% principi attivi e icea-aiab

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barbara3
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% principi attivi e icea-aiab

Messaggio da barbara3 » mer giu 15, 2005 10:39 am

Domanda: i prodotti certificati aiab prevedono l'obbligo di contenere una certa percentuale di principi attivi oppure no?

Domanda correlata: attualmente non è previsto l'obbligo di indicare la percentuale di princ. attivo sulle confezioni. Se ne sta per caso discutendo o è qualcosa che non viene proprio preso in considerazione?

Thanks!

Ospite

Messaggio da Ospite » mer giu 15, 2005 12:53 pm

Salute Barbara3,

bèh, pensa se dovessero dichiarare che la percentuale di uso della vitE nelle loro creme 'ALLA VITAMINAE si'ore&si'ori!!!' riveli uno 0,1-0,5% di tocoferile acetato...

Bèh l'argomento l'hai sollevato tu... aspettati ritorsioni!:-)

Ciao.

barbara3
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Messaggio da barbara3 » mer giu 15, 2005 12:57 pm

vittorio urbani ha scritto:bèh, pensa se dovessero dichiarare che la percentuale di uso della vitE nelle loro creme 'ALLA VITAMINAE si'ore&si'ori!!!' riveli uno 0,1-0,5% di tocoferile acetato...
Appunto... proprio per questo chiedo ;-)

Ospite

Messaggio da Ospite » mer giu 15, 2005 1:03 pm

per le ritorsioni? Masochista!;-)

Tra l'altro giù a far di conto: "...ma guarda una percentuale così risibile per un prezzo così mostruoso...". Sarebbe intressante, ma probabilmente si fanno pagare per il miracolistico e troppo sottovalutato effetto placebo, io quasi quasi deposito il brevetto...

Ciao.

biopietro
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Re: % principi attivi e icea-aiab

Messaggio da biopietro » mer giu 15, 2005 3:07 pm

barbara3 ha scritto:Domanda: i prodotti certificati aiab prevedono l'obbligo di contenere una certa percentuale di principi attivi oppure no?

Domanda correlata: attualmente non è previsto l'obbligo di indicare la percentuale di princ. attivo sulle confezioni. Se ne sta per caso discutendo o è qualcosa che non viene proprio preso in considerazione?

Thanks!
A parte il sarcasmo provocatorio con cui viene posta la questione delle percentuali di funzionali presenti , dal mio punto di vista posso assicurarvi che in sede di comitato scientifico ICEA la questione è stata più volte sollevata non tanto in termini di percentuale di attivi quanto in percentuale di ingredienti di origine naturale e biologica.
E se al momento non si è ancora arrivati ad una scelta precisa in materia è perché si sta tentando di coordinare a livello europeo uno standard comune per tutti le associazioni di certificazione per meglio inquadrare nel rispetto del consumatore il cosmetico bioecologico
La proposta fatta è quella di dividere il prodotto in due categorie e come già avviene in Francia
1) Ecological
composto da ingredienti ammessi dal disciplinare con un minimo del 95% di ingredienti naturali o di origine naturale compresa l’acqua e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti, ecc)
2) Ecological and Organic
composto da un minimo del 95% di ingredienti vegetali certificati “Organic”
( biologici) compresa l’acqua sul totale dei componenti di origine vegetale e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti,

Per quanto riguarda poi l’attivo presente degli ingredienti vantati in etichetta valgono le stesse regole di sempre e che riguardano tutti i cosmetici certificati e non . Se viene pubblicizzata una certa attività cosmetica sulla pelle (es. idratante, antiage ecc.) è il produttore che deve dimostrare la funzionalità del suo prodotto in sede di dossier .

Sulle percentuali non sono molto d’accordo nell’imporre alle azienda produttrici la dichiarazione in etichetta perché dal mio punto di vista potrebbero sorgere troppi malintesi e messaggi fuorvianti per il pubblico con il risultato che molti produttori potrebbero avvantaggiarsene a discapito di altri
Faccio un esempio
Se nella lista degli ingredienti trovate Camomilla recutita ( la Camomilla comune per intenderci) vi siete mai chiesti in quante forme estrattive può essere presente nel prodotto?
Almeno in 7 forme di estratti
Le volete proprio tutte? Eccole:
Acqua distillata
Olio essenziale
Oleolito
Estratto fluido
Estratto molle
Estratto secco
Infuso
L’obbligo di indicarne le percentuali in etichetta farebbe propendere molti ad utlizzare le forme estrattive più diluite con percentuali che convincerebbero chiunque a preferire il 30% di acqua distillata di Camomilla biologica rispetto all’estratto secco 1% titolato in apigenina anche se più funzionale dell’acqua distillata in fatto di azione lenitiva e calmante . Come spiegare al consumatore la differenza ?
Saluti

