Correlazione tra tumori ginecologici e latticini

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Sibyl
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Correlazione tra tumori ginecologici e latticini

Messaggio da Sibyl » gio lug 07, 2005 1:33 pm

Vorrei sapere se la correlazione tra tumore al seno e ovaio e il consumo di latte e derivati è stata dimostrata scientificamente, oppure se sia stata soltanto riscontrata una correlazione tra i due fenomeni.

Ciao!

Lia
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Messaggio da Lia » gio lug 07, 2005 2:16 pm

Ciao, non conosco studi scientifici ma prima di evitare assolutamente latte e uova avevo l'ovaio micropolicistico, poi nel giro di pochi mesi anche la ginecologa non riusciva a credere all'evidenza dell'ecografia, era sparito tutto. so bene che le cisti non sono necessariamente l'anticamera del tumore ma credo che una correlazione ci sia.
In realtà, secondo la mia omeopata, la chiave di lettura sta nell'intestino, lo scrivo qui in soldoni: con un'alimentazione che non intasa ma ripulisce tramite le fibre e non abbassa le difese di cui l'intestino è sede anche la regolazione ormonale (e quindi le ovaie) funziona a dovere perchè le scorie vengono eliminate.
Se ci fossero studi sarei anch'io interessatissima a leggerne di più.
ciao

Chiara
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Messaggio da Chiara » gio lug 07, 2005 2:24 pm

Ciao Sybil anche io avevo le ovaie con le cisti prima di smettere con il latte... E in realtà devo confessare che ne ero una convinta consumatrice.
Ebbene ho smesso col latte mi sembra due mesi fa, assieme alla carne, e all'ultima visita dal ginecologo, circa dieci giorni fa, niente cisti urrà!
Anche la cugina di mio marito è una gran consumatrice di latte, e guarda caso di ogni tanto si deve fare una bella curetta ormonale per via delle cisti...
Mi sa che qualche correlazione c'è.

Chiara

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » gio lug 07, 2005 10:20 pm

si, è dimostrato e le evidenzie aumentano di continuo. ti serve per qualcosa in particolare?

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » gio lug 07, 2005 10:26 pm

Fox, se tu potessi segnalarmi un documento dove si legge che questa correlazione è stata dimostrata scientificamente te ne sarei grata! : )

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » gio lug 07, 2005 11:36 pm

si il problema è che so la cosa ma ho info sparse qua e là, principalmente in libri,e qualcosa in degli articoli in inglese.

Un articolo in italiano specifico sull'argomento non ne ho, ma posso cercare di mettere insieme le cose e fare un breve pezzo ;)

Alberto
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Re: Correlazione tra tumori ginecologici e latticini

Messaggio da Alberto » gio lug 07, 2005 11:52 pm

Non è una dimostrazione scientifica ma:
La distribuzione del tumore della mammella è molto più elevata nei paesi che consumano grassi animali (Italia, Belgio, Israele, Nord-Europa, Australia, U.S.A) mentre nei paesi più poveri, Venezuela, Filippine, Giappone(è ricco ma hanno un’alimentazione a base di pesce), Sry Lanka, Taiwan le donne raramente sviluppano tumore al seno, al collo dell’utero e hanno anche meno problemi ginecologici.
Carne e grassi animali sono promotori del tumore.
Smuovono cioè un eventuale tumore che potrebbe stare lì per anni.
Una donna asiatica che si trasferisce in America, cambia le abitudini alimentari, non mangia più soia, e ha la stessa probabilità di ammalarsi della donna occidentale.
Nella soia ci sono dei fitoestrogeni che vanno ad occupare dei ricettori della mammella impedendo che ormoni endogeni, soprattutto dopo i 35-40 anni, possano indurre formazioni tumorali

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » ven lug 08, 2005 12:41 am

scusa sibyl ma stasera so di fòri :( non avevo compreso che ti riferivi anche al tumore al seno, avevo memorizzato solo quello alle ovaie Immagine

Ho trovato un paragrafo interessante e sintetico ma che raccoglie un bel po' di bibliografia riguardante il cancro in generale e la capacità del latte di favorirne lo sviluppo. Ci sono anche riferimenti al cancro al seno naturalmente.
Inoltre c'è un lungo e come sempre completissimo articolo di Stephen Walsh, emerito esponenete della nutrizione vegetariana, ma è in inglese, non so se ti può andare bene.

