Latte animale
Latte animale
Più ci rifletto, più penso che rubare il latte alle altre specie sia quasi peggio dell'orrore del mangiare carne e pesce...
Senza nulla togliere a queste cose, trovo che il discorso latte sia davvero sottovalutato e se ne parli troppo poco.
Penso che un alimento più innaturale non ci sia o meglio è naturale quello umano per gli umani, quello vaccino per i vitellini, quello caprino per i capretti e così via...
Quale altra specie toglie il cucciolo alla mamma (che farà cmq una brutta fine) per rubargli il latte?
Cioè non so gli altri vegan, ma a me davvero è la cosa che fa più incavolare in assoluto, fomentata dalle ipocrite, false e stupide pubblicità con mucche sorridenti!
Ora, per assurdo (non è una giustificazione agli altri alimenti onnivori), in natura cmq la carne e il pesce sono mangiati da altre specie, le uova a volte vengono rubate da altre specie, ma il latte?
Il latte è prodotto da ogni mamma per il suo cucciolo e basta, non esiste che una mamma ha il latte per i comodi di un'altra specie.
Al di là dei discorsi salutistici cosa c'è di più ingiusto di rubare il latte?
Questo lo chiedo soprattutto ad onnivori e vegetariani, perchè io proprio non riesco a capacitarmene e non mi serve vedere il vitellino anemico o la mucca che chiama disperatamente il cucciolo, ma mi basta anche solo rifletterci razionalmente.
Che ne pensate?
Senza nulla togliere a queste cose, trovo che il discorso latte sia davvero sottovalutato e se ne parli troppo poco.
Penso che un alimento più innaturale non ci sia o meglio è naturale quello umano per gli umani, quello vaccino per i vitellini, quello caprino per i capretti e così via...
Quale altra specie toglie il cucciolo alla mamma (che farà cmq una brutta fine) per rubargli il latte?
Cioè non so gli altri vegan, ma a me davvero è la cosa che fa più incavolare in assoluto, fomentata dalle ipocrite, false e stupide pubblicità con mucche sorridenti!
Ora, per assurdo (non è una giustificazione agli altri alimenti onnivori), in natura cmq la carne e il pesce sono mangiati da altre specie, le uova a volte vengono rubate da altre specie, ma il latte?
Il latte è prodotto da ogni mamma per il suo cucciolo e basta, non esiste che una mamma ha il latte per i comodi di un'altra specie.
Al di là dei discorsi salutistici cosa c'è di più ingiusto di rubare il latte?
Questo lo chiedo soprattutto ad onnivori e vegetariani, perchè io proprio non riesco a capacitarmene e non mi serve vedere il vitellino anemico o la mucca che chiama disperatamente il cucciolo, ma mi basta anche solo rifletterci razionalmente.
Che ne pensate?
-
Sibyl
- Messaggi: 704
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 8:57 am
- Località: una catapecchia in un luogo impervio e nero
- Contatta:
Quando sono diventata vegan ho pensato le stesse cose che hai appena scritto. Non so perchè, ma quando pensavo al latte mi veniva ancora più rabbia di quanta me ne facesse venire l' uccisione di un animale per la sola carne. Forse perchè c'è tutto questo orrendo spettacolino delle pubblicità delle mucche sorridenti, forse perchè molti vegetariani - che hanno la nostra stessa sensibilità- fanno fatica a capire la questione del latte, e quindi accrescono il senso di frustrazione e sconfitta. Non lo so.
----------------------------------------------------------------------------
La mia vita
La mia vita è stata breve. E’ durata solo pochi mesi.
Dicono che quelli come me vivono, liberi nella natura, molti anni:
quindici-venti. Natura. Non so cosa significhi questa parola. Ma dev’essere
qualcosa di bello.
La mia mamma era grande, e buona. Quando sono nato mi ha subito
nutrito col suo latte, che era dolce, cremoso. Buono. Era il latte della mia
mamma. Era affettuosa, ed era bella, la mia mamma. Aveva grandi occhi che
mi guardavano con amore. Ma dopo pochi giorni vennero e mi portarono
via. Ricordo tutto. Il pianto della mamma. Le mie urla. Perché ci hanno
voluto separare?
