Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.
Moderatore: michele ricci
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hm52
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da hm52 » mer gen 14, 2015 5:00 pm
Oggi mi sono preso la briga di verificare quanto migliora il ponte termico di una platea isolata fuori rispetto ad un isolamento interno
Premessa: verifica su struttura x-lam staccata con zoccolo di vetro cellulare quindi assenza di ponte termico sull'appoggio delle pareti portanti perimetrali
Dati ambientali:
fuori -10° C
dentro: +21° C
Verifica flussi termici con coibentazione interna:
Verifica flussi termici con coibentazione esterna:
Lo scarto di temperatura fra le due soluzioni nel punto più critico ossia l'incontro pavimento/parete è inferiore a 1°C
Fatte molte altre ipotesi e verifiche che non riporto per riservatezza sul knowhow aziendale, se si presta bene attenzione all'incontro fra controparetina interna e isolamento nei sottofondi interni si ottengono maggiori benefici rispetto al coibentare sottoplatea: nella migliore soluzione lo scarto è di 2°C
Ergo non conviene dal punto di vista costi/benefici coibentare sottoplatea/esternamente
My two cents
Pietro - HM52
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KCL79
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da KCL79 » mer gen 14, 2015 8:59 pm
Molto interessante! La premessa che hai fatto (zoccolo in vetro cellulare) è fondamentale direi, e pure io la penso allo stesso modo.
Se posso chiederti, con che software hai fatto le verifiche termiche per avere quegli output?
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KCL79
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da KCL79 » gio gen 15, 2015 2:22 pm
Grazie! Molto interessante il modulo di ArchiCAD, praticamente sviluppando l'intero progetto in ArchiCAD, senza ulteriori programmi (con relativo reinserimento dati) ti consente di controllare tutto l'edificio.
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luciano
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da luciano » ven gen 16, 2015 1:11 pm
Molto interessante.
Domanda/curiosità: che livello di compressione sopporta uno zoccolo siffatto ?
Voglio dire, nella realizzazione recente della mia platea, uno degli strati intermedi è composto da 40 cm di vetro cellulare costipato. L'occasione mi è servita per toccare con mano qualche ciottolo di questo materiale tanto innovativo e debbo dire che mi ha colpito la leggerezza e la robustezza, caratteristica quest'utima che ho voluto testare più a fondo. Ebbene, aumentando la compressione, in modo del tutto casereccio come salendoci semplicemente sopra, il ciottolo in questione si è pressochè sbriciolato.
Da qui la mia domanda/curiosità iniziale.
Grazie
Luciano
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hm52
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da hm52 » sab gen 17, 2015 9:40 pm
KCL79 ha scritto:Grazie! Molto interessante il modulo di ArchiCAD, praticamente sviluppando l'intero progetto in ArchiCAD, senza ulteriori programmi (con relativo reinserimento dati) ti consente di controllare tutto l'edificio.
Archicad é stato il mio secondo CAAD e dopo 24 anni d'uso ne sono ancora soddisfatto
Guarda anche questo add-on per le frame House:
http://www.archiframe.fi
Qui invece gestisci le log/block:
http://www.mad.fi/mad/logs.html
Pietro - HM52
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Truzzman
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da Truzzman » sab gen 17, 2015 11:16 pm
Ponte termico su terreno, avete impostato il modello di calcolo seguendo le indicazioni della iso 10211?
Ok per le temperature superficiali (ci mancherebbe, avendo isolamento interno...) ma le temperature andando verso l'esterno come variano?
E i flussi termici ovvero lo psi? quanto varia e che valore assume? quel ponte termico anche se lo psi è basso, non è trascurabile perchè è lungo come tutto il perimetro della casa.
Io uso Mold Simulator
http://www.dartwin.it/it/software/moldsimulator3/ ovviamente insieme a Frame Simulator per i serramenti. Un tandem molto valido.
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hm52
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da hm52 » dom gen 18, 2015 11:15 am
Truzzman ha scritto:Ponte termico su terreno, avete impostato il modello di calcolo seguendo le indicazioni della iso 10211?
Si certo, ma in seconda analisi, le soluzioni AC sopra postate sono controlli in fase di design e progettazione: ad esempio si può verificare la variazione complessiva dovuti agli apporti solari semplicemente variando il tipo di albero ad alto fusto da sempreverde a deciduo
Mold e frame simulator sono due ottimi software con il giusto rapporto prezzo/funzioni

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Truzzman
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da Truzzman » dom gen 18, 2015 11:40 am
ok, e lo psi da una soluzione all'altra come variava?
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hm52
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da hm52 » dom gen 18, 2015 3:41 pm
Poco o nulla nel caso della stratigrafia a coibentazione non separata dal ricoprimento impianti
Significativo per azzerare la variazione psi è la larghezza del cordolo di innalzamento in CA ridotto al minimo di 5 cm di sbordo rispetto ai tirafondi degli hold down: situazione che richiede maggior cura un cantiere nella realizzazione del cordolo perché c'è ovviamente meno margine per gestire i fiori squadro.
Anche l'altezza ovviamente influisce ma per me non è una variabile perché adotto come punto fermo la partenza del legno sempre a quota pavimento finito interno e quindi sempre a +2,5 cm rispetto al punto acqua esterno.
Per quanto riguarda invece l'ammettenza e capacità massica interna non varia nulla perché tutte le soluzioni contemplano massetto e sistema radiante
Pietro - HM52