Domani ti dirò altro sul cancro all'ovaio o, se devi preparare una cosa fatta bene e con ordine ti posso aiutare, non so, o se t servono solo informazioni per te penso che dovrebbe andare bene.

Ecco l'articolo di Walsh: http://www.vegansociety.com/briefings/m ... cancer.htm

Ed ecco il paragrafo che ti dicevo. E' tratto da un libro di ...non ricordo il nome XD è megli oche vada a dormire va....

CANCRO

Ci sono almeno due grossi buoni motivi per cui chi ha un cancro dovrebbe interrompere immediatamente ogni consumo di latte e derivati.

Il primo è che "l'ormone bovino IGF-I contenuto nel latte di mucca produce un aumento di dieci volte nella concentrazione di RNA di cellule cancerose umane. IGF-I sembra costituire un componente fondamentale per la proliferazione delle cellule" [Li 1994]. Di questo già abbiamo parlato nel capitolo I, "Gli ormoni bovini e il tuo sviluppo".

IGF-I è il più potente ormone della crescita esistente nell'organismo umano, ed è il più potente ormone della crescita nell'organismo della mucca. Questi due sono al 100% identici, una catena di 70 aminoacidi che sono messi uno dietro l'altro in esattamente la medesima identica sequenza!! Come una combinazione di cassaforte con 70 numeri da immettere esattamente in un unico ordine. Come una chiave in una serratura, quando l'uomo beve latte di mucca, viene recapitata una istruzione di crescita ad ogni cellula nel corpo umano. Qual è questa istruzione? CRESCERE! Quando l' IGF-I trova un cancro pre-esistente, che prima non si espandeva troppo, ora lo stesso cancro moltiplica la velocità di crescita [Outwater 1997].

"Recenti e sempre più completi dati epidemiologici mostrano che elevati livelli di IGF-I sono correlati con un aumentato rischio di un certo numero di tipi diversi di carcinomi. L'importanza degli IGF nella carcinogenesi potrebbe essere dovuto proprio allo stimolo a livello cellulare che aumenta il ricambio e la crescita delle cellule".

Una rassegna della letteratura conferma con documentazione sia epidemiologica che di altro tipo (meccanicistica) il legame tra consumo di latticini e cancro uterino, alle ovaie, alla prostata e al seno [Cancer 1966, Toniolo 1989, Cramer 1989, World Cancer Research Fund 1997, Li 1994, Barnard 1996, Outwater 1997, Chan 1998], linfomi [Cunningham 1976] e cancro ai polmoni [Roswell 1989].

Uno studio, pubblicato il 9 maggio 1998 sulla rivista medica inglese "The Lancet", rivela una correlazione assolutamente inequivocabile tra elevati livelli di questo potente ormone nell'organismo e le donne con cancro al seno. IGF-1 è apparso sulle prime pagine di tutti i giornali americani a seguito di questa pubblicazione (nessuno ha spiegato, però, che dovete prendere latte per ingerirlo!).