Mi misero in una specie di scatola dove non mi potevo muovere, non mi
potevo girare, né distendermi del tutto.
In questa prigionia, in questo isolamento, passai diversi mesi. Dormivo
male. Non sognavo più. Almeno nei sogni avrei potuto rivedere la mia
mamma. Ma nemmeno quello mi era concesso. Da mangiare mi davano un
liquido bianco, senza sapore, del tutto diverso dal latte della mamma. Avevo
sempre fame, quella roba non mi nutriva. Ero debole, e stanco, e annoiato.
Non potevo giocare coi miei compagni, rinchiusi come me in altre scatole in
quel luogo privo di luce. Ero triste, solo. Avevo il cuore spezzato dalla nostalgia
per la mia mamma. E per l’erba e l’aria pulita che sapevo esistere anche se
non le avevo mai viste e annusate.
Passava il tempo e io mi sentivo impazzire, ogni giorno di più. La mia
tristezza si mescolò all’odio, per chi ci teneva prigionieri, per chi ci obbligava
a questa tortura.
Un giorno, vennero a prendermi, e mi portarono via di nuovo. Sentii rinascere
la speranza. “Forse posso tornare dalla mia mamma?” Pensavo. “Chissà
quanto sarà stata in pena”. Invece mi fecero entrare in una scatola molto
più grande, assieme a tutti i miei compagni. Stavamo così stretti che quasi
non riuscivo a respirare. La scatola iniziò a muoversi, e noi non riuscivamo
a tenerci in equilibrio, e avevamo paura, quelli che cadevano finivano schiacciati.
Era caldo e non avevamo acqua da bere. Continuò così per molte,
molte ore, forse per giorni. Alla fine arrivammo, stremati. Finalmente l’aria
aperta, la luce del sole. Forse qui potevamo stare in pace, pensavo. Almeno,
quelli di noi che non erano morti, o feriti.
Ci fecero mettere in fila. Sentivamo un cattivo odore, che ci rendeva
inquieti, e spaventati, anche se all’inizio non riuscivamo a capire cosa fosse.
Poi capimmo.
Era sangue.
E tutto fu chiaro. Ci avevano portato fino a lì, lungo quel viaggio massacrante,
per ucciderci. Perché? Non lo sapevamo.
Tentammo di scappare, ma non fu possibile. Uno alla volta, ci facevano
salire su una pedana, ci davano un colpo alla testa, ci appendevano a testa in
giù, e ci tagliavano la gola. Il sangue usciva, e inondava il pavimento e le mani
e i vestiti degli uomini. Ma loro non ci badavano, erano tranquilli e allegri.
Fischiettavano, abituati al massacro. Una volta sgozzati, ci tagliavano a pezzi,
con coltelli e seg.he elettriche.
Io continuavo a non capire il perché. Provavo quasi più stupore che paura.
Assieme all’odio, aumentato dalla delusione. Che illuso a pensare che mi
avrebbero liberato, dopo tutti quei mesi di prigionia!
Venne il mio turno. Mi diedero un colpo alla testa, ma non gli riuscì bene,
ed ero ancora cosciente. Sentii, intontito com’ero, la lama penetrare nella mia
gola. Cercai di scappare, ma non riuscivo a muovermi. Ci misi un bel po’, a
morire.
Di solito, finisce qui. Ma ogni tanto, a uno di noi viene concesso di
sopravvivere nello spirito, come un fantasma. Staccarsi dal corpo, ma vivere
ancora con la mente, vedere, sentire, capire. Capire fino a un certo punto: il
perché di tutta questa cattiveria non potrà mai essere spiegato e capito.
Seppi così che io ero stato un “vitello a carne bianca”. Che la mia mamma
era una “vacca da latte”. E’ ancora lì, che partorisce miei fratelli e sorelle,
per produrre il latte che gli uomini le rubano. Tra pochi anni ammazzeranno
anche lei come hanno fatto con me, quando non produrrà più abbastanza.
Seppi che gli uomini che ci tengono prigionieri si chiamano “allevatori”, che
quelli che ci uccidono si chiamano “macellai”, che quelli che mangiano le
nostre carni si chiamano “onnivori”. O carnivori. O mangiacadaveri.
