...e se volessi una casa ATTIVA?

Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.

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GiovaneAnna
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...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » mer feb 24, 2016 1:05 pm

E se volessi una casa ATTIVA?

L’intero ragionamento non è di rapida spiegazione ma è un tema che mi ha fatto molto riflettere e penso potrebbe essere un valido spunto di discussione.

Sono sempre stata sensibile alla questione ambientale. Ora che è arrivato il momento di costruire una casa per la mia famiglia vorrei fare tutto il possibile per conciliale le esigenze con le migliori tecniche di bioedilizia, non solo per dare ai miei figli un ambiente sano dove vivere, ma anche per trasmettere loro il valore del rispetto per l’unico pianeta che abbiamo.

Qualche tempo fa ho acquistato un libretto molto carino che si intitola “manuale della bioedilizia” (editore Giunti Demetra). Non è particolarmente approfondito ma per chi è agli inizi costituisce una buona panoramica degli aspetti chiave per costruire in modo ecologico. All’inizio, affamata di conoscenze tecniche, ho letto frettolosamente la prima parte che illustra nella storia quali sono state le strategie architettoniche messe in atto per rendere l’abitazione più confortevole nonostante la presenza di climi non in stile “Sanremo” (umido vs secco, caldo vs freddo).

Dopo aver letto tutto quello che ho trovato sulla bioedilizia (compresi gran parte dei topic del forum) sono arrivata al punto di dubitare che la casa passiva/ad altissima prestanza energetica sia davvero la migliore tecnologia che possiamo permetterci.

Ho riletto il capitolo sulla storia della costruzione delle abitazioni con più attenzione e mi sono chiesta cosa dovrebbe avere la mia casa di campagna costruita in pianura Padana per sfruttare i pregi (pochi) e contrastare i difetti (non ne paliamo) del luogo in cui ho scelto di vivere.

La situazione climatica si riassume in una sola parola: UMIDITA’.

Allora ho riflettuto su come la tradizione popolare ha “risolto” il problema e ho notato che tutte le vecchie case di campagna hanno la stessa conformazione con direttrice est-ovest, strette e lunghe e con moltissime finestre. Ho capito che l’unica strategia utile a contrastare il problema dell’umidità è la ventilazione naturale determinata dall’enorme quantità di spifferi (e lo so benissimo, vi sono cresciuta in una vecchia casa di campagna). I materiali di cui sono costruite sono di vecchia concezione, piene di ponti termici, infissi a colabrodo: d’inverno FA UN FREDDO BOIA e ci vuole un patrimonio per riscaldarla (infatti si scaldava solo la cucina) ma nonostante la nebbia perenne da ottobre a dicembre non c’è un briciolo di muffa.

Ora: riscaldamento a bassa entropia (amo il geotermico) uguale casa ad alta prestanza energetica, ma non riesco a rassegnarmi all’idea di vivere in un’abitazione in cui l’indispensabile ventilazione sia garantita artificialmente da un impianto (es.: vmc). Secondo me non è salutare e neanche pienamente efficiente. Una soluzione ci deve essere e la troveremo (o almeno un compromesso).

Voi che ne pensate della questione? Non vi sembra che standardizzare una tecnologia anche se molto ben pensata sia una limitazione e che progettare un’abitazione che “dialoga” con l’ambiente circostante sia una soluzione affascinante? Forse varrebbe la pena tentare…

Paolo Boni
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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da Paolo Boni » mer feb 24, 2016 3:46 pm

GiovaneAnna ha scritto:E se volessi una casa ATTIVA?

L’intero ragionamento non è di rapida spiegazione ma è un tema che mi ha fatto molto riflettere e penso potrebbe essere un valido spunto di discussione.
Eccomi pronto alla discussione...
Il confronto è l'unico modo per imparare e aprire la mente...
GiovaneAnna ha scritto:Sono sempre stata sensibile alla questione ambientale. Ora che è arrivato il momento di costruire una casa per la mia famiglia vorrei fare tutto il possibile per conciliale le esigenze con le migliori tecniche di bioedilizia, non solo per dare ai miei figli un ambiente sano dove vivere, ma anche per trasmettere loro il valore del rispetto per l’unico pianeta che abbiamo.

