"mucche da latte"

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Bago
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"mucche da latte"

Messaggio da Bago » gio lug 07, 2005 11:14 am

Ciao a tutti,
l'altro giorno stavo spiegando ad un'amica come avviene realmente la produzione di latte vaccino e tutte le sofferenze che le mucche e i loro vitellini sono costrette a subire....insomma lei sostiene che esistono diverse razze di mucche, cioè che ci sono razze che producono latte naturalmente senza essere ingravidate mangiando l'erba!!!! E' assurdo!
Così visto che è così difficile farle capire che la natura non è questa vi chiedo di indicarmi siti internet con spegazioni scientifiche e non di parte, perchè quando le ho fatto leggere qualcosa tipo "dalla fabbrica alla forchetta", lei sosteneva comunque che non era vero!!!

Grazie per il vostro aiuto!!!
Buona giornata!

Chiara
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Messaggio da Chiara » gio lug 07, 2005 2:21 pm

Al di là del fatto che non consumo più latte di mucca, ho comunque anche io questo dubbio:
vorrei sapere che bisgno c'è di ingravidare ogni anno la mucca affinchè produca latte.
Una donna dopo aver portato a termine la prima gravidanza contunua a produrre latte finchè il bambino si attacca. Ovvero a parte i primi tempi in cui la produzione è regolata dagli ormoni, in seguito si stabilizza la giusta produzione secondo la regola della domanda ed offerta.
Non vorrei dire boiate, ma mi viene da pensare che anche la mucca in teoria dovrebbe continuare a produrre latte finchè qualcuno la munge.
E ne dovrebbe produrre la quantità che le viene di volta in volta tolta.
Perchè ingravidarla ogni anno?
Mi sembra uno spreco inutile, al di là di tutte le considerazioni che più volte sono state fatte in questo forum sullo spreco di allevare animali allo scopo di sfruttarli in questo modo.
Inoltre, visto che le mucche da latte producono dieci volte tanto quello che produrrebbero se fossero libere di allattare il loro vitello e basta, perchè non lasciare loro comunque il loro cucciolo? Penso che la mucca sarebbe perfettamente in grado di produrre abbastanza latte per entrambi gli scopi, no?

Chiara

Marina Berati
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Re: "mucche da latte"

Messaggio da Marina Berati » gio lug 07, 2005 2:28 pm

Bago ha scritto:Ciao a tutti,
l'altro giorno stavo spiegando ad un'amica come avviene realmente la produzione di latte vaccino e tutte le sofferenze che le mucche e i loro vitellini sono costrette a subire....insomma lei sostiene che esistono diverse razze di mucche, cioè che ci sono razze che producono latte naturalmente senza essere ingravidate mangiando l'erba!!!! E' assurdo!
Così visto che è così difficile farle capire che la natura non è questa vi chiedo di indicarmi siti internet con spegazioni scientifiche e non di parte, perchè quando le ho fatto leggere qualcosa tipo "dalla fabbrica alla forchetta", lei sosteneva comunque che non era vero!!!

Grazie per il vostro aiuto!!!
Buona giornata!

Scusa, mi viene la nausea. Va bene ignoranza, ma chiudere gli occhi di fronte alla realta', e' troppo... Magari la prossima domanda sara' "Ma il tonno viene dagli animali o cresce in scatoletta sugli alberi?". Piu' o meno il livello e' questo.

Scusate lo sfogo...

http://www.granlatte.it/documents/Lola/ ... orgi02.pdf

2.7 – I parametri di allevamento
Obiettivo dell’allevamento è quello di
far partorire una vacca con una cadenza di
poco superiore all’anno (0,95 parti/anno
costituiscono il valore ottimale) per ottenere
la massima produzione di latte con il
minor consumo di alimenti.
La vacca viene di nuovo coperta dopo
60 gg dal parto. Il tasso di rilevamento dei
calori va dal 40 al 45%. La lattazione dura
circa 300 gg. Il periodo di asciutta, che
precede il parto successivo, dura da 45 a
60-80 gg. Il parto avviene all’età di 2,2-
2,4 anni e la carriera dura 5-6 parti. La
rimonta (tasso di sostituzione degli animali)
va dal 20 al 30% in relazione alle condizioni
sanitarie, selettive ecc..
Al vitello appena nato viene somministrato
il colostro per 3-4 giorni. Esso viene
poi allattato con latte naturale o rigenerato,
e svezzato a 5-12 settimane in funzione
della destinazione (se da ingrasso o da
rimonta).
Il toro inizia l’attività a 18 mesi e viene
scartato a 7-8 anni.


http://www.provincia.padova.it/agricolt ... na/a12.htm
Le mucche sono in grado di partorire un vitello all'anno. Dopo il parto vengono munte regolarmente e possono produrre latte per una decina di mesi. Al termine di questo periodo, il latte si esaurisce; in gergo, gli animali "vanno in asciutta" per un periodo di due mesi.