Seppi anche che avevo un potere, come spirito: apparire nei sogni degli
uomini, e trasformarli in incubi, rendere le loro notti un inferno, e i loro
giorni una tortura, fino a farli impazzire.
Imparai ad usarlo.
Se notate che il vostro macellaio ha gli occhi cerchiati, la mattina... ora
sapete perché. Prima o poi toccherà anche chi mangerà i miei fratelli.
Note: di Marina Berati
http://www.vitadamarionette.com
----------------------------------------------------------------------------
La mia vita
La mia vita è stata breve. E’ durata solo pochi mesi.
Dicono che quelli come me vivono, liberi nella natura, molti anni:
quindici-venti. Natura. Non so cosa significhi questa parola. Ma dev’essere
qualcosa di bello.
La mia mamma era grande, e buona. Quando sono nato mi ha subito
nutrito col suo latte, che era dolce, cremoso. Buono. Era il latte della mia
mamma. Era affettuosa, ed era bella, la mia mamma. Aveva grandi occhi che
mi guardavano con amore. Ma dopo pochi giorni vennero e mi portarono
via. Ricordo tutto. Il pianto della mamma. Le mie urla. Perché ci hanno
voluto separare?
Mi misero in una specie di scatola dove non mi potevo muovere, non mi
potevo girare, né distendermi del tutto.
In questa prigionia, in questo isolamento, passai diversi mesi. Dormivo
male. Non sognavo più. Almeno nei sogni avrei potuto rivedere la mia
mamma. Ma nemmeno quello mi era concesso. Da mangiare mi davano un
liquido bianco, senza sapore, del tutto diverso dal latte della mamma. Avevo
sempre fame, quella roba non mi nutriva. Ero debole, e stanco, e annoiato.
Non potevo giocare coi miei compagni, rinchiusi come me in altre scatole in
quel luogo privo di luce. Ero triste, solo. Avevo il cuore spezzato dalla nostalgia
per la mia mamma. E per l’erba e l’aria pulita che sapevo esistere anche se
non le avevo mai viste e annusate.
Passava il tempo e io mi sentivo impazzire, ogni giorno di più. La mia
tristezza si mescolò all’odio, per chi ci teneva prigionieri, per chi ci obbligava
a questa tortura.
Un giorno, vennero a prendermi, e mi portarono via di nuovo. Sentii rinascere
la speranza. “Forse posso tornare dalla mia mamma?” Pensavo. “Chissà
quanto sarà stata in pena”. Invece mi fecero entrare in una scatola molto
più grande, assieme a tutti i miei compagni. Stavamo così stretti che quasi
non riuscivo a respirare. La scatola iniziò a muoversi, e noi non riuscivamo
a tenerci in equilibrio, e avevamo paura, quelli che cadevano finivano schiacciati.
Era caldo e non avevamo acqua da bere. Continuò così per molte,
molte ore, forse per giorni. Alla fine arrivammo, stremati. Finalmente l’aria
aperta, la luce del sole. Forse qui potevamo stare in pace, pensavo. Almeno,
quelli di noi che non erano morti, o feriti.
Ci fecero mettere in fila. Sentivamo un cattivo odore, che ci rendeva
inquieti, e spaventati, anche se all’inizio non riuscivamo a capire cosa fosse.
Poi capimmo.
Era sangue.
E tutto fu chiaro. Ci avevano portato fino a lì, lungo quel viaggio massacrante,
per ucciderci. Perché? Non lo sapevamo.
Tentammo di scappare, ma non fu possibile. Uno alla volta, ci facevano
salire su una pedana, ci davano un colpo alla testa, ci appendevano a testa in
giù, e ci tagliavano la gola. Il sangue usciva, e inondava il pavimento e le mani
e i vestiti degli uomini. Ma loro non ci badavano, erano tranquilli e allegri.
Fischiettavano, abituati al massacro. Una volta sgozzati, ci tagliavano a pezzi,
con coltelli e seg.he elettriche.
Io continuavo a non capire il perché. Provavo quasi più stupore che paura.