A parte il sarcasmo provocatorio con cui viene posta la questione delle percentuali di funzionali presenti , dal mio punto di vista posso assicurarvi che in sede di comitato scientifico ICEA la questione è stata più volte sollevata non tanto in termini di percentuale di attivi quanto in percentuale di ingredienti di origine naturale e biologica.
E se al momento non si è ancora arrivati ad una scelta precisa in materia è perché si sta tentando di coordinare a livello europeo uno standard comune per tutti le associazioni di certificazione per meglio inquadrare nel rispetto del consumatore il cosmetico bioecologico
La proposta fatta è quella di dividere il prodotto in due categorie e come già avviene in Francia
1) Ecological
composto da ingredienti ammessi dal disciplinare con un minimo del 95% di ingredienti naturali o di origine naturale compresa l’acqua e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti, ecc)
2) Ecological and Organic
composto da un minimo del 95% di ingredienti vegetali certificati “Organic”
( biologici) compresa l’acqua sul totale dei componenti di origine vegetale e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti,

Per quanto riguarda poi l’attivo presente degli ingredienti vantati in etichetta valgono le stesse regole di sempre e che riguardano tutti i cosmetici certificati e non . Se viene pubblicizzata una certa attività cosmetica sulla pelle (es. idratante, antiage ecc.) è il produttore che deve dimostrare la funzionalità del suo prodotto in sede di dossier .

Sulle percentuali non sono molto d’accordo nell’imporre alle azienda produttrici la dichiarazione in etichetta perché dal mio punto di vista potrebbero sorgere troppi malintesi e messaggi fuorvianti per il pubblico con il risultato che molti produttori potrebbero avvantaggiarsene a discapito di altri
Faccio un esempio
Se nella lista degli ingredienti trovate Camomilla recutita ( la Camomilla comune per intenderci) vi siete mai chiesti in quante forme estrattive può essere presente nel prodotto?
Almeno in 7 forme di estratti
Le volete proprio tutte? Eccole:
Acqua distillata
Olio essenziale
Oleolito
Estratto fluido
Estratto molle
Estratto secco
Infuso
L’obbligo di indicarne le percentuali in etichetta farebbe propendere molti ad utlizzare le forme estrattive più diluite con percentuali che convincerebbero chiunque a preferire il 30% di acqua distillata di Camomilla biologica rispetto all’estratto secco 1% titolato in apigenina anche se più funzionale dell’acqua distillata in fatto di azione lenitiva e calmante . Come spiegare al consumatore la differenza ?
Saluti

Ospite

Messaggio da Ospite » mer giu 15, 2005 3:20 pm

Salute PortoPietro,

io credo che di fondo ci sia un equivoco o la mala fede: e cioè che il consumatore vorrebbe che acquistando un prodotto gli risolvesse tutto ciò che si vede come un problema estetico, e talvolta non soltanto estetico. Ed è veramente irritante osservare (NON il tuo caso!) in etichetta quali effetti miracolistici propongono i fabbricanti per i loro preparati, naturalmente certificati con attestazioni (non è poi molto difficile attestare un certo effetto ricercato), senza mai specificare che un cosmetico (eccetto per i decorativi) può essere soltanto di aiuto, e talvolta senza efficacia, ad uno stile di vita corretto laddove non vi siano disfunzioni organiche di sorta.

Il mio punto di vista. Ciao.

Lola
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Messaggio da Lola » mer giu 15, 2005 3:31 pm

Pietro, concordo con te per i vegetali (niente vieta di specificare anche il tipo di estratto che si sta usando...) ma per quanto riguarda attivi tipo il sodio ialuronato, o il tocoferile acetato, il problema non si porrebbe.

Lola

Ospite

Messaggio da Ospite » mer giu 15, 2005 3:39 pm

già, Pietro, me lo son sempre chiesto, ma perchè non c'è una normativa che obblighi a specificare il tipo di ingrediente vegetale? E' un escamotage per garantire il segreto di formulazione? Ad esempio potrei rincarare con insaponificabile di olivo, che per inci è olea europaea così come per il trigliceride.

Ciao.

biopietro
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Messaggio da biopietro » mer giu 15, 2005 4:32 pm

Lola ha scritto:Pietro, concordo con te per i vegetali (niente vieta di specificare anche il tipo di estratto che si sta usando...) ma per quanto riguarda attivi tipo il sodio ialuronato, o il tocoferile acetato, il problema non si porrebbe.

Lola
Ciao Lola
nel caso fossero principi attivi niente vieta di riportarne la percentuale. Perchè no?
Personalmente non mi trovi d'accordo su questa posizione , la formula è un bene dell'azienda che va tutelato .Per mettere a punto un prodotto occorrono mesi e mesi di prove con investimenti notevoli di denaro ed è giusto che tutto questo patrimonio rimanga proprio dell'azienda . Per tua informazione c'è sempre l'INCI che da già una indicazione di massima di come è fatto un prodotto e per i più esperti passare poi ad individuare le percentuali di ogni ingrediente non è impossibile.
Saluti

Lola
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Messaggio da Lola » mer giu 15, 2005 4:57 pm

biopietro ha scritto:[Personalmente non mi trovi d'accordo su questa posizione , la formula è un bene dell'azienda che va tutelato .Per mettere a punto un prodotto occorrono mesi e mesi di prove con investimenti notevoli di denaro ed è giusto che tutto questo patrimonio rimanga proprio dell'azienda .
Oh Pietro come ti capisco... e pensa che le mie infinite prove venute male me le uso lo stesso - comportamento ecologico ma frustrante... ;-)))

Lola

biopietro
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Messaggio da biopietro » mer giu 15, 2005 5:04 pm

vittorio urbani ha scritto:già, Pietro, me lo son sempre chiesto, ma perchè non c'è una normativa che obblighi a specificare il tipo di ingrediente vegetale? E' un escamotage per garantire il segreto di formulazione? Ad esempio potrei rincarare con insaponificabile di olivo, che per inci è olea europaea così come per il trigliceride.

