SOS solari...
Moderatore: Erica Congiu
Per fartela semplice:
SPF misura sono la protezione UVB (i raggi corti, chiamati "eritematogeni"), in america per ora vale solo SPF (Sun Protection Factor) -metodo Colipa sun protection factor test. Il massimo valore SPF da riportare in etichetta sarà, entro il 31 dicembre di quest'anno, 50+ (per un prodotto etichettato SPF 50+ il valore risultante dal test dovrà essere SPF 60 o superiore). Il termine "schermo totale", col 31 dic, dovrebbe essere abolito.
Quindi le protezioni saranno denominate:
bassa : 2-4-6
media: 8-10-12
alta: 15-20-25
altissima: 30-40-50
ultra: 50+
E ripeto, SPF significa solo UVB -
Per gli UVA - i raggi "lunghi" entra in gioco il PPD, che per ora in USA non c'è ancora. Esistono filtri chimici che assorboni selettivamente gli UVA (che non sono eritematogeni, per cui i loro effetti si vedono nel tempo), e infatti ci sono solari da noi con i filtri UVA e UVB (quindi con indicato PPD e SPF).
Perchè il PPD è sempre più basso? Perche non esistono filtri chimici ottimali in grado di assorbire proprio bene gli UVA (e gli UVA passano le nuvole, attraversano i vetri...).
E che cosa c'è di ottimale e naturale? I nostri bei filtri fisici, biossido di titanio e ossido di zinco in primis, che molto semplicemente riflettono via, senza assorbire, i raggi che arrivano alla pelle. Cioè tutti! Democraticamente!
Per fare blocco totale devono essere simili a biacca (avete presente la mascherina dei velisti di Luna Rossa?), cioè in alta percentuale.
Ecco svelato il presunto mistero di "fasulle" protezioni 90 chimivche, rispetto a una molto molto inferiore (di numero), ma in grado di proteggere assai meglio la pelle.
Spero che tu abbia le idee chiare adesso!
Riky
SPF misura sono la protezione UVB (i raggi corti, chiamati "eritematogeni"), in america per ora vale solo SPF (Sun Protection Factor) -metodo Colipa sun protection factor test. Il massimo valore SPF da riportare in etichetta sarà, entro il 31 dicembre di quest'anno, 50+ (per un prodotto etichettato SPF 50+ il valore risultante dal test dovrà essere SPF 60 o superiore). Il termine "schermo totale", col 31 dic, dovrebbe essere abolito.
Quindi le protezioni saranno denominate:
bassa : 2-4-6
media: 8-10-12
alta: 15-20-25
altissima: 30-40-50
ultra: 50+
E ripeto, SPF significa solo UVB -
Per gli UVA - i raggi "lunghi" entra in gioco il PPD, che per ora in USA non c'è ancora. Esistono filtri chimici che assorboni selettivamente gli UVA (che non sono eritematogeni, per cui i loro effetti si vedono nel tempo), e infatti ci sono solari da noi con i filtri UVA e UVB (quindi con indicato PPD e SPF).
Perchè il PPD è sempre più basso? Perche non esistono filtri chimici ottimali in grado di assorbire proprio bene gli UVA (e gli UVA passano le nuvole, attraversano i vetri...).
E che cosa c'è di ottimale e naturale? I nostri bei filtri fisici, biossido di titanio e ossido di zinco in primis, che molto semplicemente riflettono via, senza assorbire, i raggi che arrivano alla pelle. Cioè tutti! Democraticamente!
Per fare blocco totale devono essere simili a biacca (avete presente la mascherina dei velisti di Luna Rossa?), cioè in alta percentuale.
Ecco svelato il presunto mistero di "fasulle" protezioni 90 chimivche, rispetto a una molto molto inferiore (di numero), ma in grado di proteggere assai meglio la pelle.
Spero che tu abbia le idee chiare adesso!
Riky
In generali la banda UVA è maggiormente responsabile di fotosensibilità e fotoallergie rispetto agli UVA. Quando stai sotto le nuvole passano tutti gli UVA passano tranquillamente - probabilmente in assenza di nuvole non ti capita di stare due ore consecutive al sole, oppure ti proteggi per prevenire le scottature (essenzialmente legate a UVB).
