Cosa manca alla cosmesi eco-bio?
Moderatore: Erica Congiu
Ho fatto una ricerchina,
Balsamo cannabis Verdesativa alla canapa:
aqua
cetearyl alcohol
cannabis sativa
cetrimonium chloride
citric acid
glycerin
lavandula angustifolia
cananga odorata
hydrolized wheat protein
E ti credo che funziona, ha dentro il cetrimonium chloride come tutti i balsami non biologici... :-/
Lola
Balsamo cannabis Verdesativa alla canapa:
aqua
cetearyl alcohol
cannabis sativa
cetrimonium chloride
citric acid
glycerin
lavandula angustifolia
cananga odorata
hydrolized wheat protein
E ti credo che funziona, ha dentro il cetrimonium chloride come tutti i balsami non biologici... :-/
Lola
ciao,
per quanto mi riguarda, anch'io vorrei:
1) maggior chiarezza in merito ai test sugli animali, in modo da sapere chi è "bello ma anche buono". Es. la Bodyshop ha una politica corretta riguardo ai test sugli animali (a quanto sembra), ma gli INCi degli ingredienti non sono a prova di biodiz.
2) che i cosmetici decorativi avessero colorazioni più moderne, sembra di essere rimasti agli anni '50, per esempio i rossetti sono o rossi, o rosa confetto, o fucsia e poi tutti perlati! Forse, e il mio non vuole essere un appunto razzista, solo un'osservazione dettata dalla mia esperienza personale, perché molte delle marche più valide in questo campo sono tedesche e i tedeschi, in generale, hanno gusti troppo diversi dai nostri per quanto riguarda la moda e la bellezza, quindi non ci accontantano. Con questo, ripeto, non vorrei offendere nessuno, sono stili di vita diversi.
ciao ciao,
f.
per quanto mi riguarda, anch'io vorrei:
1) maggior chiarezza in merito ai test sugli animali, in modo da sapere chi è "bello ma anche buono". Es. la Bodyshop ha una politica corretta riguardo ai test sugli animali (a quanto sembra), ma gli INCi degli ingredienti non sono a prova di biodiz.
2) che i cosmetici decorativi avessero colorazioni più moderne, sembra di essere rimasti agli anni '50, per esempio i rossetti sono o rossi, o rosa confetto, o fucsia e poi tutti perlati! Forse, e il mio non vuole essere un appunto razzista, solo un'osservazione dettata dalla mia esperienza personale, perché molte delle marche più valide in questo campo sono tedesche e i tedeschi, in generale, hanno gusti troppo diversi dai nostri per quanto riguarda la moda e la bellezza, quindi non ci accontantano. Con questo, ripeto, non vorrei offendere nessuno, sono stili di vita diversi.
ciao ciao,
f.
Secondo me alla cosmesi ecobio manca tecnologia e rigore scientifico. L'approccio è troppo naif, e fa leva solo sulle sfere emotive dell'acquirente, che si accontenta di prodotti scadenti, con scarsa gradevolezza cosmetica rispetto ai cosmetici "normali", e che soprattutto si accontenta del fatto che il prodotto sia "naturale".
Fa niente che non ci sia alcuna reale e seria dimostrazione sul razionale d'uso degli ingredienti, dei derivati botanici, fa niente che si vendano quasi sempre solo promesse, ma "naturale". Fa niente se nessuna, nessuna dico, azienda che produce cosmetici ecobio faccia davvero ricerca, faccia test clinici seri sulla sicurezza ed efficacia dei prodotti, etc etc.
Avete mai visto per es un antiacne "naturale" (non si può usare il termine acne - Ok- nei cosmetici, ma insomma qualsiasi prodotto vanti capacità contro "eruzioni e imperfezioni della pelle") provvisto di lavori clinici che comprovino la sua reale efficacia?
Anche il marketing oggi - e tanto più il marketing di piccole aziende in ascesa - deve sempre riferirsi a dati seri e scientifici.
La maggior parte delle persone infatti si chiede: perchè devo scegliere il naturale se costa di più, spesso puzza, spesso funziona meno (apparenza iniziale - non sulla lunga distanza, ma va ben spiegato questo fatto), dura meno, si irrancidisce, e spesso, troppo spesso, i prodotti sembrano già vecchi e polverosi sugli scaffali?
La tecnologia può e deve, nel 21 secolo, essere al servizio della cosmesi ecobio. Cosa che invece non è.
Mancano i soldi?
Anche mio figlio quattordicenne ha già capito che per guadagnare spesso occorre spendere (cioè, investire).
Per i test sugli animali invece la penso esattamente come fabrizio - e mi ha un po' stufato questa immensa presa per i fondelli....
Ciao a tutti
Riky
Fa niente che non ci sia alcuna reale e seria dimostrazione sul razionale d'uso degli ingredienti, dei derivati botanici, fa niente che si vendano quasi sempre solo promesse, ma "naturale". Fa niente se nessuna, nessuna dico, azienda che produce cosmetici ecobio faccia davvero ricerca, faccia test clinici seri sulla sicurezza ed efficacia dei prodotti, etc etc.
Avete mai visto per es un antiacne "naturale" (non si può usare il termine acne - Ok- nei cosmetici, ma insomma qualsiasi prodotto vanti capacità contro "eruzioni e imperfezioni della pelle") provvisto di lavori clinici che comprovino la sua reale efficacia?
Anche il marketing oggi - e tanto più il marketing di piccole aziende in ascesa - deve sempre riferirsi a dati seri e scientifici.
La maggior parte delle persone infatti si chiede: perchè devo scegliere il naturale se costa di più, spesso puzza, spesso funziona meno (apparenza iniziale - non sulla lunga distanza, ma va ben spiegato questo fatto), dura meno, si irrancidisce, e spesso, troppo spesso, i prodotti sembrano già vecchi e polverosi sugli scaffali?
La tecnologia può e deve, nel 21 secolo, essere al servizio della cosmesi ecobio. Cosa che invece non è.
Mancano i soldi?
Anche mio figlio quattordicenne ha già capito che per guadagnare spesso occorre spendere (cioè, investire).