Qualche tempo fa ho acquistato un libretto molto carino che si intitola “manuale della bioedilizia” (editore Giunti Demetra). Non è particolarmente approfondito ma per chi è agli inizi costituisce una buona panoramica degli aspetti chiave per costruire in modo ecologico. All’inizio, affamata di conoscenze tecniche, ho letto frettolosamente la prima parte che illustra nella storia quali sono state le strategie architettoniche messe in atto per rendere l’abitazione più confortevole nonostante la presenza di climi non in stile “Sanremo” (umido vs secco, caldo vs freddo).

Dopo aver letto tutto quello che ho trovato sulla bioedilizia (compresi gran parte dei topic del forum) sono arrivata al punto di dubitare che la casa passiva/ad altissima prestanza energetica sia davvero la migliore tecnologia che possiamo permetterci.
Prima questione (spesso dibattuta)
Oggigiorno abbiamo cambiato il nostro stile di vita ed il livello di confort che ognuno di noi vuole percepire si è notevolmente alzato (esempio classico 15 anni fa esistevano macchine dove il climatizzatore era un optional invece ora DEVE FORZATAMENTE ESSERE UNO STANDARD).
Questo significa che 20 anni fa io (e magari anche tu - sempre che Giovane anna non sia ventenne) potevo benissimo sopportare la calura estiva anche dentro casa rallentando o rimanendo in mutande :mrgreen: , ora invece ESIGO di non sopportarla ed accendo il mio clima anche in macchina.
Questo è il punto fondamentale per cui il mediare è possibilissimo (e auspicabile) mentre invece ci hanno insegnato che sul comfort non si deve mediare.
GiovaneAnna ha scritto:Ho riletto il capitolo sulla storia della costruzione delle abitazioni con più attenzione e mi sono chiesta cosa dovrebbe avere la mia casa di campagna costruita in pianura Padana per sfruttare i pregi (pochi) e contrastare i difetti (non ne paliamo) del luogo in cui ho scelto di vivere.

La situazione climatica si riassume in una sola parola: UMIDITA’.

Allora ho riflettuto su come la tradizione popolare ha “risolto” il problema e ho notato che tutte le vecchie case di campagna hanno la stessa conformazione con direttrice est-ovest, strette e lunghe e con moltissime finestre. Ho capito che l’unica strategia utile a contrastare il problema dell’umidità è la ventilazione naturale determinata dall’enorme quantità di spifferi (e lo so benissimo, vi sono cresciuta in una vecchia casa di campagna). I materiali di cui sono costruite sono di vecchia concezione, piene di ponti termici, infissi a colabrodo: d’inverno FA UN FREDDO BOIA e ci vuole un patrimonio per riscaldarla (infatti si scaldava solo la cucina) ma nonostante la nebbia perenne da ottobre a dicembre non c’è un briciolo di muffa.
Entrando ancora più nel tecnico avevano pareti in calce con PH superficiale in grado di contrastare la formazione di microorganismi oltre che strutture murare altamente igroscopiche e con (spessissimo) intonaci anche in argilla (terra) con elevatissime capacità di assorbire l'umidità elevata.
A questo aggiungi che la grande massa muraria del portico rimaneva in ombra nel periodo estivo e quindi rimaneva "più fresca" e fungeva internamente da elemento radiante raffrescante.
Poi gli spifferi (e soprattutto le finestre contrapposte e di adeguate dimensioni) completavano il minimo di flusso d'aria che attraversava l'interno.
Inoltre anche il fienile fungeva da igroregolatore (una specie di grande sistema che diminuiva (anche se di pochissimo) la quantità di umidità relativa dell'aria ferma sotto il portico leggermente più fresco)
Insomma... non erano degli stupidi, anzi...
GiovaneAnna ha scritto:Ora: riscaldamento a bassa entropia (amo il geotermico) uguale casa ad alta prestanza energetica, ma non riesco a rassegnarmi all’idea di vivere in un’abitazione in cui l’indispensabile ventilazione sia garantita artificialmente da un impianto (es.: vmc). Secondo me non è salutare e neanche pienamente efficiente. Una soluzione ci deve essere e la troveremo (o almeno un compromesso).
Veniamo al punto fondamentale...
Hai detto giusto prima... nei nostri climi non abbiamo problemi di caldo invernale... Un buon coibente e delle buone esposizioni quasi azzerano l'apporto ri energia necessaria a riscaldare il sistema casa.
Noi (in pianura soprattutto) abbiamo problemi del caldo umido estivo e della calura.
Quindi la quantità di energia estiva necessaria per mantenere il sistema "fresco" è mediamente maggiore di quella invernale.
Questo per dire cosa...
Non è un problema di impiantistica (riscaldamento radiante, geotrmico, ad aria, ecc)
e nemmeno è un problema di percezione del calore interno all'abitazione (che con un buon cappotto, infissi ben dimensionati e posizionati e prestazionali) che se ben coibentato e funzionante può fare assolutamente senza una VMC dato che il sistema casa funzionerebbe a regime in maniera parecchio prestazionale con capacità di mantenimento del calore accumulato che sa costrastare anche bene l'apertura delle finestre per il cambio manuale dell'aria interna. La quantità di energia che disperderei sarebbe veramente poca. Però NO A SPIFFERI ED AEREAZIONE CHE CREEREBBERO GRANDI AREE CALDE CONTRASTATE A PICCOLE AREE FREDDE CON L'ELEVATISSIMO PROBLEMA DI CREAZIONE DI MUFFE.