Alcuni mesi prima, il 23 gennaio 1998, ricercatori di Harvard erano usciti con un importante studio che forniva prove inconfutabili che IGF-1 è un potente fattore di rischio per il cancro alla prostata. Lo studio del cancro alla prostata fu pubblicato sulla rivista SCIENCE nel gennaio 1998. Uomini che avevano un livello di IGF-1 tra i 300 e i 500 ng/mL avevano una possibilità superiore al 400% di sviluppare il cancro della prostata rispetto a quelli che avevano livelli di IGF-1 tra i 100 e i 185 ng/mL. Gli effetti deleteri di elevati livelli di IGF-1 erano particolarmente pronunciati in uomini oltre i 60 anni di età. In questo gruppo, gli uomini che avevano i livelli più elevati di IGF-1 avevano l'800% di possibilità di sviluppare cancro alla prostata rispetto a uomini con bassi livelli. Gli elevati livelli di IGF-1 potevano essere documentati già molti anni prima che la diagnosi fosse effettuata [Chan 1998].

Il secondo buon motivo per interrompere immediatamente ogni consumo di latte e derivati per il malato di cancro è il dannoso effetto sulla mucosa intestinale dei latticini e la immunogenicità delle sue proteine. Questo lo abbiamo già documentato nel Capitolo 1, "Caseina e alterata permeabilità intestinale".

Aggiungiamo qui solo una citazione ulteriore (da: Cunningham Allan S., “Lymphomas and Animal-Protein Consumption”, The Lancet, 27 novembre 1976, pag. 1184):
"È stato stimato che almeno 100 diversi antigeni sono rilasciati durante la normale digestione del latte bovino, e ciò provoca la produzione di tutte le classi di anticorpi. L'ingerimento di latte di mucca può produrre linfoadenopatia generalizzata, epatosplenomegalia e profonda ipertrofia adenoide. Una stimolazione immunologica cronica da parte delle proteine del latte di mucca causa linfomi in animali di laboratorio ed è ritenuta causare tumori linfoidi negli uomini. La membrana della mucosa gastrointestinale è solo una barriera parziale per l'assorbimento di antigeni alimentari, e gli anticorpi alle proteine del cibo in circolo nel sangue costituiscono potenti stimolanti linfoidi".



Latte di mucca e il paziente con cancro, una bibliografia

American Journal of Epidemiology 130 (5): 904-10 Nov. 1989

Barnard N., "Milk and Breast Cancer". Prevention and Nutrition 1996; August:11-17.

Chan JM, Stampfer MJ, Giovannucci E., "Plasma insulin-like growth factor-1 and prostate cancer risk: a prospective study", Science 1998;279:563-5.

Cramer DW, Harlow BL, Willet WC. "Galactose consumption and metabolism in relation to the risk of ovarian cancer. Lancet 1989;2:66-71.

Cunningham Allan S., “Lymphomas and Animal-Protein Consumption”, The Lancet, November 27, 1976 (page 1184)

Furlanetto & Di Carlo, Cancer Res., 44:2122-2128, 1984

Harris, New Engl. J. Med., 7:473-480, (1992)

"IGFs in carcinogenesis", Horm Res, 1999, 51 Suppl 3

Lamm, Brit. J. Cancer 65: 41-42, 1992

Li X.S., Exp-Cell-Res., March, 1994, 211(1)

Lipman, J. National Inst. Health Res., 3:59-62, 1991

NG, Nature Medicine, 3: 1141-1144, (1997)

Outwater JL, Nicholson A, Barnard N., "Dairy products and breast cancer: the IGF-I, estrogen, and bGH hypothesis", Med Hypotheses 1997 Jun;48(6):453-61

Ovarian Cancer. Science News, Vol. 136, No.4, p 52, JUL. 22, 1989

Pollack, Breast Cancer Res. Treat., 22:91-100, 1992

Rosen, Breast Cancer Res. Treat., 18 (Suppl): 555-562, (1991)

Roswell Park Memorial Institute, Cancer 64 (3): 605-12, 1989.

Toniolo Paolo, Journal of the National Cancer Institute, feb. 1989

"Uterine and ovarian cancers linked to elevated milk consumption. Epidemiological evidence", Cancer 1966;19

World Cancer Research Fund, "Food, Nutrition, and the Prevention of Cancer: A Global Perspective", American Institute of Cancer Research. Washington, D.C.: 1997.