Per i test sugli animali invece la penso esattamente come fabrizio - e mi ha un po' stufato questa immensa presa per i fondelli....
Ciao a tutti
Riky
http://www.verdesativa.it
Io di solito faccio un mega-ordine dal sito una tantum (prendo anche detergente intimo, crema mani, crema corpo alla calendula che è deliziosa, bagnoschiuma ogni tanto) ma c'è anche un elenco dei punti-vendita in Italia.
Lily
Io di solito faccio un mega-ordine dal sito una tantum (prendo anche detergente intimo, crema mani, crema corpo alla calendula che è deliziosa, bagnoschiuma ogni tanto) ma c'è anche un elenco dei punti-vendita in Italia.
Lily
Credo che le problematiche degli attuali prodotti bio-eco siano già state sviscerate nei precedenti post coi quali concordo al 100%.....
Spesso infatti nei vari prodotti (realmente) bio-eco sembra che sia importante solo il fattore biodegradabilità mentre la funzionalità, il piacere di utilizzo, la bontà delle profumazioni, la resa cosmetica, un buon packaging (sempre di più si compra con gli occhi...) e tanti alti aspetti fondamentali passano in secondo o terzo piano......e credo che sia un grosso errore che non permette il decollo a questo tipo di cosmesi....
Bisogna rendersi conto che per l'utilizzatore medio la biodegradabilità può essere un importante valore aggiunto (non tutti sono "fissati" come noi), ma comunque di base ci devono essere prestazioni cosmetiche in linea(o migliori) dei prodotti non-bio-eco....altrimenti non si va da nessuna parte!
Faccio l'esempio di uno shampoo bio-eco: sono spesso poco pratici da utilizzare(ok la schiuma non è indispensabile ma è inutile dire che piace molto all'utilizzatore medio), spesso mancano di condizionanti/disciplinanti realmente efficaci, le profumazioni sono spesso "grezze", etc......
Secondo il mio parere, con un po' di attenzione in più alla formulazione, si potrebbe ottenere un prodotto molto apprezzato dal pubblico medio e realmente bio-eco
ciao
Spesso infatti nei vari prodotti (realmente) bio-eco sembra che sia importante solo il fattore biodegradabilità mentre la funzionalità, il piacere di utilizzo, la bontà delle profumazioni, la resa cosmetica, un buon packaging (sempre di più si compra con gli occhi...) e tanti alti aspetti fondamentali passano in secondo o terzo piano......e credo che sia un grosso errore che non permette il decollo a questo tipo di cosmesi....
Bisogna rendersi conto che per l'utilizzatore medio la biodegradabilità può essere un importante valore aggiunto (non tutti sono "fissati" come noi), ma comunque di base ci devono essere prestazioni cosmetiche in linea(o migliori) dei prodotti non-bio-eco....altrimenti non si va da nessuna parte!
Faccio l'esempio di uno shampoo bio-eco: sono spesso poco pratici da utilizzare(ok la schiuma non è indispensabile ma è inutile dire che piace molto all'utilizzatore medio), spesso mancano di condizionanti/disciplinanti realmente efficaci, le profumazioni sono spesso "grezze", etc......
Secondo il mio parere, con un po' di attenzione in più alla formulazione, si potrebbe ottenere un prodotto molto apprezzato dal pubblico medio e realmente bio-eco
ciao
vedo che sei a cavallo della tigre ..cara RikyRiky ha scritto:Secondo me alla cosmesi ecobio manca tecnologia e rigore scientifico. L'approccio è troppo naif, e fa leva solo sulle sfere emotive dell'acquirente, che si accontenta di prodotti scadenti, con scarsa gradevolezza cosmetica rispetto ai cosmetici "normali", e che soprattutto si accontenta del fatto che il prodotto sia "naturale".
Fa niente che non ci sia alcuna reale e seria dimostrazione sul razionale d'uso degli ingredienti, dei derivati botanici, fa niente che si vendano quasi sempre solo promesse, ma "naturale". Fa niente se nessuna, nessuna dico, azienda che produce cosmetici ecobio faccia davvero ricerca, faccia test clinici seri sulla sicurezza ed efficacia dei prodotti, etc etc.
Avete mai visto per es un antiacne "naturale" (non si può usare il termine acne - Ok- nei cosmetici, ma insomma qualsiasi prodotto vanti capacità contro "eruzioni e imperfezioni della pelle") provvisto di lavori clinici che comprovino la sua reale efficacia?
Anche il marketing oggi - e tanto più il marketing di piccole aziende in ascesa - deve sempre riferirsi a dati seri e scientifici.
La maggior parte delle persone infatti si chiede: perchè devo scegliere il naturale se costa di più, spesso puzza, spesso funziona meno (apparenza iniziale - non sulla lunga distanza, ma va ben spiegato questo fatto), dura meno, si irrancidisce, e spesso, troppo spesso, i prodotti sembrano già vecchi e polverosi sugli scaffali?
La tecnologia può e deve, nel 21 secolo, essere al servizio della cosmesi ecobio. Cosa che invece non è.
Mancano i soldi?
Anche mio figlio quattordicenne ha già capito che per guadagnare spesso occorre spendere (cioè, investire).
Per i test sugli animali invece la penso esattamente come fabrizio - e mi ha un po' stu
fato questa immensa presa per i fondelli....
Ciao a tutti
Riky
Non posso restare zitto al tuo affondo sulla cosmesi bio-eco senza esprimere un mio parere di produttore e mi auguro tanto che altri intervengano in tal senso .
