Induismo
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Sibyl
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Induismo
Sono incuriosita da questa filosofia/religione (non saprei come definirla...).
Soprattutto dall'iconografia, con tutti quei colori e quelle devinità spesso ritratte con testa di elefante, dischi (chakra?), pestelli e diverse paia di braccia.
Qualcuno sa darmi delle brevi spiegazioni...?
Tipo: ganesha, proprio ieri mi hanno parlato della divinità che hai scelto come nick. Che mi sai dire di lui?
Ciao!
Soprattutto dall'iconografia, con tutti quei colori e quelle devinità spesso ritratte con testa di elefante, dischi (chakra?), pestelli e diverse paia di braccia.
Qualcuno sa darmi delle brevi spiegazioni...?
Tipo: ganesha, proprio ieri mi hanno parlato della divinità che hai scelto come nick. Che mi sai dire di lui?
Ciao!
Bisogna distinguere folcrore e religione. Le Divinità rappresentate sono simboliche, parlando di energie e di flussi emanatori diversi. Le braccia sono appunto le emanazioni di quella data energia, maschile o femminile. Ganesh è formato dalle parole: Gana che significa tutti gli esseri esistenti, e Isha, il Signore. Per cui Ganesh è il signore di tutti gli esseri e della Creazione. Ganesh è la più popolare delle Divinità Hindù ed anche la più invocata, protegge la casa, gli studi, rimuove gli ostacoli, aiuta gli ammalati, ecc.ecc. Il suo colore è il giallo, riconducibile all' Arcangelo Raffaele. In ogni casa, tempio, (India) scuola , non mancano mai le immagini e le murti di Ganesha. Murti=Statua
Re: Induismo
Ciao Sibyl,
come dice anche luxor bisogna capire prima di tutto che l'Induismo è una religione in cui è fortissima la componente simbolica; Dio è ovunque e permea la vita quotidiana di centinaia di milioni di indiani, si manifesta sotto molteplici forme ed assume in ogni circostanza nomi diversi (Agni Dio del Fuoco, Indra Dio dei Cieli, ecc.); questo aspetto ha fatto sì che in occidente l'Induismo venisse erroneamente considerato - e con bonario disprezzo - una religione politeista.
In India a volte la prima cosa che mi dicevano le persone - mai viste prima - era: "Il tuo Dio è il mio Dio. Dio è uno". Molte persone ad esempio toccavano le vacche mentre passavano per strada con venerazione, con affetto: non stavano semplicemente adorando le mucche, era più un ricordarsi del principo creativo, un atto di ringraziamento. E così per moltissimi aspetti della vita quotidiana.
La simbologia è molto complessa e possiede molti livelli: luxor ha descritto bene alcuni elementi, se ne possono aggiungere molti altri, ad esempio: la testa di Ganesha rappresenta l'Atman (l'anima, per semplificare) mentre il suo corpo da uomo rappresenta la Maya (l'esistenza terrena, l'illusione); la testa di elefante indica saggezza, mentre la sua unica zanna simboleggia l'OM, il verbo, il suono primordiale. Nella mano destra più in alto tiene un bastone con cui aiuta gli uomini a procedere sul sentiero e rimuove gli ostacoli dal percorso; il cappio lo aiuta a catturare le difficoltà. La zanna spezzata che tiene nella sua mano destra inferiore è un simbolo di sacrificio e la usa come penna per scrivere il Mahabharata (mervagliosa e simbolica scrittura epica), mentre la mala (tipo rosario) che tiene nell'altra mano ci indica che la ricerca della saggezza deve essere continua. Le grandi orecchie indicano apertura e ascolto, mentre il serpente attorno alla sua vita rappresenta l'energia in tutte le sue forme. Ganesha è anche umile, come cavalcatura usa un topolino che però è anche capace di trovare una strada dappertutto, di nuovo simboleggiando la capacità del Dio di passare oltre a tutti gli ostacoli.