In estate eccoci che il problema lo si ha e diventa di difficile gestione bioclimatica.
Anche ventilando trasversalmente non riesci più di tanto ad abbattere la quantità di umidità relativa nell'aria che ti da la percezione di totale discomfort.
Anche lavorando MOOOLTO BENE con la gestione della massa muraria, con la ventilazione (che ti assicuro quando è tutto fermo ed umido non riesci a farla muovere e se si muovesse sarebbe impercettibile e non migliorerebbe assolutamente nulla) faresti veramente poco.
Quindi il concetto di casa passiva potrebbe venire incontro dato che ad esempio uno dei parametri interessanti è che la temperatura interna nei periodi di grande calura non debba superare i 25/26 gradi pe più di quanche giorno.
Per fare questo però necessita della VMC che riesce a gestire l'umidità estiva e l'inerzia della massa dell'intero involucro dell'abitazione.
La VMC in realtà esistono studi di buon funzionamento che ne dimostra comunque un ottimo grado di salubrità anche nel tempo.
Chiaro poi che è un sistema impiantistico e chiaro che se si riuscisse a farne a meno sarebbe l'ottimo.
L'unico modo sarebbe non averla e riuscire a "sopportare" il caldo estivo.
Diverso è zona mare o costiera dove la ventilazione e le brezze sono costanti... Purtroppo la sfiga della pianura è che di brezza non ce n'è traccia.


GiovaneAnna ha scritto:Voi che ne pensate della questione? Non vi sembra che standardizzare una tecnologia anche se molto ben pensata sia una limitazione e che progettare un’abitazione che “dialoga” con l’ambiente circostante sia una soluzione affascinante? Forse varrebbe la pena tentare…
Spero di essere stato esaustivo...
buona lettura GiovaneAnna

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da hm52 » mer feb 24, 2016 10:12 pm

Che bel topic che hai aperto Anna,
sono incasinato con una consegna importante, ma mi riprometto di rispondere anche io nei primi gg di settimana prossima

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GiovaneAnna
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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » gio feb 25, 2016 4:45 pm

