Le creme si assorbono?
Moderatore: Erica Congiu
Le creme si assorbono?
Curiosità che ho sempre avuto: cosa succede quando mi spalmo una crema sulla pelle? In teoria dovrebbe rimanere in superficie, in pratica... l'acqua evapora e siamo tutti d'accordo, ma la quota grassa? Imbimbisce almeno un po' lo strato superficiale oppure fa solo ed esclusivamente strato sopra e se non sento più la pelle unta vuol dire che è andata via meccanicamente? (ad esempio per strofinamento sui vestiti od altro).
Insomma la crema penetra (non intendo fino al derma) o no?
Lola
Insomma la crema penetra (non intendo fino al derma) o no?
Lola
ok...penso di poter esprimere liberamente la mia opinione, anche se so che solleverò qualche dissenso....
se ne parlava con Vittorio Urbani, un po' di post fa' ( acido glicolico ).
Passa poco, ma qualcosa passa.
3 percorsi std, più alcune variazioni.
INTERCELLULARE
INTRAFOLLICOLARE
POLARE ( INTERCELLULARE IDROLIFO )
esistono altri percorsi di penetrazione transdermica ma sono troppo
tecnici ed al momento li considererei solo modelli teorici.
Se invece la domanda è:
passa qualcosa per poter offrire qualcuno dei risultati promessi da chi produce cosmetici ...
ovviamente dipende dalle concentrazioni.
Se mi applico una crema con il famoso Q10.
Visto che il costo industriale si aggira tra i 2 e 4 euro al gr.
le percentuali presenti nelle creme sono , diciamolo molto teoricamente , l'1 per mille ( oggi mi sento molto ma molto generoso, direi 10 volte generoso )
Nella applicazione viso ( 1 o 2 ml ) ci applichiamo ( fuori ) diciamo 1-2 milionesimi di grammo di Q10 e di questi solo una piccola parte passa ........ ergo
Paracelso
" E' la dose che fa il veleno "
ma " è anche la dose che fa il rimedio "...
se ne parlava con Vittorio Urbani, un po' di post fa' ( acido glicolico ).
Passa poco, ma qualcosa passa.
3 percorsi std, più alcune variazioni.
INTERCELLULARE
INTRAFOLLICOLARE
POLARE ( INTERCELLULARE IDROLIFO )
esistono altri percorsi di penetrazione transdermica ma sono troppo
tecnici ed al momento li considererei solo modelli teorici.
Se invece la domanda è:
passa qualcosa per poter offrire qualcuno dei risultati promessi da chi produce cosmetici ...
ovviamente dipende dalle concentrazioni.
Se mi applico una crema con il famoso Q10.
Visto che il costo industriale si aggira tra i 2 e 4 euro al gr.
le percentuali presenti nelle creme sono , diciamolo molto teoricamente , l'1 per mille ( oggi mi sento molto ma molto generoso, direi 10 volte generoso )
Nella applicazione viso ( 1 o 2 ml ) ci applichiamo ( fuori ) diciamo 1-2 milionesimi di grammo di Q10 e di questi solo una piccola parte passa ........ ergo
Paracelso
" E' la dose che fa il veleno "
ma " è anche la dose che fa il rimedio "...
Ultima modifica di paracelso il lun lug 04, 2005 6:15 pm, modificato 1 volta in totale.
domanda carina a cui il mio senso risponde dicendo: vanno ad ammorbidire lo strato corneo, rendendo la parte superficiale della pelle più elastica. E si mescolano ai lipidi del nostro strato idrolipidico rafforzandolo e proteggendo ciò che sta sotto.Lola ha scritto:Paracelso, grazie della risposta ma chiedevo una cosa più semplice: che fine fanno i grassi delle creme?
Ora vediamo se ho sempre pensato sbagliato :-P
Re: Le creme si assorbono?
Ciao LolaLola ha scritto:Curiosità che ho sempre avuto: cosa succede quando mi spalmo una crema sulla pelle? In teoria dovrebbe rimanere in superficie, in pratica... l'acqua evapora e siamo tutti d'accordo, ma la quota grassa? Imbimbisce almeno un po' lo strato superficiale oppure fa solo ed esclusivamente strato sopra e se non sento più la pelle unta vuol dire che è andata via meccanicamente? (ad esempio per strofinamento sui vestiti od altro).