Una leggenda ci narra perchè Ganesha è invocato prima di tutte le altre divinità o di ogni evento importante. Tanto Ganesha quanto suo fratello Kartikeya volevano sposare la stessa donna (Buddhi, la saggezza) così ella stabilì che sarebbe andata in moglie a chi prima avesse fatto il giro del mondo: Kartikeya partì subito di buona lena mentre Ganesha si limitò a girare intorno a Shiva e Parvati (suoi genitori), sostenendo che essi costituissero il mondo intero. Shiva approvò soddisfatto e gli concesse la sua benedizione affermando che da allora in avanti chiunque, prima di intraprendere un'impresa importante, avrebbe fatto meglio a pregare Ganesha. Per questa ragione è chiamato anche Vighneshwara, colui che rimuove gli ostacoli.
Ci sono leggende che narranno anche della sua testa... si potrebbe scrivere un poema solo su ganesha, spero che per ora ti basti ;)
a presto,
ganesha
come dice anche luxor bisogna capire prima di tutto che l'Induismo è una religione in cui è fortissima la componente simbolica; Dio è ovunque e permea la vita quotidiana di centinaia di milioni di indiani, si manifesta sotto molteplici forme ed assume in ogni circostanza nomi diversi (Agni Dio del Fuoco, Indra Dio dei Cieli, ecc.); questo aspetto ha fatto sì che in occidente l'Induismo venisse erroneamente considerato - e con bonario disprezzo - una religione politeista.
In India a volte la prima cosa che mi dicevano le persone - mai viste prima - era: "Il tuo Dio è il mio Dio. Dio è uno". Molte persone ad esempio toccavano le vacche mentre passavano per strada con venerazione, con affetto: non stavano semplicemente adorando le mucche, era più un ricordarsi del principo creativo, un atto di ringraziamento. E così per moltissimi aspetti della vita quotidiana.
La simbologia è molto complessa e possiede molti livelli: luxor ha descritto bene alcuni elementi, se ne possono aggiungere molti altri, ad esempio: la testa di Ganesha rappresenta l'Atman (l'anima, per semplificare) mentre il suo corpo da uomo rappresenta la Maya (l'esistenza terrena, l'illusione); la testa di elefante indica saggezza, mentre la sua unica zanna simboleggia l'OM, il verbo, il suono primordiale. Nella mano destra più in alto tiene un bastone con cui aiuta gli uomini a procedere sul sentiero e rimuove gli ostacoli dal percorso; il cappio lo aiuta a catturare le difficoltà. La zanna spezzata che tiene nella sua mano destra inferiore è un simbolo di sacrificio e la usa come penna per scrivere il Mahabharata (mervagliosa e simbolica scrittura epica), mentre la mala (tipo rosario) che tiene nell'altra mano ci indica che la ricerca della saggezza deve essere continua. Le grandi orecchie indicano apertura e ascolto, mentre il serpente attorno alla sua vita rappresenta l'energia in tutte le sue forme. Ganesha è anche umile, come cavalcatura usa un topolino che però è anche capace di trovare una strada dappertutto, di nuovo simboleggiando la capacità del Dio di passare oltre a tutti gli ostacoli.
Una leggenda ci narra perchè Ganesha è invocato prima di tutte le altre divinità o di ogni evento importante. Tanto Ganesha quanto suo fratello Kartikeya volevano sposare la stessa donna (Buddhi, la saggezza) così ella stabilì che sarebbe andata in moglie a chi prima avesse fatto il giro del mondo: Kartikeya partì subito di buona lena mentre Ganesha si limitò a girare intorno a Shiva e Parvati (suoi genitori), sostenendo che essi costituissero il mondo intero. Shiva approvò soddisfatto e gli concesse la sua benedizione affermando che da allora in avanti chiunque, prima di intraprendere un'impresa importante, avrebbe fatto meglio a pregare Ganesha. Per questa ragione è chiamato anche Vighneshwara, colui che rimuove gli ostacoli.