Assieme all’odio, aumentato dalla delusione. Che illuso a pensare che mi
avrebbero liberato, dopo tutti quei mesi di prigionia!
Venne il mio turno. Mi diedero un colpo alla testa, ma non gli riuscì bene,
ed ero ancora cosciente. Sentii, intontito com’ero, la lama penetrare nella mia
gola. Cercai di scappare, ma non riuscivo a muovermi. Ci misi un bel po’, a
morire.
Di solito, finisce qui. Ma ogni tanto, a uno di noi viene concesso di
sopravvivere nello spirito, come un fantasma. Staccarsi dal corpo, ma vivere
ancora con la mente, vedere, sentire, capire. Capire fino a un certo punto: il
perché di tutta questa cattiveria non potrà mai essere spiegato e capito.
Seppi così che io ero stato un “vitello a carne bianca”. Che la mia mamma
era una “vacca da latte”. E’ ancora lì, che partorisce miei fratelli e sorelle,
per produrre il latte che gli uomini le rubano. Tra pochi anni ammazzeranno
anche lei come hanno fatto con me, quando non produrrà più abbastanza.
Seppi che gli uomini che ci tengono prigionieri si chiamano “allevatori”, che
quelli che ci uccidono si chiamano “macellai”, che quelli che mangiano le
nostre carni si chiamano “onnivori”. O carnivori. O mangiacadaveri.
Seppi anche che avevo un potere, come spirito: apparire nei sogni degli
uomini, e trasformarli in incubi, rendere le loro notti un inferno, e i loro
giorni una tortura, fino a farli impazzire.
Imparai ad usarlo.
Se notate che il vostro macellaio ha gli occhi cerchiati, la mattina... ora
sapete perché. Prima o poi toccherà anche chi mangerà i miei fratelli.
Note: di Marina Berati
http://www.vitadamarionette.com
Quando ero solo vegetariana non sapevo molte cose, appena aperto gli occhi sul latte, l'ho smesso all'istante, eppure l'adoravo, per non parlare dei formaggi.
Le difficoltà sono venute con le uova, non riuscivo a capire, ma con approfondimenti finalmente ci sono riuscita, basta volerlo.
Vedo che i vegetariani(quelli mossi da motivi etici non salutistici) non riescono a capire, ma io non riesco a capire come non possano capire i vegetariani.
Le difficoltà sono venute con le uova, non riuscivo a capire, ma con approfondimenti finalmente ci sono riuscita, basta volerlo.
Vedo che i vegetariani(quelli mossi da motivi etici non salutistici) non riescono a capire, ma io non riesco a capire come non possano capire i vegetariani.
Davvero bella (o brutta, dipende dai punti di vista).
Sul latte: già quando ero carnivoro ho iniziato a provare disgusto per il latte. L'uomo è l'unica specie vivente che consuma latte non solo dopo lo svezzamento, ma anche latte di altre specie viventi.
Non riesco a pensare a nulla di così disgustoso e lercio, aspetto etico a parte.
Curiosamente invece le uova, che pure a pensare da dove vengono e cosa sono dovrebbero fare ugualmente schifo, non mi provocano lo stesso disgusto. E se avessi una gallina come animale di compagnia, per esempio, probabilmente le mangerei
Sul latte: già quando ero carnivoro ho iniziato a provare disgusto per il latte. L'uomo è l'unica specie vivente che consuma latte non solo dopo lo svezzamento, ma anche latte di altre specie viventi.
Non riesco a pensare a nulla di così disgustoso e lercio, aspetto etico a parte.
Curiosamente invece le uova, che pure a pensare da dove vengono e cosa sono dovrebbero fare ugualmente schifo, non mi provocano lo stesso disgusto. E se avessi una gallina come animale di compagnia, per esempio, probabilmente le mangerei
ultimamente mi ha fatto un certo effetto vedere delle ragazze abbastzna sensibili verso gli animali(direi d averne conosciute 3)ke xò nn prendono minimamente in considerazione la scelta vegetaruana...cavoli è bruttissima una cosa simile...vabbè una ha detto ke le verdure nn le piacciono...ma le a ltre due...una m fa "credo ke srva mangiare un pò d carne, sia riskioso eliminarla", l'altra"mangio un pò d tutto,a nke la carne"...poi inorridiscono al pensiero della caccia, delle pellicce...è tremendo come qst bruttisima società c condizioni in modo spaventoso, addormenta le coscienze, impedisce d ragionare...pare quasi ke mangiare l'arrostro sia un dogma, una cosa da cui nn s può prescindere...una d quelle poi è iscritta a tre associzioni...e mangia carne cm niente fosse...
