Un enorme beneficio per la salute pubblica?
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Marcello
Un enorme beneficio per la salute pubblica?
"Un enorme beneficio per la salute pubblica". Così Mark Jacobson, ricercatore della Stanford University (California) ha definito l'adozione di veicoli con motori alimentati a idrogeno. Lo scienziato statunitense parla con cognizione di causa, visto che insieme alla sua équipe ha analizzato cosa succederebbe se i motori a benzina (o diesel) fossero sostituiti con quelli a idrogeno. E ora ha pubblicato la sua ricerca su Science. Che, a prima vista, lascia pochi dubbi: ogni anno si risparmierebbero centinaia di migliaia di vite. In particolare negli Stati Uniti i decessi diminuirebbero di circa 6.000 casi l'anno a causa dell'abbassamento del numero delle persone affette da asma e da altre patologie respiratorie.
Insomma, numeri che quantificano i benefici che porterebbe una transizione da un'economia basata sul petrolio a una sull'idrogeno. E numeri che testimoniano che anche se (come avviene oggi) la maggior parte dell'idrogeno viene prodotto con combustibili fossili (per lo più gas naturali), un motore a idrogeno è comunque più efficiente: 45 per cento contro il 35 dei motori diesel più avanzati.
"Lo studio", spiega Raffaele Vellone, direttore del Progetto Idrogeno e Celle a combustibile di Enea, "è importante perché spinge ad accelerare il mercato dei veicoli a idrogeno, che possono portare, tra gli altri, due vantaggi: miglioramento della salute e del rendimento energetico". La ricerca ha tentato il più possibile di dimostrare quali siano i danni provocati direttamente o meno dall'uso del petrolio. Per esempio si parla del nitrocomposto organico perossiacetilnitrato. Questa sostanza inquinante (che si forma anche a partire dai gas di scarico delle automobili) oltre a essere irritante per gli occhi è in grado di alterare il colore delle piante, causando quindi problemi di ricambio dell'anidride carbonica.
L'esigenza di sostituire i motori che usano il petrolio, si scontra però con i costi che l'idrogeno comporta, anche quello prodotto con combustibili fossili. Costi che, per esempio nel caso delle vetture, difficilmente raggiungeranno mai, anche in una produzione di massa, quelli delle auto a benzina. "Ma non si può tener conto solo di questo aspetto", dice Vellone: "occorre innanzitutto calcolare quali saranno i costi per l'ambiente e per la nostra salute se continueremo su questa strada". Inoltre da tenere d'occhio i cosiddetti costi evitati, quei soldi che entrano nelle nostre tasche, anche indirettamente, dopo aver acquistato una macchina a idrogeno. La possibilità, nelle grandi città, di prendere sempre e comunque l'auto anche quando c'è il blocco del traffico è senza dubbio un vantaggio. Come quello di poter disporre di un motore che invecchia di meno di uno a benzina.
Lo studio statunitense, poi, entra in una piccola polemica con un'altra ricerca pubblicata su Science: in quello studio si sosteneva che le perdite di idrogeno nei processi di distribuzione e di rifornimento potrebbero alterare la composizione chimico-fisica della troposfera e della stratosfera. Non è così, secondo Jacobson e colleghi. Che hanno stimato queste perdite nell'ordine tre per cento (lo studio precedente parlava del dieci) e quindi non dannose per gli strati bassi della nostra atmosfera.
Ora, quindi, resta da trovare un modo per coinvolgere industria e istituzioni nell'affrontare la questione idrogeno e nel disegnare un percorso che porti, anche in un futuro non proprio prossimo, ad abbandonare il petrolio. In questo senso in Italia qualcosa si sta muovendo. Tra qualche settimana, infatti, nascerà la Piattaforma Nazionale dell'Idrogeno, un tavolo di lavoro a cui parteciperanno tutti gli attori interessati (Regioni, aziende, comunità scientifica, associazioni di categoria) che cercheranno, così, di coordinarsi tra loro. Bisognerà poi informare l'opinione pubblica sui vantaggi (di salute, ambientali e così via) dell'idrogeno. Un lavoro per niente semplice. Anche perché come dice Jacobson: "Non è che le persone non si preoccupano di questi argomenti, non ne sanno proprio nulla".