Ci sono leggende che narranno anche della sua testa... si potrebbe scrivere un poema solo su ganesha, spero che per ora ti basti ;)
a presto,
ganesha
Ganesh il Figlio di Shiva, l'eterno giovane dal cuore tenero, unito ai terrestri nei loro destini, nel loro Karma. L'Arcangelo Raffaele che elargisce aiuto agli ammalati, ai deboli,agli oppressi, Colui che non scende tra gli uomini ma abita nei loro cuori indicando la via della gioia dell'esistenza spingendo la mente a raccogliere i frutti del pensiero sublime di una Divinità a portata di ogni umano desiderio di appartenenza. Così si mostra nelle icone induiste, benevolo e generoso distributore di doni. Ganesh. Quando ci si avvicina alle immagini sacre di ogni religione si volge il palmo delle mani verso l'immagine portando l'energia al chakra del cuore e al terzo occhio, simbolicamente ci si mette nell'atto di assorbire l'energia e di emanarla così da creare il contatto Cosmico.
come Ganesha ha ottenuto la sua testa
Sì, è lui nell'immagine del forum ;)
Esistono differenti leggende che narrano di come Ganesha abbia ottenuto la sua testa di elefante: forse la più diffusa è contenuta nello Shiva Purana.
Un giorno Parvati, mentre faceva un bagno, creò un ragazzo a partire dallo sporco di cui si era liberata e gli ordinò di fare la guardia all'ingresso della camera, senza permettere a nessuno di entrare. Quando Shiva tornò a casa trovò uno sconosciuto davanti alle stanze di sua moglie e, nonostante la sua insistenza, non gli fu permesso di entrare: infuriato, tagliò di netto la testa del giovane. Quando lo scoprì, Parvati provò un grande dolore e Shiva, per consolarla, mandò in missione le sue truppe (Gana) con il compito di prendere la testa del primo essere vivente che avessero trovato addormentato con il capo rivolto a nord: trovarono un elefante addormentato e così riportarono la sua testa. Quindi Shiva fece rivivere il ragazzo e gli diede la testa dell'elefante, nominandolo Ganapati - altro nome di Ganesha - cioè condottiero (pati) delle sue truppe.
om shanti
Esistono differenti leggende che narrano di come Ganesha abbia ottenuto la sua testa di elefante: forse la più diffusa è contenuta nello Shiva Purana.
Un giorno Parvati, mentre faceva un bagno, creò un ragazzo a partire dallo sporco di cui si era liberata e gli ordinò di fare la guardia all'ingresso della camera, senza permettere a nessuno di entrare. Quando Shiva tornò a casa trovò uno sconosciuto davanti alle stanze di sua moglie e, nonostante la sua insistenza, non gli fu permesso di entrare: infuriato, tagliò di netto la testa del giovane. Quando lo scoprì, Parvati provò un grande dolore e Shiva, per consolarla, mandò in missione le sue truppe (Gana) con il compito di prendere la testa del primo essere vivente che avessero trovato addormentato con il capo rivolto a nord: trovarono un elefante addormentato e così riportarono la sua testa. Quindi Shiva fece rivivere il ragazzo e gli diede la testa dell'elefante, nominandolo Ganapati - altro nome di Ganesha - cioè condottiero (pati) delle sue truppe.
om shanti
scritture vediche e induiste
Ciao.
Io arrivo dal forum "Allattamento e primi anni".
Ho fatto Yoga per diversi anni, ora, con due bambini, ho qualche difficoltà a frequentare le lezioni, ma riesco a leggere nel tragitto casa-lavoro, sull'autobus.
A casa ho la Bhagavad Gita e le Upanishad. Non li ho ancora mai letti.
Secondo voi si possono leggere da soli, o devo cercare qualcuno che mi aiuti e mi illumini in queste letture?
