti ad anticipare le spese. "I chioschi
originari di 64 metri quadri - ha sottolineato l'Uni Lazio in una
nota diffusa ieri - ebbero a suo tempo un costo pari a circa 250 mila
euro l'uno. Ora, volendo anche valutare in 300 mila euro il valore
attuale di ogni singolo chiosco, appare quantomeno strano ed
incongruo che si vogliano investire più di un milione di euro a
struttura per sistemare i servizi sanitari. Tutto questo, invece, è
la conferma, ove ce ne fosse bisogno, che la prescrizione del Piano
di Gestione, che vietava qualsiasi ampliamento dei manufatti se non
fossero determinate da adeguamenti normativi e finalizzati agli
standard igienico-sanitari, viene utilizzata a pretesto per
realizzare ampliamenti dei chioschi che saranno trasformati in veri e
propri stabilimenti balneari, con grandi bar e ristoranti sulla
spiaggia". Enzo Bianciardi. mercoledì 31 agosto 2005
-----------------------------------------------------------------------------
Intendo aggiungere, per completezza d'informazione, che il progetto
in questione, almeno per ora, è lontano anni luce dall'essere
approvato dall'Area VIA della Regione Lazio e dal Ministero
dell'Ambiente deputati a ciò. Questo in quanto la procedura messa in
atto dal Comune di Roma è stata "bloccata" alla Regione Lazio
dall'intervento congiunto dei naturisti romani insieme al WWF, Italia
Nostra e la LAC.
Le stesse associazioni intendono convocare in tempi brevi una
Conferenza stampa sull'argomento, rendendo noti tutti i risolti di
questa squallida ed ingiustificata volontà da parte del Comune di
Roma di aggredire un'ambiente naturale protetto di enorme valore
naturalistico. Appena sarà fissata la data ve ne darò notizia.
Un caro saluto a tutti, nella speranza che anche altri naturisti
possano sentire a volte la necessità di fare qualcosa per la natura e
non solo dover assistere passivamente alla sua sempre più presente e
programmata distruzione a beneficio di interessi economici.
Simona Carletti
Roma:
CAPOCOTTA Chioschi, lavori sospetti sulle dune. Uni
Lazio: "Ufficialmente si ristrutturano i bagni. In effetti si
allargano le strutture"
INVESTIMENTI milionari per Capocotta. Per realizzare gli ampliamenti
dei chioschi previsti dal Comune di Roma ed attualmente all'esame
della regione Lazio, i concessionari sarebbero disposti ad investire
circa 6 milioni di euro, in forza degli adeguamenti igienico-sanitari
richiesti dalla ASL.
Il via alla ristrutturazione ed al conseguente ampliamento dei
chioschi, sarebbe stato appunto, la necessità di adeguare le
strutture sanitarie dei chioschi, così come rivendicato dalla Asl,
per la quale (come spiega in una nota, inviata al XIII Municipio ed
al Gabinetto del sindaco il X dipartimento del Campidoglio) i
concessionari erano disposti ad anticipare le spese. "I chioschi
originari di 64 metri quadri - ha sottolineato l'Uni Lazio in una
nota diffusa ieri - ebbero a suo tempo un costo pari a circa 250 mila
euro l'uno. Ora, volendo anche valutare in 300 mila euro il valore
attuale di ogni singolo chiosco, appare quantomeno strano ed
incongruo che si vogliano investire più di un milione di euro a
struttura per sistemare i servizi sanitari. Tutto questo, invece, è
la conferma, ove ce ne fosse bisogno, che la prescrizione del Piano
di Gestione, che vietava qualsiasi ampliamento dei manufatti se non
fossero determinate da adeguamenti normativi e finalizzati agli
standard igienico-sanitari, viene utilizzata a pretesto per
realizzare ampliamenti dei chioschi che saranno trasformati in veri e
propri stabilimenti balneari, con grandi bar e ristoranti sulla
spiaggia". Enzo Bianciardi. mercoledì 31 agosto 2005
-----------------------------------------------------------------------------
Intendo aggiungere, per completezza d'informazione, che il progetto
in questione, almeno per ora, è lontano anni luce dall'essere
approvato dall'Area VIA della Regione Lazio e dal Ministero
dell'Ambiente deputati a ciò. Questo in quanto la procedura messa in
atto dal Comune di Roma è stata "bloccata" alla Regione Lazio
dall'intervento congiunto dei naturisti romani insieme al WWF, Italia
Nostra e la LAC.
Le stesse associazioni intendono convocare in tempi brevi una
Conferenza stampa sull'argomento, rendendo noti tutti i risolti di
questa squallida ed ingiustificata volontà da parte del Comune di
Roma di aggredire un'ambiente naturale protetto di enorme valore
naturalistico. Appena sarà fissata la data ve ne darò notizia.
Un caro saluto a tutti, nella speranza che anche altri naturisti
possano sentire a volte la necessità di fare qualcosa per la natura e
non solo dover assistere passivamente alla sua sempre più presente e
programmata distruzione a beneficio di interessi economici.