Xian, J. Endocrinology, 146: 215-225, 1995

Bulbasaur
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Messaggio da Bulbasaur » ven lug 08, 2005 9:00 am

Anch'io so che esiste una grossa xorrelazione, e ne parlava il mio famoso libro "Milk: the silent killer" quello che in Italia non vede e non vedrà MAI la luce (...buono! è quello della Lola! mavaffanculo va...)

Ci sono anche le statistiche...i paesi col maggior consumo di latticini, vedono anche il triste primato dei tumori al seno (mi sembra ...ma non ci giurerei Olanda e paesi bassi... ripeto, non ricordo con certezza)...così come gli Stati Uniti hanno quello del cancro correlato al maggior consumo di carne...

Vi ricordate quando morì Linda McCartney di tumore al seno?
Vi ricordate i nostri amati media come si sbrigarono a sottolineare che era vegetariana?????
Era detto all'inizio di ogni servizio, come a voler dire vegetariani=cancro.

Quello che non hanno detto era che si trattava di una gran consumatrice di latticini...

Nessuna ragazza (per voi maschietti mi sembra ardua...) ha notato una diminuzione di tensione mammaria premestruale con la sospensione del latte? io si!!!!!!!!!

Lia
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Messaggio da Lia » ven lug 08, 2005 2:09 pm

Anch'io ho notato una lenta ma costante diminuzione della sindrome premestruale, inclusa la tensione al seno.
grazie Fox x il link, molto interessante, aspetto anch'io altre info
ciao
Lia

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » ven lug 15, 2005 1:24 pm

Ecco altro materiale sul cancro ovarico.


intorno al 1980 si avevano prove a sufficienza per affermare che un collegamento tra latte e cancro all'ovaio era ipotizzabile e ben supportabile con studi, e si rilanciava l'interesse in questo campo e la necessità di nuovi studi.

Studi come
Cramer DW. Lactase persistence and milk consumption as determinants of ovarian cancer risk. Am J Epidemiol 1989;130:904–10. iniziavano già ad analizzare i dati disponibili all'epoca e studiando correlazione tra fattori come assunzione di latte, cancro ovarico e intolleranza al lattosio, ipotizzando anche correlazioni con la tossicità del galattosio, una particolare sostanze contenuta nel latte.

o anche Am J Epidemiol. 1991 Sep 1;134(5):457-9; discussion 460-1.


negli ultimi anni è diventata ormai chiara l'associazione, grazie anche a studi epidemiologici di grande portata come lo Iowa e l'Adventist. Inoltre, il crescente interesse per frutta e vegetali iniziò anche ad evidenziare come il consumo di questi alimentia sia associato ad una diminuzione dell'incidenza di cancro.

Prospective study of diet and ovarian cancer

Lessons from dietary studies in Adventists and questions for the future

fino ad arrivare a studi come questo, che ormai confermano cioè che si era ipotizzato già negli anni 80.

Milk and lactose intakes and ovarian cancer risk in the Swedish Mammography Cohort

abbiamo fatto una breve cronologia :P


Inoltre ti copio questo breve paragrafo da SSNV, di un articolo tradotto da PCRM. http://www.scienzavegetariana.it/nutriz ... icini.html

3-Cancro

Alcuni tumori, come ad esempio quello dell'ovaio, sono stati messi in stretta relazione con il consumo di latticini. Lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio, viene scisso nell'organismo ottenendo un altro zucchero, il galattosio. A sua volta il galattosio viene ulteriormente catabolizzato da enzimi. Secondo uno Studio del dr. Daniel Cramer e collaboratori a Harvard [12], quando il consumo di latticini eccede quantitativamente la possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio, questo può accumularsi nel sangue, e può danneggiare le ovaie femminili. Alcune donne possiederebbero inoltre livelli di questi enzimi particolarmente bassi, ed il consumo regolare di derivati del latte può triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro ovarico.

