La tradizione non giustifica alcuna crudeltà

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IL Cavallo Bianco
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La tradizione non giustifica alcuna crudeltà

Messaggio da IL Cavallo Bianco » mar mag 24, 2005 12:09 am

La tradizione non giustifica alcuna crudeltà


Per quanto possa apparire così consolidata, la tradizione, in relazione alla storia millenaria dell’ umanità, che è alla base del nostro comportamento mostruoso nei confronti del mondo animale, è in realtà solo un’epoca transitoria, anche se particolarmente crudele, come molte altre che si sono susseguite: come il tempo in cui gli animali sono stati bruciati sugli altari, come l’epoca dei sacrifici umani, l’epoca del cannibalismo e della schiavitù. Quest’ultima, in fondo, è stata superata solo con rivolte sanguinose. Le epidemie degli animali dei nostri giorni possono essere considerate in un certo senso come la rivolta delle creature schiavizzate. Il rapporto tra l’uomo e l’animale ha acquistato una nuova dimensione; esso non è più mortale solo per gli animali, ma comporta il pericolo di morte anche per l’uomo stesso. Siamo di fronte ad un nuovo passo evolutivo, simile al superamento del cannibalismo, della tratta degli schiavi e della repressione delle donne. È sempre stata la tradizione che giustificava i diversi tipi di barbarie, ma ciò era possibile solo nella misura in cui si accettava di mettersi il paraocchi per non riconoscere i principi etici contro i quali si agiva.

Il paraocchi che si riferisce alle barbarie nei confronti degli animali è da ricondurre soprattuttoalla Bibbia e all’insegnamento ecclesiastico. Dalle prime pagine del Vecchio Testamento trapela vagamente che, ai suoi inizi, l’umanità probabilmente viveva nutrendosi in modo vegetariano. Dio non consigliò agli uomini il consumo della carne dei loro compagni della creazione, bensì le piante ed i frutti, (Genesi 1, 29-30). Tuttavia, poco dopo, quella stessa Bibbia annuncia un messaggio terribile e crudele: “Il timore ed il terrore sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà da cibo” (Gen. 9,2-3). Si suppone che Dio abbia detto questo, tuttavia, sappiamo nel frattempo come è stata redatta la Bibbia: in un processo durato secoli, nel corso del quale preti e funzionari di corte trascrissero testi tramandati e vi inserirono concetti propri. Più tardi, una selezione di questi scritti fu “canonizzata” e definita “Sacra Scrittura”. La tradizione ecclesiastica ritenne giusto presentare agli uomini un Dio irascibile e sanguinario che, in ogni immaginabile occasione, pretendeva un’enorme quantità di sacrifici animali, come “profumo soave per il Signore” (Lev. 3,5) e per il benessere fisico della casta sacerdotale, che mise in atto quest’affare sanguinoso, traendone profitto per la propria stessa esistenza.
Il Nuovo Testamento sostituisce il crudele sacrificio d’animali con “l’agnello sacrificale Cristo” il cui “sacrificio di sangue” viene esaltato da Paolo. Allo stesso tempo egli conia il motto: “Tutto ciò che è in vendita sul mercato mangiatelo pure, senza indagare per motivi di coscienza” (1. Cor. 10,25 ). Con questo retroscena, nessuna parola di Gesù a favore degli animali trovò più posto in questa Bibbia. Non è immaginabile che il grande Maestro del pacifismo non abbia detto niente anche riguardo alla pace nei confronti degli animali.

Ma anche i quattro Vangeli non sono nati dall’oggi al domani per mezzo di un’ispirazione divina, bensì tramite scritti di autori sconosciuti, celati dietro il nome degli evangelisti. Anch’essi hanno attinto da quello che hanno sentito da altri, introducendovi i loro concetti. Si litigò per secoli su quali di questi testi diversi e contraddittori appartenessero alla Sacra Scrittura e quali no. Quando Girolamo, per mandato del Papa, compose la prima stesura completa in latino del Nuovo Testamento, le innumerevoli contraddizioni, imperfezioni e diverse possibilità di interpretazione del materiale biblico lo portarono alla disperazione. Scrisse al suo committente che il mondo a venire lo avrebbe giudicato come “falsario della Bibbia”, poiché doveva selezionare e decidere a propria discrezione cosa riteneva giusto o sbagliato e cosa fosse incompleto e dovesse essere integrato. Egli avrebbe quindi “inserito alcune cose ed alterato altre”. Quanto non fu assolutamente preso in considerazione sono i cosiddetti scritti apocrifi, che non furono accolti nel testo ufficiale della Bibbia. In parte vennero distrutti, in parte restarono celati per un millennio e ritrovati solo negli ultimi tempi.