Simona Carletti
Comunicato stampa dell'UNI Lazio del 3 dicembre 2005
L’UNI LAZIO SCRIVE AL SINDACO DI ROMA WALTER VELTRONI ED AL PRESIDENTE DEL XIII° MUNICIPIO PER CHIEDERE UN REFERENDUM CONSULTIVO SUL FUTURO DEI CIRCA 6 CHILOMETRI DI ARENILI PROTETTI DI CASTELPORZIANO E CAPOCOTTA.
L’UNI Lazio ha inviato oggi una lettera al Sindaco di Roma Walter VELTRONI ed al Presidente del XIII° Municipio Davide BORDONI per chiedere l’indizione di un Referendum Consultivo sul futuro dei circa 6 chilometri di arenili di Castelporziano e Capocotta, tutelati dall’Unione Europea.
Capocotta e Castelporziano – spiega l’associazione naturista – che già ora vedono uno stato di estremo degrado, rischiano la più completa distruzione a causa della volontà del Campidoglio di ampliare a dismisura le strutture esistenti.
Il Piano di Utilizzo degli Arenili all’esame della Regione Lazio prevede per Castelporziano chioschi sino a 1.700 metri cubi l’uno distanziati tra loro di 300 metri. Per Capocotta, il Comune in questi giorni è stato costretto, per le pressioni di naturisti ed ambientalisti, a fare marcia indietro su un progetto che prevedeva l’ampliamento sino a 6 volte delle strutture originariamente approvate. Nonostante ciò è in fase di definizione un nuovo progetto che, da indiscrezioni, non varierà di molto le cubature previste nel progetto precedente.
Sinora – afferma l’UNI Lazio – i cittadini non sono stati minimamente coinvolti su scelte che rischiano di far scomparire un’area protetta di inestimabile valore ambientale aggredita da numerosi abusi edilizi a tutt’oggi impuniti.
In definitiva, ai cittadini dovrebbe essere rivolto il seguente quesito:
“Volete voi che le aree di Capocotta e Castelporziano, tutelate dall’Unione Europea per la presenza di particolari habitat e di fauna selvatica, vengano mantenute per quanto possibile con strutture minime ed una fruizione compatibile con il valore dell’area stessa oppure siete d’accordo che sugli stessi arenili vengano costruiti veri e propri stabilimenti balneari per migliaia di metri cubi?”
Poiché siamo certi – conclude l’UNI Lazio – che almeno l’80% dei cittadini si schiererebbe a favore dell’ambiente, stiamo valutando anche la possibilità, in caso di risposta negativa alle nostre richieste, di raccogliere, magari con l’aiuto delle associazioni ambientaliste e nel corso dell’imminente campagna elettorale, le firme occorrenti all’indizione dello stesso Referendum Consultivo per iniziativa popolare.
L’UNI LAZIO SCRIVE AL SINDACO DI ROMA WALTER VELTRONI ED AL PRESIDENTE DEL XIII° MUNICIPIO PER CHIEDERE UN REFERENDUM CONSULTIVO SUL FUTURO DEI CIRCA 6 CHILOMETRI DI ARENILI PROTETTI DI CASTELPORZIANO E CAPOCOTTA.
L’UNI Lazio ha inviato oggi una lettera al Sindaco di Roma Walter VELTRONI ed al Presidente del XIII° Municipio Davide BORDONI per chiedere l’indizione di un Referendum Consultivo sul futuro dei circa 6 chilometri di arenili di Castelporziano e Capocotta, tutelati dall’Unione Europea.
Capocotta e Castelporziano – spiega l’associazione naturista – che già ora vedono uno stato di estremo degrado, rischiano la più completa distruzione a causa della volontà del Campidoglio di ampliare a dismisura le strutture esistenti.
Il Piano di Utilizzo degli Arenili all’esame della Regione Lazio prevede per Castelporziano chioschi sino a 1.700 metri cubi l’uno distanziati tra loro di 300 metri. Per Capocotta, il Comune in questi giorni è stato costretto, per le pressioni di naturisti ed ambientalisti, a fare marcia indietro su un progetto che prevedeva l’ampliamento sino a 6 volte delle strutture originariamente approvate. Nonostante ciò è in fase di definizione un nuovo progetto che, da indiscrezioni, non varierà di molto le cubature previste nel progetto precedente.
Sinora – afferma l’UNI Lazio – i cittadini non sono stati minimamente coinvolti su scelte che rischiano di far scomparire un’area protetta di inestimabile valore ambientale aggredita da numerosi abusi edilizi a tutt’oggi impuniti.
In definitiva, ai cittadini dovrebbe essere rivolto il seguente quesito:
“Volete voi che le aree di Capocotta e Castelporziano, tutelate dall’Unione Europea per la presenza di particolari habitat e di fauna selvatica, vengano mantenute per quanto possibile con strutture minime ed una fruizione compatibile con il valore dell’area stessa oppure siete d’accordo che sugli stessi arenili vengano costruiti veri e propri stabilimenti balneari per migliaia di metri cubi?”
Poiché siamo certi – conclude l’UNI Lazio – che almeno l’80% dei cittadini si schiererebbe a favore dell’ambiente, stiamo valutando anche la possibilità, in caso di risposta negativa alle nostre richieste, di raccogliere, magari con l’aiuto delle associazioni ambientaliste e nel corso dell’imminente campagna elettorale, le firme occorrenti all’indizione dello stesso Referendum Consultivo per iniziativa popolare.