Per gli allergici al sole spesso consiglio una desensibilizzazione fatta con dosi progressive (iniziamente "omeopatiche") di raggi UVA delle lampade: una specie di "vaccinazione" alle allergie da sole.
Ciao, Riky
Per gli allergici al sole spesso consiglio una desensibilizzazione fatta con dosi progressive (iniziamente "omeopatiche") di raggi UVA delle lampade: una specie di "vaccinazione" alle allergie da sole.
Ciao, Riky
scheda per test solari
Sui filtri solari , dico la mia, da bravo ultimo arrivato nel forum.
I filtri fisici sono OVVIAMENTE più efficaci ( teoricamente , ma non praticamente)
Infatti si tratta semplicemente di non far arrivare la luce alla pelle.
Quindi ascriverei nella lista dei filtri fisici anche :
LO STARE IN UNA STANZA SENZA FINESTRE A LUCI SPENTE.
e' EVIDENTE che con l'applicazione di questo ultimo tipo di filtro fisico, la pelle non subisce nessun danno da raggi solari.
Il problema è che
biossido di titanio
e
ossido di zinco
quando riflettono la luce, la riflettono tutta davvero, quindi appaiono bianchi sulla pelle.
Il formulatore cosmetico, il più delle volte , ha quindi il problema di inserire un filtro fisico , ma di non voler lasciare la patina bianca sulla pelle dopo aver applicato il prodotto.
Quindi deve mettere poca-pochissima sostanza filtrante nella crema riducendo di fatto l'effetto fisico (ovvero l'OMBRA che la sostanza filtrante può produrre.
Per gli esperti poi si può introdurre il concetto di filtro ottico.
quindi ragionando sulla granulometria delle polveri, ossido di zinco e titanio, si può sperare nch dopo l'applicazione, lo strato residuo sulla pelle , per una legge dell'ottica( Fresnel ), rifletta gli UVA e gli UVB ma non rifletta l'altra luce, apparendo quindi trasparente e non bianco sulla pelle.
Per chiarirci in ordine di grandezza, con granulometria inferiori al 380 ma superiori a 100 nanometri e non una distanza tra granulo e granulo inferiore ai 380 nm è teoricamente possibile produrre l'effetto multilayer con un filtraggio selettivo delle radiazioni sulla pelle.
L'effetto delle lenti degli occhiali da sci che fanno passare la luce ma schermano gli UVA UVB.
Ovvio che pensare di produrre questo effetto in base alla densità di cosmetico sulla pelle ( gr x cm2 ) è fantascientifico.
I fornitori di materie prime stanno offrendo un nuovo biossido di titanio " venduto " come filtrante, ma non bianco sulla pelle. In realtà hanno solo una granulometria più selettiva, ma non possono assolutamente garantire il risultato in caso di applicazioni std.
Alla madre preoccupata quindi solo un consiglio semplice. Fidarsi di più dei prodotti solari con filtri Fisici, ma applicarne in abbondanza , cioè tanto da lasciare un leggera patina bianca sulla pelle.
Filtri chimici.
Come sempre Ottimo l'articolo, linkato sopra, preso da "La pelle".
Sempre valida la teoria cosmetologica di combinare gli effetti: quindi formulare puntanto su diversi attori.
Un buon filtro deve avere abbastanza filtri fisici e una buona combinazione di quelli chimici.
Solo una nota:
per mia conoscenza esiste un solo filtro "NATURALE" delle radiazione UVA UVB ( alla parola naturale mi sono venuti i brividi ).
E' il Gamma orizanolo.
Purtroppo il suo uso come filtro solare mi risulta sia stato brevettato; per cui, escludendo i soliti furbi, non è possibile inserirlo con il claim di filtro solare nelle formulazioni cosmetiche.
Ma avendo mille altre funzioni, non è escluso che si trovino prodotti solari con alte percentuali di gamma orizanolo.