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Testo di Federico Ferrazza
Tratto da http://www.galileonet.it
Insomma, numeri che quantificano i benefici che porterebbe una transizione da un'economia basata sul petrolio a una sull'idrogeno. E numeri che testimoniano che anche se (come avviene oggi) la maggior parte dell'idrogeno viene prodotto con combustibili fossili (per lo più gas naturali), un motore a idrogeno è comunque più efficiente: 45 per cento contro il 35 dei motori diesel più avanzati.
"Lo studio", spiega Raffaele Vellone, direttore del Progetto Idrogeno e Celle a combustibile di Enea, "è importante perché spinge ad accelerare il mercato dei veicoli a idrogeno, che possono portare, tra gli altri, due vantaggi: miglioramento della salute e del rendimento energetico". La ricerca ha tentato il più possibile di dimostrare quali siano i danni provocati direttamente o meno dall'uso del petrolio. Per esempio si parla del nitrocomposto organico perossiacetilnitrato. Questa sostanza inquinante (che si forma anche a partire dai gas di scarico delle automobili) oltre a essere irritante per gli occhi è in grado di alterare il colore delle piante, causando quindi problemi di ricambio dell'anidride carbonica.
L'esigenza di sostituire i motori che usano il petrolio, si scontra però con i costi che l'idrogeno comporta, anche quello prodotto con combustibili fossili. Costi che, per esempio nel caso delle vetture, difficilmente raggiungeranno mai, anche in una produzione di massa, quelli delle auto a benzina. "Ma non si può tener conto solo di questo aspetto", dice Vellone: "occorre innanzitutto calcolare quali saranno i costi per l'ambiente e per la nostra salute se continueremo su questa strada". Inoltre da tenere d'occhio i cosiddetti costi evitati, quei soldi che entrano nelle nostre tasche, anche indirettamente, dopo aver acquistato una macchina a idrogeno. La possibilità, nelle grandi città, di prendere sempre e comunque l'auto anche quando c'è il blocco del traffico è senza dubbio un vantaggio. Come quello di poter disporre di un motore che invecchia di meno di uno a benzina.
Lo studio statunitense, poi, entra in una piccola polemica con un'altra ricerca pubblicata su Science: in quello studio si sosteneva che le perdite di idrogeno nei processi di distribuzione e di rifornimento potrebbero alterare la composizione chimico-fisica della troposfera e della stratosfera. Non è così, secondo Jacobson e colleghi. Che hanno stimato queste perdite nell'ordine tre per cento (lo studio precedente parlava del dieci) e quindi non dannose per gli strati bassi della nostra atmosfera.
Ora, quindi, resta da trovare un modo per coinvolgere industria e istituzioni nell'affrontare la questione idrogeno e nel disegnare un percorso che porti, anche in un futuro non proprio prossimo, ad abbandonare il petrolio. In questo senso in Italia qualcosa si sta muovendo. Tra qualche settimana, infatti, nascerà la Piattaforma Nazionale dell'Idrogeno, un tavolo di lavoro a cui parteciperanno tutti gli attori interessati (Regioni, aziende, comunità scientifica, associazioni di categoria) che cercheranno, così, di coordinarsi tra loro. Bisognerà poi informare l'opinione pubblica sui vantaggi (di salute, ambientali e così via) dell'idrogeno. Un lavoro per niente semplice. Anche perché come dice Jacobson: "Non è che le persone non si preoccupano di questi argomenti, non ne sanno proprio nulla".