Cara Riky devi sapere che la cosmesi eco-bio non manca certo di tecnologia e rigore scientifico: il punto limitante è che al momento possiamo attingere ad un numero esiguo di
ingredienti e questo comporta inevitabilmente dei limiti formulativi al nostro prodotto . Un esempio: negli shampo non possiamo utilizzare quaternari nè polimeri cationici che danno l’effettto balsamo migliorando la pettinabilità del capello , certe creme possono risultare
saponose quando si spalmano sulla pelle perchè non possiamo utlizzare i siliconi che eliminerebbero la schiuma responsabile dell’effetto bianco ecc.ecc.. Si può far leva una prima volta sulla sfera emotiva dell’acquirente ma quando li riordina vuol dire che il prodotto funziona e le statistiche di vendita dei prodotti bio eco parlano in tal senso
Non capisco quando scrivi: fa niente che non ci sia reale e seria dimostrazione sul razionale d’uso degli ingredienti ..fa niente che si vendano promesse ...che non si facciano test clinici
sulla sicurezza ecc ecc . Trovo molto strana questa tua posizione , E pensare che al momento facciamo parte entrambi della stessa commissione scientifica incaricata di giudicare ed
esaminare la documentazione dei prodotti cosmetici di cui viene richiesta l’approvazione del marchio eco.bio; allora dovresti sapere che un punto fermo per l’approvazione è quello di presentare il patch test a dimostrazione che il prodotto non deve risultare irritante sulla pelle
Sui lavori clinici relativi alla funzionalità devo darti ragione . I test di funzionalità sono al momento proibitivi per noi piccoli produttori . Io personalmente mi avvalgo di quanto viene
pubblicato sulle riviste e libri del settore, sulla documentazione della funzionalità che le aziende produttrici presentano con la loro ricerca , sulla letteratura internazionale in materia e anche sulla esperienza che ormai ho acquisito. Che poi il naturale costi di più, non sono d’accordo , basta un minimo di ricerca per trovare il
prodotto più economico Puzza ? Irrancidisce ? i prodotti sembrano già vecchi? Scusa Riky ma cosa stai usando in questo periodo sulla tua pelle per esprimenti in questi termini?
Mancano i soldi ?
Questo sempre..purtroppo!
Saluti
Io da questi punti di vista sono più che soddisfatta, profumi e gradevolezza dei cosmetici che uso sono ben superiori rispetto ai prodotti tradizionali (che ormai al mio naso sembrano irrimediabilmente finti e insignificanti)! Vero, mi è capitato di provare un dentifricio eco abbastanza sgradevole, ma è stato un caso.Guido ha scritto:il piacere di utilizzo, la bontà delle profumazioni, la resa cosmetica, un buon packaging
Per la cronaca, uso il succitato Verdesativa, Remedia, Daymon's, Dr Hauschka (l'olio).
-
PeggyGordon
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- Iscritto il: lun gen 10, 2005 5:12 pm
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io
vorrei che costassero un pò meno e che soprattutto fossero più reperibili. infatti sono disposta a pagare un pò di + un buon prodotto,ma pensare che con le spese di spedizione ci comprerei abbondantemente un altro prodotto (es shampo lavera) mi fa venire l'orticaria. guadagno poco poco , faccio economia al massimo ma nn mi voglio intrugliare con le schifezze. quando posso compro su ebay.de, prendo vari prodotti a prezzo assai ridotto e le spese di spedizione spesso sono inferiori a quelle italiane ...del packaging a me nn importa nulla, le confezioni squallor vanno benissimo, io quelle della lavera le riutilizzo pure , ci metto l'olio di jojoba e di cocco ad esempio, tolgo l'etichetta e ce ne metto una io. il balsamo lavera lo trovo eccelso e anche lo shampoo, e per me i profumi sono ottimi, la mandorla soprattutto è divina, mi sembra di spalmarmi la testa di ricciarelli (sono toscana...). riaasumendo: il mio sogno è trovare cosmesi ecobio in qualsiasi super (io vado alla coop), o perlomeno alla mia erboristeria.sono andata in negozio e gli ho fatto nomi (lasciando un biglietto) delle marche che vorrei. loro mi hanno detto che proveranno ad ordinare qualcosa, però mi hanno detto anche che la gente vuole spendere pochino e nn gliene frega nulla se un prodotto è VERAMENTE ecobio. sono vittime degli ecofurbi e amano l'erbolario (che poi tanto pochino nn costa...). nn riescono a vendere dr. hauschka e weleda perché "troppo cari" e "sconosciuti". insomma, se qualcosa manca alla cosmesi ecobio, qualcosa manca anche alla gente, o meglio , alla loro informazione in temi di ecologia, e nn parlo solo degli over 50, anzi!le ragazze, più sono giovani e più si intrugliano di robaccia.io, per esperienza posso dire che la mia pelle e i miei capelli sono molto migliorati da quando uso prodotti ecobio, nella fattispecie fitocose,lavera, logona e...le cremine di vittorio, Dio lo benedica!!!
un abbraccione
peggy
un abbraccione
peggy
Però non ci remiamo contro e ridimensioniamo il luogo comune: "bio-eco" caro-brutto da vedersi-grezzo nelle formule.
Le confezioni Lavera, Logona, dr. Hausckha sono molto sofisticate al pari dei vari Clarins, Sisheido e company.
Personalmente adoro le confezioni Fitocose e Verdesativa, semplici e funzionali, e preferisco l'etichetta di carta che si sfalda sotto l'acqua a quella plasticosa e patinata destinata a tramutarsi solo in diossina.
Le profumazioni le trovo ottime in quasi tutti i prodotti e sono d'accordo con chi dice che quelle dei prodotti tradizionali "sanno" ormai di artificiale: anche prima della mia "conversione" compravo cosmetici (fard, fondotinta) che poi non usavo perchè l'odore mi dava nausea per tutto il giorno.
L'efficacia....che ve lo dico a fare, io indietro non ci torno più! E trovo fantastico "giocare" a conoscersi meglio con tutti questi principi attivi naturali e trovare quale meglio ci si confà, e non accontentarsi delle effetto "massificante" dei tristi siliconi.
I prezzi non sono da supermercato ma sono molto inferiori a quelli delle profumerie che sono sempre affollate e con lunghe file alla cassa, ed i prodotti durano molto di più.
Quella sciagurata di mia sorella ha comprato i fanghi d'alga Guam a 24,00€, e adesso ha ordinato quelli di Fitocose che costano 14,00€ per lo stesso quantitativo di 500g.