E poi, dille che si compri un manuale di zootecnia.

Ciao,
Marina

Chiara
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Messaggio da Chiara » gio lug 07, 2005 3:24 pm

Lo so Marina, che le mucche sono allevate così, la mia domanda era in un altro senso: perchè allevarle così ?
Voglio dire: va bene (si fa per dire eh) il discorso che in questo modo massimizzano la produzione di latte, ma poi si ritrovano a dover sfamare ogni anno un nuovo vitello oltre alla madre...
Certo in effetti macellandolo quando è piccolo ottengono il doppio risultato di avere il latte + la carne del vitello.
Davvero un gran brutto discorso.
Ma secondo me alla lunga non sono poi così convinta che anche dal punto di vista puramente economico sia così vantaggioso tutto il processo.
Secondo me se le aziende agricole riducessero e rallentassero questi processi produttivi è vero che ridurrebbero le entrate, ma secondo me ridurrebbero anche i costi.
Certo che finchè il mercato tiene alta la domanda anche i produttori continueranno a mantenere alta l'offerta.
Il problema vero è il fatto che queste informazioni sia etiche sia salutistiche sono occultate molto bene ed i normali mezzi diinformazione non diffondono affatto questo genere di cultura, anzi spacciano notizie superficiali facendo credere che sia necessario e normale tutto questo meccanismo perverso.

Chiara

francesca19
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Messaggio da francesca19 » gio lug 07, 2005 3:40 pm

Chiara ha scritto:Secondo me se le aziende agricole riducessero e rallentassero questi processi produttivi è vero che ridurrebbero le entrate, ma secondo me ridurrebbero anche i costi.
Al di là dell'aspetto animalista, questo ragionamento economicamente non torna: hai mai sentito parlare di BEP?
E' un punto oltrepassando il quale la produzione diventa conveniente, al di sotto sei in perdita, facendo le stesse cose.
Un albergo di un certo tipo con meno di 20 camere, un produttore di uova con meno di 20.000 ovaiole, ecc....

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » gio lug 07, 2005 3:44 pm

Oltre al fatto che lo sfruttamento della vacca è talmente intenso che massimizzare la produzione significa farla sgravare ogni anno, così ila sua produzione è massima. E poi, per poter continuare ad avere il latte, devono nascere altre vitelline che diventeranno a loro volta vacche da latte, mentre i maschi diventano carne bianca. Le femmine devono sempre continuare a nascere... altrimenti niente latte.

Cokolada
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Messaggio da Cokolada » gio lug 07, 2005 7:18 pm

Se la tua amica ha + di 4 anni io mi preoccuperei seriamente per lei e non lo dico per offendere, sono seria.

Chiara
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Messaggio da Chiara » gio lug 07, 2005 9:01 pm

francesca19 ha scritto:[Al di là dell'aspetto animalista, questo ragionamento economicamente non torna: hai mai sentito parlare di BEP?
E' un punto oltrepassando il quale la produzione diventa conveniente, al di sotto sei in perdita, facendo le stesse cose.
....
Si conosco l'argomento, ma lo stesso il discorso non torna.
Queste regoline accademiche da manuali di economia secondo me alla lunga finiscono per ritorcersi contro la collettività che le mette in atto.

Lo so che il mio commento di prima potrà essere sembrato un po' ingenuo, ma quando dico economicamente non è vantaggioso non mi riferisco solo alla piccola economia marginale dell'allevatore.
Si forse marginalmente il conto di massimizzare il profitto, la produzione funziona, attuando modelli matematici che ben conosciamo, e che necessariamente non guardano in faccia il lato etico della questione.