Attenzione !!! per essere efficace come filtro purtroppo la densità di gamma orizanolo sulla pelle ( gr x cm2 ) è superiore a quella producibile applicando semplicemente dell'Olio di Riso .
I filtri fisici sono OVVIAMENTE più efficaci ( teoricamente , ma non praticamente)
Infatti si tratta semplicemente di non far arrivare la luce alla pelle.
Quindi ascriverei nella lista dei filtri fisici anche :
LO STARE IN UNA STANZA SENZA FINESTRE A LUCI SPENTE.
e' EVIDENTE che con l'applicazione di questo ultimo tipo di filtro fisico, la pelle non subisce nessun danno da raggi solari.
Il problema è che
biossido di titanio
e
ossido di zinco
quando riflettono la luce, la riflettono tutta davvero, quindi appaiono bianchi sulla pelle.
Il formulatore cosmetico, il più delle volte , ha quindi il problema di inserire un filtro fisico , ma di non voler lasciare la patina bianca sulla pelle dopo aver applicato il prodotto.
Quindi deve mettere poca-pochissima sostanza filtrante nella crema riducendo di fatto l'effetto fisico (ovvero l'OMBRA che la sostanza filtrante può produrre.
Per gli esperti poi si può introdurre il concetto di filtro ottico.
quindi ragionando sulla granulometria delle polveri, ossido di zinco e titanio, si può sperare nch dopo l'applicazione, lo strato residuo sulla pelle , per una legge dell'ottica( Fresnel ), rifletta gli UVA e gli UVB ma non rifletta l'altra luce, apparendo quindi trasparente e non bianco sulla pelle.
Per chiarirci in ordine di grandezza, con granulometria inferiori al 380 ma superiori a 100 nanometri e non una distanza tra granulo e granulo inferiore ai 380 nm è teoricamente possibile produrre l'effetto multilayer con un filtraggio selettivo delle radiazioni sulla pelle.
L'effetto delle lenti degli occhiali da sci che fanno passare la luce ma schermano gli UVA UVB.
Ovvio che pensare di produrre questo effetto in base alla densità di cosmetico sulla pelle ( gr x cm2 ) è fantascientifico.
I fornitori di materie prime stanno offrendo un nuovo biossido di titanio " venduto " come filtrante, ma non bianco sulla pelle. In realtà hanno solo una granulometria più selettiva, ma non possono assolutamente garantire il risultato in caso di applicazioni std.
Alla madre preoccupata quindi solo un consiglio semplice. Fidarsi di più dei prodotti solari con filtri Fisici, ma applicarne in abbondanza , cioè tanto da lasciare un leggera patina bianca sulla pelle.
Filtri chimici.
Come sempre Ottimo l'articolo, linkato sopra, preso da "La pelle".
Sempre valida la teoria cosmetologica di combinare gli effetti: quindi formulare puntanto su diversi attori.
Un buon filtro deve avere abbastanza filtri fisici e una buona combinazione di quelli chimici.
Solo una nota:
per mia conoscenza esiste un solo filtro "NATURALE" delle radiazione UVA UVB ( alla parola naturale mi sono venuti i brividi ).
E' il Gamma orizanolo.
Purtroppo il suo uso come filtro solare mi risulta sia stato brevettato; per cui, escludendo i soliti furbi, non è possibile inserirlo con il claim di filtro solare nelle formulazioni cosmetiche.
Ma avendo mille altre funzioni, non è escluso che si trovino prodotti solari con alte percentuali di gamma orizanolo.