Insomma la crema penetra (non intendo fino al derma) o no?
Lola
cominciamo col dire che i grassi, intesi come fase lipofila di emulsioni, una volta applicati sulla superficie epidermica diffondono su di essa e permeano come una pellicola lo strato corneo disgiunto diminuendo gli attriti nei movimenti tra le squame cheratiniche tra loro embricate e riducendo per effetto occlusivo, le perdite d’acqua tranepidermiche ( perspiratio insensibilis) . Questa combinazione di effetti viene chiamata “emollienza”che si traduce in una sensazione soggettiva di morbidezza della cute e che riveste un ruolo fondamentale nel determinare la qualità di un prodotto .
E’ importante anche considerare la forma fisica del cosmetico applicato.
Se prendiamo in considerazione gli oli, i burri e unguenti questi diffondono solo in superficie rimanendo confinati all’esterno come agglomerati untuosi anidri.
Una emulsione invece grazie alla presenza di fase idrofila e di adatti emulsionanti permette di frazionare la fase lipidica in micelle di grandezza infinitesima che possono così permeare le lamelle cornee e gli spazi intercellulari dei corneociti ricchi in ceramici , colesterolo e acidi grassi e mescolarsi al film idrolipidico di superficie che viene così arricchito e reintegrato
Senza entrare nel merito della disputa se un prodotto deve penetrare , se lo fa da dove passa entrare in circolo e arrivare fino al fegato , volevo mettere in risalto questo particolare: qualsiasi prodotto applicato in superficie che abbia proprietà più o meno occlusive influenza la quantità d’acqua legata nel derma profondo per intendeci la “bound water” d acqua che si trova complessata con i glucosaminoglicani del derma .
Il risultato non è certo da sottovalutare perché se aumenta la boun water in profondità , la pelle in superficie si distende e migliorare nell’aspetto in generale.
Saluti
ciao! mi intrufolo anch'io nel discorso:
cito: "Se prendiamo in considerazione gli oli, i burri e unguenti questi diffondono solo in superficie rimanendo confinati all’esterno come agglomerati untuosi anidri. "
con burri intendi anche il burro di karitè? se si, allora perchè da quando lo uso ho avuto la sensazione che penetrasse più delle creme? cioè, forse non è che penetrasse, ma mi sono sempre sentita la pelle molto più idratata (compatta, tonica, più "spessa"). io pensavo che fosse perchè si assorbiva bene; o invece è la pellicola protettiva che si forma che a lungo andare rende migliore la mia pelle? boh??
forse assorbimento (si dice?) non equivale a miglior risultato.
perdonate la confusione.
piperita
cito: "Se prendiamo in considerazione gli oli, i burri e unguenti questi diffondono solo in superficie rimanendo confinati all’esterno come agglomerati untuosi anidri. "
con burri intendi anche il burro di karitè? se si, allora perchè da quando lo uso ho avuto la sensazione che penetrasse più delle creme? cioè, forse non è che penetrasse, ma mi sono sempre sentita la pelle molto più idratata (compatta, tonica, più "spessa"). io pensavo che fosse perchè si assorbiva bene; o invece è la pellicola protettiva che si forma che a lungo andare rende migliore la mia pelle? boh??
forse assorbimento (si dice?) non equivale a miglior risultato.
perdonate la confusione.
piperita
-
Fabrizio Zago
Vecchia ma sempre interessante discussione.
Nel vecchio forum se n'è parlato diffusamente.
Cerco di dare il mio contributo non prima di dire che condivito perfettamente le considerazioni di Biopietro.
Tutte le sostanze grasse si distribuiscono sulla pelle e fanno quello che appunto Biopietro ha detto. Ora il problema è che ce ne sono che "viaggiano" più velocemente di altre. Vi faccio un esempio: se vi cade una goccia di burro sul tavolo quella rimane lì in un mucchietto e la possiamo trovare così anche dopo molto tempo. Questo dito di sostanza grassa ha un potere di diffusione basso e se spalmata sulla pelle una sensazione di scarsa penetrazione e di grassezza elevata.
Prendiamo adesso della benzin (è una sostanza grassa anche lei, non è solubile in acqua) ebbene la goccia che cade sul tavolo si disperderà velocissimamente e creerà una chiazza enorme (per essere una piccola goccia), ebbene se la spalmiamo sulla pelle avremmo una sensazione di secchezza e di velocissima penetrazione.