Secondo me quello su cui devono puntare le ditte eco-bio è un martellante battage pubblicitario, e senza neanche rimarcare tanto la naturalità dei prodotti quanto proprio la funzionalità.
Solo che la pubblicità ha costi elevatissimi.
Le confezioni Lavera, Logona, dr. Hausckha sono molto sofisticate al pari dei vari Clarins, Sisheido e company.
Personalmente adoro le confezioni Fitocose e Verdesativa, semplici e funzionali, e preferisco l'etichetta di carta che si sfalda sotto l'acqua a quella plasticosa e patinata destinata a tramutarsi solo in diossina.
Le profumazioni le trovo ottime in quasi tutti i prodotti e sono d'accordo con chi dice che quelle dei prodotti tradizionali "sanno" ormai di artificiale: anche prima della mia "conversione" compravo cosmetici (fard, fondotinta) che poi non usavo perchè l'odore mi dava nausea per tutto il giorno.
L'efficacia....che ve lo dico a fare, io indietro non ci torno più! E trovo fantastico "giocare" a conoscersi meglio con tutti questi principi attivi naturali e trovare quale meglio ci si confà, e non accontentarsi delle effetto "massificante" dei tristi siliconi.
I prezzi non sono da supermercato ma sono molto inferiori a quelli delle profumerie che sono sempre affollate e con lunghe file alla cassa, ed i prodotti durano molto di più.
Quella sciagurata di mia sorella ha comprato i fanghi d'alga Guam a 24,00€, e adesso ha ordinato quelli di Fitocose che costano 14,00€ per lo stesso quantitativo di 500g.
Secondo me quello su cui devono puntare le ditte eco-bio è un martellante battage pubblicitario, e senza neanche rimarcare tanto la naturalità dei prodotti quanto proprio la funzionalità.
Solo che la pubblicità ha costi elevatissimi.
per pietro
1)Cara Riky devi sapere che la cosmesi eco-bio non manca certo di tecnologia e rigore scientifico: il punto limitante è che al momento possiamo attingere ad un numero esiguo di
ingredienti e questo comporta inevitabilmente dei limiti formulativi al nostro prodotto . Un esempio: negli shampo non possiamo utilizzare quaternari nè polimeri cationici che danno l’effettto balsamo migliorando la pettinabilità del capello , certe creme possono risultare
saponose quando si spalmano sulla pelle perchè non possiamo utlizzare i siliconi che eliminerebbero la schiuma responsabile dell’effetto bianco ecc.ecc.. Si può far leva una prima volta sulla sfera emotiva dell’acquirente ma quando li riordina vuol dire che il prodotto funziona e le statistiche di vendita dei prodotti bio eco parlano in tal senso
Riky: Ciao peter bentornato! - hai ragione, ma una maggiore ricerca potrebbe portare ad una migliore tecnologia per l'utilizzo dei pochi ingredienti realmente bioeco -Io parlo in generale, non della tua produzione, ma mi sa che la butti sul permalosetten, o sbaglio?
Comunque sono convinta di quello che scrivo. Andrà avanti solo chi investirà, anche nel campo del bioeco. Tu hai fatto una scelta di vita e sei perfettamente coerente - ma non stupirti se poi i tuoi fitocosi non trovano il mercato che meriterebbero...
Non capisco quando scrivi: fa niente che non ci sia reale e seria dimostrazione sul razionale d’uso degli ingredienti ..fa niente che si vendano promesse ...che non si facciano test clinici
sulla sicurezza ecc ecc . Trovo molto strana questa tua posizione , E pensare che al momento facciamo parte entrambi della stessa commissione scientifica incaricata di giudicare ed
esaminare la documentazione dei prodotti cosmetici di cui viene richiesta l’approvazione del marchio eco.bio; allora dovresti sapere che un punto fermo per l’approvazione è quello di presentare il patch test a dimostrazione che il prodotto non deve risultare irritante sulla pelle
Sui lavori clinici relativi alla funzionalità devo darti ragione . I test di funzionalità sono al momento proibitivi per noi piccoli produttori . Io personalmente mi avvalgo di quanto viene
pubblicato sulle riviste e libri del settore, sulla documentazione della funzionalità che le aziende produttrici presentano con la loro ricerca , sulla letteratura internazionale in materia e anche sulla esperienza che ormai ho acquisito.
2) Hai ragione anche qua, e ben vengano associazioni come aiab icea - la realtà è che sono ancora troppo pochi i produttori che si certificano. i tedeschi purtroppo hanno già percorso molta più strada, in italia ripeto siamo ancora troppo, troppo naif.
E a me il solo patch test, ti garantisco, non basta per definire un prodotto sicuro, e capace di svolgere la sua funzione (non parlo di te, ma hai idea di quanti millantino addirittura attività terapeutiche o farmacologiche in erboristeria? Spesso si tratta di prodotti inutili, molto spesso invece di prodotti, appunto, per nulla sicuri nell'uso). Parlo in generale, e come in tutte le generalizzazioni, sono estremamente imprecisa. Il prodotto bioeco, oggi, da l'idea della "natura", non dà quella del rigore scientifico (che invece spesso c'è - ma il messaggio non passa!).
3)Che poi il naturale costi di più, non sono d’accordo , basta un minimo di ricerca per trovare il
prodotto più economico Puzza ? Irrancidisce ? i prodotti sembrano già vecchi? Scusa Riky ma cosa stai usando in questo periodo sulla tua pelle per esprimenti in questi termini?
Pietro sto parlando in generale - Tu sicuramente non fai incursioni in farmacia-eroristeria.-mercatini-negozi biologici comprando un po' di tutto, per valutare (anche questo è....investimento!). Io lo faccio. E oggi la situazione sta migliorando molto, per quanto riguarda i prodotti certificati.
La gente deve trovare prodotti bioeco ovunque, a prezzi accessibili, ben impacchettati e ben presentati con tutte le loro credenziali - e deve pure trovarsi bene, comunque meglio che con la plastica tradizionale. A poco a poco ci arriveremo, mi sembra un po' un gatto che si morde la coda, se non conosco non compro-se non compro non provo-se non provo non conosco....