Grazie innanzitutto per la risposta articolata!
Paolo Boni ha scritto:Questo è il punto fondamentale per cui il mediare è possibilissimo (e auspicabile) mentre invece ci hanno insegnato che sul comfort non si deve mediare.
A proposito dell'argomento sfondi una porta aperta. E' vero, al giorno d'oggi ci si sente autorizzati a spendere per aumentare il proprio comfort/lusso ma se si decide di spendere per avere una cosa modesta ma che impatta meno sull'ambiente più di qualcuno avrebbe da ridire. Insomma, viva la villa con piscina ma di una di casa con riciclo dell'acqua meteorica che cosa te ne fai?!!?
Paolo Boni ha scritto:In estate eccoci che il problema lo si ha e diventa di difficile gestione bioclimatica.
Anche ventilando trasversalmente non riesci più di tanto ad abbattere la quantità di umidità relativa nell'aria che ti da la percezione di totale discomfort.
Anche lavorando MOOOLTO BENE con la gestione della massa muraria, con la ventilazione (che ti assicuro quando è tutto fermo ed umido non riesci a farla muovere e se si muovesse sarebbe impercettibile e non migliorerebbe assolutamente nulla) faresti veramente poco.
Allora che cosa mi sai dire del tetto ventilato? Ho letto qualche cosa in proposito...così...a istinto...se ho un pavimento raffrescato dal geotermico e la massa d'aria calda spinta verso l'alto che viene dispersa dalla ventilazione del tetto? Non so se può essere paragonato all'effetto di un camino solare e se in inverno sia neutralizzabile per evitare di disperdere il calore guadagnato con tutti gli altri sistemi.

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da Paolo Boni » gio feb 25, 2016 5:18 pm

GiovaneAnna ha scritto: Allora che cosa mi sai dire del tetto ventilato? Ho letto qualche cosa in proposito...così...a istinto...se ho un pavimento raffrescato dal geotermico e la massa d'aria calda spinta verso l'alto che viene dispersa dalla ventilazione del tetto? Non so se può essere paragonato all'effetto di un camino solare e se in inverno sia neutralizzabile per evitare di disperdere il calore guadagnato con tutti gli altri sistemi.
IL tetto ventilato NOn ventila internamente l'abitazione ma muove l'aria calda che si forma sotto coppo (o tegola)
Il raffrescante con geotermico è un sistema utile però oggigiorno ha costi abbastanza consistenti. Oramai la resa di molte pompe di calore dedicate funziona meglio e rende molto di più sempre con lo stesso obiettivo.

Ulteriore concetto di Casa Attiva (che poi attiva non sarà mai in quanto è estramemente costoso rendere attiva una abitazione, di norma si parla di casa passiva o a energia quasi zero).
Una casa passiva diventa più interesasnte rispetto ad una buona casa con sistema geotermico in quanto il progetto tenta di rendere al massimo performante a livello di bioclimatica il funzionamento della casa e dell'involucro della stessa. Questo ha l'obiettivo di poi poter prevedere un impiantistica ridotta ai minimi termini per riuscire a scaldare e raffrescare la casa quando necessita. Un parallelo che posso fare per capirci è che come l'aereodinamicità di una macchina la rende performante prima ancora dello studio del motore da applicare alla macchina stessa anche la casa ha bisogno della sua "aereodinamicità" (che è data banalmente dal corretto apporto di sole in inverno e in estate e dal corretto isolamento ed esposizione della stessa per poi poter applicare a questa il più piccolo impianto neessario).
Se ti dicessi che una casa di 300 mq la puoi scaldare con la potenza di un Phon ci credi?
Ecco questo è una casa passiva

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » sab feb 27, 2016 1:53 am

Ci credo, ci credo! Mandiamo gente nello spazio...
Paolo Boni ha scritto:IL tetto ventilato NOn ventila internamente l'abitazione ma muove l'aria calda che si forma sotto coppo (o tegola)
Ok, quindi se intendo bene il tetto ventilato evita solo probabilmente il surriscaldamento del solaio o della mansarda e forse è una soluzione più indicata per la ristrutturazione di un edificio con questo tipo di problema...
Paolo Boni ha scritto:Il raffrescante con geotermico è un sistema utile però oggigiorno ha costi abbastanza consistenti. Oramai la resa di molte pompe di calore dedicate funziona meglio e rende molto di più sempre con lo stesso obiettivo.
Ho letto che, tuttavia, le pompe di calore in particolare aria-aria perdono prestazione a temperature sotto i 7 gradi e con l'umidità che appesantisce il filtri. In inverno dalle mie parti queste due condizioni coesistono comodamente.