I cosmetologi usano diverse tipologie di olio per conferire alla crema a cui stanno lavorando la sensazione di emollienza desiderata...e se sono bravi ci riescono pure.
Ciao
Fabrizio
Nel vecchio forum se n'è parlato diffusamente.
Cerco di dare il mio contributo non prima di dire che condivito perfettamente le considerazioni di Biopietro.
Tutte le sostanze grasse si distribuiscono sulla pelle e fanno quello che appunto Biopietro ha detto. Ora il problema è che ce ne sono che "viaggiano" più velocemente di altre. Vi faccio un esempio: se vi cade una goccia di burro sul tavolo quella rimane lì in un mucchietto e la possiamo trovare così anche dopo molto tempo. Questo dito di sostanza grassa ha un potere di diffusione basso e se spalmata sulla pelle una sensazione di scarsa penetrazione e di grassezza elevata.
Prendiamo adesso della benzin (è una sostanza grassa anche lei, non è solubile in acqua) ebbene la goccia che cade sul tavolo si disperderà velocissimamente e creerà una chiazza enorme (per essere una piccola goccia), ebbene se la spalmiamo sulla pelle avremmo una sensazione di secchezza e di velocissima penetrazione.
I cosmetologi usano diverse tipologie di olio per conferire alla crema a cui stanno lavorando la sensazione di emollienza desiderata...e se sono bravi ci riescono pure.
Ciao
Fabrizio
Poco o nulla da aggiungere alla spiegazione di Biopietro ed alle osservazioni di Fabrizio Zago.
Mi sembra di capire che se ne è già parlato nel vecchio forum ma visto il poco tempo e visto che questo è un forum e non una enciclopedia aggiungo solo alcuni elementi.
La spiegazione di Biopietro , pur corretta, mescola 2 fenomeni.
Una cosa è permeare , penetrare e diffondersi attraverso la pelle...un'altra è l'effetto filmogeno che riduce l'evaporazione del sudore ed "idrata".
I due fenomeni possono ovviamente coesistere .
Alcuni dati tecnici aggiuntivi:
l'effetto umettante dei grassi si misura in genere con la combinazione di SV ( spread value ) e di LV ( Lubricity value)
in merito, con una serie di test ormai standardizzati esiste una graduatoria per definire i migliori grassi da applicare alla pelle e come faceva notare Zago... in formulazione si possono scegliere che grassi utilizzare per ottenere il miglior effetto " emollienza ".
Il termine Emollienza viene confuso, anche dai tecnici, con idratare, umettare ecc...
in realtà è solo la combinazione di "scorrevolezza e spandibilità ".
L'azione filmogena dei grassi applicati sulla pelle si traduce in una generica “idratazione” superficiale . Per capirci, la massima idratazione l'avete con l'azione occlusiva di una pellicola di cellophane :-)))) tra l'altro questo è il meccanismo d'azione più efficace per amplificare la penetrazione .( vale anche per maschere oicclusive con altre basi cosmetiche, argille, cataplasmi, impiastri, ecc..ecc.. )
Il discorso vale ovviamente anche per il farmaco( entriamo nella famosa questione: cosa passa ma dobbiamo far finta che non passi ...visto che parliamo di cosmetici :-)))... ). Non a caso i farmaci transdermici vengono in genere applicati con cerotti “occlusivi” o in alternativa pomate “ occlusive “ .
Prima di venir associato a quelli che dicono che i cosmetici non servono a nulla e che una pellicola di cellophane per idratare è più efficace di qualunque crema, ribadisco che
l'effetto filmogeno "partecipa" e contribuisce all'effetto "penetrazione".
Dipende dalla natura del film occlusivo applicato ( si spera infatti che il cellphane non penetri :-))))
Penetrazione: la penetrazione per diffusione è regolata essenzialmente da alcuni fattori.
Dimensioni: in genere il peso / dimensioni della molecola (dalton) è inversamente proporzionale alla capacità di penetrazione. ( ma guarda caso il peso molecolare è anche in genere inversamente proporzionale allo SV , spreading )
Equilibrio di ripartizione: quindi affinità e concentrazioni..( " è la dose che fa il veleno ma anche il rimedio :-)))
Percorso: spessore dello strato corneo ecc. ecc. dotti sebacei e piliferi ecc. ecc.
Velocità: diciamo che ci sono molecole " intrinsecamente pigre ".