Nel complesso, la Bibbia dimostra di essere un’opera incompleta. Molto di ciò che ha fatto e detto Gesù di Nazaret non vi è contenuto; e non tutto ciò che vi viene “raccontato” si può prendere per oro colato. Questo vale anche riguardo a come Gesù e i Suoi discepoli consideravano il mangiare carne e la questione se il Nazareno non abbia in realtà insegnato di più su come trattare gli animali, di quanto abbia detto parlando del buon pastore che segue ogni pecora, anche nel giorno di sabato. Nel frattempo, negli scritti apocrifi si è scoperto che Egli ammonì gli uomini a non mangiare cadaveri per non venir consumati a loro volta come cadaveri. Si sa anche che Giacomo, il fratello di Gesú, era vegetariano, e diversi scrittori del secondo secolo raccontano che anche molti apostoli lo erano. Ma la chiesa ufficiale che si stava formando si attenne alla scarsa considerazione biblica degli animali presente nei testi ufficiali della Bibbia, che determinò il loro destino nei successivi 2000 anni. In base al diritto romano, gli animali venivano trattati come oggetti, quali esseri senza anima, come mezzi per raggiungere scopi umani, sottoposti ad ogni tipo di violenza da parte dell’uomo. Il piacere della carne divenne, di fatto, un dogma, e il vegetarianesimo fu considerato come un’eresia, come nel caso dei Catari che furono bruciati a migliaia nel 13. secolo, perché, quali cristiani, vivevano in modo diverso da come voleva la chiesa.

Da parte della filosofia, che per secoli si è ritenuta „l’ancella della teologia“, non giunse alcun aiuto; al contrario: nel 17. secolo, il filosofo Cartesio, che fu deleterio per la storia della filosofia europea, aggravò ulteriormente la visione del mondo antropocentrica con il suo famoso detto “cogito, ergo sum” – “penso, quindi sono”. Questa frase divenne un programma di grande effetto. Riduce lo spirito al livello del cervello umano. Il resto del mondo è materia morta; un animale, non è altro che un mucchio di cellule che Cartesio paragona ad un orologio composto da rotelle e molle, i cui dolori, secondo lui, non sono altro che il cigolare di una macchina.

Questo disprezzo per gli animali continua con il catechismo odierno della chiesa romana cattolica, che sottolinea le spietate pretese di potere dell’uomo sulle altre creature e permette l’uso indiscriminato degli animali per la produzione alimentare e l’industria dell’abbigliamento; consente gli esperimenti sugli animali e condanna la loro sofferenza solo “se è contraria alla dignità del l’ uomo” (Cat., Rd. Nr. 2417).
Di conseguenza, non si trova nemmeno un’enciclica papale che si rivolga contro il modo crudele in cui gli animali vengono trattati nei laboratori, nelle gabbie degli allevamenti intensivi, durante il loro trasporto e nei macelli. Al contrario, gli alti dignitari ecclesiastici sono entusiasti delle corride e approvano giochi cruenti con gli animali nelle festività religiose. Le capre vengono gettate vive dalle torri dei campanili, alle colombe vengono fissati dei petardi e violentate come se fossero oracoli viventi, come succede ogni anno a Pentecoste ad Orvieto. A Natale poi ..., hanno luogo ovunque dei massacri da record per festeggiare in modo debito la cosiddetta “festa dell’amore


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IL Cavallo Bianco
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Messaggio da IL Cavallo Bianco » mar mag 24, 2005 9:32 pm