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Testo di Federico Ferrazza
Tratto da http://www.galileonet.it
Re: Un enorme beneficio per la salute pubblica?
Ma perchè il ricercatore non ha pensato di mettere nel confronto anche qualche macchina elettrica?Marcello ha scritto:"Un enorme beneficio per la salute pubblica". Così Mark Jacobson, ricercatore della Stanford University (California) ha definito l'adozione di veicoli con motori alimentati a idrogeno. Lo scienziato statunitense parla con cognizione di causa, visto che insieme alla sua équipe ha analizzato cosa succederebbe se i motori a benzina (o diesel) fossero sostituiti con quelli a idrogeno. E ora ha pubblicato la sua ricerca su Science. Che, a prima vista, lascia pochi dubbi: ogni anno si risparmierebbero centinaia di migliaia di vite. In particolare negli Stati Uniti i decessi diminuirebbero di circa 6.000 casi l'anno a causa dell'abbassamento del numero delle persone affette da asma e da altre patologie respiratorie.
Tratto da http://www.galileonet.it
Per me queste ricerche sono fatte più per fare pubblicità all'idrogeno e attirare denaro che per altro.
per adesso sarebbe meglio puntare sulle batterie,o sulla trazione ibrida
ciao
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riboeri
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Re: Un enorme beneficio per la salute pubblica?
Dalla descrizione sembra solo che si intenda "eliminando le emissioni di tutte le automobili si salverebbero tante vite". Per cui... ma a ridurre il traffico nessuno ci pensa? Si salverebbero tante vite. Andiamo a piedi o in bici (per favore con prudenza, anche una biciclettata a 30 km/h in pieno petto non fa bene...).Fabiomas ha scritto:Ma perchè il ricercatore non ha pensato di mettere nel confronto anche qualche macchina elettrica?
Per me queste ricerche sono fatte più per fare pubblicità all'idrogeno e attirare denaro che per altro.
per adesso sarebbe meglio puntare sulle batterie,o sulla trazione ibrida
ciao
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Giuseppe Addessi
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- Iscritto il: mer dic 01, 2004 10:58 pm
forse non tutti sanno che
cari amici per produrre un nmc di H2 occorrono 5KWH e l' idrogeno ha un potere calorifero inferioe che è 1/4 quello del metano
come producamo tanto idrogeno per far andare avanti tutte le macchine con la maggia
per fare un pieno a una macchina ci vogilono circa 5000 moli
Giuseppe
come producamo tanto idrogeno per far andare avanti tutte le macchine con la maggia
per fare un pieno a una macchina ci vogilono circa 5000 moli
Giuseppe
Uno di questi giorni si potrebbe parlare del perchè si ritenga intelligente bruciare un metro cubo di metano per ottenere X metri cubi di idrogeno o tot Kwh elettrici, ben sapendo che con l'idrogeno o con l'elettrico si percorrono meno chilometri che con il metano volgarmente bruciato in normalissimo motore a combustione interna.
Potrebbe essere interessante capire per quale motivo ci prendono per i fondelli.
Tersite
Potrebbe essere interessante capire per quale motivo ci prendono per i fondelli.
Tersite
Caro Tersite,Tersite ha scritto:Uno di questi giorni si potrebbe parlare del perchè si ritenga intelligente bruciare un metro cubo di metano per ottenere X metri cubi di idrogeno o tot Kwh elettrici, ben sapendo che con l'idrogeno o con l'elettrico si percorrono meno chilometri che con il metano volgarmente bruciato in normalissimo motore a combustione interna.
Potrebbe essere interessante capire per quale motivo ci prendono per i fondelli.
Tersite
la gente è più portata a soddisfare un'emozione piccante, piuttosto che una banale operazione sensata.
I media lo sanno benissimo, e comunque, se tu fossi nel business dell'idrogeno ti esprimeresti diversamente ... no?!?
Ciao.