I tumori della mammella e della prostata sono pure stati messi in relazione con il consumo di derivati del latte, correlazione presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad aumentati livelli plasmatici di un composto denominato Insulin-like Growth Factor (IGF-I) [13, 14, 15]. Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumino regolarmente latticini [16]. Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino. Uno Studio recente mostra come soggetti maschili che presentino elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo fattore siano bassi [14].

Cramer DW, Harlow BL, Willett WC, Welch WR, Bell DA, Scully RE, Ng WG, Knapp RC Galactose consumption and metabolism in relation to the risk of ovarian cancer, Lancet 1989 Jul 8;2(8654):66-71.
Outwater JL, Nicholson A, Barnard N Dairy products and breast cancer: the IGF-I, estrogen, and bGH hypothesis, Med Hypotheses 1997 Jun;48(6):453-61.
Chan JM, Stampfer MJ, Giovannucci E, Gann PH, Ma J, Wilkinson P, Hennekens CH, Pollak M Plasma insulin-like growth factor-I and prostate cancer risk: a prospective study, Science 1998 Jan 23;279(5350):563-6. (e-mail: [email protected])
World Cancer Research Fund Food, nutrition and the prevention of cancer: a global perspective, American Institute of Cancer Research 1997;Washington DC.
Cadogan J, Eastell R, Jones N, Barker ME Milk intake and bone mineral acquisition in adolescent girls: randomised, controlled intervention trial, BMJ 1997 Nov 15;315(7118):1255-60.

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » sab lug 16, 2005 3:02 pm

Grazie tantissimo Fox,

sei veramente gentilissimo.
Ora mi metterò con pazienza a leggere.

: )))))))))))))))

caty1978
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Iscritto il: lun dic 06, 2004 2:56 pm

Ragazzi

Messaggio da caty1978 » dom lug 17, 2005 9:11 pm

Questo argomento m'interessa particolarmente...È da qualche anno che soffro di cisti alle ovaie e e quindi mi state facendo riflettere se il consumo di latte (che in pratica si limita al mio cappuccino la mattina, perché non mangio il formaggio quasi per niente) può essere una delle cause...Ogni ulteriore informazione è ben accetta!!!

sciuga
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Messaggio da sciuga » lun lug 18, 2005 11:22 am

all'istituto dei tumori di milano c'è un gruppo di ricerca "diana" che si occupa del collegamento tra cancro e alimentazione. la loro dieta prevede un'alimentazione basata su frutta, verdura, legumi e cereali integrali. invece taglia del tutto carne, latticini e zucchero.

qui c'è un breve articolo:
Il tumore si vince in cucina
È possibile ridurre il rischio di cancro al seno attraverso una dieta e un modo di cucinare adeguati? A questa domanda da molti anni rispondono gli esperti dell'Istituto dei tumori di Milano guidati da Franco Berrino, che proprio in questi giorni stanno iniziando il terzo studio clinico (Diana 3) sull'argomento.

Il primo obiettivo del Diana è stato quello di verificare una dieta ad hoc per le donne in menopausa che sono più esposte al rischio cancro. Spiega l'epidemiologo: "Le donne in menopausa, che hanno alti livelli di testosterone, hanno una probabilità quasi doppia di andare incontro alla malattia rispetto alle altre. Negli anni scorsi abbiamo dimostrato che una dieta appropriata ha una grande influenza sulla concentrazione dell'ormone come su quella dell'insulin-like growth factor 1 (Igf1), un'altra sostanza i cui livelli sono collegati al cancro mammario". Per giungere alla conclusione Berrino ha messo insieme una squadra di dietisti e clinici che hanno insegnato alle donne, con appuntamenti gastronomici e corsi specifici, come cucinare per migliorare la dieta senza rinunciare al gusto. "Abbiamo fatto ricorso a molte cucine tradizionali, che danno spazio ai legumi e ai cereali integrali, limitando al contempo l'apporto di zuccheri complessi e di carni rosse", spiega. Il secondo studio, condotto alla fine degli anni Novanta, ha confermato il potere di un'alimentazione di questo tipo in donne che avevano già avuto un tumore al seno e che hanno visto ridurre il rischio di recidive. Ora Berrino si accinge a verificare i dati in donne sane giovani, i cui livelli ormonali cambiano in rapporto alle fasi del ciclo e che devono quindi essere controllate in modo assai più complesso. Accanto a un gruppo di donne cui verrà somministrata la dieta già usata, ne sarà studiato un secondo nella cui alimentazione sarà ridotto l'apporto di proteine vegetali quali quelle della soia. Il reclutamento è in corso (per partecipare allo studio, telefonare allo 02 23903552). A. Cod.
da: http://www.espressonline.it/eol/free/js ... ent=791222

