Avrei domande su più temi da fare. Inizio col raccontarvi, il più sinteticamente possibile, la mia esperienza (se non volete leggere tutto alla fine ho posto alcune domande, spero vada bene la sezione).
Mi ricordo che da bambino, a 8 anni (in quanto cresciuto in un ambiente cattolico conservatore: genitori e fratelli più grandi tutti credenti e onnivori), mi chiesi come fosse possibile che Dio ci donasse come cibo esseri viventi. Ma non feci il passo di diventare vegetariano o vegano. Solo a 17 anni diventai vegetariano, ed ateo convinto, seguendo la mia idea che Gesù, in quanto specista (perché mangiava il pesce), non potesse essere veramente Dio fatto uomo, perché appunto sostenitore di una morale non assoluta. La mia voleva e vuole tutt'ora infatti essere una dura critica al cristianesimo come fonte di verità assoluta. Se la religione deve o vuole diffondere valori universali, questi non possono mutare nel tempo o a seconda delle situazioni socio-culturali o storiche. Se rappresentano la parola di un essere superiore questa non può essere legata agli usi e costumi di un epoca.
In effetti le scritture, come per altro le varie predicazioni, di tutti i profeti o messia, sono solo l'espressione "condensata" del pensiero e della morale di quel momento storico e culturale. E non viceversa. Cristo interpreta e diffonde le idee di quell'epoca e di quella cultura. Non inventa nulla di nuovo. Così come Maometto o altri vari profeti. Sono figli del loro tempo, non certo di dio!! Scusate, sto perdendo il filo del discorso.
Comunque non fu semplice diventare vegetariano, giacché amante della carne: dal prosciutto, al pollo, alle scaloppine al marsala, all’entrecoté di manzo, al pesce... Un anno più tardi, acquisita un po’ di informazione su come trattano le galline per le uova e le mucche per il latte, decisi di diventare vegano. Ero decisamente motivato, ma neanche qui fu semplice. Adoravo il formaggio, il latte e le uova. Per 2/3 anni sono stato vegano. Verso i 21 anni iniziai a cedere. Ripresi a mangiare prima i derivati animali, poi, più in là addirittura la carne (anche e sopratutto per il fatto di aver conosciuto e vissuto con i genitori della mia ragazza, che si alimentavano molto di carne). Ma stavo male nel farlo. Mi sentivo in colpa, ma davo la responsabilità alla società.
La società è marcia, e ci marciano anche le persone. Sguazzano nello schifo immorale. E io ero tornato dalla loro parte. Tutti i miei ideali finiti al vento!
Sono sempre stato un tipo piuttosto ignorante su tutto, ho lasciato la scuola a 12 anni e ho avuto una vita parecchio travagliata. Quindi non sono formato, e quando ero vegano a 20 anni mi nutrivo malissimo.
Oggi, che ho 26 anni, cerco di essere equilibrato. Sono tornato vegano da poco più di 3 mesi e mi nutro bene sotto aiuto di un medico nutrizionista. E ora penso che anche se vivo con persone onnivore, esse mi devono rispettare, come io rispetto loro.
Ma, mi domando: è vero che l’uomo può vivere da vegano? I bambini piccoli anche? E le donne? Malgrado sono un’animalista convinto non sono molto informato, ho letto poco a riguardo.
Voi cosa ne pensate?
Un tema poi che mi sta particolarmente a cuore è la sperimentazione animale per la ricerca medica. Se da un lato penso che posso vivere da vegano, mi domando se posso vivere senza i farmaci testati sugli animali (praticamente tutti). Gandhi lo faceva. E Tom Regan sostiene, con la sua posizione giusnaturalista (io forse apprezzo di più l’utilitarismo di Singer), che anche qualora ci fossero grandi risultati per l’uomo, la sperimentazione animale è assolutamente negativa per questi ultimi, portatori di diritti intrinseci. In effetti io considero gli animali un po’ come dei bambini. Forse non piacerà il paragone, ma intendo perché entrambi sono esseri innocenti e impossibilitati a difendersi (perlomeno gli animali che vengono utilizzati per la ricerca)
Ho fatto una brevissima ricerca e sono arrivato al seguente link: http://www.huffingtonpost.it/2013/04/27 ... 70240.html
L'ho fatto leggere a una persona del ramo che mi ha risposto così:
"Un epistemologo non è un ricercatore, non credo si intenda di laboratori.
L'articolo postato è fazioso e contiene anche falsità: una su tutte la faccenda dell'aspirina, è utilizzata in terapia per cani e gatti ad esempio.
Ancora: farmaci come il talidomide (che fece nascere molti bambini focomelici) non risultò tossico negli animali perché non fu testato su animali in gravidanza."
Per finire, forse sembrerà inusuale, ma credo di essere uno dei pochi atei animalisti anti-specisti assolutamente contrario all’aborto e tendenzialmente contrario anche all’eutanasia. Infatti non comprendo la posizione di Peter Singer sulla sua "Tesi della sostituibilità" in cui sostiene l'eutanasia neonatale, affermando che "è preferibile sopprimere un bambino malato in fase neonatale e sostituirlo con un nuovo progetto creativo". Mi ricorda un po' la posizione del nazismo.
Grazie!
alan