-
Sibyl
- Messaggi: 704
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 8:57 am
- Località: una catapecchia in un luogo impervio e nero
- Contatta:
piccino ha scritto:dici ke tutti i tipi d latte da te elencati s possono usare cm que,lo d mucca, cioè cn i biscotti, i cereali, x fare la crema...?
Come ho accennato in qualche altro thread, l' altro giorno mi sono fatta una tazzona di latte di soia (fortificato con Calcio), ho aggiunto un cucchiaio di cacao in polvere e l' ho bevuto pucciandoci dei frollini vegan. Ottimo. Puoi mangiare il latte che ti pare nella maniera che più ti piace. Per crema che cosa intendi??
Re: Latte animale
Aggiungo... (magari l'avete già scritto, non ho letto tutto il topic, scusate)Cokolada ha scritto:Più ci rifletto, più penso che rubare il latte alle altre specie sia quasi peggio dell'orrore del mangiare carne e pesce...
che se l'enzima per digerire il lattosio (lattasi), superata l'età dell'allattamento (o comunque quando si è ancora bambini...) NON VIENE PIU' PRODOTTO DAL NOSTRO ORGANISMO (da questo le frequenti intolleranze al lattosio)...un motivo ci sarà!!!!!!
Il latte ci serve...ma solo quello materno, e solo quando siamo bambini!!!!
Tra l'altro non è nemmeno vero che previene l'osteoporosi... perchè non è SOLO il calcio che serve a tale scopo, ma il rapporto tra calcio e fosforo...che nel latte degli animali è in una proporzione perfettamente inutile per il nostro organismo!
Concludo... [mod polemic ON]
Di libri-spazzatura se ne pubblicano a milioni ogni anno!
Libri sulla dieta del cioccolato, su come smettere di fumare stando appesi al lampadario a testa in giù per 5 ore al giorno, su come curare la calvizie sfregando sul testone una mistura di bava di rana-toro e poliuretano espanso... tutte le più strampalate teorie in ogni campo...dalla medicina al collezionismo di cucchiaini da gelato.
Solo un libro in Italia non è mai stato pubblicato (almeno io lo sto ancora cercando)... "Milk: the silent killer" del Dr.Nand Kishore Sharma
Contiene scottanti verità o una serie di scemenze colossali?
In entrambe i casi non lo sapremo mai...
=:-(((( [mode polemic OFF]
latte e formaggio
Se vi interessa un libro sui problemi provocati dal latte c'è un libro delle macroedizioni. Si chiama "Latte e formaggio" a cura di C. Corvino.
Io l'ho letto ed è un punto di riferimento costante. Compratelo perchè è una spesa che vale la pena di fare (10-12 euro circa).
Cinzia
Io l'ho letto ed è un punto di riferimento costante. Compratelo perchè è una spesa che vale la pena di fare (10-12 euro circa).
Cinzia
-
triccheballacche
- Messaggi: 20
- Iscritto il: mar giu 28, 2005 11:18 am
Re: Latte animale
Visto che mi fai una domanda (sono onnivoro) ti rispondo; premetto che odio le pubblicità delle mucche coccolate e sorridenti, non vedo perchè dovrei farmi particolari problemi etici ad assumere un alimento come il latte visto che non me ne faccio quando consumo carne.Cokolada ha scritto:
Al di là dei discorsi salutistici cosa c'è di più ingiusto di rubare il latte?
Questo lo chiedo soprattutto ad onnivori e vegetariani, perchè io proprio non riesco a capacitarmene e non mi serve vedere il vitellino anemico o la mucca che chiama disperatamente il cucciolo, ma mi basta anche solo rifletterci razionalmente.
Che ne pensate?