Attenzione !!! per essere efficace come filtro purtroppo la densità di gamma orizanolo sulla pelle ( gr x cm2 ) è superiore a quella producibile applicando semplicemente dell'Olio di Riso .
io per il corpo ho preso il solare di fitocose alta protezione e ricordo che contiene orizanolo...ma per il viso sono ancora incerta tra un solare con filtro fisico e un solare con filtro chimico...il dubbio mi è rimasto dato che ho letto che il biossido di titanio potrebbe causare brufoli e addirittura acne!
oryzanol
sotto l'inci Oryzanol , numero cas 11042-64-1, si nascondono varie materie prime derivate dalla crusca di riso, non solo il gamma orizanolo, classificate in cosmetologia come ANTISTATICI
Dovrebbero essere esteri dell'acido ferulico quindi hanno un supporto notevole di letteratura con funzioni come: anti lipidi- anti ossidanti - anti age ecc. ecc.
da quel che ne so non ci sono studi inoppugnabili in merito, per cui l'uso oggi è molto collegato alle campagne stampa ed alle strombazzate che circolano come integratore dietetico ecc. ecc.
Diverso il concetto dell'uso come filtro solare, che non a caso , è brevettato.
Dovrebbero essere esteri dell'acido ferulico quindi hanno un supporto notevole di letteratura con funzioni come: anti lipidi- anti ossidanti - anti age ecc. ecc.
da quel che ne so non ci sono studi inoppugnabili in merito, per cui l'uso oggi è molto collegato alle campagne stampa ed alle strombazzate che circolano come integratore dietetico ecc. ecc.
Diverso il concetto dell'uso come filtro solare, che non a caso , è brevettato.
"Solo una nota:
per mia conoscenza esiste un solo filtro "NATURALE" delle radiazione UVA UVB ( alla parola naturale mi sono venuti i brividi ).
E' il Gamma orizanolo. "
Paracelso spieghi meglio? L'estrazione del gamma orizanolo ha un pessimo impatto ambientale?
Qual'è la ditta che ha il brevetto per l'uso come solare? Esiste prodotto di marca esclusiva?
per mia conoscenza esiste un solo filtro "NATURALE" delle radiazione UVA UVB ( alla parola naturale mi sono venuti i brividi ).
E' il Gamma orizanolo. "
Paracelso spieghi meglio? L'estrazione del gamma orizanolo ha un pessimo impatto ambientale?
Qual'è la ditta che ha il brevetto per l'uso come solare? Esiste prodotto di marca esclusiva?
ORYZANOL
sull'impatto ambientale non ne so abbastanza.
Essendo un insaponificabile la principale estrazione avverrà da oli vegetali o con solventi o con processi in sequenza di alcalinizzazion, acidificazione,neutralizzazione ecc. ecc.
se parliamo di ECO , direi che la cristallizzazione dell'oryzanolo si fa in impianti chimici o raffinerie o oleifici che in genere non sono il massimo per impatto ambientale.
A volte certi prodotti naturali sono molto meno ECO di molecole di sintesi assolutamente "innaturali".
La perplessità mia era sul termine Naturale, ampiamente publicizzato ed abusato.
Che sia di derivazione vegetale, non viuol dire affatto che sia un prodotto "buono" o più sicuro ecc. ecc..
Sul brevetto ricordo che se ne parlò agli inizi degli anni 90, era certamente giapponese ed era supportato da dettagli molto precisi, percentuali per avere l'effetto schermo ecc.ecc.
Dopo ci si sono buttati in tanti e mi risulta che con la solita faciloneria del sistema brevettuale internazionale altri abbiamo presentato la richiesta di brevetto per l'uso come filtro solare...
I giganti della cosmetica, al momento mi risulta che , come si fa in questi casi, per evitare contenziosi, utilizzino in formula il gamma orizanolo, ma evitino di citarlo nei claim come schermo solare.
Oreal , Clarins ecc.. ha preesentato dei brevetti, ma essendo arrivate dopo, hanno inserito l'oryzanol con effetto anti ambientale- antiossidante ecc. rispetto ad altri agenti che nel brevetto sono i veri filtri.
Essendo un insaponificabile la principale estrazione avverrà da oli vegetali o con solventi o con processi in sequenza di alcalinizzazion, acidificazione,neutralizzazione ecc. ecc.
se parliamo di ECO , direi che la cristallizzazione dell'oryzanolo si fa in impianti chimici o raffinerie o oleifici che in genere non sono il massimo per impatto ambientale.
A volte certi prodotti naturali sono molto meno ECO di molecole di sintesi assolutamente "innaturali".