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » sab feb 27, 2016 1:55 am

Paolo Boni ha scritto:Ulteriore concetto di Casa Attiva (che poi attiva non sarà mai in quanto è estramemente costoso rendere attiva una abitazione, di norma si parla di casa passiva o a energia quasi zero).
Forse ho usato il termine attiva in modo impreciso. Intendevo attiva non perché dotata di una miriade di gadget tecnologici tipo i pannelli solari auto-orientanti o cose simili ma in quanto pensata per adattarsi alle specifiche caratteristiche dell'ambiente in cui viene costruita. Così come una casa costruita ad esempio in una valle molto ventilata dovrebbe essere orientata e progettata per sfruttare le correnti che scendono e salgono dalla montagna. Trovo che in un mercato in espansione come questo sia limitativo (anche se al momento più alla portata di cliente) scegliere da un catalogo il modello di casa che ti piace e schiaffarlo su un terreno. In genere si gioca sempre al ribasso, guadagnare di più spendendo di meno ma se davvero chi si avvicina all'edilizia ecologica ha a cuore il mondo che abbiamo preso in prestito dai nostri figli (da un detto Navajo) dovrebbe distinguersi dalla massa consumistica e fornire (o richiedere) un servizio che va oltre la mera esigenza dell'individuo. Se nessuno inizia, nessun'altro ci andrà dietro.

franco mori

Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da franco mori » sab feb 27, 2016 6:42 am

Brava giovaneanna. Proprio quello che sostengo da anni. Quando ho cominciato a vendere case nel 2007 , si parlava delle case degli indiani....che si adeguavano alla natura per vivere in simbiosi con essa...ho costruito case , sì a catalogo ma con un adeguato studio delle ombre ed anche delle ventilazioni presenti nel terreno ,che si scaldano con poca legna e che, con un accurata gestione delle ombre, non usano condizionatore. Case di 200 mq e passa che si scaldano con 20 quintali di legna....e ne ho diverse cosi proprio in pianura padana. Vicino al Po. Poi però', negli ultimi anni , sono arrivate le nuove tecnologie che hanno aumentato i costi facendoci respirare tramite le macchine. Ho combattuto per anni contro questa evoluzione, ora ho rinunciato. Le nuove generazioni amano l IPad , la vmc, il pc, la pdc etc etc. La casa senza gas e' ancora un utopia, i costi superano di gran lunga i benefici , così come le auto elettriche. Quando saremo riusciti ad imbrigliare meglio l energia del sole ( non il 15 per cento come oggi) allora sarò' favorevole alla pdc. Oggi no, anche perché mi dicono che una pdc ha una durata limitata per cui fra 20 anni la dovrai cambiare....così come le batterie delle auto elettriche. Con costi enormi di impianti e di energia elettrica.

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da tmx64 » dom feb 28, 2016 7:08 pm

GiovaneAnna ha scritto:.. Allora ho riflettuto su come la tradizione popolare ha “risolto” il problema ..…
Ciao GiovaneAnna.
....mah....lavoro da anni nel mondo del legno però sono sempre un po' scettico sul discorso dei "bei tempi passati"e di come "si viveva bene, a contatto con la natura, senza tecnologia, mangiando cose senza conservanti".
Io so solo che in nostri bisnonni vivevano nella miseria, pieni di malattie e morivano come mosche.

Estremizzo il mio modo di vedere le cose: io bevo CocaCola a manetta, ogni tanto faccio pure una capatina da McDonald's ed ho un'aspetttativa di vita di 70-80 anni (spero!!). Il mio trisavolo beveva solo acqua, mangiava solo verdure (la carne era un miraggio) e se riusciva a campare fino a 50 anni era già molto fortunato.

Mi rendo conto che il mio ragionamento non è assolutamente tecnico, però...

ciao
TMX

franco mori

Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da franco mori » lun feb 29, 2016 10:30 am

tmx64 ha scritto:
GiovaneAnna ha scritto:.. Allora ho riflettuto su come la tradizione popolare ha “risolto” il problema ..…
Ciao GiovaneAnna.
....mah....lavoro da anni nel mondo del legno però sono sempre un po' scettico sul discorso dei "bei tempi passati"e di come "si viveva bene, a contatto con la natura, senza tecnologia, mangiando cose senza conservanti".
Io so solo che in nostri bisnonni vivevano nella miseria, pieni di malattie e morivano come mosche.