Il materialismo volge alla fine


Non è di minor importanza trovare le radici ideologiche dell’indicibile mancanza di rispetto nei confronti degli animali e chiamare per nome chi sostiene ancora oggi questa ideologia. Solo allora sarà possibile scoprire la tradizione che ha sostituito l’etica, e liberarsene. A causa del poco valore attribuito agli animali dalla Chiesa e dalla Bibbia, negli ultimi secoli abbiamo represso tutte le altre voci della storia occidentale che affermavano qualcosa di diverso: per esempio i moniti di Pitagora (ca. 560 – 480 a.C.), uno dei fondatori della filosofia greca, che ammonì i suoi contemporanei a non fare del male ad una pianta delicata, né ad un animale innocente; oppure ciò che disse il filosofo greco Plutarco (45 – 125 a.C.), che combatté la crudeltà verso gli animali, così come il piacere del cibarsi della loro carne. In modo analogo si espresse anche il famoso console romano Catone (234 – 149 a.C.), che disse: “Nessuno può comportarsi con animali vivi come se fossero macchine”. La lista di poeti e pensatori famosi che si espressero contro le barbarie che ancor oggi riteniamo normali potrebbe continuare a piacimento, fino ad arrivare ai premi Nobel Albert Einstein e Albert Schweitzer. Il genio universale Leonardo da Vinci (1452 – 1519) si espresse in modo particolarmente chiaro: “Verrà il tempo in cui giudicheremo il cibarsi di animali in modo simile a come ora giudichiamo il cibarsi dei nostri simili, ovvero il cannibalismo.”
Il fatto che questo momento arriverà, si deduce anche dalla visione del profeta Isaia, accennata all’ inizio, in merito ad una convivenza pacifica tra uomini ed animali. Non sappiamo quando questa visione di „una nuova terra“ e „di un nuovo cielo“ si realizzerà. Gesù di Nazaret e Giovanni di Patmos, nella sua Apocalisse che è riconosciuta parte delle Bibbie ufficiali, annunciano che questa trasformazione sarà preceduta da eventi apocalittici. Anche nella profezia dell’epoca odierna contenuta nella rivelazione del Cristo “Questa è la Mia parola”, si parla di grandi sconvolgimenti della terra a causa di meteoriti, di spostamenti dei bacini dei mari e delle catene montuose.Come si sa, già Gesù di Nazaret parlò di “stelle che cadranno dai cieli”. Nella rivelazione del Cristo “Questa è la Mia parola” si legge:

„I profeti di Dio del Vecchio Testamento e tutti i profeti di Dio e uomini e donne illuminati, nei trascorsi duemila anni, hanno ammonito in continuazione l’umanità per ciò che ha seminato, esortandola a cambiare. Attraverso molte sfaccettature dell’eterna Verità, all’umanità è stata rivelata la sua semina satanica, nonché cosa sarebbe avvenuto nei tempi futuri se non fosse cambiata e se non avesse adempiuto le Leggi di Dio. Si parlò e si parla ad intervalli sempre più brevi dell’imminente fine dei tempi. La massa degli uomini continua però a vivere e vive tuttora nel peccato, continua a ballare e balla tuttora attorno al vitello d’oro: attorno al proprio ego che aspira al “mio”, a “me” e alle “ comodità”. Gli ammonimenti si avverano. L’umanità si trova nella cosiddetta “fine dei tempi”. Riconoscete: con la parola “fine dei tempi” non è intesa la fine della materia, la fine del pianeta terrestre, bensì la fine di ciò che è contro Dio: il materialismo che volge alla fine ...1

Il fatto che l’epoca materialistica giunga alla fine si annuncia anche con una trasformazione della nostra concezione scientifica del mondo. La scienza naturale, che ha spinto al suo apice il moderno materialismo, nel frattempo lo ha superato grazie alle scoperte dei grandi fisici del secolo scorso: A. Einstein, Max Planck e Werner Heisenberg. La nuova fisica ci insegna che il mondo in realtà non è costituito da materia. Ciò che noi percepiamo come materia più o meno solida, non è un insieme di infinite particole solide, ma un rapporto di impulsi e vibrazioni di un campo energetico invisibile. A. Einstein disse: “Gli atomi che ci appaiono come materia sono una concentrazione d’energia.” E Max Planck spiegò: ”Tutta la materia scaturisce ed è composta solo da una forza, che tiene insieme l’atomo quale minuscolo sistema solare. Dato però che nell’infinito non esiste una forza di per sé, dobbiamo supporre che dietro a questa forma di energia ci sia uno Spirito cosciente ed intelligente. Questa è l’origine della materia!” Hans Peter Dürr, fisico di Monaco di Baviera, collaboratore per molti anni e successore di Werner Heisenberg, descrive così questo concetto: “In base a questa osservazione, al confine della realtà non c’è la materia, ma solo un piano che tuttavia non è materiale, ma che rappresenta una sorta di potenziale che ha la capacità di materializzarsi. Questo piano è solo un unico campo del quale è costituito tutto l’universo ... In fondo tutto è spirito”.