Ciao.
Non ci sono obblighi a riguardo
Il CTFA americano è decisamente più esaustivo di quello europeo in quanto impone di indicare il tipo di estratto utlizzato nella lista degli ingredienti a differenza dell'INCI nostro che prevede solo il nome botanico della pianta. E' una limitazione questa che ormai molte aziende nostrane hanno superato riportando sulle confezioni dei prodotti una breve descrizione degli attivi presenti e in quale forma.
Saluti

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » dom giu 19, 2005 10:14 pm

Cara Barbara3,
poni una serie di domande molto interessante a cui vorrei dare una risposta anche io:

Domanda: i prodotti certificati aiab prevedono l'obbligo di contenere una certa percentuale di principi attivi oppure no?
No! L'unico materiale su cui si basa la certificazione AIAB è la lista INCI esattamente come la leggi tu nella confezione del cosmetico. Se ti dico che ho chiesto molte volte di avere invece la formulazione completa del cosmetico mi credi? E ci credi che la risposta è stata "ma i produttori non ce la vogliono dire"? Ed allora io ho dett oche molti produttori hanno la coda di paglia?

Domanda correlata: attualmente non è previsto l'obbligo di indicare la percentuale di princ. attivo sulle confezioni. Se ne sta per caso discutendo o è qualcosa che non viene proprio preso in considerazione?
Assolutamente no!
Speriamo che l'avvento di un disciplinare unico europeo faccia il miracolo che Biopietro annuncia ma io non sarei molto ottimista. In tutti i casi aspettiamo e vediamo come va a finire.
Ciao
Fabrizio

biopietro
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Messaggio da biopietro » mar giu 21, 2005 8:13 am

[....Se ti dico che ho chiesto molte volte di avere invece la formulazione completa del cosmetico mi credi? E ci credi che la risposta è stata "ma i produttori non ce la vogliono dire"? Ed allora io ho dett oche molti produttori hanno la coda di paglia?....

Fabrizio[/quote]

Ciao Fabrizio
mi chiedevo una cosa:
non è che hai posto la stessa questione anche ai produttori della detergenza pulita , intendendo per questo il settore merceologico che riguarda i prodotti per la pulizia della casa, detersivi per lavatrici, lavastoviglie, pavimenti ecc ecc. di cui mi risulta tu sia un esperto di fama internazionale , e consulente di molte aziende? Se si, come presuppongo , cosa ti hanno risposto?
Saluti

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » mar giu 21, 2005 5:51 pm

Caro Biopietro,
cosa vuoi che mi abbiano risposto? Picche!!!
Invece a livello Ecolabel ti garantisco che la formulazione precisissima DEVE essere presentata già con la richiesta di certificazione altrimenti il dossier non si apre neppure. E' una bella differenza rispetto a non sapere nulla o quasi rispetto ai sistemi che conosciamo noi.
Ti dico inoltre che entro quest'anno i criteri ecolabel saranno estesi anche ai cosmetici e che le formulazioni, i nomi tecnici ed anche quelli commerciali (pensa te!) dovranno essere consegnati al'ente certificatore che è APAT cioè l'Agenzia per l'Ambiente ed i servizi Tecnici della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' una discussione che abbiamo fatto molte volte e sai bene che io sono per dei criteri precisi, trasparenti e magari anche restrittivi in modo che gli ecofurbi vengano smascherati altrimenti li avremo sempre tra i piedi.
Un'ultima cosa tornando alla tua domanda e cioè che è vero che le domande di detergenza pulita non dichiarano le percentuali di sostanza esattamente come per i cosmetici ma ci sono almeno due cose che depongono a favore dei detersivari e cioè che DEVONO dare una prova provata che il detersivo lava (nulla di simile c'è in cosmetica) e secondo che si deve portare un calcolo di CDV Tox che rappresenta, anche se indirettamente, la formulazione esatta del prodotto.
Ultimissima cosa: vedo aziende, non necessariamente certificate con questo o con quello, che volontariamente mettono in etichetta maggiori informazioni sui componenti di quelle richieste per legge e mi sembra una cosa buona e giusta.
Ciao Bio, a presto
Fabrizio

barbara3
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Messaggio da barbara3 » mar giu 21, 2005 6:02 pm

solo per dirvi che sto leggendo la discussione con estremo interesse.
Poi metabolizzo e vi farò altre domande :D

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