La perplessità mia era sul termine Naturale, ampiamente publicizzato ed abusato.
Che sia di derivazione vegetale, non viuol dire affatto che sia un prodotto "buono" o più sicuro ecc. ecc..
Sul brevetto ricordo che se ne parlò agli inizi degli anni 90, era certamente giapponese ed era supportato da dettagli molto precisi, percentuali per avere l'effetto schermo ecc.ecc.
Dopo ci si sono buttati in tanti e mi risulta che con la solita faciloneria del sistema brevettuale internazionale altri abbiamo presentato la richiesta di brevetto per l'uso come filtro solare...
I giganti della cosmetica, al momento mi risulta che , come si fa in questi casi, per evitare contenziosi, utilizzino in formula il gamma orizanolo, ma evitino di citarlo nei claim come schermo solare.
Oreal , Clarins ecc.. ha preesentato dei brevetti, ma essendo arrivate dopo, hanno inserito l'oryzanol con effetto anti ambientale- antiossidante ecc. rispetto ad altri agenti che nel brevetto sono i veri filtri.
Abstract of JP8188521
PURPOSE: To obtain a cosmetic containing both natural and synthetic ultraviolet light absorbing substances.
CONSTITUTION: This cosmetic contains at least one kind of natural ultraviolet light absorbing substance extracted from marine algae or terrestrial plant(s) and synthetic ultraviolet light absorbing substance(s) in an amount equal to or less than that of the former substance. Specifically, it is preferable that the cosmetic be obtained by incorporating a cosmetic with at least one kind of natural ultraviolet light absorbing substance >=2 in SPF value extracted from marine algae including green, brown and red algae or terrestrial plant(s), selected from &gamma -oryzanol, Matricaria chamomilla and Glycyrrhiza glabra and synthetic ultraviolet light absorbing substance(s) in an amount equal to or less than that of the former natural substance.
Questo è uno dei brevetti sul gamma-orizanolo ,che per poterlo usare sono state brevettate le sue prerogative di filtro in associazioni con altre piante .
Sono in accordo con paracelso sulla difficoltà di assicurare una distribuzione omogenea del filtro fisico sulla pelle e quindi assicurare quel grado di riflessione che si è verificato in vivo con il metodo colipa,dove la piccola superficie irradiata e la uniformita e quantità di prodotto sono standardizzati per poter aver un modello ripetitivo.
Non solo vi sono problemi di assicurare il valore di SPF dichiarato con quello effetivamente che si avrà dopo l'applicazione (ecco il perchè delle nuove tabelle colipa citate da Riky) ,ma anche dal punto della stabilità chimico fisica del prodotto ,che tende a sedimentarsi nel tempo per effetto della gravità,e quindi se i filtri fisici non vengono sospesi adeguatamente c'è il rischio che il prodotto abbia un SPF più basso in superfice e più alto sul fondo del flacone.
Attualmente vi sono in commercio ossidi di titanio e zinco altamente micronizzati ma oltre ad un certo limite non si può andare in quanto si perderebbero le proprietà riflettenti .
Esistono anche filtri fisici e chimici combinati in microdispersioni dove la fase esterna e filtro fisico e quella interna e filtro chimico ,altri in supporti amorfi di silice ,altri che (in teoria) per diminuire la cattiva distribuzione e lo spazio vuoto tra particella e particella non solo la luce viene riflessa perpendicolarmente ma anche lateralmente formando cosi una specie di reazione a catena...Il mio punto di vista è l'associazione sia di filtri fisici che chimici che assicura il miglior risultato.
Il problema è estremamente complesso ,ma tornando al gamma-orizanolo ,è uno dei pochi filtri ,naturali (senza che abbia timore di pronunciare la parola naturale) che svolge una funzione UVA e in più antiossidante direi che è un filtro all'avanguardia pur vecchio come conoscenza e anche se se ne usa poco ,in taluni casi per via del costo,se nn da una grande mano come filtro la da però contro i radicali liberi che non guasta.
adriano
PURPOSE: To obtain a cosmetic containing both natural and synthetic ultraviolet light absorbing substances.