Chi riuscirà a far conoscere, a far provare, e a convincere l'utenza che bio è meglio?
4)Mancano i soldi ?
Questo sempre..purtroppo!
Appunto....le aziede devono investire...distribuire...far conoscere...fare ricerca...fare movimenti solidali....
E lasciami concludere: far capire ai medici - nella fattispecie ai dermatogi - che bio e botanico non vuole dire allergie assicurate! occorre dimostrare il contrario a una categoria che una certa influenza ce l'ha sulle scelte collettive - presentando, appunto, prodotti sicuri: e non sicuri per la bella faccia sana del produttore eco, ma perchè correlati di lavori, test, test d'uso, prove di funzionalità, etc, CHE LO DIMOSTRINO! Mica sono tutti come me...che in un articolo su corsalute di ieri ho scritto che gli allergici devono consultare http://www.biodizionario.it per scegliere i prodotti giusti, e imparare a leggere gli INCI...
ciao, chissà se è arrivato il sole anche sulle tue colline, e mi raccomando, non esagerare col gutturnio!
Riky
PS - sto usando: prodotti sudafricani in faccia, weleda alla rosa latte e olio sul corpo, un'altra crema-prova sul corpo, un burro di karitè sullke mani, il bagno weleda all'abete perchè ho il raffreddore, e poi prove, prove, prove...
sto anche aspettando un ordine che ho fatto a un'azienda, non so se la conosci, fitocose, ma oramai è più di un mese....che lazzaroni!!!
:-))
ingredienti e questo comporta inevitabilmente dei limiti formulativi al nostro prodotto . Un esempio: negli shampo non possiamo utilizzare quaternari nè polimeri cationici che danno l’effettto balsamo migliorando la pettinabilità del capello , certe creme possono risultare
saponose quando si spalmano sulla pelle perchè non possiamo utlizzare i siliconi che eliminerebbero la schiuma responsabile dell’effetto bianco ecc.ecc.. Si può far leva una prima volta sulla sfera emotiva dell’acquirente ma quando li riordina vuol dire che il prodotto funziona e le statistiche di vendita dei prodotti bio eco parlano in tal senso
Riky: Ciao peter bentornato! - hai ragione, ma una maggiore ricerca potrebbe portare ad una migliore tecnologia per l'utilizzo dei pochi ingredienti realmente bioeco -Io parlo in generale, non della tua produzione, ma mi sa che la butti sul permalosetten, o sbaglio?
Comunque sono convinta di quello che scrivo. Andrà avanti solo chi investirà, anche nel campo del bioeco. Tu hai fatto una scelta di vita e sei perfettamente coerente - ma non stupirti se poi i tuoi fitocosi non trovano il mercato che meriterebbero...
Non capisco quando scrivi: fa niente che non ci sia reale e seria dimostrazione sul razionale d’uso degli ingredienti ..fa niente che si vendano promesse ...che non si facciano test clinici
sulla sicurezza ecc ecc . Trovo molto strana questa tua posizione , E pensare che al momento facciamo parte entrambi della stessa commissione scientifica incaricata di giudicare ed
esaminare la documentazione dei prodotti cosmetici di cui viene richiesta l’approvazione del marchio eco.bio; allora dovresti sapere che un punto fermo per l’approvazione è quello di presentare il patch test a dimostrazione che il prodotto non deve risultare irritante sulla pelle
Sui lavori clinici relativi alla funzionalità devo darti ragione . I test di funzionalità sono al momento proibitivi per noi piccoli produttori . Io personalmente mi avvalgo di quanto viene
pubblicato sulle riviste e libri del settore, sulla documentazione della funzionalità che le aziende produttrici presentano con la loro ricerca , sulla letteratura internazionale in materia e anche sulla esperienza che ormai ho acquisito.
2) Hai ragione anche qua, e ben vengano associazioni come aiab icea - la realtà è che sono ancora troppo pochi i produttori che si certificano. i tedeschi purtroppo hanno già percorso molta più strada, in italia ripeto siamo ancora troppo, troppo naif.
E a me il solo patch test, ti garantisco, non basta per definire un prodotto sicuro, e capace di svolgere la sua funzione (non parlo di te, ma hai idea di quanti millantino addirittura attività terapeutiche o farmacologiche in erboristeria? Spesso si tratta di prodotti inutili, molto spesso invece di prodotti, appunto, per nulla sicuri nell'uso). Parlo in generale, e come in tutte le generalizzazioni, sono estremamente imprecisa. Il prodotto bioeco, oggi, da l'idea della "natura", non dà quella del rigore scientifico (che invece spesso c'è - ma il messaggio non passa!).
3)Che poi il naturale costi di più, non sono d’accordo , basta un minimo di ricerca per trovare il
prodotto più economico Puzza ? Irrancidisce ? i prodotti sembrano già vecchi? Scusa Riky ma cosa stai usando in questo periodo sulla tua pelle per esprimenti in questi termini?
Pietro sto parlando in generale - Tu sicuramente non fai incursioni in farmacia-eroristeria.-mercatini-negozi biologici comprando un po' di tutto, per valutare (anche questo è....investimento!). Io lo faccio. E oggi la situazione sta migliorando molto, per quanto riguarda i prodotti certificati.
La gente deve trovare prodotti bioeco ovunque, a prezzi accessibili, ben impacchettati e ben presentati con tutte le loro credenziali - e deve pure trovarsi bene, comunque meglio che con la plastica tradizionale. A poco a poco ci arriveremo, mi sembra un po' un gatto che si morde la coda, se non conosco non compro-se non compro non provo-se non provo non conosco....
Chi riuscirà a far conoscere, a far provare, e a convincere l'utenza che bio è meglio?
4)Mancano i soldi ?
Questo sempre..purtroppo!
Appunto....le aziede devono investire...distribuire...far conoscere...fare ricerca...fare movimenti solidali....