Poi per fare i precisini c'è anche la flessibilità... alcune molecole piccole ma rigide o raggomitolate passano meno di altre più grandi ma flessibili.
In termini di affinità la superficie della pelle lascia penetrare di più le strutture anfifiliche ( un po idrofile un po' lipofile ) il derma al contrario preferisce molecole polari , saline.
Concludendo : anche se la maggioranza dei cosmetici sono solo degli ottimi placebo ( escludendo il make up, che in genere fa quello che dice :-)) se applico molecole dermoaffini ( ma anche seboaffini ) queste hanno infine una maggiore capacità di "interagire" con la pelle ... e con il giusto cosmetico si può, " leggermente " supplire a eventuali carenze della pelle.
ciao
Paracelso
Mi sembra di capire che se ne è già parlato nel vecchio forum ma visto il poco tempo e visto che questo è un forum e non una enciclopedia aggiungo solo alcuni elementi.
La spiegazione di Biopietro , pur corretta, mescola 2 fenomeni.
Una cosa è permeare , penetrare e diffondersi attraverso la pelle...un'altra è l'effetto filmogeno che riduce l'evaporazione del sudore ed "idrata".
I due fenomeni possono ovviamente coesistere .
Alcuni dati tecnici aggiuntivi:
l'effetto umettante dei grassi si misura in genere con la combinazione di SV ( spread value ) e di LV ( Lubricity value)
in merito, con una serie di test ormai standardizzati esiste una graduatoria per definire i migliori grassi da applicare alla pelle e come faceva notare Zago... in formulazione si possono scegliere che grassi utilizzare per ottenere il miglior effetto " emollienza ".
Il termine Emollienza viene confuso, anche dai tecnici, con idratare, umettare ecc...
in realtà è solo la combinazione di "scorrevolezza e spandibilità ".
L'azione filmogena dei grassi applicati sulla pelle si traduce in una generica “idratazione” superficiale . Per capirci, la massima idratazione l'avete con l'azione occlusiva di una pellicola di cellophane :-)))) tra l'altro questo è il meccanismo d'azione più efficace per amplificare la penetrazione .( vale anche per maschere oicclusive con altre basi cosmetiche, argille, cataplasmi, impiastri, ecc..ecc.. )
Il discorso vale ovviamente anche per il farmaco( entriamo nella famosa questione: cosa passa ma dobbiamo far finta che non passi ...visto che parliamo di cosmetici :-)))... ). Non a caso i farmaci transdermici vengono in genere applicati con cerotti “occlusivi” o in alternativa pomate “ occlusive “ .
Prima di venir associato a quelli che dicono che i cosmetici non servono a nulla e che una pellicola di cellophane per idratare è più efficace di qualunque crema, ribadisco che
l'effetto filmogeno "partecipa" e contribuisce all'effetto "penetrazione".
Dipende dalla natura del film occlusivo applicato ( si spera infatti che il cellphane non penetri :-))))
Penetrazione: la penetrazione per diffusione è regolata essenzialmente da alcuni fattori.
Dimensioni: in genere il peso / dimensioni della molecola (dalton) è inversamente proporzionale alla capacità di penetrazione. ( ma guarda caso il peso molecolare è anche in genere inversamente proporzionale allo SV , spreading )
Equilibrio di ripartizione: quindi affinità e concentrazioni..( " è la dose che fa il veleno ma anche il rimedio :-)))
Percorso: spessore dello strato corneo ecc. ecc. dotti sebacei e piliferi ecc. ecc.
Velocità: diciamo che ci sono molecole " intrinsecamente pigre ".
Poi per fare i precisini c'è anche la flessibilità... alcune molecole piccole ma rigide o raggomitolate passano meno di altre più grandi ma flessibili.
In termini di affinità la superficie della pelle lascia penetrare di più le strutture anfifiliche ( un po idrofile un po' lipofile ) il derma al contrario preferisce molecole polari , saline.
Concludendo : anche se la maggioranza dei cosmetici sono solo degli ottimi placebo ( escludendo il make up, che in genere fa quello che dice :-)) se applico molecole dermoaffini ( ma anche seboaffini ) queste hanno infine una maggiore capacità di "interagire" con la pelle ... e con il giusto cosmetico si può, " leggermente " supplire a eventuali carenze della pelle.
ciao
Paracelso