Le conseguenze dei risultati di queste ricerche sono evidenti. Esse non solo superano la concezione materialistica del mondo del 19° secolo, ma mettono in questione anche la visione del mondo della chiesa, secondo la quale Dio sarebbe relegato in un mondo irraggiungibile e lo Spirito Creatore sarebbe separato dal Suo universo. Secondo questa concezione anima e spirito sarebbero riservate solo agli uomini, mentre le piante e gli animali sarebbero materia inferiore. Il fisico H.P. Dürr contraddice i teologi, affermando che la fisica moderna “si distanzia totalmente da questo Dio esteriore; infatti nella nuova scienza naturale, la fisica dei quanti, domina il pensiero che tutto è collegato. Dove non vi è niente di diviso, si arriva ad un’immagine diversa di Dio. Non posso immaginarmi Dio come qualcosa di esteriore. Per me esiste solo un’immagine di Dio, della quale io stesso sono parte”. Se lo Spirito Universale, Dio, agisce in ogni cosa, in ogni atomo, in ogni molecola, in ogni pianta ed in ogni animale, e naturalmente in ogni uomo, allora si pone nuovamente la domanda se la mancanza di rispetto nei confronti degli animali che si trova nella Bibbia comune possa essere veramente la parola di Dio. Chi crede al grande Dio creatore non può immaginare che Egli voglia agire senza rispetto nei confronti delle Sue creature, come ha insegnato la Chiesa per duemila anni. .

Chi crede al Dio dell’amore, si domanda forse perché Dio taccia in merito e non intervenga. Egli non interviene, perché non toglie la libertà agli uomini che Egli stesso ha creato come esseri liberi.Tuttavia, Dio non tace: Egli ha parlato ai Suoi figli umani attraverso profeti, in tutte le epoche, soprattutto nelle grandi svolte dei tempi, tramite i grandi profeti del Vecchio Testamento e, soprattutto, tramite Gesù di Nazaret. E anche dopo di Lui ci sono stati in continuazione mistici e persone particolarmente illuminate che erano permeabili al mondo spirituale e che percepivano la voce di Dio nel loro interiore e che, in base alla portata del loro mandato, poterono anche trasmettere alcuni aspetti. Diviene così comprensibile che Dio, in quest’epoca particolare in cui viviamo, abbia mandato di nuovo un grande profeta all’umanità, questa volta nelle vesti di una donna, alla quale è possibile la comunicazione diretta con lo Spirito di Dio e tramite la quale è sorta una grande Opera basata sulle rivelazioni, che conduce l’umanità ad una nuova coscienza dell’unità, da cui scaturirà un nuovo rapporto tra gli uomini e gli animali.

In uno dei messaggi dello Spirito di Dio dati tramite Gabriele, Egli dice: “Sappiate, che ognuno di voi è l’universo compresso, e l’universo è l’Essere, è l’eterna patria, il mare della luce, Dio. Per questo motivo, come uomini, comportatevi in modo tale da trasmettere verso i cieli e ricevere dai cieli. Se vivi nella corrente dell’infinito, sei l’essenza dell’infinito. Allora vivi nella pienezza e sei la pienezza.² La frase: “voi siete universo compresso ed in voi si trova l’essenza dell’infinito” si collega, in un certo senso, con quanto viene affermato dai rappresentanti della fisica dei quanti ai quali abbiamo precedentemente accennato.


Nella sopracitata grande rivelazione del Cristo “Questa è la Mia parola”, si parla in modo molto più dettagliato della vita e degli insegnamenti di Gesù di Nazaret di quanto si possa trovare nei testi ecclesiastici della Bibbia. Da ciò si evidenzia che il Nazareno insegnò un rapporto completamente diverso con gli animali rispetto a quello a cui siamo abituati dalle tradizioni cristiane.

Tra l’altro, in “Questa è la Mia Parola” leggiamo: “Siate quindi rispettosi, buoni, sensibili e gentili, non solo nei confronti dei vostri simili ma anche con tutte le creature che sono poste sotto la vostra custodia, poiché per loro voi siete come dei, ai quali si rivolgono nel loro bisogno.”