E lasciami concludere: far capire ai medici - nella fattispecie ai dermatogi - che bio e botanico non vuole dire allergie assicurate! occorre dimostrare il contrario a una categoria che una certa influenza ce l'ha sulle scelte collettive - presentando, appunto, prodotti sicuri: e non sicuri per la bella faccia sana del produttore eco, ma perchè correlati di lavori, test, test d'uso, prove di funzionalità, etc, CHE LO DIMOSTRINO! Mica sono tutti come me...che in un articolo su corsalute di ieri ho scritto che gli allergici devono consultare http://www.biodizionario.it per scegliere i prodotti giusti, e imparare a leggere gli INCI...
ciao, chissà se è arrivato il sole anche sulle tue colline, e mi raccomando, non esagerare col gutturnio!
Riky
PS - sto usando: prodotti sudafricani in faccia, weleda alla rosa latte e olio sul corpo, un'altra crema-prova sul corpo, un burro di karitè sullke mani, il bagno weleda all'abete perchè ho il raffreddore, e poi prove, prove, prove...
sto anche aspettando un ordine che ho fatto a un'azienda, non so se la conosci, fitocose, ma oramai è più di un mese....che lazzaroni!!!
:-))
per pietro
1)Cara Riky devi sapere che la cosmesi eco-bio non manca certo di tecnologia e rigore scientifico: il punto limitante è che al momento possiamo attingere ad un numero esiguo di
ingredienti e questo comporta inevitabilmente dei limiti formulativi al nostro prodotto . Un esempio: negli shampo non possiamo utilizzare quaternari nè polimeri cationici che danno l’effettto balsamo migliorando la pettinabilità del capello , certe creme possono risultare
saponose quando si spalmano sulla pelle perchè non possiamo utlizzare i siliconi che eliminerebbero la schiuma responsabile dell’effetto bianco ecc.ecc.. Si può far leva una prima volta sulla sfera emotiva dell’acquirente ma quando li riordina vuol dire che il prodotto funziona e le statistiche di vendita dei prodotti bio eco parlano in tal senso
Riky: Ciao peter bentornato! - hai ragione, ma una maggiore ricerca potrebbe portare ad una migliore tecnologia per l'utilizzo dei pochi ingredienti realmente bioeco -Io parlo in generale, non della tua produzione, ma mi sa che la butti sul permalosetten, o sbaglio?
Comunque sono convinta di quello che scrivo. Andrà avanti solo chi investirà, anche nel campo del bioeco. Tu hai fatto una scelta di vita e sei perfettamente coerente - ma non stupirti se poi i tuoi fitocosi non trovano il mercato che meriterebbero...
Non capisco quando scrivi: fa niente che non ci sia reale e seria dimostrazione sul razionale d’uso degli ingredienti ..fa niente che si vendano promesse ...che non si facciano test clinici
sulla sicurezza ecc ecc . Trovo molto strana questa tua posizione , E pensare che al momento facciamo parte entrambi della stessa commissione scientifica incaricata di giudicare ed
esaminare la documentazione dei prodotti cosmetici di cui viene richiesta l’approvazione del marchio eco.bio; allora dovresti sapere che un punto fermo per l’approvazione è quello di presentare il patch test a dimostrazione che il prodotto non deve risultare irritante sulla pelle
Sui lavori clinici relativi alla funzionalità devo darti ragione . I test di funzionalità sono al momento proibitivi per noi piccoli produttori . Io personalmente mi avvalgo di quanto viene
pubblicato sulle riviste e libri del settore, sulla documentazione della funzionalità che le aziende produttrici presentano con la loro ricerca , sulla letteratura internazionale in materia e anche sulla esperienza che ormai ho acquisito.
2) Hai ragione anche qua, e ben vengano associazioni come aiab icea - la realtà è che sono ancora troppo pochi i produttori che si certificano. i tedeschi purtroppo hanno già percorso molta più strada, in italia ripeto siamo ancora troppo, troppo naif.
E a me il solo patch test, ti garantisco, non basta per definire un prodotto sicuro, e capace di svolgere la sua funzione (non parlo di te, ma hai idea di quanti millantino addirittura attività terapeutiche o farmacologiche in erboristeria? Spesso si tratta di prodotti inutili, molto spesso invece di prodotti, appunto, per nulla sicuri nell'uso). Parlo in generale, e come in tutte le generalizzazioni, sono estremamente imprecisa. Il prodotto bioeco, oggi, da l'idea della "natura", non dà quella del rigore scientifico (che invece spesso c'è - ma il messaggio non passa!).
3)Che poi il naturale costi di più, non sono d’accordo , basta un minimo di ricerca per trovare il
prodotto più economico Puzza ? Irrancidisce ? i prodotti sembrano già vecchi? Scusa Riky ma cosa stai usando in questo periodo sulla tua pelle per esprimenti in questi termini?
Pietro sto parlando in generale - Tu sicuramente non fai incursioni in farmacia-eroristeria.-mercatini-negozi biologici comprando un po' di tutto, per valutare (anche questo è....investimento!). Io lo faccio. E oggi la situazione sta migliorando molto, per quanto riguarda i prodotti certificati.
La gente deve trovare prodotti bioeco ovunque, a prezzi accessibili, ben impacchettati e ben presentati con tutte le loro credenziali - e deve pure trovarsi bene, comunque meglio che con la plastica tradizionale. A poco a poco ci arriveremo, mi sembra un po' un gatto che si morde la coda, se non conosco non compro-se non compro non provo-se non provo non conosco....
Chi riuscirà a far conoscere, a far provare, e a convincere l'utenza che bio è meglio?
4)Mancano i soldi ?
Questo sempre..purtroppo!
Appunto....le aziede devono investire...distribuire...far conoscere...fare ricerca...fare movimenti solidali....
E lasciami concludere: far capire ai medici - nella fattispecie ai dermatogi - che bio e botanico non vuole dire allergie assicurate! occorre dimostrare il contrario a una categoria che una certa influenza ce l'ha sulle scelte collettive - presentando, appunto, prodotti sicuri: e non sicuri per la bella faccia sana del produttore eco, ma perchè correlati di lavori, test, test d'uso, prove di funzionalità, etc, CHE LO DIMOSTRINO! Mica sono tutti come me...che in un articolo su corsalute di ieri ho scritto che gli allergici devono consultare http://www.biodizionario.it per scegliere i prodotti giusti, e imparare a leggere gli INCI...
ciao, chissà se è arrivato il sole anche sulle tue colline, e mi raccomando, non esagerare col gutturnio!