Ciao,Tersite ha scritto:Uno di questi giorni si potrebbe parlare del perchè si ritenga intelligente bruciare un metro cubo di metano per ottenere X metri cubi di idrogeno o tot Kwh elettrici, ben sapendo che con l'idrogeno o con l'elettrico si percorrono meno chilometri che con il metano volgarmente bruciato in normalissimo motore a combustione interna.
Potrebbe essere interessante capire per quale motivo ci prendono per i fondelli.
Tersite
guarda che non è vero che una macchina elettrica faccia meno km di una a metano utilizzando la stessa quantità di combustibile,specialmente se si viaggia in città.
Efficienza di centrale a ciclo combinato 50%,perdite trasmissioni 10%,perdite motore elettrico altro 10%,e stiamo a circa 40%
Efficienza motore termico 30%,perdite da motore a ruota,diciamo un 10%,totale 27%.
Se poi nella centrale a ciclo combinato c'è anche il recupero di calore,allora il rendimento va portato a 70-80%.
E se la macchina va in città bisogna aggiungere che il motore consuma anche quando si sta fermi al semaforo,non si può recuperare l'energia in frenata,il rendimento del motore peggiora durante le accellerazioni,etc etc etc.....
Ho fatto molte approssimazioni ma credo che l'ordine di grandezza sia quello.
Ciao
caro Fabiomas
nel tuo fondamentalmente corretto (forse hai esagerato sul ciclo combinato) bilancio energetico ti sei dimenticato di un piccolo dettaglio:
l'energia elettrica deve essere stoccata in accumulatori. Tale operazione ci frega un ulteriore 50 - 30 % di efficienza.
A meno di dotare le nostre automobili di prolunghe elettriche difficilmente gestibili non vedo l'utilità dell'operazione.
Ciao
Tersite
nel tuo fondamentalmente corretto (forse hai esagerato sul ciclo combinato) bilancio energetico ti sei dimenticato di un piccolo dettaglio:
l'energia elettrica deve essere stoccata in accumulatori. Tale operazione ci frega un ulteriore 50 - 30 % di efficienza.
A meno di dotare le nostre automobili di prolunghe elettriche difficilmente gestibili non vedo l'utilità dell'operazione.
Ciao
Tersite
Siamo sicuri che le nuove batterie a litio abbiano queste basse efficienze?Tersite ha scritto:caro Fabiomas
nel tuo fondamentalmente corretto (forse hai esagerato sul ciclo combinato) bilancio energetico ti sei dimenticato di un piccolo dettaglio:
l'energia elettrica deve essere stoccata in accumulatori. Tale operazione ci frega un ulteriore 50 - 30 % di efficienza.
A meno di dotare le nostre automobili di prolunghe elettriche difficilmente gestibili non vedo l'utilità dell'operazione.
Ciao
Tersite
Qui si parla di un'efficienza del 90% (chi scrive il testo è un prof di chimica dell'uni di Firenze)
http://www.aspoitalia.net/documenti/bar ... ogeno.html
Sul ciclo combinato ho usato un valore che ho letto più volte in rete per le centrali di nuova generazione,qui si parla addirittura di un 56%
http://www.enel.it/sostenibilita/2002/e ... uzione.asp
Ti ripeto,che con la tecnologia attuale sono più efficienti le macchine elettriche,anche se hanno altri tipi di problemi.
Caro fabiomas
Indubbiamente le macchine elettriche sono quelle che danno un maggiore rendimento. Il problema è che tale energia non la puoi stoccare con rese altrettanto valide.
Le possibilità teoriche delle varie tecnologie prospettate sono molto interessanti, ma bisogna sempre valutare la fattibilità.
Esistono in laboratorio celle solari che hanno rendimenti superiori al 30 %, ma costi improponibili.