Nel topic in cui parlavate di Ganesh avete parlato anche dello Shiva Purana: dove posso trovarlo? Non penso che basti andare in libreria ... c'è la versione italiana e, se sì, mi sapete dare il nome di una casa editrice?
Quali altri libri della tradizione induista mi consigliate?
Scusate le troppe domande, ma sapete se esistono corsi (a Torino) che illustrino le scritture vediche e il Vedanta in particolare, o l'unica soluzione è quella (impossibile per ora) di mettermi in viaggio verso la mia amata India e studiarle sul posto in un ashram?
Grazie, Gio
Io arrivo dal forum "Allattamento e primi anni".
Ho fatto Yoga per diversi anni, ora, con due bambini, ho qualche difficoltà a frequentare le lezioni, ma riesco a leggere nel tragitto casa-lavoro, sull'autobus.
A casa ho la Bhagavad Gita e le Upanishad. Non li ho ancora mai letti.
Secondo voi si possono leggere da soli, o devo cercare qualcuno che mi aiuti e mi illumini in queste letture?
Nel topic in cui parlavate di Ganesh avete parlato anche dello Shiva Purana: dove posso trovarlo? Non penso che basti andare in libreria ... c'è la versione italiana e, se sì, mi sapete dare il nome di una casa editrice?
Quali altri libri della tradizione induista mi consigliate?
Scusate le troppe domande, ma sapete se esistono corsi (a Torino) che illustrino le scritture vediche e il Vedanta in particolare, o l'unica soluzione è quella (impossibile per ora) di mettermi in viaggio verso la mia amata India e studiarle sul posto in un ashram?
Grazie, Gio
Re: scritture vediche e induiste
scusate, credevo di avere iniziato un nuovo topic (con tanto di titolo) e invece ho fatto una "risposta" a quello sull'induismo!Gio ha scritto:Nel topic in cui parlavate di Ganesh avete parlato anche di ...
Cmq non credo di essere andata tanto out of topic.
Gio
Hari Om Tat Sat
simboli
Ciao Olivia,Olivia ha scritto:Ehm... ma come si concilia il rispetto x gli animali dell'Induismo con l'uccisione dell'elefante?
il rispetto della vita in tutte le sue forme è sempre presente, gli elementi delle leggende vanno interpretati in modo simbolico: l'elefante in oriente è simbolo di saggezza, veicolo della conoscenza innata e questa divene dunque una delle caratteristiche di Ganesha.
om shanti,
ganesha
Re: scritture vediche e induiste
Ciao Gio e benevenuta!Gio ha scritto:A casa ho la Bhagavad Gita e le Upanishad. Non li ho ancora mai letti. Secondo voi si possono leggere da soli, o devo cercare qualcuno che mi aiuti e mi illumini in queste letture? Quali altri libri della tradizione induista mi consigliate?
è certamente possibile leggere per conto proprio, anzi credo che l'approfondimento individuale sia indispensabile in un vero percorso di ricerca. Sicuramente però un lavoro guidato da un maestro, con altre persone con cui confrontarsi, permette spesso una comprensione molto più profonda e consente soprattutto - se c'è la volontà - di fare propri questi insegnamenti e portarli nella vita quotidiana. L'ideale è fare entrambe le cose ;)
La Bhagavad Gita è meravigliosa; se vuoi approfondire lo Yoga ti consiglio sicuramente "La scienza dello yoga, Commento agli yogasutra di Patanjali alla luce del pensiero moderno" di Taimni I.K. - Ubaldini Editore: non è un testo induista ma contiene l'essenza dello yoga.
Potresti rivolgerti al Satyananda Ashram Italia che ha sedi anche a Torino: http://www.satyanandaitalia.netGio ha scritto:Scusate le troppe domande, ma sapete se esistono corsi (a Torino) che illustrino le scritture vediche e il Vedanta in particolare, o l'unica soluzione è quella (impossibile per ora) di mettermi in viaggio verso la mia amata India e studiarle sul posto in un ashram?
om shanti,
ganesha