e poi c'è questo:
Dottor Berrino, da qualche anno lei sta conducendo all’Istituto dei Tumori di Milano, anche con l’aiuto dell’Associazione “Attive Come Prima”, lo studio denominato Diana: ci può dire di che si tratta?

«Lo studio è stato suggerito dall’osservazione che l’alimentazione delle popolazioni dove l’incidenza di tumore della mammella è minore, come quelle orientali o dell’Italia meridionale, è ricca di fitoestrogeni, sostanze vegetali simili agli ormoni femminili ma molto meno potenti. I fitoestrogeni sono contenuti nei semi di molti vegetali: ne sono ricchissimi la soia e il lino e in misura minore i cereali purché non siano eccessivamente raffinati, i legumi, la frutta, le noci, le mandorle. L’ipotesi da cui siamo partiti è che attraverso diversi meccanismi di azione i fitoestrogeni abbassino il livello di quegli ormoni sessuali che a loro volta favoriscono il tumore: e che per questo motivo esercitino un’azione protettiva sulla mammella. Per rendere gradevole la nostra dieta abbiamo utilizzato le ricette, anche dimenticate, della tradizione popolare e abbiamo cercato di “occidentalizzare” la dieta senza tradire il suo contenuto».

«Il primo studio Diana ha coinvolto un centinaio di donne sane che per 4 mesi e mezzo hanno accettato una dieta a base di fitoestrogeni: i risultati sono stati positivi, non solo il livello degli ormoni sessuali è diminuito ma è diminuito anche il peso corporeo e il colesterolo. Il secondo studio Diana ha coinvolto donne operate di tumore al seno ed ha avuto un risultato altrettanto soddisfacente: anche se in misura minore del tamoxifene, il farmaco usato per prevenire possibili ricadute della malattia, la diete a base di fitoestrogeni ha confermato di abbassare il livello degli ormoni che possono favorire il tumore e quindi di diminuire il rischio di cancro al seno».

«L’obiettivo per il futuro è di verificare l’effetto della stessa dieta non più sugli ormoni ma direttamente sui tumori della mammella, della prostata e dell’intestino. Per avere dati significativi, però, occorre che allo studio partecipino molte persone e che il tempo di osservazione sia molto più lungo di quello usato in passato (almeno 5 anni). In alternativa la dieta a base di fitoormoni potrebbe essere studiata su un gruppo di donne che appartengono a famiglie ad alto rischio di tumore al seno. In questo caso il numero delle donne che partecipano allo studio potrebbe essere ridotto: la loro adesione a questo progetto sperimentale sarebbe utile sia sul piano personale che alla ricerca oncologica che ha come obiettivo l’identificazione di una dieta in grado di prevenire il tumore».
da: http://www.vegan3000.info/DettInfoNutri ... sp?Cod=300

lunanuova
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Messaggio da lunanuova » lun lug 18, 2005 9:53 pm

Più leggo questi post e meno capisco la loro utilità; che gusto ci può essere nel sapere le eventuali implicazioni mefitiche dell'utilzzo di latte da persone che non lo consumano?? Oltrettutto non c'è niente di assodato, ache gli studi citati non evidenziano niente.
Bah....

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