Estremizzo il mio modo di vedere le cose: io bevo CocaCola a manetta, ogni tanto faccio pure una capatina da McDonald's ed ho un'aspetttativa di vita di 70-80 anni (spero!!). Il mio trisavolo beveva solo acqua, mangiava solo verdure (la carne era un miraggio) e se riusciva a campare fino a 50 anni era già molto fortunato.

Mi rendo conto che il mio ragionamento non è assolutamente tecnico, però...

ciao
TMX
Non facciamo confusione tmx....i centenari c'erano anche secoli fa....e' vero che il progresso ha allungato la vita alla massa delle persone che prima morivano per scarsa igiene, alimentazione e mancanza di medicine...ma e' anche vero che oggi una persona su 4 si ammala di cancro, un secolo fa eravamo ad una su venti....come al solito ...in medio stat virtus ...e non sono per nulla sicuro che 30 mq di fotovoltaico sul tetto più tutte le diavolerie elettroniche in casa siano poi così salutari...

franco mori

Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da franco mori » lun feb 29, 2016 10:38 am

A proposito, la Coca Cola e' piena di zucchero, di cui il cancro va goloso...e' il suo alimento principale..

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » lun feb 29, 2016 11:14 am

tmx64 ha scritto:....mah....lavoro da anni nel mondo del legno però sono sempre un po' scettico sul discorso dei "bei tempi passati"e di come "si viveva bene, a contatto con la natura, senza tecnologia, mangiando cose senza conservanti"
Grazie tmx64 per il tuo contributo e credimi, anche io non penso che se la passassero così bene qualche anno fa. Mi sento fortunata a vivere nei nostri tempi in cui l'istruzione da a tutti quelli che vogliono imparare gli strumenti per analizzare in modo critico le informazioni che raccoglie e utilizzarle per perseguire i propri scopi e allo stesso tempo imparare dal passato. Trovo, tuttavia, che oggi la tendenza sia considerare la tecnologia come un metodo per risolvere nel modo più efficiente tutti i problemi. Io sostengo invece che le soluzioni, anche quelle abitative, possano trarre moltissimi benefici dall'utilizzo dei "vecchi bei metodi" adattati alle conoscenze e ai materiali di oggi. Ma forse per me la cosa più importante è sostenere che è necessario trovare un compromesso tra comodità e armonia con l'ambiente. Non credo possiamo pretendere di avere una casa altamente automatizzata e sperare che questo non abbia ripercussioni nel futuro.

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da tmx64 » mar mar 01, 2016 2:18 pm

franco mori ha scritto:.. oggi una persona su 4 si ammala di cancro, un secolo fa eravamo ad una su venti.....
Ce n'erano di meno perché non facevano in tempo ad ammalarsi di cancro...morivano prima. E non è una battuta!
Inoltre, una volta morivi e basta. Non si sapeva neanche perché.

ciao
tmx

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da franco mori » mer mar 02, 2016 5:32 am

tmx64 ha scritto:
franco mori ha scritto:.. oggi una persona su 4 si ammala di cancro, un secolo fa eravamo ad una su venti.....
Ce n'erano di meno perché non facevano in tempo ad ammalarsi di cancro...morivano prima. E non è una battuta!
Inoltre, una volta morivi e basta. Non si sapeva neanche perché.

ciao
tmx
Questa vale come quella che questo è stato un inverno freddo.... :lol: :lol: pero' siamo OT , torniamo a parlare di case attive...

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Re: ...e se volessi una casa ATTIVA?

Messaggio da GiovaneAnna » ven mar 04, 2016 12:04 pm

Qualche giorno fa sono stata ad una fiera di settore...e più di uno mi ha detto che si sta facendo marcia indietro sulle case in legno. Pare che vi siano casi di infiltrazioni tra gli strati dei muri portanti con conseguente deformazione della struttura e necessità di interventi non da poco conto... :shock:

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