Nel campo dei semiconduttori si sta studiando la possibilità di usare dei wafer in diamante policristallino artificiale, le prestazioni sarebbero da favola, potrebbero lavorare allegramente anche a temperature sui 1000 gradi quindi con possibilità di miniaturizzazione ancora più spinta, ma i costi sarebbero esorbitanti (per le tasche dei poveri mortali).
Le batterie al litio, in laboratorio, probabilmente si comportano molto bene, bisogna vedere se ce le possiamo permettere e se sono abbastanza robuste per un uso automobilistico.
Una cosa che non vedo mai evidenziata in questi discorsi è che l'estrazione di materiali come gli alcalini o semplicemente il piombo implicano attività industriali molto inquinanti.
Nel bilancio totale si dovrebbe considerare anche questo.
Ciao
Tersite
Indubbiamente le macchine elettriche sono quelle che danno un maggiore rendimento. Il problema è che tale energia non la puoi stoccare con rese altrettanto valide.
Le possibilità teoriche delle varie tecnologie prospettate sono molto interessanti, ma bisogna sempre valutare la fattibilità.
Esistono in laboratorio celle solari che hanno rendimenti superiori al 30 %, ma costi improponibili.
Nel campo dei semiconduttori si sta studiando la possibilità di usare dei wafer in diamante policristallino artificiale, le prestazioni sarebbero da favola, potrebbero lavorare allegramente anche a temperature sui 1000 gradi quindi con possibilità di miniaturizzazione ancora più spinta, ma i costi sarebbero esorbitanti (per le tasche dei poveri mortali).
Le batterie al litio, in laboratorio, probabilmente si comportano molto bene, bisogna vedere se ce le possiamo permettere e se sono abbastanza robuste per un uso automobilistico.
Una cosa che non vedo mai evidenziata in questi discorsi è che l'estrazione di materiali come gli alcalini o semplicemente il piombo implicano attività industriali molto inquinanti.
Nel bilancio totale si dovrebbe considerare anche questo.
Ciao
Tersite
Ciao Tersite,Tersite ha scritto:Caro fabiomas
Esistono in laboratorio celle solari che hanno rendimenti superiori al 30 %, ma costi improponibili.
Nel campo dei semiconduttori si sta studiando la possibilità di usare dei wafer in diamante policristallino artificiale, le prestazioni sarebbero da favola, potrebbero lavorare allegramente anche a temperature sui 1000 gradi quindi con possibilità di miniaturizzazione ancora più spinta, ma i costi sarebbero esorbitanti (per le tasche dei poveri mortali).
Le batterie al litio, in laboratorio, probabilmente si comportano molto bene, bisogna vedere se ce le possiamo permettere e se sono abbastanza robuste per un uso automobilistico.
Una cosa che non vedo mai evidenziata in questi discorsi è che l'estrazione di materiali come gli alcalini o semplicemente il piombo implicano attività industriali molto inquinanti.
Nel bilancio totale si dovrebbe considerare anche questo.
Ciao
Tersite
alcune osservazioni:
1)per quanto riguarda le celle con rendimenti del 30% non è vero che hanno costi improponibili,infatti diverse aziende stanno testando sistemi a concentrazione che le utilizzano(la commercializzazione non dovrebbe essere lontana),eccoti solo un paio di link:
http://www.sol3g.com/eng/girasol.htm
http://www.spectrolab.com/prd/terres/cell-main.htm#
2)batterie a litio per autotrasporto già sono in commercio
http://www.thunder-sky.com/en/technique2.htm
In questo forum c'è qualcuno che le usa nel suo motorino elettrico:
http://www.forumcommunity.net/?t=1293013
Questa invece è una società francese,che oltre a fabbricare batterie a litio,è intenzionata a produrre una macchina elettrica(già presentata al salone di Ginevra):
http://www.batscap.com/en/
per il prezzo bisogna aspettare che ci siano volumi accettabili di produzione
3)d'accordissimo con un'analisi completa dei cicli di produzione delle varie tecnologie,non chiedo di meglio
Ciao