CONSTITUTION: This cosmetic contains at least one kind of natural ultraviolet light absorbing substance extracted from marine algae or terrestrial plant(s) and synthetic ultraviolet light absorbing substance(s) in an amount equal to or less than that of the former substance. Specifically, it is preferable that the cosmetic be obtained by incorporating a cosmetic with at least one kind of natural ultraviolet light absorbing substance >=2 in SPF value extracted from marine algae including green, brown and red algae or terrestrial plant(s), selected from &gamma -oryzanol, Matricaria chamomilla and Glycyrrhiza glabra and synthetic ultraviolet light absorbing substance(s) in an amount equal to or less than that of the former natural substance.
Questo è uno dei brevetti sul gamma-orizanolo ,che per poterlo usare sono state brevettate le sue prerogative di filtro in associazioni con altre piante .
Sono in accordo con paracelso sulla difficoltà di assicurare una distribuzione omogenea del filtro fisico sulla pelle e quindi assicurare quel grado di riflessione che si è verificato in vivo con il metodo colipa,dove la piccola superficie irradiata e la uniformita e quantità di prodotto sono standardizzati per poter aver un modello ripetitivo.
Non solo vi sono problemi di assicurare il valore di SPF dichiarato con quello effetivamente che si avrà dopo l'applicazione (ecco il perchè delle nuove tabelle colipa citate da Riky) ,ma anche dal punto della stabilità chimico fisica del prodotto ,che tende a sedimentarsi nel tempo per effetto della gravità,e quindi se i filtri fisici non vengono sospesi adeguatamente c'è il rischio che il prodotto abbia un SPF più basso in superfice e più alto sul fondo del flacone.
Attualmente vi sono in commercio ossidi di titanio e zinco altamente micronizzati ma oltre ad un certo limite non si può andare in quanto si perderebbero le proprietà riflettenti .
Esistono anche filtri fisici e chimici combinati in microdispersioni dove la fase esterna e filtro fisico e quella interna e filtro chimico ,altri in supporti amorfi di silice ,altri che (in teoria) per diminuire la cattiva distribuzione e lo spazio vuoto tra particella e particella non solo la luce viene riflessa perpendicolarmente ma anche lateralmente formando cosi una specie di reazione a catena...Il mio punto di vista è l'associazione sia di filtri fisici che chimici che assicura il miglior risultato.
Il problema è estremamente complesso ,ma tornando al gamma-orizanolo ,è uno dei pochi filtri ,naturali (senza che abbia timore di pronunciare la parola naturale) che svolge una funzione UVA e in più antiossidante direi che è un filtro all'avanguardia pur vecchio come conoscenza e anche se se ne usa poco ,in taluni casi per via del costo,se nn da una grande mano come filtro la da però contro i radicali liberi che non guasta.
adriano
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Ospite
Salute paracelso,
sui filtri 'naturali' quali estratto di aloe ferox, frazione insaponificabile di olii vegetali particolari, estratto di seppia?
Tra l'altro il gamma-orizanolo ha un picco di capacità filtrante non completo sutta la banda degli uvA. Quindi è sempre meglio abbinarlo ad altro.
E le polveri micronizzate dicono abbiano un certo effetto riflettente: ad esempio il 10% di titanio diossido giurano abbia fattore spf 30. Naturalmente non mi hanno specificato l'esistenza di lavori scientifici, tu che mi sapresti dire?
Ciao.
sui filtri 'naturali' quali estratto di aloe ferox, frazione insaponificabile di olii vegetali particolari, estratto di seppia?
Tra l'altro il gamma-orizanolo ha un picco di capacità filtrante non completo sutta la banda degli uvA. Quindi è sempre meglio abbinarlo ad altro.
E le polveri micronizzate dicono abbiano un certo effetto riflettente: ad esempio il 10% di titanio diossido giurano abbia fattore spf 30. Naturalmente non mi hanno specificato l'esistenza di lavori scientifici, tu che mi sapresti dire?
Ciao.