Riky
PS - sto usando: prodotti sudafricani in faccia, weleda alla rosa latte e olio sul corpo, un'altra crema-prova sul corpo, un burro di karitè sullke mani, il bagno weleda all'abete perchè ho il raffreddore, e poi prove, prove, prove...
sto anche aspettando un ordine che ho fatto a un'azienda, non so se la conosci, fitocose, ma oramai è più di un mese....che lazzaroni!!!
:-))
ingredienti e questo comporta inevitabilmente dei limiti formulativi al nostro prodotto . Un esempio: negli shampo non possiamo utilizzare quaternari nè polimeri cationici che danno l’effettto balsamo migliorando la pettinabilità del capello , certe creme possono risultare
saponose quando si spalmano sulla pelle perchè non possiamo utlizzare i siliconi che eliminerebbero la schiuma responsabile dell’effetto bianco ecc.ecc.. Si può far leva una prima volta sulla sfera emotiva dell’acquirente ma quando li riordina vuol dire che il prodotto funziona e le statistiche di vendita dei prodotti bio eco parlano in tal senso
Riky: Ciao peter bentornato! - hai ragione, ma una maggiore ricerca potrebbe portare ad una migliore tecnologia per l'utilizzo dei pochi ingredienti realmente bioeco -Io parlo in generale, non della tua produzione, ma mi sa che la butti sul permalosetten, o sbaglio?
Comunque sono convinta di quello che scrivo. Andrà avanti solo chi investirà, anche nel campo del bioeco. Tu hai fatto una scelta di vita e sei perfettamente coerente - ma non stupirti se poi i tuoi fitocosi non trovano il mercato che meriterebbero...
Non capisco quando scrivi: fa niente che non ci sia reale e seria dimostrazione sul razionale d’uso degli ingredienti ..fa niente che si vendano promesse ...che non si facciano test clinici
sulla sicurezza ecc ecc . Trovo molto strana questa tua posizione , E pensare che al momento facciamo parte entrambi della stessa commissione scientifica incaricata di giudicare ed
esaminare la documentazione dei prodotti cosmetici di cui viene richiesta l’approvazione del marchio eco.bio; allora dovresti sapere che un punto fermo per l’approvazione è quello di presentare il patch test a dimostrazione che il prodotto non deve risultare irritante sulla pelle
Sui lavori clinici relativi alla funzionalità devo darti ragione . I test di funzionalità sono al momento proibitivi per noi piccoli produttori . Io personalmente mi avvalgo di quanto viene
pubblicato sulle riviste e libri del settore, sulla documentazione della funzionalità che le aziende produttrici presentano con la loro ricerca , sulla letteratura internazionale in materia e anche sulla esperienza che ormai ho acquisito.
2) Hai ragione anche qua, e ben vengano associazioni come aiab icea - la realtà è che sono ancora troppo pochi i produttori che si certificano. i tedeschi purtroppo hanno già percorso molta più strada, in italia ripeto siamo ancora troppo, troppo naif.
E a me il solo patch test, ti garantisco, non basta per definire un prodotto sicuro, e capace di svolgere la sua funzione (non parlo di te, ma hai idea di quanti millantino addirittura attività terapeutiche o farmacologiche in erboristeria? Spesso si tratta di prodotti inutili, molto spesso invece di prodotti, appunto, per nulla sicuri nell'uso). Parlo in generale, e come in tutte le generalizzazioni, sono estremamente imprecisa. Il prodotto bioeco, oggi, da l'idea della "natura", non dà quella del rigore scientifico (che invece spesso c'è - ma il messaggio non passa!).
3)Che poi il naturale costi di più, non sono d’accordo , basta un minimo di ricerca per trovare il
prodotto più economico Puzza ? Irrancidisce ? i prodotti sembrano già vecchi? Scusa Riky ma cosa stai usando in questo periodo sulla tua pelle per esprimenti in questi termini?
Pietro sto parlando in generale - Tu sicuramente non fai incursioni in farmacia-eroristeria.-mercatini-negozi biologici comprando un po' di tutto, per valutare (anche questo è....investimento!). Io lo faccio. E oggi la situazione sta migliorando molto, per quanto riguarda i prodotti certificati.
La gente deve trovare prodotti bioeco ovunque, a prezzi accessibili, ben impacchettati e ben presentati con tutte le loro credenziali - e deve pure trovarsi bene, comunque meglio che con la plastica tradizionale. A poco a poco ci arriveremo, mi sembra un po' un gatto che si morde la coda, se non conosco non compro-se non compro non provo-se non provo non conosco....
Chi riuscirà a far conoscere, a far provare, e a convincere l'utenza che bio è meglio?
4)Mancano i soldi ?
Questo sempre..purtroppo!
Appunto....le aziede devono investire...distribuire...far conoscere...fare ricerca...fare movimenti solidali....
E lasciami concludere: far capire ai medici - nella fattispecie ai dermatogi - che bio e botanico non vuole dire allergie assicurate! occorre dimostrare il contrario a una categoria che una certa influenza ce l'ha sulle scelte collettive - presentando, appunto, prodotti sicuri: e non sicuri per la bella faccia sana del produttore eco, ma perchè correlati di lavori, test, test d'uso, prove di funzionalità, etc, CHE LO DIMOSTRINO! Mica sono tutti come me...che in un articolo su corsalute di ieri ho scritto che gli allergici devono consultare http://www.biodizionario.it per scegliere i prodotti giusti, e imparare a leggere gli INCI...
ciao, chissà se è arrivato il sole anche sulle tue colline, e mi raccomando, non esagerare col gutturnio!