E lo Spirito del Cristo Dio, che si rivela oggi, approfondisce:“Non macellate mai un animale per il vostro utilizzo personale. La natura, la vita della creazione si occupa di voi. I frutti dei campi, degli orti e dei boschi dovrebbero bastarvi.” Ad ognuno di noi è data la libertà di accettare questo messaggio e di utilizzarlo come desidera. Il pensiero che vi si trova alla base, tuttavia, potrebbe trasformare il nostro rapporto con gli animali.
Si tratta del pensiero che dice: è lo stesso ed unico alito che soffia nell’uomo e nell’animale, l’alito di Dio. Questa consapevolezza potrebbe cambiare anche le nostre abitudini e porre fine alle torture delle creature che vivono con noi.

Nel libro “Questa è la Mia Parola” si possono leggere molti esempi dell’amore di Gesù, il Cristo Dio, per gli animali, ad esempio:
Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul monte, e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a smuovere l’animale. Gesù, vedendolo, gli disse: “Perché colpisci tuo fratello? E l’uomo replicò: “Non sapevo che fosse mio fratello. Non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?”E Gesù disse:”Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest’animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono e non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?”³
(Cap. 31, 12-14, - pagg. 417-18) 3

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » gio mag 26, 2005 8:54 am

IL Cavallo Bianco ha scritto:Il materialismo volge alla fine


Il fatto che l’epoca materialistica giunga alla fine si annuncia anche con una trasformazione della nostra concezione scientifica del mondo. La scienza naturale, che ha spinto al suo apice il moderno materialismo, nel frattempo lo ha superato grazie alle scoperte dei grandi fisici del secolo scorso: A. Einstein, Max Planck e Werner Heisenberg. La nuova fisica ci insegna che il mondo in realtà non è costituito da materia. <snip>
Forse dovresti farti un ripassino di fisica e di storia della scienza prima di parlare di fine del materialismo collegandolo alla nascita della nuova fisica, perchè proprio non centra nulla, a meno che tu non dia una tua interpretazione assolutamente idiosincratica del termine materialismo, suggerendo che esso significhi "teoria che il mondo sia fatto di materia corpuscolare", cosa che naturalmente non è. Materialismo significa l'approccio scientifico che ritiene che non ci si possa richiamare ad entità sovramateriali (metafisiche, trascendenti) per spiegare il reale. Si può cercare di negare il materialismo, ma certaente non con la fisica moderna, che del matrialismo è parte integrante (l'energia è materialistica, nel senso che è una entità fisica reale e tangibile). E' inoltre fondamentalmente scorretto dire che la fisica moderna dica che il mondo non è di materia ma di energia. Quello che viene detto è che la contrapposizione forma corpuscolare (materia) e forma ondulatoria) è mal posta, dato che la materia può essere descritta contemporaneamente sia in termini ondulatori che corpuscolari, tutto qui.
Le riflessioni di Durr non sono che riflessioni, rispettabili come le tue e le mie, ma non caricate di qualche valore aggiunto di realtà per il fatto che chi le esprime sia un fisico, discepolo di chichessia. In scienza non si fa mai appello alle autoritas e si deve sempre giustificare la propria posizione. L'affermazione di Durr è di tipo esistenziale, quindi non disponibile ad una analisi scientifica, è un credo, rispettabile ma non dismostrabile.

C'è poi da dire che tutto il filone etico animalista è fondamentalmente materialista nel tipo di presupposti, e che invece proprio il pensiero religioso (a parte alcune importanti ma rare eccezioni) suppporta una visione antropocentrica del mondo, quindi una visione suprematista nei confronti degli animali non umani. Si può discutere ad libitum dell'approccio della chiesa cattolica, ma la raltà è che qualunque approccio cristiano è per definizione antropocentrico, e quindi specista, anche se poi ci sono delle variazioni sul tema, ma quasi sempre di tipo paternalistico; cioè, rispetto degli animali perchè ne abbiamo la responsabilità, perchè li dobbiamo difendere, perchè dio li ha creati e quindi li dobbiamo rispettare. Gli animali vanno rispettati perchè è razionale e giusto farlo, che dio esista oppure che non esista. Altrimenti basterebbe dire che non esistendo dio non esistono vincoli di rispetto per gli animali.
Ciao
marco

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