Ma per la collettività il conto economico è davvero così ottimizzato?
Parlando dal punto di vista puramente salutistico, se un abuso di questi alimenti porta a diverse malattie degenerative tipiche delle società del benessere, chi paga le spese mediche per i malati?
Oppure guardando il lato etico-ambientale, se mantenere gli allevamenti costa alla terra uno spreco di terreno e risorse per coltivare i mangimi ed i foraggi destinati agli animali da macello, a discapito delle popolazioni povere ... alla lunga questi poveracci verranno a casa nostra a cercare fortuna. E chi paga le spese per dare un primo sostentamento a questi disperati che arrivano con i barconi? Chi paga le spese per mantenere quelli che finiscono in carcere, chi paga le spese per rimpatriarli?
Sempre noi.
Gli allevatori son persone come noi, hanno una famiglia dei figli, una casa... e le conseguenze di questo spreco le subiscono anche loro.

Ho letto alcuni pezzi di un libro che si intitola "calcoli morali" e che dimostra in termini matematici che la scelta di comportarsi in modo morale ed etico è anche la scelta più vantaggiosa per la collettività e di conseguenza anche per il singolo.
Questo intendo quando dico che non è vantaggioso.

Chiara

Marcello

Messaggio da Marcello » gio lug 07, 2005 9:43 pm

Chiara, questo succede perché lo Stato non sempre guarda al vantaggio in termini economici sul lungo periodo, ma solo sul brevissimo e sul medio.

Ti faccio un esempio per tutti: il fumo. Lo Stato preferisce incassare ora i soldi dai chi fuma, pur sapendo che dopo dovrà spendere molto di più per curarli.

Se il fumatore pagasse per ogni pacchetto anche il danno che poi procura allo Stato, in termini di malattia, ogni confezione dovrebbe costare almeno cinque volte tanto (fu un conto fatto da legambiente qualche anno fa).

Per alcune cose è facile imporre dei cambiamenti: cinture di sicurezza, casco per i motociclisti, assicurazioni per le casalinghe ecc. ecc.

Per altre, dove ci sono potentati economici e lobby fortissime, è il caso degli allevatori, certo a nessuno viene in mente che i soldi guadagnati ora, in termini di pace sociale, di giro economico e via discorrendo, dovranno essere spesi in maniera molto maggiore dopo. E magari distruggendo un'altra zona del pianeta....

Siamo noi che dobbiamo cambiare.

M.

Marcello

Messaggio da Marcello » gio lug 07, 2005 9:46 pm

Ti faccio un altro esempio: i condoni.

Incassare ora, pur sapendo che poi il danno, in termini di scempio ambientale e di diseducazione ("intanto costruisco, anche senza licenza, tanto poi c'è il condono) civica, sarà enorme, e pagato dalle generazioni successive.

M.

francesca19
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Messaggio da francesca19 » gio lug 07, 2005 9:51 pm

Gli allevatori e gli agricoltori "vivono" sui sussidi della CE, nuocendo anche agli altri del Sud del mondo.

Marcello

Messaggio da Marcello » ven lug 08, 2005 6:34 am

francesca19 ha scritto:Gli allevatori e gli agricoltori "vivono" sui sussidi della CE, nuocendo anche agli altri del Sud del mondo.
Ah, su questo non c'è dubbio.

M.

Marcello

Messaggio da Marcello » ven lug 08, 2005 6:35 am

Gli acquisti domestici di latte sono diminuiti, negli ultimi cinque anni, del 2.6%.

(Confederazione Italiana Allevatori)

Iregaia
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Località: Correggio (RE) Emilia - mamma di Gaia 31/10/03 e Giulio 09/03/06

Messaggio da Iregaia » ven lug 08, 2005 8:35 am

Mi è sorta una considerazione:
l'allevatore ingravida la mucca ogni anno per avere il massimo del latte da produrre ed esce dalle quote latte consentite, Pinge strepita e urla perchè gli fanno pagare una multa salata e può anche darsi che il suo latte per questo meccanismo perverso di produzione/limite quote latte venga gettato.
Ma a questo nessuno ha mai pensato?

Bulbasaur
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Re: "mucche da latte"

Messaggio da Bulbasaur » ven lug 08, 2005 8:51 am

Marina Berati ha scritto: Scusa, mi viene la nausea. Va bene ignoranza, ma chiudere gli occhi di fronte alla realta', e' troppo... Magari la prossima domanda sara' "Ma il tonno viene dagli animali o cresce in scatoletta sugli alberi?".
Bè, se pensi che mia suocera ancora mi chiede "ma il prosciutto lo mangi"?
Il prosciutto viene coltivato negli orti...puoi averlo di due tipi, a fettine o a cubetti. O____O

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