Riky
PS - sto usando: prodotti sudafricani in faccia, weleda alla rosa latte e olio sul corpo, un'altra crema-prova sul corpo, un burro di karitè sullke mani, il bagno weleda all'abete perchè ho il raffreddore, e poi prove, prove, prove...
sto anche aspettando un ordine che ho fatto a un'azienda, non so se la conosci, fitocose, ma oramai è più di un mese....che lazzaroni!!!
:-))
io in questo periodo mi sto rendendo conto dei limiti dell ecobio...e mi dispiace ammetterlo ma purtroppo ci sono
una crema mi si è ossidata perchè la confezione non si chiudeva bene...e ho dovuto buttarla...ora non so se ricomprarla perchè temo che il problema si potrebbe ripetere...l'ideale sarebbe avere la confezione con il dosatore cosi che la crema resti inalterata...
lasciamo perdere le allergie che alcune altre mi hanno creato...
non so più cosa pensare...sto usando solo oli, gel d aloe di vittorio e burro di karitè, quelli almeno non mi danno problemi...
e ammeto di rimpiangere lemie creme siliconate e petrolate che però non si ammuffivano, avevo un packing pratico(col dosatore!)...cerco creme per pelli sensibli e trovo alcol negli ingredienti...sono un pò demoralizzata...
una crema mi si è ossidata perchè la confezione non si chiudeva bene...e ho dovuto buttarla...ora non so se ricomprarla perchè temo che il problema si potrebbe ripetere...l'ideale sarebbe avere la confezione con il dosatore cosi che la crema resti inalterata...
lasciamo perdere le allergie che alcune altre mi hanno creato...
non so più cosa pensare...sto usando solo oli, gel d aloe di vittorio e burro di karitè, quelli almeno non mi danno problemi...
e ammeto di rimpiangere lemie creme siliconate e petrolate che però non si ammuffivano, avevo un packing pratico(col dosatore!)...cerco creme per pelli sensibli e trovo alcol negli ingredienti...sono un pò demoralizzata...
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Fabrizio Zago
Intervengo nella discussione tra Riky e Porto Pietro (inutile cambiare Nick, ti si vede lontano un miglio) per dire che, come al solito, avete ragione entrambi.
Il porto porta la sua esperienza di produttore e afferma le sue motivazione e scelte, Riky fa un discorso molto più generale e devo dire che non trovo assolutamente nulla di contestabile alle sue dichiarazioni.
Certo che si deve e si può fare di più e meglio, essere più precisi e scientifici anche perché, dato che è vero che abbiamo pochi soldi da investire, le multinazionali che invece ne hanno molto ci mettono due secondi a smontare qualsiasi nostra iniziativa.
E' vero, povera marylunaz, che non siamo bravi a proteggere le nostre emulsioni, che mancano molte cose alla biocosmesi, ma è anche vero che ci sono molte aziende, ditte, persone serie che non vogliono prendere per i fondelli nessuno, che si dovranno per forza dotare di strumenti scientificamente inattaccabili e che ci aspettiamo molto da loro perché, diciamolo, siamo solo all'inizio di una storia che ne vedrà delle belle.
Ciao
Fabrizio
Il porto porta la sua esperienza di produttore e afferma le sue motivazione e scelte, Riky fa un discorso molto più generale e devo dire che non trovo assolutamente nulla di contestabile alle sue dichiarazioni.
Certo che si deve e si può fare di più e meglio, essere più precisi e scientifici anche perché, dato che è vero che abbiamo pochi soldi da investire, le multinazionali che invece ne hanno molto ci mettono due secondi a smontare qualsiasi nostra iniziativa.
E' vero, povera marylunaz, che non siamo bravi a proteggere le nostre emulsioni, che mancano molte cose alla biocosmesi, ma è anche vero che ci sono molte aziende, ditte, persone serie che non vogliono prendere per i fondelli nessuno, che si dovranno per forza dotare di strumenti scientificamente inattaccabili e che ci aspettiamo molto da loro perché, diciamolo, siamo solo all'inizio di una storia che ne vedrà delle belle.
Ciao
Fabrizio
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PeggyGordon
- Messaggi: 354
- Iscritto il: lun gen 10, 2005 5:12 pm
- Località: tra firenze e arezzo
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x biopietro (lo gnomo biopietro....:-P)
E' vero Pietro, perché ci mettono così tanto i tuoi fitocosi ad arrivare??? li voglio prima! dai che devo ordinare shampoo balsamo e bagnoschiuma!!!
sennò quando mi lavo, tra un mese???nn ti arrabbiare dai,ma sollecita semmai chi di dovere per velocizzare le spedizioni. comunque sappi che ho detto alla mia erborista che voglio i fitocosi e se nn li ordina nn ci vado più. gli ho dato l'indirizzo del sito ma mi sa che nn basta...le dò anche il numero di tel. e vediamo se si sveglia, altrimenti mi imbufalisco. fitocosi x tutti !!!
ps: le profumazioni dei fitocose sono mille volte meglio di quelle delle robe siliconate. provate il latte detergente alla mandorla o il tonico alla viola tricolor e ne riparliamo di ecobio puzzolente...
pps: e susate se faccio una pubblicità spudorata a Pietro, ma se la MERITA, le sue cose anzi fitocose sono eccellenti, parla di peggylarompimaicontenta.
sennò quando mi lavo, tra un mese???nn ti arrabbiare dai,ma sollecita semmai chi di dovere per velocizzare le spedizioni. comunque sappi che ho detto alla mia erborista che voglio i fitocosi e se nn li ordina nn ci vado più. gli ho dato l'indirizzo del sito ma mi sa che nn basta...le dò anche il numero di tel. e vediamo se si sveglia, altrimenti mi imbufalisco. fitocosi x tutti !!!
ps: le profumazioni dei fitocose sono mille volte meglio di quelle delle robe siliconate. provate il latte detergente alla mandorla o il tonico alla viola tricolor e ne riparliamo di ecobio puzzolente...
pps: e susate se faccio una pubblicità spudorata a Pietro, ma se la MERITA, le sue cose anzi fitocose sono eccellenti, parla di peggylarompimaicontenta.